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“MILLE PONTI”: IL CORTOMETRAGGIO VENEZIANO TRA I MIGLIORI D’ITALIA, PREMIATO IL CINEMA CHE ABBATTE OGNI BARRIERA
L’opera di Nicolò Novek è stata selezionata da WeShort tra oltre 4.000 titoli. Dopo il debutto alla Mostra del Cinema e il passaggio istituzionale al Senato, il corto si conferma un potente strumento di cambiamento sociale. Raccontando la fine di un amore segnato dalla disabilità tra le calli veneziane, la pellicola affronta la sfida delle barriere architettoniche e culturali. Nicolò Mazzurco, CEO di WowProduction, casa di produzione veneziana: “L’eccellenza produttiva deve oggi unirsi alla responsabilità etica, elevando il formato breve a linguaggio universale e necessario”
Redazione- Il corto di WowProduction, casa di produzione di Venezia, che racconta tra le calli di Venezia la relazione tra due giovani (lei in carrozzina, lui normodotato) torna alla ribalta nazionale. In occasione del quinto anniversario di WeShort, la piattaforma che diffonde i migliori cortometraggi (25.000 cortometraggi candidati e 4.000 titoli selezionati con milioni di spettatori in tutto il mondo), l’opera “Mille Ponti” di Nicolò Novek è stata infatti selezionata tra le tre migliori nella storia di WeShort, con l’occasione il cortometraggio è stato riproposto on line su Coming Soon.
“La scelta è basata sui contenuti: sono stati selezionati tre cortometraggi che rappresentano in modo autentico la direzione che stiamo costruendo”, spiega Alex Loprieno, fondatore e CEO della piattaforma, ha deciso di premiare tre cortometraggi tra tutti quelli caricati. “Oltre a “Mille Ponti”, abbiamo scelto “Drop” e “North Star”. Tre visioni diverse. Un’unica consapevolezza: il cortometraggio non è più un formato di passaggio, ma un linguaggio centrale nello storytelling contemporaneo”.
“Sono profondamente orgoglioso del percorso di Mille Ponti e della collaborazione con WowProduction, che ha creduto fin dall’inizio nella possibilitm di unire cinema d’autore e responsabilità sociale”, dichiara il regista Nicolò Novek. “Essere scelti da WeShort tra i cortometraggi più rappresentativi della piattaforma è una grande responsabilità, oltre che un onore; poter condividere questo racconto di inclusione e abbattimento delle barriere con un pubblico così significativo, è davvero un privilegio”.
Dopo il debutto all’81ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, il corto arriva così a maturità. Il lavoro era già stato presentato al Senato e poi aveva avuto la sua vita naturale, distribuito nelle sale cinematografiche e acclamato dal pubblico e dalla critica. A due anni dalla sua uscita continua a far parlare di sé. Diretto da Nicolò Novek, “Mille Ponti” è una storia di amore e resilienza ambientata tra le bellezze di Venezia, una città che incanta e, al contempo, sfida. Al centro della narrazione, una carrozzina diventa metafora di un cammino verso la conquista di spazi, sogni e diritti, ricordandoci quanto le barriere architettoniche siano un riflesso di quelle sociali e culturali.
La storia? Chiara (Emma Padoan) e Tommaso (Giulio Foccardi) vivono una relazione particolare. Lei è ormai costretta su una sedia a rotelle, lui se ne prende cura con amore, ma il sacrificio comincia a minare la stabilità del loro legame. Il corto prova a raccontare una situazione complessa senza facili soluzioni narrative, mentre il copione di Novek
e Claudia Sferrazza ha il coraggio di non dare per scontato che l’amore sopravviva a qualsiasi prova, anche se nessuno dei due personaggi si dimostra mai egoista.
“Crediamo fermamente che il cinema non debba solo intrattenere, ma agire come un potente catalizzatore di cambiamento sociale”, dichiara Nicolò Mazzurco, founder di WowProduction, che fa parte della galassia di WowHaus. “Il successo di “Mille Ponti” rappresenta perfettamente questa nostra missione: abbiamo voluto investire su una storia di resilienza e amore che affronta il tema dell’inclusione senza retorica, mettendo a nudo la complessità delle barriere umane e architettoniche. Vedere quest’opera celebrata in un contesto istituzionale prestigioso come il Senato e selezionata da una realtà globale come WeShort è per noi motivo di grande orgoglio. È la dimostrazione che il cortometraggio è oggi un linguaggio maturo e necessario, capace di connettere sensibilità diverse e di avviare dialoghi urgenti su temi universali. Continueremo a sostenere visioni coraggiose come quella di Nicolò Novek, convinti che l’eccellenza produttiva debba sempre camminare di pari passo con la responsabilità etica e la valorizzazione della diversità”.
SCHEDA DI APPROFONDIMENTO WOWPRODUCTION
WowProduction è la casa di produzione del Gruppo WowHaus con sede a Venezia, dove audiovisivo, storytelling e innovazione digitale si incontrano per dare forma a contenuti multimediali: creative ads, corporate video, cortometraggi, produzioni virtuali e VFX, social & live storytelling, video musicali, eventi e live broadcasting fino ad arrivare alle riprese aeree e i video 360°. Oggi in WowProduction lavorano diversi professionisti, coordinati da Nicolò Mazzurco. La maggior parte è under 30: dal CEO alla produzione, dai creativi ai fotografi e filmmaker. Negli ultimi anni, WowProduction ha ampliato il proprio raggio d’azione alla produzione cinematografica internazionale, realizzando cortometraggi d’autore. Non solo, è nato anche il progetto WowFrame, nuovo modo di raccontare le aziende attraverso il cinema: invece di messaggi pubblicitari diretti, si realizzano cortometraggi che parlano di valori, visioni e identità con il linguaggio delle storie.
I CORTOMETRAGGI DI WOWPRODUCTION
Tra i cortometraggi realizzati da WowProduction vanno citati “Mille Ponti” (2023), che racconta della storia d’amore di una giovane coppia tra Venezia e i suoi ponti, esplorando il tema della disabilità in una relazione che avviene in un luogo per definizione inaccessibile. Il corto ha già fatto il suo giro, tra l’81ª Mostra del Cinema di Venezia e il Senato della Repubblica, dove ha aperto discussioni importanti sui temi dell’inclusione e della disabilità, grazie anche all’appoggio dell’Onorevole Valentina Grippo. Ora, in partnership con WeShort, piattaforma digitale dedicata ai cortometraggi di qualità, Mille Ponti arriva sullo schermo per un pubblico ancora più ampio.
C’è poi “Trucco&Parrucco” (2024), frizzante commedia italo-argentina nata dalla co-produzione internazionale con Devil May Care e Criatura Films, storia leggera con l’interpretazione delle interpreti argentine Johanna Chiefo e Danae Cisneros. Tra i premi che il film ha già raccolto si contano il Best Short Film al New York International Film Awards, Best Story al Sarajevo Fashion Film Festival e Best Story al Chicago Feedback Film Festival, oltre che la menzione d’onore in più di altri dieci festival di cortometraggi internazionali.
Infine, insieme all’azienda americana ItaliaPass nasce il progetto “Lucrezia’s Mind Palace”: una galleria immersiva nel cuore di Roma dedicata a Lucrezia Borgia e destinata al pubblico americano in visita in Italia. Non è solo una mostra, ma un’esperienza multisensoriale. Il progetto nasce dalla trasformazione dei sotterranei conosciuti come “Borgia Dungeon”, ora diventati uno spazio esclusivo, dove arte, cinema e narrazione si incontrano. 15th Century Bachelorette è il filo rosso che accompagna i visitatori in un racconto: un cortometraggio che esplora con ironia e profondità la vita di Lucrezia Borgia, interpretata dalla talentuosa Jenny De Nucci.
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Formazione e Public Affairs: Unicam e Sirip siglano un protocollo per i futuri rappresentanti di interessi
🎓 Unicam e Sirip firmano un accordo triennale per rivoluzionare la formazione dei futuri rappresentanti di interessi. Un nuovo ponte tra accademia e istituzioni per promuovere trasparenza e professionalità.
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#UniversitàDiCamerino #Sirip #Formazione #AffariIstituzionali
Redazione- L’Università degli Studi di Camerino, storico presidio culturale incastonato tra le montagne dell’Appennino marchigiano, segna un passo determinante per il futuro delle professioni legate alla rappresentanza istituzionale. L’ateneo, celebre per la sua lunga tradizione di eccellenza accademica e per il legame profondo con il tessuto sociale e produttivo della provincia di Macerata, ha ufficializzato un protocollo d’intesa triennale con il Sindacato Rappresentanti di Interessi Parlamentari (Sirip). L’accordo, sottoscritto dal Rettore Graziano Leoni e dal Presidente di Sirip Achille Ducoli, mira a creare una connessione diretta tra il rigore della ricerca scientifica e le dinamiche operative che regolano il dialogo tra società civile e istituzioni nazionali.
La scelta della sede accademica non è casuale: l’istituzione universitaria, che affonda le sue radici storiche nel XIV secolo, continua a mostrare una spiccata propensione all’innovazione nei percorsi formativi, cercando costantemente di adeguare le competenze dei propri studenti alle richieste di un mercato del lavoro che evolve rapidamente, specialmente negli ambiti degli affari pubblici e della comunicazione istituzionale.
Obiettivi strategici dell’accordo tra università e sindacato
Il protocollo si propone di definire un perimetro chiaro per la professione del lobbista o, più correttamente, del rappresentante di interessi. In un contesto politico ed economico dove la trasparenza è diventata la precondizione per la legittimazione di ogni processo decisionale, l’intesa vuole fornire ai giovani accademici gli strumenti tecnici necessari per operare nel rispetto di standard etici elevati. Lo scopo di fondo è promuovere una cultura della rappresentanza che sia ordinata, basata su dati concreti e guidata da competenze specifiche, allontanando le ombre che spesso circondano le attività di pressione in ambito parlamentare.
L’accordo si articola in quattro aree funzionali, studiate per coprire l’intero spettro dell’attività professionale. In primo luogo, la didattica, che vedrà l’integrazione di moduli accademici focalizzati sui processi legislativi, sui meccanismi di formazione dei decreti e sull’iter delle leggi. Segue la ricerca, intesa come studio metodologico delle prassi di interlocuzione democratica. Il terzo asse riguarda l’orientamento professionale, con l’attivazione di tirocini curriculari che proietteranno gli studenti all’interno di realtà operative legate direttamente all’attività parlamentare. Infine, la collaborazione si estenderà alla partecipazione congiunta in progetti di ricerca, anche in ambito europeo, per attrarre risorse finalizzate all’approfondimento della materia.
Verso un nuovo profilo professionale per il futuro
Il coordinamento operativo di questo progetto, che avverrà senza oneri finanziari diretti per le parti, è stato assegnato al professor Francesco Casale, in rappresentanza dell’ateneo marchigiano, e al dottor Giuseppe Miceli, per conto del sindacato. Questo duo di esperti avrà l’onere di tradurre gli intenti programmatici in atti attuativi che possano concretamente migliorare l’offerta formativa di chi ambisce a lavorare vicino alle aule di Montecitorio o di Palazzo Madama.
Secondo il Presidente Achille Ducoli, l’intesa rappresenta una tappa fondamentale per la codificazione delle metodologie di supporto alla funzione legislativa. L’obiettivo non è solo fornire competenze teoriche, ma infondere una mentalità che riconosca nell’intermediazione tra istanze private e decisione pubblica un valore aggiunto per la collettività. Giuseppe Miceli, nel commentare l’avvio della collaborazione, ha sottolineato come la forza di una democrazia dipenda dalla capacità delle istituzioni di ascoltare la società in modo ordinato. Una rappresentanza di interessi, se correttamente professionalizzata, diventa dunque uno strumento di partecipazione attiva, capace di elevare la qualità delle politiche pubbliche e di rendere le decisioni più rispondenti alle reali esigenze del Paese.
La sinergia tra l’Università di Camerino e la Sirip si inserisce in un dibattito nazionale che da tempo cerca di trovare un equilibrio normativo sulla regolamentazione del lobbying in Italia. Attraverso questo protocollo, entrambi gli enti confermano la volontà di investire sulle nuove generazioni, garantendo che i futuri professionisti arrivino preparati, eticamente formati e pronti a confrontarsi con una realtà complessa, dove la conoscenza delle procedure parlamentari si sposa con la capacità di mediare in
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Ischia film festival 2026, il cinema oltre le mura del castello aragonese arriva online
🎬 L’Ischia Film Festival 2026 rompe gli schemi: dal 27 giugno al 4 luglio, 26 opere esclusive arrivano online nella sezione Confini. Un’occasione unica per godersi il grande cinema internazionale e campano direttamente da casa.
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#IschiaFilmFestival #CinemaOnline #FilmFestival2026 #Ischia
Redazione- Il cuore pulsante dell’attività cinematografica campana torna a battere tra le mura secolari del Castello Aragonese, ma per l’edizione 2026 l’Ischia Film Festival sceglie di rompere le barriere fisiche. Con la sezione Confini, la manifestazione diretta da Michelangelo Messina espande il proprio raggio d’azione oltre l’isolotto che domina il panorama di Ischia Ponte, trasformandosi in un evento ibrido capace di dialogare con un pubblico globale attraverso la rete. Dal 27 giugno al 4 luglio, ventisei opere inedite e fuori concorso saranno accessibili a chiunque desideri connettersi al portale dedicato, portando le tensioni, le memorie e le trasformazioni del mondo direttamente negli schermi domestici.
Una sala cinematografica digitale senza confini
Il progetto non nasce come una semplice alternativa alla fruizione tradizionale, bensì come un complemento necessario per chi vive lontano dai luoghi simbolo dell’isola, come la Riva Destra o le storiche piazze di Forio. La piattaforma ufficiale, raggiungibile all’indirizzo ischiafilmfestivalonline.it, funge da archivio dinamico e spazio di proiezione continua. Per accedere ai titoli in programma è sufficiente la registrazione gratuita, un gesto che permette di abbattere le distanze chilometriche e rendere il festival un presidio culturale accessibile. Questa scelta strategica, supportata dalla Film Commission Regione Campania e dal Ministero della Cultura, conferma la volontà di non limitare il raggio d’azione alle proiezioni sotto le stelle che caratterizzano solitamente le serate ischitane.
La selezione curata per questa edizione esplora geografie diverse, dall’America Latina al Medio Oriente, passando per le espressioni artistiche del bacino del Mediterraneo. L’obiettivo è quello di creare un filo diretto tra lo spettatore e registi che utilizzano l’audiovisivo per raccontare ferite sociali, resistenze quotidiane e derive fantastiche. Il programma digitale segue in parallelo le date dell’evento fisico, garantendo quella coerenza narrativa che da ventiquattro anni contraddistingue la rassegna isolana.
Anteprime e debutti al centro della programmazione
Il peso specifico della sezione online risiede soprattutto nella ricca offerta di anteprime. Il festival si pone come trampolino di lancio per opere che altrimenti avrebbero difficoltà a trovare spazio nei circuiti distributivi tradizionali. Tra le proposte di rilievo internazionale figurano titoli come Brea 18-20, LISTEN! e No shortcut to life, opere che promettono di catturare l’attenzione dei cinefili internazionali. Non meno importante è il segmento delle anteprime italiane, che include lavori come A garden for the sea, A pesar de las ruinas, Baab, Mago, Narmook e Tales of Minho.
Un focus particolare è dedicato alle produzioni campane, che rappresentano l’identità territoriale della manifestazione. Opere come Ballata femmenella, Napoli felix e L’ultima Goccia portano in dote una narrazione legata a doppio filo con il tessuto sociale del sud Italia, offrendo uno spaccato autentico che dialoga con le tematiche globali affrontate dagli altri corti e lungometraggi. La sezione, completata da lavori come The Madmen Coach e Rhubarb Rhubarb, si configura come un mosaico di sensibilità dove il cinema si fa strumento di riflessione collettiva.
La 24ª edizione della kermesse, che gode del patrocinio dei Comuni di Ischia e Forio, si conferma così un pilastro del settore, capace di integrare il prestigio dei partner come BPER Banca con la necessaria innovazione tecnologica. Mentre il Castello Aragonese ospita il cuore della rassegna, la rete permette a questo festival di farsi viaggiatore, raggiungendo case, uffici e piazze ben oltre i confini del golfo di Napoli. La sfida lanciata da Michelangelo Messina è chiara: la visione di un film non si esaurisce nel buio di una sala, ma continua nel momento in cui l’opera riesce a generare domande e connessioni tra realtà differenti, lasciando una traccia duratura nelle coscienze di chi osserva.
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Diorama festival arriva a Spoltore: due giorni tra concerti, arte contemporanea e arrampicata urbana nel borgo
🎶 Spoltore si prepara a vivere due giorni di Diorama festival tra concerti al tramonto, arte contemporanea, swap party e urban climbing. Il borgo abruzzese diventa un laboratorio a cielo aperto dove cultura, paesaggio e comunità si incontrano. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇
#Spoltore #DioramaFestival #Abruzzo #Eventi
Redazione- Musica dal vivo al tramonto, elettronica nel cuore del centro storico, mostre, performance, sostenibilità e sport urbano. Il 27 e 28 giugno il borgo di Spoltore, alle porte di Pescara, ospita una delle tappe più attese del Diorama festival 2026, trasformandosi in un palcoscenico diffuso tra piazze, vicoli, belvedere e spazi culturali. Dopo gli appuntamenti di Lettomanoppello e Loreto Aprutino, il festival approda in uno dei luoghi che negli anni hanno costruito un rapporto più solido con il progetto, confermando la propria vocazione a intrecciare linguaggi contemporanei e identità del territorio.
A definire il senso di questa tappa è il direttore artistico Paolo Cicalini, che legge Spoltore come uno spazio ormai parte integrante della storia del festival. Un luogo dove possono convivere musica, arte contemporanea, paesaggio, socialità e perfino arrampicata urbana, dimostrando come la cultura possa funzionare da punto d’incontro tra comunità e pubblici differenti. Una visione condivisa anche dall’assessora a Cultura e Turismo Nada Di Giandomenico, che sottolinea il valore del festival come strumento di coesione e di riscoperta del patrimonio locale.
Sabato tra dj set, live al tramonto e elettronica in piazza
Il cuore musicale della manifestazione si accenderà sabato 27 giugno. L’apertura è fissata alle 18.30 con il dj set di Blushu, che suonerà dal balcone della propria abitazione affacciata sul centro storico, accompagnando il pubblico nei primi momenti del festival. Alle 19 uno degli appuntamenti più suggestivi dell’intera giornata: Opez si esibirà dal belvedere del torrione, in un live costruito in dialogo con il tramonto, l’orizzonte e il paesaggio che da Spoltore si apre fino all’Adriatico.
Dalle 20.30 entrerà in scena Dannata balera, progetto che mescola elettronica, ricerca sonora e cultura del ballo, pensato per accompagnare il passaggio dalla luce del tramonto alla notte e poi riprendere dopo il concerto principale. Il momento centrale arriverà alle 22.30 in piazza D’Albenzio con il live di Godblesscomputers, tra i nomi più apprezzati della scena elettronica italiana contemporanea. Il suo set promette un incrocio di elettronica, jazz, ritmi afro e sensibilità melodica, in una formula che lo ha reso negli anni uno degli artisti italiani più riconoscibili anche fuori dai confini nazionali.
Arti visive, residenze e una mostra tra sogno e immaginazione
Accanto alla musica, Diorama conferma la propria attenzione alle arti visive. Alle 20 di sabato è in programma la performance del progetto “Cugine delle lucertole, parenti dell’argilla”, realizzato in collaborazione con Abaq – Accademia di Belle Arti dell’Aquila, con Patrizia Cianforlini, Francesca Perniola, Alice Tonelli, a cura di Maurizio Coccia e con direzione artistica di Gioia Di Girolamo.
Prosegue inoltre il percorso della residenza artistica itinerante Diorama x Abaq, che accompagna tutte le tappe del festival attraverso il lavoro dell’artista Stefano Ventilii, impegnato nella costruzione di una narrazione visiva dell’intero viaggio di Diorama in Abruzzo. Nello spazio Iris troverà posto “La logica del sogno”, mostra curata da Daniela Pietranico con opere di Iulia Ghiță, Giovanni Longo e Beppe Stasi, in un dialogo tra immaginazione, memoria e visioni contemporanee. L’esposizione resterà visitabile per tutta la durata del festival.
Swap party e urban climbing: il borgo si apre anche alla sostenibilità e allo sport
Dalle 18 di sabato tornerà nei Locali della cultura anche lo Swap party Pescara, iniziativa dedicata al riuso e alla sostenibilità: chi partecipa potrà portare abiti non più utilizzati e scambiarli con altri capi, in un gesto semplice che mette insieme consumo consapevole e condivisione.
Ma la grande novità diffusa sulle due giornate sarà soprattutto lo Spoltore Urban Climbing, in programma dalla mattina di sabato 27 e per l’intera giornata di domenica 28 giugno in largo San Giovanni. Il borgo si trasformerà così in una palestra a cielo aperto, accogliendo appassionati e curiosi in una manifestazione che negli anni si è costruita un’identità molto riconoscibile nel territorio. Sabato alle 17.30, nello spazio sociale di via G. Di Marzio, sarà inaugurata anche la mostra “I grandi carnivori”, pensata come momento di sensibilizzazione e conoscenza della fauna montana.
Domenica tra gara, cultura della montagna e sicurezza
Domenica 28 giugno la parte agonistica entrerà nel vivo già dalle 8, con l’apertura ufficiale delle iscrizioni per lo street boulder. Alle 11 scatterà la gara tra le vie del borgo, mentre in contemporanea, nella sala consiliare di via G. Di Marzio, si terrà l’incontro “In Abruzzo la cultura della montagna incontra la costa”, dedicato al rapporto tra l’entroterra montano e il litorale.
Nel pomeriggio, alle 15, la stessa sala ospiterà la presentazione dei dati statistici del Cnsas relativi al 2025, con un focus sul tema della sicurezza in ambiente montano. Alle 16.30 si tornerà in largo San Giovanni per le finali dello street boulder, seguite alle 17.30 dall’appuntamento “Manolo – eravamo immortali”. La cerimonia finale di premiazione è prevista alle 19, chiudendo ufficialmente una due giorni che prova a mettere insieme arte, paesaggio, sport e partecipazione.
Patrocinano l’iniziativa il Comune di Spoltore, il Ministero della Cultura, la Regione Abruzzo e Abaq – Accademia di Belle Arti dell’Aquila. Il risultato è un festival che usa il borgo non come semplice scenografia, ma come luogo vivo da attraversare e reinterpretare.
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