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IL GENIO DI MASTROIANNI INCONTRA L’EREDITÀ DI CICERONE: GIANLUCA QUADRINI INAUGURA LA MOSTRA D’ARTE A PALAZZO BONCOMPAGNI

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Redazione-  Sotto l’egida del prestigioso Certamen Ciceronianum Arpinas, la città di Arpino torna a confermarsi epicentro della cultura europea. In una Piazza Municipio gremita di studiosi e studenti, il Consigliere Provinciale e Dirigente ANCI Lazio, Gianluca Quadrini, ha ufficialmente inaugurato la mostra d’arte “Umberto Mastroianni nelle collezioni private”, allestita nelle suggestive sale storiche di Palazzo Boncompagni.

​L’esposizione rappresenta un evento di eccezionale valore scientifico e collezionistico, offrendo al pubblico l’opportunità irripetibile di ammirare opere del Maestro Mastroianni raramente esposte, poiché custodite in raccolte private.

​Un’eccellenza curata dal Circolo Tulliano

​Il progetto espositivo è stato curato magistralmente dal Circolo Tulliano. Il Consigliere Quadrini, durante il suo intervento, ha espresso un profondo ringraziamento al Presidente del Circolo, Andrea Garibaldi, e alla Vicepresidente, Iris Fleishman, lodandone la sensibilità artistica e la dedizione con cui hanno saputo selezionare opere che tracciano un profilo intimo e potente di uno dei più grandi scultori del Novecento.

​La sinergia con il Centro Studi Umanistici “Marco Tullio Cicerone”

​L’inaugurazione è stata anche l’occasione per sottolineare l’importanza del lavoro svolto dal Centro Studi Umanistici “Marco Tullio Cicerone”. Un ringraziamento particolare è stato rivolto dal Consigliere al suo Presidente, l’avvocato Renato Rea, per il coordinamento impeccabile del Certamen. Rea ha saputo, ancora una volta, trasformare la competizione accademica in un evento culturale a tutto tondo, capace di far dialogare la parola di Cicerone con le forme d’avanguardia di Mastroianni.

​Le dichiarazioni del Consigliere Quadrini

​”Oggi Arpino non celebra solo la lingua latina, ma la Bellezza in ogni sua forma,” ha dichiarato Gianluca Quadrini. “Inaugurare ‘Umberto Mastroianni nelle collezioni private’ all’interno di Palazzo Boncompagni significa rendere omaggio a un figlio illustre di questa terra in una cornice di ineguagliabile prestigio. Grazie alla sinergia tra il Circolo Tulliano, guidato da Andrea Garibaldi e Iris Fleishman, e il Centro Studi Umanistici ‘Marco Tullio Cicerone’ sotto la presidenza di Renato Rea, dimostriamo che la nostra provincia sa produrre cultura di livello internazionale. È un onore per me rappresentare le istituzioni in un momento che eleva così in alto il nome di Arpino e della Ciociaria nel mondo.”

​Informazioni sulla mostra

​La mostra, che impreziosisce il percorso del Certamen, resterà aperta ai visitatori presso Palazzo Boncompagni, offrendo un viaggio emozionale tra le opere di un artista che ha segnato profondamente la scultura contemporanea, rendendo Arpino una tappa imprescindibile per tutti gli amanti dell’arte.

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L’ELEGANZA CORRE SU CARTA: POSTE ITALIANE CELEBRA IL MITO DE LA PERLA CON UN FRANCOBOLLO D’AUTORE

Un omaggio alla maestria sartoriale italiana. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy dedica un francobollo alla storica Maison, icona indiscussa del lusso nel mondo.

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Redazione-  C’è un pezzo di storia della moda italiana che da oggi varca i confini del tempo per diventare un emblema filatelico. Poste Italiane, in collaborazione con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha emesso oggi, 13 maggio 2026, un nuovo francobollo ordinario che celebra uno dei nomi più prestigiosi del panorama internazionale: La Perla.

Inserito nella prestigiosa serie tematica dedicata alle “Eccellenze del sistema produttivo e del Made in Italy”, il francobollo non è solo un semplice valore bollato da 1,30 euro, ma una vera e propria dichiarazione d’amore verso la creatività, l’artigianalità e lo stile che hanno reso l’Italia celebre in ogni angolo del globo.

Un capolavoro in miniatura

La vignetta del francobollo è un tributo visivo che cattura l’essenza stessa della Maison. Il bozzetto – curato direttamente da La Perla e perfezionato dal Centro Filatelico dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato – riproduce un raffinato corsetto. Non si tratta di un semplice capo di abbigliamento, ma di un oggetto che incarna la maestria sartoriale tramandata di generazione in generazione. Il logo “La Perla”, posizionato elegantemente nella parte superiore, svetta come firma di un’icona che ha saputo trasformare l’intimo in un linguaggio di lusso e raffinatezza assoluta.

La produzione, affidata all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., è stata curata con estrema attenzione: stampato in rotocalcografia su carta bianca patinata autoadesiva, il francobollo ha una tiratura limitata di 250.020 esemplari, un numero pensato per rendere questa emissione un pezzo ricercato dai collezionisti e dagli estimatori del design.

Per i collezionisti e gli appassionati

Per celebrare degnamente questa occasione, Poste Italiane ha previsto un vero e proprio “corredo” filatelico. Oltre al francobollo singolo, è stata realizzata un’elegante cartella contenente la quartina, la cartolina affrancata e annullata, la busta primo giorno di emissione, la tessera e un bollettino illustrativo che racconta la storia della Maison e il valore simbolico di questa emissione.

Per chi volesse imprimere un ricordo indelebile, l’annullo “primo giorno di emissione” sarà disponibile presso lo sportello filatelico dell’ufficio postale di Roma V.R.

Dove trovare il pezzo da collezione

L’emissione è già disponibile a partire da oggi presso tutti gli Uffici Postali dotati di sportello filatelico e nei prestigiosi spazi “Spazio Filatelia” presenti nelle principali piazze italiane: Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Torino, Trieste e Verona. Per chi preferisce l’acquisto digitale, l’intera collezione è consultabile e acquistabile comodamente sul sito ufficiale www.filatelia.poste.it.

Questo tributo a La Perla non è solo un gesto di riconoscimento verso una grande azienda italiana, ma la conferma di come la filatelia sappia ancora raccontare le storie più affascinanti del nostro Paese. Ogni volta che una lettera verrà spedita con questo francobollo, a viaggiare non sarà solo la corrispondenza, ma un frammento di quella cultura del bello che da sempre ci appartiene. Un omaggio meritato per chi, con ago, filo e una visione illuminata, ha saputo esaltare la figura femminile elevando la sartoria a forma d’arte.

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SALONE DEL LIBRO DI TORINO – ADELIA LUCATTINI IL 16 E 17 MAGGIO PRESENTE CON “PSICOANALISI E INFANZIA. VADEMECUM PER GENITORI, NONNI, EDUCATORI”

LA PSICOANALISTA ADELIA LUCATTINI AL SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO 2026 CON IL VOLUME “PSICOANALISI E INFANZIA. VADEMECUM PER GENITORI, FIGLI, EDUCATORI”

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Redazione-  In occasione della XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, la psichiatra e psicoanalista Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana, Adelia Lucattini, sarà presente sabato 16 e domenica 17 maggio 2026 con il suo volume “Psicoanalisi e infanzia. Vademecum per genitori, nonni, educatori”, edito da Solfanelli Editore.

L’incontro con l’autrice si svolgerà all’interno del Salone Internazionale del Libro di Torino, in programma dal 14 al 18 maggio presso il Lingotto Fiere di Torino. Il libro nasce dalla collaborazione con la giornalista scientifica Marialuisa Roscino, che ha realizzato le interviste raccolte nel volume. Il testo è arricchito dalla postfazione di Maria Giuseppina Pappa ed è disponibile in libreria e negli store online.

Scritto con un linguaggio chiaro, accessibile e supportato da una solida bibliografia scientifica, “Psicoanalisi e infanzia” si propone come uno strumento concreto di supporto non solo per genitori, insegnanti, educatori e familiari, ma anche per studenti che abbiano scelto un piano di studi liceale a indirizzo psico-pedagogico e non ultimo, a studenti che abbiano intrapreso    percorsi universitari di questo ambito di riferimento, offrendo chiavi di lettura e strumenti pratici per comprendere il mondo emotivo e relazionale dei bambini.

«È un vademecum per le persone, per i bambini, per i genitori, i nonni e per gli educatori, utile ad affrontare le difficoltà della crescita e superarle», spiega Adelia Lucattini.

Nel corso del volume, l’autrice accompagna il lettore attraverso le tappe fondamentali dello sviluppo infantile, integrando le conoscenze, la cura e la ricerca psicoanalitica con i più recenti apporti neuroscientifici. In forma di dialogo e intervista vengono affrontati temi centrali per le famiglie e per chi opera nel mondo educativo: dalla relazione madre-bambino e padre-bambino alla costruzione dell’autonomia e dell’intelligenza emotiva; dalle difficoltà scolastiche, come ADHD, DSA e dislessia, al valore del gioco, dello sport, della musica e delle attività creative nello sviluppo psicologico.

Particolare attenzione viene inoltre dedicata agli aspetti psicologici legati alle malattie fisiche durante l’infanzia – come emicrania, asma e celiachia – e al contributo che il trattamento psicoanalitico può offrire nel percorso di crescita del bambino, al benessere scolastico e nel sostegno ai genitori.

Con rigore scientifico e sensibilità clinica, Adelia Lucattini propone un percorso di riflessione e approfondimento capace di coniugare competenza, empatia e fiducia nel futuro, offrendo strumenti concreti per accompagnare bambini e adolescenti nel loro sviluppo emotivo.

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MULTIETNICITÀ E PROFESSIONALITÀ: LA TRASFORMAZIONE SILENZIOSA DEL LAVORO NEL XXI SECOLO

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Redazione – Nel XXI secolo la multietnicità non è più una condizione eccezionale delle società urbane, ma una struttura permanente dei sistemi sociali ed economici. Le città globali, i mercati del lavoro e le organizzazioni pubbliche e private si configurano sempre più come spazi in cui lingue, culture e modelli professionali differenti coesistono e interagiscono quotidianamente. In questo scenario, la professionalità non può più essere interpretata secondo parametri esclusivamente tecnici o nazionali, ma deve essere ridefinita alla luce della complessità culturale.

La multietnicità come fattore strutturale

La presenza di individui provenienti da contesti culturali differenti ha storicamente generato letture semplificate: o come problema di integrazione, o come generica risorsa sociale. Oggi, tuttavia, l’evidenza empirica proveniente da sociologia del lavoro e studi organizzativi suggerisce una realtà più articolata. La multietnicità è un fattore strutturale che incide direttamente sui processi produttivi, sulla gestione delle risorse umane e sulle dinamiche decisionali.

In ambienti lavorativi eterogenei, la diversità non agisce soltanto sul piano rappresentativo, ma modifica i meccanismi cognitivi collettivi: cambia il modo in cui i problemi vengono interpretati, le soluzioni vengono generate e le decisioni vengono validate.

Nuova definizione di professionalità

La professionalità tradizionale si fondava su tre pilastri principali: competenze tecniche, esperienza e conformità a standard condivisi. In contesti multietnici, questi elementi rimangono necessari ma non sufficienti.

Si afferma invece un modello più complesso, in cui assumono centralità competenze trasversali come:

capacità di mediazione culturale nei processi comunicativi;

gestione della diversità nei gruppi di lavoro;

adattabilità a sistemi valoriali differenti;

consapevolezza dei propri bias cognitivi e culturali.

Questa evoluzione segna il passaggio dalla professionalità “standardizzata” alla professionalità “contestuale”, cioè dipendente dalla capacità di operare efficacemente in ambienti socialmente eterogenei.

 

Innovazione e conflitto: due facce della stessa dinamica

La letteratura scientifica evidenzia un paradosso centrale: la multietnicità aumenta il potenziale innovativo dei gruppi, ma al tempo stesso può incrementare le probabilità di conflitto interno. La presenza di differenti schemi interpretativi produce infatti una maggiore varietà di soluzioni, ma anche un aumento dei punti di frizione.

Le organizzazioni più efficienti non sono quelle che eliminano la diversità, ma quelle che riescono a trasformare il conflitto cognitivo in risorsa produttiva. Ciò richiede leadership capaci di integrare differenze senza appiattirle, costruendo un equilibrio tra coesione e pluralismo.

 

Il ruolo della comunicazione professionale

Uno degli elementi più critici nei contesti multietnici è la comunicazione. Le barriere linguistiche sono solo la componente più evidente,

più sottili, ma spesso più incisive, sono le differenze nei codici comunicativi, nei livelli di formalità e nelle aspettative relazionali.

La comunicazione professionale contemporanea richiede quindi una competenza nuova .

La capacità di tradurre non solo le parole, ma i contesti culturali. In questo senso, la professionalità diventa anche una forma di traduzione continua tra mondi simbolici differenti.

Implicazioni sociali ed economiche

La gestione efficace della multietnicità ha implicazioni dirette sulla competitività economica. Le organizzazioni che valorizzano la diversità culturale tendono a mostrare maggiore capacità di innovazione, resilienza e apertura ai mercati internazionali.

Sul piano sociale, invece, la professionalità interculturale contribuisce a ridurre fenomeni di esclusione e marginalizzazione, favorendo processi di integrazione più stabili e meno conflittuali.

La multietnicità non è una variabile esterna al concetto di professionalità, ma uno dei suoi principali motori evolutivi. In un mondo interconnesso, la capacità di lavorare efficacemente in contesti culturalmente eterogenei diventa una competenza centrale, destinata a definire i profili professionali del futuro.

La sfida non consiste nel gestire la diversità come eccezione, ma nel riconoscerla come condizione normale del lavoro contemporaneo. In questa prospettiva, la professionalità non è più soltanto ciò che si sa fare, ma anche il modo in cui si riesce a collaborare nella complessità.

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