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DOCUDÌ2026: PREMIAZIONI DEI FILM VINCITORI E IN ANTEPRIMA REGIONALE LA PRESENTAZIONE DEL FILM ANIME VIOLATE DI MATTEO BALSAMO
Redazione- Sabato prossimo, 9 maggio 2026, all’Auditorium Cerulli di Pescara, dalle ore 18:30, si svolgerà la serata conclusiva del Concorso di Cinema Documentario DOCudì, giunto quest’anno alla sua 13a edizione ed organizzato dalla associazione ACMA .
Il Concorso ha avuto, come punto cardine, “Panorama Italiano”: un’unica sezione competitiva con documentari che attraverso temi diversi, ha mostrano tra l’altro il valore dei luoghi e delle relazioni che sono stati presentati con appuntamenti settimanali in tre mesi, da marzo a maggio. Come nelle scorse edizioni, i premi assegnati sono due: il PREMIO del pubblico per il miglior documentario, scelto attraverso una Giuria Popolare formata dagli spettatori, e il PREMIO per il miglior documentario Sociale, scelto dall’associazione ACMA.
Dopo la consegna dei Premi in Anteprima regionale verrà presentato ANIME VIOLATE il docufilm che accende i riflettori sulla tipologia forse più crudele delle tante truffe da cui siamo bersagliati, quella affettiva, che fa leva sui buoni sentimenti. Sarà lo stesso regista, Matteo Balsamo ad illustrare il lavoro realizzato con la collaborazione di Acta, l’Associazione Contrasto truffe affettive, nata 12 anni fa e presieduta da Jolanda Bonino caduta anche lei nella trappola dei truffatori digitali che si insinuano nelle vite degli altri.
Il docufilm racconta la sua e altre cinque storie di strazio e rinascita nel volontariato in Acta, ma, spiega Bonino “vuole mettere l’accento su un fenomeno collettivo, su una manipolazione cinica e perfida che riduce spesso sul lastrico le vittime portandole alla disperazione e a volte, al suicidio. Dietro i profili di donne piacenti e uomini fascinosi, spesso sedicenti militari o medici bloccati all’estero ci sono delle bande esperte di tecniche manipolative, abilissime nel far sentire al centro del mondo le loro vittime”.
I numeri delle truffe affettive fornite dal ministero dell’Interno parlano di 6 milioni e 855mila frodati nel 2025 con le truffe affettive, il Rapporto Acta di 1360 casi denunciati nel 2024, con una propensione a rivolgersi alle forze dell’ordine che si ferma al 17 per cento.
Nel docufilm di Balsamo, parlano di prevenzione e contrasto delle truffe affettive anche agenti della Polizia Postale, dei Carabinieri e un esperto di Intelligenza artificiale che spiega come qualsiasi foto si può trasformare in quella di una diva di Hollywood.
“Nel docufilm ho voluto evitare di mettere l’accento sull’entità del denaro truffato – spiega Balsamo – puntando invece a raccontare la genesi delle truffe e soprattutto come famiglie, amici e conoscenti hanno reagito davanti alle storie delle vittime. Perché spesso alla truffa si aggiunge anche il dolore di essere allontanati, ridicolizzati o addirittura bullizzati”.
sabato 9 maggio 2026 ore 18:30 PREMIAZIONI – EVENTO SPECIALE:
verrà presentato, in ANTEPRIMA REGIONALE il film ANIME VIOLATE di Matteo Balsamo
Donne e uomini, sedotti da profili falsi e promesse d’amore, restano intrappolati in una rete invisibile di manipolazioni psicologiche, isolamento e rovina economica. Non si tratta solo di raggiri finanziari, ma di ferite profonde che toccano la dignità, la fiducia, l’essenza stessa del legame umano.“Anime Violate” racconta, con delicatezza e onestà, le storie vere di chi è stato sedotto e abbandonato da amori mai esistiti, da illusioni costruite con precisione da organizzazioni criminali che sanno colpire nel punto più vulnerabile.
INFO schede, sinossi, trailer, bio https://www.webacma.it/docudi2026-anime-violate/
Trailer https://www.facebook.com/share/v/1CAxssec68/
Per chi ama il cinema che racconta il reale, Pescara con #DOCudì2026 il concorso di cinema documentario organizzato dall’A.C.M.A. – Associazione Cinematografica Multimediale Abruzzese, offre l’opportunità di visionare un panorama variegato e multiforme della nostra società.
Giunto alla sua 13a edizione e con i suoi sei appuntamenti con opere in concorso e due eventi speciali distribuiti settimanalmente nel periodo dal 20 marzo al 09 maggio 2026, DOCudì con la formula del “festival diffuso”, consente al pubblico di vedere storie e linguaggi del documentario contemporaneo.
Il concorso con la sezione “Panorama Italiano”, presenta i documentari più significativi degli ultimi due anni con la partecipazione in sala di registi e sceneggiatori che si confrontano con il pubblico: un momento prezioso per riuscire a creare uno scambio di idee e di condivisione tra l’autore e il pubblico in sala.
DOCudì, nel corso degli anni, è diventato un punto di riferimento nazionale per il documentario d’autore, capace di portare in Abruzzo opere che, in molti casi, difficilmente potremmo visionare anche se hanno già calcato i principali festival italiani e internazionali.
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DOCudì, giunto quest’anno alla 13° edizione è organizzato dall’A.C.M.A. – Associazione Cinematografica Multimediale Abruzzese, Una associazione culturale senza scopo di lucro nata nel dicembre 2000.
Costituita da volontari ha la finalità di promuovere la cultura cinematografica e multimediale attraverso la sua fruizione a vantaggio dei propri associati e dell’intera collettività. Si occupa di promuovere, organizzare e pianificare attività culturali in generale soprattutto attraverso l’organizzazione di festival, rassegne, cineforum o singole proiezioni.
CHI SIAMO https://www.webacma.it/chi-siamo/
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ANIME VIOLATE di Matteo Balsamo
attraverso le voci delle vittime, Anime Violate svela il crudele inganno delle truffe affettive: falsi amici, manipolazioni e perdite. Un viaggio straziante dalla distruzione alla rinascita
PAESE Italia – ANNO 2025 – DURATA 77’ – GENERE sociale, sentimentale – SOGGETTO Rossella Bertone – SCENEGGIATURA Rossella Bertone, Matteo Bertone – PRODUZIONE Giotto
sinossi dove l’identità può essere modellata da un algoritmo, le truffe affettive emergono come una nuova forma di violenza emotiva. Donne e uomini, sedotti da profili falsi e promesse d’amore, restano intrappolati in una rete invisibile di manipolazioni psicologiche, isolamento e rovina economica. Non si tratta solo di raggiri finanziari, ma di ferite profonde che toccano la dignità, la fiducia, l’essenza stessa del legame umano.
“Anime Violate” racconta, con delicatezza e onestà, le storie vere di chi è stato sedotto e abbandonato da amori mai esistiti, da illusioni costruite con precisione da organizzazioni criminali che sanno colpire nel punto più vulnerabile. Le vittime narrano con sorprendente lucidità il crollo e la lenta, faticosa risalita, incorniciate da immagini sospese, atmosfere ipnotiche e una colonna sonora essenziale, che restituiscono il senso di disorientamento vissuto da chi si è trovato in bilico tra realtà e finzione. Il lungometraggio non vuole essere un’inchiesta, ma un’indagine dell’anima, un invito a riconoscere la vulnerabilità come esperienza comune, e la rinascita come un atto di coraggio condiviso.
Matteo Balsamo è nato a Broni nel 1977. Ha iniziato la sua carriera come attore, recitando in produzioni teatrali, documentari, cortometraggi e lungometraggi, tra cui Cado dalle nubi di Gennaro Nunziante, Vallanzasca – Gli angeli del male di Michele Placido e Solo per il weekend di Gianfranco Gaioni. Successivamente è passato alla regia, dirigendo spot pubblicitari, cortometraggi, video musicali e la web serie E-114, che gli è valsa riconoscimenti in Italia e all’estero. Il suo approccio combina la visione d’autore con competenze interdisciplinari di scrittura, recitazione e montaggio, con una forte attenzione all’autenticità emotiva e al linguaggio visivo.
Lifestyle
L’ELEGANZA CORRE SU CARTA: POSTE ITALIANE CELEBRA IL MITO DE LA PERLA CON UN FRANCOBOLLO D’AUTORE
Un omaggio alla maestria sartoriale italiana. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy dedica un francobollo alla storica Maison, icona indiscussa del lusso nel mondo.
Redazione- C’è un pezzo di storia della moda italiana che da oggi varca i confini del tempo per diventare un emblema filatelico. Poste Italiane, in collaborazione con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha emesso oggi, 13 maggio 2026, un nuovo francobollo ordinario che celebra uno dei nomi più prestigiosi del panorama internazionale: La Perla.
Inserito nella prestigiosa serie tematica dedicata alle “Eccellenze del sistema produttivo e del Made in Italy”, il francobollo non è solo un semplice valore bollato da 1,30 euro, ma una vera e propria dichiarazione d’amore verso la creatività, l’artigianalità e lo stile che hanno reso l’Italia celebre in ogni angolo del globo.
Un capolavoro in miniatura
La vignetta del francobollo è un tributo visivo che cattura l’essenza stessa della Maison. Il bozzetto – curato direttamente da La Perla e perfezionato dal Centro Filatelico dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato – riproduce un raffinato corsetto. Non si tratta di un semplice capo di abbigliamento, ma di un oggetto che incarna la maestria sartoriale tramandata di generazione in generazione. Il logo “La Perla”, posizionato elegantemente nella parte superiore, svetta come firma di un’icona che ha saputo trasformare l’intimo in un linguaggio di lusso e raffinatezza assoluta.
La produzione, affidata all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., è stata curata con estrema attenzione: stampato in rotocalcografia su carta bianca patinata autoadesiva, il francobollo ha una tiratura limitata di 250.020 esemplari, un numero pensato per rendere questa emissione un pezzo ricercato dai collezionisti e dagli estimatori del design.
Per i collezionisti e gli appassionati
Per celebrare degnamente questa occasione, Poste Italiane ha previsto un vero e proprio “corredo” filatelico. Oltre al francobollo singolo, è stata realizzata un’elegante cartella contenente la quartina, la cartolina affrancata e annullata, la busta primo giorno di emissione, la tessera e un bollettino illustrativo che racconta la storia della Maison e il valore simbolico di questa emissione.
Per chi volesse imprimere un ricordo indelebile, l’annullo “primo giorno di emissione” sarà disponibile presso lo sportello filatelico dell’ufficio postale di Roma V.R.
Dove trovare il pezzo da collezione
L’emissione è già disponibile a partire da oggi presso tutti gli Uffici Postali dotati di sportello filatelico e nei prestigiosi spazi “Spazio Filatelia” presenti nelle principali piazze italiane: Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Torino, Trieste e Verona. Per chi preferisce l’acquisto digitale, l’intera collezione è consultabile e acquistabile comodamente sul sito ufficiale www.filatelia.poste.it.
Questo tributo a La Perla non è solo un gesto di riconoscimento verso una grande azienda italiana, ma la conferma di come la filatelia sappia ancora raccontare le storie più affascinanti del nostro Paese. Ogni volta che una lettera verrà spedita con questo francobollo, a viaggiare non sarà solo la corrispondenza, ma un frammento di quella cultura del bello che da sempre ci appartiene. Un omaggio meritato per chi, con ago, filo e una visione illuminata, ha saputo esaltare la figura femminile elevando la sartoria a forma d’arte.
Lifestyle
SALONE DEL LIBRO DI TORINO – ADELIA LUCATTINI IL 16 E 17 MAGGIO PRESENTE CON “PSICOANALISI E INFANZIA. VADEMECUM PER GENITORI, NONNI, EDUCATORI”
LA PSICOANALISTA ADELIA LUCATTINI AL SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO 2026 CON IL VOLUME “PSICOANALISI E INFANZIA. VADEMECUM PER GENITORI, FIGLI, EDUCATORI”
Redazione- In occasione della XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, la psichiatra e psicoanalista Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana, Adelia Lucattini, sarà presente sabato 16 e domenica 17 maggio 2026 con il suo volume “Psicoanalisi e infanzia. Vademecum per genitori, nonni, educatori”, edito da Solfanelli Editore.
L’incontro con l’autrice si svolgerà all’interno del Salone Internazionale del Libro di Torino, in programma dal 14 al 18 maggio presso il Lingotto Fiere di Torino. Il libro nasce dalla collaborazione con la giornalista scientifica Marialuisa Roscino, che ha realizzato le interviste raccolte nel volume. Il testo è arricchito dalla postfazione di Maria Giuseppina Pappa ed è disponibile in libreria e negli store online.
Scritto con un linguaggio chiaro, accessibile e supportato da una solida bibliografia scientifica, “Psicoanalisi e infanzia” si propone come uno strumento concreto di supporto non solo per genitori, insegnanti, educatori e familiari, ma anche per studenti che abbiano scelto un piano di studi liceale a indirizzo psico-pedagogico e non ultimo, a studenti che abbiano intrapreso percorsi universitari di questo ambito di riferimento, offrendo chiavi di lettura e strumenti pratici per comprendere il mondo emotivo e relazionale dei bambini.
«È un vademecum per le persone, per i bambini, per i genitori, i nonni e per gli educatori, utile ad affrontare le difficoltà della crescita e superarle», spiega Adelia Lucattini.
Nel corso del volume, l’autrice accompagna il lettore attraverso le tappe fondamentali dello sviluppo infantile, integrando le conoscenze, la cura e la ricerca psicoanalitica con i più recenti apporti neuroscientifici. In forma di dialogo e intervista vengono affrontati temi centrali per le famiglie e per chi opera nel mondo educativo: dalla relazione madre-bambino e padre-bambino alla costruzione dell’autonomia e dell’intelligenza emotiva; dalle difficoltà scolastiche, come ADHD, DSA e dislessia, al valore del gioco, dello sport, della musica e delle attività creative nello sviluppo psicologico.
Particolare attenzione viene inoltre dedicata agli aspetti psicologici legati alle malattie fisiche durante l’infanzia – come emicrania, asma e celiachia – e al contributo che il trattamento psicoanalitico può offrire nel percorso di crescita del bambino, al benessere scolastico e nel sostegno ai genitori.
Con rigore scientifico e sensibilità clinica, Adelia Lucattini propone un percorso di riflessione e approfondimento capace di coniugare competenza, empatia e fiducia nel futuro, offrendo strumenti concreti per accompagnare bambini e adolescenti nel loro sviluppo emotivo.
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MULTIETNICITÀ E PROFESSIONALITÀ: LA TRASFORMAZIONE SILENZIOSA DEL LAVORO NEL XXI SECOLO
Redazione – Nel XXI secolo la multietnicità non è più una condizione eccezionale delle società urbane, ma una struttura permanente dei sistemi sociali ed economici. Le città globali, i mercati del lavoro e le organizzazioni pubbliche e private si configurano sempre più come spazi in cui lingue, culture e modelli professionali differenti coesistono e interagiscono quotidianamente. In questo scenario, la professionalità non può più essere interpretata secondo parametri esclusivamente tecnici o nazionali, ma deve essere ridefinita alla luce della complessità culturale.
La multietnicità come fattore strutturale
La presenza di individui provenienti da contesti culturali differenti ha storicamente generato letture semplificate: o come problema di integrazione, o come generica risorsa sociale. Oggi, tuttavia, l’evidenza empirica proveniente da sociologia del lavoro e studi organizzativi suggerisce una realtà più articolata. La multietnicità è un fattore strutturale che incide direttamente sui processi produttivi, sulla gestione delle risorse umane e sulle dinamiche decisionali.
In ambienti lavorativi eterogenei, la diversità non agisce soltanto sul piano rappresentativo, ma modifica i meccanismi cognitivi collettivi: cambia il modo in cui i problemi vengono interpretati, le soluzioni vengono generate e le decisioni vengono validate.
Nuova definizione di professionalità
La professionalità tradizionale si fondava su tre pilastri principali: competenze tecniche, esperienza e conformità a standard condivisi. In contesti multietnici, questi elementi rimangono necessari ma non sufficienti.
Si afferma invece un modello più complesso, in cui assumono centralità competenze trasversali come:
capacità di mediazione culturale nei processi comunicativi;
gestione della diversità nei gruppi di lavoro;
adattabilità a sistemi valoriali differenti;
consapevolezza dei propri bias cognitivi e culturali.
Questa evoluzione segna il passaggio dalla professionalità “standardizzata” alla professionalità “contestuale”, cioè dipendente dalla capacità di operare efficacemente in ambienti socialmente eterogenei.
Innovazione e conflitto: due facce della stessa dinamica
La letteratura scientifica evidenzia un paradosso centrale: la multietnicità aumenta il potenziale innovativo dei gruppi, ma al tempo stesso può incrementare le probabilità di conflitto interno. La presenza di differenti schemi interpretativi produce infatti una maggiore varietà di soluzioni, ma anche un aumento dei punti di frizione.
Le organizzazioni più efficienti non sono quelle che eliminano la diversità, ma quelle che riescono a trasformare il conflitto cognitivo in risorsa produttiva. Ciò richiede leadership capaci di integrare differenze senza appiattirle, costruendo un equilibrio tra coesione e pluralismo.
Il ruolo della comunicazione professionale
Uno degli elementi più critici nei contesti multietnici è la comunicazione. Le barriere linguistiche sono solo la componente più evidente,
più sottili, ma spesso più incisive, sono le differenze nei codici comunicativi, nei livelli di formalità e nelle aspettative relazionali.
La comunicazione professionale contemporanea richiede quindi una competenza nuova .
La capacità di tradurre non solo le parole, ma i contesti culturali. In questo senso, la professionalità diventa anche una forma di traduzione continua tra mondi simbolici differenti.
Implicazioni sociali ed economiche
La gestione efficace della multietnicità ha implicazioni dirette sulla competitività economica. Le organizzazioni che valorizzano la diversità culturale tendono a mostrare maggiore capacità di innovazione, resilienza e apertura ai mercati internazionali.
Sul piano sociale, invece, la professionalità interculturale contribuisce a ridurre fenomeni di esclusione e marginalizzazione, favorendo processi di integrazione più stabili e meno conflittuali.
La multietnicità non è una variabile esterna al concetto di professionalità, ma uno dei suoi principali motori evolutivi. In un mondo interconnesso, la capacità di lavorare efficacemente in contesti culturalmente eterogenei diventa una competenza centrale, destinata a definire i profili professionali del futuro.
La sfida non consiste nel gestire la diversità come eccezione, ma nel riconoscerla come condizione normale del lavoro contemporaneo. In questa prospettiva, la professionalità non è più soltanto ciò che si sa fare, ma anche il modo in cui si riesce a collaborare nella complessità.
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