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Nuovi commissari alla Questura di Matera, l’Ugl chiede maggiore presidio del territorio

🔵 La Questura di Matera potenzia l’organico con due nuove commissarie: l’Ugl plaude all’arrivo delle professioniste e rilancia la richiesta di maggiore presenza dello Stato per combattere il caporalato e garantire la sicurezza delle famiglie lucane.

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#Matera #PoliziadiStato #Sicurezza #Legalità

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Questura di Matera nuovi arrivi

 Redazione-  La Questura di Matera si arricchisce di nuove figure professionali. L’arrivo di due giovani funzionarie della Polizia di Stato segna un momento di rinnovato impegno per il controllo del territorio lucano, una notizia accolta con favore dal sindacato Ugl. La città dei Sassi, cuore pulsante di una provincia che si estende dalle colline materane fino alle zone rurali dedicate all’agricoltura, necessita di un presidio costante per fronteggiare le sfide legate alla sicurezza pubblica. L’assegnazione di nuovo personale non rappresenta solo un mero rimpiazzo di organico, ma una risposta concreta alla richiesta di legalità che proviene dai cittadini, dalle famiglie e dal comparto produttivo locale.

L’impegno per la legalità nella provincia di Matera

Il segretario provinciale dell’Ugl Matera, Pino Giordano, ha analizzato con attenzione il potenziamento degli organici arrivato in via Rocco Scotellaro. In un contesto provinciale complesso, dove il contrasto al caporalato e alle infiltrazioni criminali nelle dinamiche lavorative richiede una vigilanza serrata, la presenza capillare delle Forze dell’Ordine diventa il baluardo per la protezione del tessuto sociale. Secondo Giordano, l’incremento di uomini e donne in divisa è il presupposto indispensabile per garantire che chiunque scelga di investire, lavorare o risiedere nella provincia di Matera possa farlo in un clima di totale serenità e rispetto delle norme vigenti.

La sicurezza pubblica, in questo senso, va intesa come un servizio di prossimità. Non si tratta solo di pattugliamento delle strade principali o dei quartieri più popolosi del capoluogo, ma di un presidio che deve estendersi anche alle aree periferiche e ai centri agricoli, dove il controllo del territorio diventa lo strumento principale per arginare lo sfruttamento della manodopera e altre forme di illegalità diffusa. L’obiettivo dichiarato dall’Ugl è collaborare con le istituzioni per trasformare questa maggiore disponibilità di personale in una barriera invalicabile contro la microcriminalità che può insidiare la quotidianità dei quartieri cittadini.

Il profilo delle nuove funzionarie in servizio

L’attenzione del sindacato si è concentrata in particolare sulle due nuove commissarie, Maria Paola Minervini e Federica Favuzzi. Entrambe le funzionarie portano a Matera un bagaglio di competenze di alto profilo: laureate in Giurisprudenza con il massimo dei voti e formatesi presso la Scuola Superiore di Polizia, hanno completato il loro percorso formativo con un Master in Organizzazione, Management Pubblico e Leadership nella Pubblica Sicurezza. L’arrivo di figure con una preparazione tecnica così solida viene visto come un valore aggiunto per il Questore di Matera, Davide Della Cioppa, impegnato quotidianamente a calibrare la strategia operativa della Polizia di Stato sulle necessità di una città in costante mutamento.

La gratitudine dell’Ugl verso i vertici della Questura riflette una sinergia necessaria. Il dialogo tra le parti sociali e il comando di polizia permette infatti di monitorare con precisione le zone scoperte e le criticità logistiche. Per la città di Matera, che ha vissuto anni di grande trasformazione economica e turistica, la gestione dell’ordine pubblico è una variabile che incide direttamente sulla qualità della vita urbana. Avere la certezza di un commissariato e di una Questura ben strutturati significa permettere alle famiglie di vivere con maggiore tranquillità e alle attività commerciali, sia nel centro storico che nelle zone più periferiche verso Borgo Venusio o la zona industriale, di operare senza timori.

Nonostante l’ottimismo per queste nuove assegnazioni, il sindacato non abbassa la guardia. La richiesta di ulteriori risorse umane e strumentali rimane centrale nell’agenda dell’Ugl. La provincia di Matera, con la sua estensione geografica variegata, necessita di mezzi adeguati per coprire le distanze e per garantire tempi di risposta rapidi nelle emergenze. Il rafforzamento attuale viene dunque considerato un primo passo, un punto di partenza necessario per costruire una provincia che ponga la legalità al primo posto, intesa non solo come assenza di reati, ma come condizione essenziale per un sano sviluppo economico e sociale. Il futuro della comunità materana passa attraverso il rafforzamento della presenza dello Stato, un segnale che oggi trova conferma concreta negli uffici di via Rocco Scotellaro.

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Autonomia differenziata e sanità in Basilicata: la posizione dell’Ugl di Matera sulla gestione delle risorse regionali

🏥 L’Ugl di Matera scende in campo sulla riforma della sanità lucana, chiedendo di abbandonare le polemiche ideologiche e di puntare su un patto istituzionale volto a tutelare le risorse del territorio. La priorità resta il miglioramento dei servizi per tutti i cittadini.

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#Basilicata #Matera #Sanità #Ugl #AutonomiaDifferenziata

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Pino GIORDANO, Segretario Provinciale UGL Matera

Redazione-  Il dibattito politico lucano si accende nuovamente attorno al tema dell’autonomia differenziata e alla gestione dei fondi destinati alla sanità regionale. In una fase storica determinante per gli assetti del Mezzogiorno, le dinamiche tra le istituzioni regionali e le parti sociali tornano al centro del confronto pubblico, sollevando interrogativi sulle strategie necessarie per garantire servizi efficienti ai cittadini. A intervenire con decisione nel dibattito è Pino Giordano, segretario provinciale dell’Ugl di Matera, che punta il dito contro quella che definisce una polemica sterile, spesso priva di riscontri concreti sulla vita quotidiana della popolazione.

Il confronto sulle politiche sanitarie e il riparto dei fondi

L’azione intrapresa dal presidente della Giunta regionale di Basilicata, Vito Bardi, e dall’assessore alla Salute, Cosimo Latronico, mira a ottenere una revisione dei criteri di riparto del Fondo Sanitario Nazionale. La richiesta avanzata dai vertici regionali si basa sulla necessità di intercettare risorse più congrue rispetto alle esigenze reali del territorio lucano, caratterizzato da dinamiche demografiche e geografiche che richiedono investimenti mirati. Per la provincia di Matera, che sconta le difficoltà legate alla vastità dei centri collinari e alla dispersione degli insediamenti, l’ottenimento di fondi adeguati rappresenta una necessità inderogabile per garantire l’accesso alle cure.

Secondo quanto espresso dall’Ugl, il lavoro della Regione Basilicata si muove in una direzione di tutela del Mezzogiorno. Il sindacato sostiene che la battaglia per correggere meccanismi di ripartizione che per anni hanno penalizzato la regione sia l’unica strada percorribile per evitare che i cittadini materani subiscano ulteriori restrizioni nei Livelli Essenziali delle Prestazioni. La posizione assunta dal sindacato è chiara: difendere le risorse destinate al Sud non deve essere interpretato come una chiusura, ma come un atto di equità istituzionale indispensabile per bilanciare le carenze strutturali del territorio.

Oltre lo scontro ideologico verso un patto per il territorio

Il nodo centrale del dibattito resta il concetto di responsabilità. Per Pino Giordano, la polemica costante alimentata da alcune sigle sindacali e formazioni politiche locali rappresenta un limite allo sviluppo, poiché trasforma temi tecnici in battaglie di puro schieramento. “La smettano di fare solo polemiche”, sottolinea il segretario provinciale, evidenziando come, dall’Ospedale Madonna delle Grazie di Matera fino ai presidi di comunità sparsi nelle aree interne della provincia, il bisogno prioritario sia quello di una programmazione basata sul buon governo e non sul pregiudizio.

L’invito rivolto alle forze sociali è quello di convergere su un grande patto istituzionale che superi le divisioni preconcette. Il territorio materano presenta sfide urgenti: il contrasto allo spopolamento dei borghi, la tenuta dei servizi territoriali e la necessità di rendere la spesa pubblica più efficiente. In questo contesto, l’autonomia non viene vista come una frammentazione del Paese, bensì come uno strumento per valorizzare le capacità amministrative locali, incentivando l’efficacia dei servizi erogati.

Un appello alla concretezza per il futuro di Matera e del Sud

Guardando alle attività sindacali e alle prospettive di riforma, l’Ugl ribadisce la volontà di sostenere ogni iniziativa che porti a un incremento della qualità dei diritti sociali. La provincia di Matera, con la sua specificità storica e la sua rilevanza nel panorama economico regionale, non può permettersi di restare ostaggio di scontri che, nei fatti, non producono soluzioni alle liste d’attesa o alla carenza di personale medico nelle strutture pubbliche.

L’impegno manifestato da Bardi e dall’assessore Latronico viene dunque letto come un tentativo di riportare la Basilicata al centro del tavolo nazionale. L’obiettivo ultimo resta la difesa delle famiglie, dei pensionati e dei lavoratori, categorie che necessitano di una sanità solida e di investimenti strutturali capaci di superare la logica dell’emergenza. Per il sindacato, il banco di prova dei prossimi mesi sarà proprio la capacità di tradurre queste stanze istituzionali in risultati tangibili, garantendo che le risorse, una volta ottenute, vengano spese in modo da migliorare realmente l’accessibilità e l’efficacia dei servizi sanitari su tutto il territorio provinciale. Il dibattito rimane dunque aperto, ma con la consapevolezza che il tempo delle attese è finito, lasciando spazio alla necessità di una politica che sappia unire le forze per il bene comune.

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Sanità a Matera: il punto dell’Ugl sulla telemedicina e le nuove assunzioni per il territorio

🩺 La sanità a Matera guarda al futuro tra innovazione tecnologica e nuove assunzioni: l’UGL chiede investimenti concreti per valorizzare il personale e potenziare l’assistenza territoriale.

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Sanità a Matera: il punto dell'Ugl sulla telemedicina e le nuove assunzioni per il territorio

 Redazione-  Le recenti evoluzioni tecnologiche che stanno trasformando la gestione clinica in Basilicata mettono in luce la necessità di un cambio di passo nelle politiche di gestione delle risorse umane. La sanità del futuro, che trova proprio nel capoluogo dei Sassi uno dei suoi laboratori più dinamici, non può limitarsi all’adozione di software algoritmici o dispositivi di monitoraggio remoto, ma deve fondarsi su un robusto piano di investimenti rivolto al personale. A fare il punto sulla situazione è la Segreteria Provinciale dell’UGL Sanità di Matera, attraverso la voce di Margherita Rasulo, che ha analizzato l’esito della sperimentazione legata al monitoraggio cardiologico domiciliare, un progetto che ha visto coinvolti oltre 300 pazienti distribuiti sull’intero territorio provinciale.

L’eccellenza della cardiologia tra Matera e Policoro

Il successo dell’iniziativa di telemedicina non è un traguardo isolato, ma il frutto di una sinergia operativa che ha visto protagonisti i presidi ospedalieri di riferimento della provincia. In particolare, il lavoro svolto dalle unità di Cardiologia dell’ospedale Madonna delle Grazie di Matera e del presidio ospedaliero Papa Giovanni Paolo II di Policoro ha confermato che le competenze tecniche presenti nel sistema sanitario locale sono di alto profilo. Nonostante le difficoltà logistiche che spesso caratterizzano le aree interne della provincia, dal Metapontino fino alle zone più isolate dell’entroterra materano, gli operatori hanno saputo garantire standard di assistenza che riducono drasticamente la necessità di ospedalizzazione, mantenendo il paziente nel proprio ambiente domestico sotto costante osservazione.

Tuttavia, l’UGL Sanità avverte: l’innovazione tecnologica rimane una scatola vuota se non supportata da una pianificazione organica degli organici. Il monitoraggio remoto, specialmente per le patologie croniche, richiede una presenza umana continua per l’analisi dei dati e per l’intervento tempestivo in caso di anomalie. Per questo motivo, il sindacato insiste nel richiedere assunzioni strutturali che vadano oltre la logica della precarietà, al fine di garantire una stabilità operativa agli infermieri, ai medici e ai tecnici che gestiscono le centrali di telemedicina.

Il ruolo chiave dell’infermiere di famiglia e di comunità

Un capitolo centrale della discussione riguarda il recente corso-concorso unico regionale destinato alla selezione della figura dell’Infermiere di Famiglia e di Comunità. Il dato delle 870 domande di partecipazione pervenute rappresenta un segnale inequivocabile: il personale sanitario lucano è pronto a mettersi in gioco per una riorganizzazione che sposta il baricentro dell’assistenza dall’ospedale al territorio. La procedura, che vede la collaborazione tra l’Azienda Sanitaria Locale di Matera e l’Azienda Sanitaria di Potenza, punta alla formazione di 500 professionisti, con l’obiettivo di procedere a una prima tranche di 263 assunzioni a tempo indeterminato.

Per i vertici regionali dell’UGL, questo passaggio è solo il primo gradino di una scala più lunga. Le Case di Comunità, previste dalla programmazione sanitaria nazionale, rischiano di trasformarsi in edifici sottoutilizzati se non vengono riempite di personale adeguato, motivato e regolarmente contrattualizzato. La sfida per la provincia di Matera, che conta comuni distanti decine di chilometri dai centri hub, è quella di integrare i servizi sociali e sanitari, creando una rete di protezione in cui l’infermiere di famiglia agisca come primo riferimento per la popolazione anziana e fragile.

Le richieste del sindacato per la sanità lucana

L’impegno dell’UGL Sanità Matera si concentra ora sulla vigilanza attiva. Non basta, infatti, che le istituzioni annuncino progetti all’avanguardia; è necessario che tali promesse si traducano in condizioni contrattuali dignitose e in un superamento definitivo del ricorso sistematico a forme di lavoro precario. La valorizzazione economica delle professioni sanitarie, il piano di stabilizzazione dei lavoratori che hanno prestato servizio durante l’emergenza e la riduzione dei carichi di lavoro eccessivi restano i pilastri su cui poggia l’intera discussione.

Le prospettive future per Matera dipendono strettamente dalla capacità della Regione e delle aziende sanitarie di ascoltare le istanze di chi vive quotidianamente le corsie e i presìdi territoriali. La telemedicina è una risorsa straordinaria per abbattere le distanze geografiche, ma la sua efficacia dipende interamente dalla qualità dell’interazione umana tra operatore e cittadino. Solo potenziando i presìdi nelle zone periferiche e garantendo orari e retribuzioni in linea con le responsabilità assunte, il sistema sanitario materano potrà aspirare a un modello di efficienza sostenibile sul lungo periodo. L’obiettivo ultimo rimane quello di fornire cure tempestive, moderne e accessibili, senza lasciare indietro nessuno, dal centro di Matera fino ai comuni più piccoli dell’area circostante.

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Caporalato e lavoro nero: l’operazione alto impatto nel metapontino accende i riflettori sulla legalità

👮 Il sindacato UGL Matera sostiene l’operazione “Alto Impatto” di Policoro contro il caporalato e chiede controlli più severi in agricoltura e nel settore turistico per tutelare i lavoratori.

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#Lavoro #Matera #Legalità #UGL

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Caporalato e lavoro nero: l'operazione alto impatto nel metapontino accende i riflettori sulla legalità

Redazione-  La lotta contro il lavoro sommerso e le piaghe del caporalato vive una nuova fase di attenzione mediatica e operativa. L’operazione denominata “Alto Impatto”, condotta recentemente dalle forze di Polizia nel territorio del Metapontino, ha riportato in primo piano le criticità strutturali che affliggono il mercato del lavoro nella fascia jonica lucana. Il sindacato UGL Matera ha espresso pieno sostegno all’azione coordinata dal Commissariato di Pubblica Sicurezza di Policoro, sottolineando la necessità di non abbassare la guardia su un fenomeno che umilia la dignità delle persone e distorce la sana concorrenza tra le imprese che operano legalmente nel settore agricolo e turistico.

Il plauso dell’Ugl all’operazione alto impatto

Il Segretario Provinciale dell’UGL, Pino Giordano, ha inteso ringraziare ufficialmente il Questore di Matera, Davide Della Cioppa, e il Commissario di Policoro, Salvatore Catapano, per l’impegno profuso in campo. Le verifiche, eseguite congiuntamente all’Ispettorato Territoriale del Lavoro e ai tecnici dell’ASM di Matera, hanno permesso di far emergere diverse irregolarità che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori. Secondo il sindacato, questi interventi non rappresentano solo un atto di giustizia verso chi viene sfruttato, ma costituiscono uno scudo necessario a protezione delle aziende virtuose. Le imprese che rispettano i contratti collettivi nazionali, provvedono ai versamenti contributivi e garantiscono ambienti di lavoro a norma subiscono infatti una sorta di concorrenza sleale da parte di chi, operando nell’ombra o attraverso il sistema dei caporali, riesce ad abbattere drasticamente i costi del personale.

L’emergenza del lavoro nelle ore proibite

Uno dei punti cardine della denuncia sollevata da Pino Giordano riguarda il mancato rispetto delle ordinanze regionali. Nonostante il decreto firmato dal Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, che vieta esplicitamente lo svolgimento di attività lavorative nei settori agricoli durante le ore di massima esposizione solare nelle giornate torride, le segnalazioni continuano a pervenire. Il persistere di tale prassi è considerato inaccettabile, poiché espone i lavoratori a rischi sanitari gravi, come colpi di calore o malori improvvisi.

L’attenzione dell’UGL Matera non si ferma però alle sole campagne. Il sindacato avverte che, con l’arrivo della stagione estiva e l’afflusso massiccio di turisti sulla costa jonica, il monitoraggio deve estendersi a macchia d’olio anche verso il settore ricettivo. Villaggi turistici, campeggi, stabilimenti balneari e lidi rappresentano contesti in cui la stagionalità spinge spesso verso forme contrattuali precarie o del tutto inesistenti. La tutela dei lavoratori stagionali, in un territorio che punta con decisione sul turismo come volano di crescita, diventa quindi una priorità inderogabile per garantire l’immagine e la qualità dell’offerta lucana.

Richiesta di maggiore coinvolgimento istituzionale

La battaglia contro il lavoro nero necessita di un approccio che superi la sola fase repressiva. L’UGL chiede un cambio di passo nelle sedi decisionali, invocando un rafforzamento del Tavolo provinciale sul contrasto al lavoro sommerso, presieduto dalla Prefettura di Matera. La proposta del sindacato è chiara: integrare in modo stabile le sigle sindacali nei tavoli istituzionali dedicati alla sicurezza. Questo permetterebbe di incanalare nel dibattito pubblico e regolatorio l’esperienza diretta toccata con mano sul campo.

Inoltre, Giordano avanza una proposta di sistema: introdurre strumenti premiali per le imprese che scelgono di investire concretamente in legalità e sicurezza. Il concetto è quello di creare un circolo virtuoso dove la regolarità non sia solo un obbligo di legge, ma un vantaggio competitivo riconosciuto e incentivato. La prevenzione delle cosiddette “morti bianche” e il contrasto alla cultura dello sfruttamento rimangono, secondo il leader sindacale, le sfide che determineranno la qualità del tessuto socio-economico della provincia di Matera nei prossimi anni. La disponibilità dell’UGL a contribuire con idee e proposte operative è massima, nella consapevolezza che solo attraverso una collaborazione sinergica tra istituzioni, forze dell’ordine e rappresentanze sociali sarà possibile eradicare una piaga che, ancora oggi, ferisce profondamente il mondo del lavoro lucano.

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