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Salute

OLTRE LA STANCHEZZA PRIMAVERILE, DISTURBO AFFETTIVO STAGIONALE (SAD) E DISTIMIA: QUANDO IL CALO DELL’UMORE DIVENTA CRONICO. NE PARLIAMO CON ADELIA LUCATTINI

Lucattini: “Il messaggio più importante da trasmettere è chiaro: sono forme che possono diventare croniche se non curate in tempo utile e che pertanto, meritano attenzione”
 
Intervista di Marialuisa Roscino

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Redazione-  In questa intervista, Adelia Lucattini, Psichiatra e Psicoanalista, Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psychoanalytical Association ci illustra come in primavera, in alcuni casi, è possibile notare dei cambiamenti dell’umore. Esistono infatti, forme di sofferenza psicologica silenziose che possono passare inosservate per anni, mimetizzandosi nella vita delle persone. Parliamo del SAD (Disturbo Affettivo Stagionale) e della Distimia (Disturbo Depressivo Persistente).

“Nel SAD gli episodi depressivi compaiono al cambiamento di stagione. La forma primaverile, si presenta più frequentemente con insonnia, irritabilità e ansia. Invece, la Distimia, se non trattata, può trasformarsi in un disturbo cronico”.

Le cause sono in parte fisiologiche, infatti il cambiamento della luce naturale e dell’irraggiamento solare, oltre che delle temperature, influiscono sui ritmi circadiani e sull’umore.

“Oggi sappiamo – prosegue Lucattini – che esistono trattamenti efficaci soprattutto se associati alla psicoterapia dinamica e la psicoanalisi”.

Dott.ssa Lucattini, come si arriva alla diagnosi dei rispettivi casi di Distimia e Disturbo Affettivo Stagionale (SAD)?

Arrivare a una diagnosi nei disturbi dell’umore non è mai immediato, il percorso è clinico e si costruisce attraverso l’ascolto, l’osservazione e la ricostruzione della storia della persona da parte di professionisti, psichiatri e psicoanalisti.

Nel caso della Distimia – che nella classificazione del Manuale Diagnostico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (ICD-10) rientra tra i disturbi persistenti dell’umore – il criterio chiave è il tempo continuo. Parliamo di un umore depresso stabile, presente per la maggior parte dei giorni, per almeno due anni. È una sofferenza poco rumorosa ma costante, che spesso viene scambiata per un tratto del carattere e che proprio per questo rischia di restare a lungo non riconosciuta.

Diverso è il caso della depressione con andamento stagionale, la cosiddetta SAD. In questo caso non è la continuità a orientare la diagnosi, ma la ciclicità. Gli episodi depressivi compaiono in specifici periodi dell’anno, si ripetono nel tempo – generalmente per almeno due anni – e tendono a regredire spontaneamente con il cambio di stagione.

Nell’ICD-10, il Disturbo affettivo stagionale non è una categoria autonoma, ma viene inquadrato come disturbo depressivo ricorrente, con specificazione dell’andamento stagionale.

In entrambi i casi, il lavoro clinico consiste nel dare senso alla storia dei sintomi nel tempo, più che nel fotografare un singolo momento, nella Distimia.

Distimia si osserva un tempo lungo, continuo, quasi invisibile, mentre nella depressione stagionale abbiamo un tempo ciclico, che segue il ritmo delle stagioni. È proprio questa lettura del tempo della sofferenza che permette di arrivare a una diagnosi corretta e, quindi, a una cura efficace.

 

A che età, possono manifestarsi Distimia e SAD?

La Distimia tende a comparire presto, spesso già nell’adolescenza o nella prima età adulta. È un disturbo che si sviluppa lentamente e in modo poco evidente, tanto che molte persone crescono con questa tonalità depressiva senza riconoscerla, pensando che faccia parte del proprio carattere.

La depressione con andamento stagionale (SAD), invece, esordisce più frequentemente nella giovane età adulta, tra i 20 e i 40 anni, ed è più rara nei bambini. Una volta comparsa, tende a ripresentarsi con una certa regolarità negli anni, seguendo il ritmo delle stagioni (Journal of Child Psychology and Psychiatry, 2025).

In che modo è possibile riconoscere i primi sintomi?

La Distimia tende a comparire presto, spesso già nell’adolescenza o nella prima età adulta. È un disturbo che si sviluppa lentamente e in modo poco evidente, tanto che molte persone crescono con questa tonalità depressiva senza riconoscerla, pensando che faccia parte del proprio carattere.

La depressione con andamento stagionale (SAD), invece, può esordire già nell’adolescenza ma generalmente è più percepita tra i 20 e i 40 anni. Una volta comparsa, solitamente ha un andamento ciclico, ovvero, tende a ripresentarsi con una certa regolarità negli anni, seguendo il ritmo delle stagioni (Jornal de Pediatria, 2025).

Come si manifesta negli adolescenti?

Negli adolescenti, i disturbi dell’umore non si presentano sempre nel modo in cui ce li aspettiamo. A differenza degli adulti, dove prevale la tristezza evidente, nei più giovani il disagio assume spesso forme più sfumate e meno riconoscibili.

Un ragazzo depresso, per esempio, può apparire soprattutto irritabile, nervoso, facilmente arrabbiato, più che triste. Può diventare oppositivo, chiudersi nelle relazioni o mostrare un progressivo disinteresse verso la scuola e le attività quotidiane. Proprio per questo, il rischio è che questi segnali vengano interpretati come una semplice “fase adolescenziale” o come un problema comportamentale.

Nel caso della Distimia, questa condizione si esprime spesso come una insoddisfazione costante, una sorta di malessere di fondo che accompagna il ragazzo nel tempo. Emergono bassa autostima, senso di inadeguatezza, difficoltà di concentrazione e una visione pessimistica di sé e del futuro. Sono adolescenti che si sentono frequentemente stanchi, poco motivati, come se mancasse loro una spinta vitale.

Quando invece il disturbo segue un andamento stagionale (SAD), si osserva una certa variabilità nel corso dell’anno. Nei mesi invernali possono comparire maggiore sonnolenza, calo dell’energia, ritiro sociale e difficoltà scolastiche, mentre in altri periodi si assiste a un miglioramento.

In generale, ciò che caratterizza la sofferenza depressiva in adolescenza è proprio la sua capacità di mascherarsi. Non sempre si presenta come tristezza dichiarata, ma come cambiamento nel comportamento, nelle relazioni e nel rendimento (European Child & Adolescent Psychiatry, 2026).

Esistono terapie efficaci per curare Distimia e SAD in adolescenza?

 

La cura dei disturbi dell’umore, come la Distimia e la depressione con andamento stagionale, non è mai standardizzata: richiede un approccio personalizzato, che tenga conto dell’età, della storia della persona e dell’intensità dei sintomi.

Nel caso della Distimia, essendo una forma cronica di depressione, il trattamento ha come obiettivo non solo la riduzione dei sintomi, ma anche una trasformazione più profonda del funzionamento emotivo. La psicoterapia rappresenta l’intervento centrale, sia in adolescenza che nell’età adulta.

Negli adolescenti, il lavoro terapeutico si concentra spesso anche sul contesto: coinvolgimento della famiglia, supporto scolastico, attenzione alle dinamiche relazionali.

Quando i sintomi sono più intensi o persistenti, alla psicoterapia può essere affiancato un trattamento farmacologico, sempre sotto controllo specialistico.

Per quanto riguarda la depressione con andamento stagionale (SAD), il trattamento presenta alcune specificità legate alla componente anche costituzionale del disturbo.

Psicoterapia dinamica e psicoanalisi, attività fisica regolare, alimentazione sana, mantenimento di un buon ritmo sonno-veglia sono indispensabili (The Lancet Psychiatry, 2020).

 

Perché è importante il trattamento psicoanalitico in questi due disturbi?

Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha posto crescente attenzione sulle forme croniche e persistenti della depressione, come la Distimia, evidenziando quanto queste condizioni siano diffuse ma spesso sottodiagnosticate.

Una ricerca pubblicata su Clinical Practice & Epidemiology in Mental Health (2025) conferma che la depressione persistente rappresenta una quota significativa dei disturbi dell’umore lungo l’arco della vita e che la sua natura cronica la rende particolarmente complessa sia dal punto di vista diagnostico sia terapeutico. Si tratta, infatti, di condizioni che non sempre emergono con sintomi eclatanti, ma che si strutturano nel tempo, diventando parte del funzionamento emotivo della persona.

Questi dati rafforzano l’idea che non sia sufficiente intervenire solo sul sintomo, ma che sia necessario un approccio più articolato, capace di integrare dimensione clinica e comprensione profonda dell’esperienza soggettiva. In questo senso, tutte le ricerche sottolineano l’importanza di trattamenti integrati, in cui la psicoterapia dinamica e la psicoanalisi, approcci che lavorano sul significato e sulla storia emotiva della persona, svolgono un ruolo centrale accanto al trattamento farmacologico ove necessario.

Quali consigli si sente di dare ai genitori?

 

-Non minimizzare i cambiamenti. Se un figlio cambia improvvisamente umore, si isola o perde interesse, non è sempre “una fase”. È importante osservare e prendere sul serio questi segnali;

-Ascoltare senza giudicare. Gli adolescenti hanno bisogno di sentirsi ascoltati, non corretti subito. A volte, la cosa più utile è esserci, senza interpretare o dare soluzioni immediate;

-Dare un nome alle emozioni. Aiutare i ragazzi a riconoscere ciò che provano è già un primo passo terapeutico. Spesso il disagio nasce proprio da emozioni non comprese;

-Mantenere routine regolari. Sonno, alimentazione e ritmi quotidiani stabili sono fondamentali, soprattutto nei disturbi dell’umore e nelle forme stagionali;

-Favorire relazioni e attività, fisiche e artistiche. Anche se i figli tendono a chiudersi, è importante incoraggiare senza forzare, il contatto con amici, sport o attività piacevoli;

-Non esitare a chiedere aiuto. Rivolgersi a uno specialista non significa “drammatizzare”, ma prendersi cura. Prima si interviene, migliori sono le possibilità di recupero;

-Ricordarsi sempre che si può stare meglio. I disturbi dell’umore si possono curare, bene per stare meglio e possibilmente per essere felici.

Marialuisa Roscino, Giornalista scientifica, specializzata su temi di Salute e in particolare in Educazione all’Alimentazione e nei disturbi del Comportamento Alimentare. Tra le sue precedenti e molteplici esperienze professionali di giornalista nel campo medico-scientifico, oltre alla cura di importanti Congressi scientifici per la sezione Media & Stampa, significative: l’attività di ufficio stampa e comunicazione presso l’Ufficio Stampa e il Servizio Comunicazione e Relazioni Esterne presso l’Ospedale Pediatico Bambino Gesù di Roma e presso la Croce Rossa Italiana come Coordinatore Nazionale per le Attività di visibilità e di Comunicazione 

Marialuisa Roscino

Salute

La sanità laziale potenzia il territorio: apre l’ospedale di comunità al Policlinico Umberto I

🏥 Il Policlinico Umberto I inaugura il suo Ospedale di Comunità: 20 nuovi posti letto per la continuità assistenziale tra cure ospedaliere e territorio. Una svolta per la sanità laziale.
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Redazione- Roma segna un passo decisivo nel potenziamento della rete assistenziale regionale con l’inaugurazione dell’Ospedale di Comunità presso l’edificio George Eastman. Situata in viale Regina Elena 287/b, al terzo piano della storica struttura romana, questa nuova realtà si inserisce nel più ampio disegno di riorganizzazione della medicina territoriale, mirando a colmare il vuoto esistente tra le cure ospedaliere per acuti e l’assistenza domiciliare. L’iniziativa rappresenta il primo esempio concreto di integrazione funzionale all’interno del perimetro del Policlinico Umberto I, istituzione che assumerà il ruolo di garante per la continuità dei percorsi di cura.

Alla cerimonia di apertura hanno presenziato i vertici istituzionali, tra cui il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, insieme al Direttore generale del Policlinico Umberto I, Fabrizio d’Alba, e alla direzione strategica aziendale. L’opera, realizzata nel quadro della Missione 6 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e in piena conformità con gli standard del decreto ministeriale 77 del 2022, è stata pensata per decongestionare le grandi strutture ospedaliere, trasformando il modello di presa in carico del paziente.

il ruolo dei venti posti letto e la missione assistenziale

Il nuovo Ospedale di Comunità dispone di venti posti letto, destinati a una categoria specifica di pazienti: persone clinicamente stabilizzate che, pur avendo superato la fase acuta della patologia, richiedono ancora un monitoraggio costante. La struttura offre assistenza infermieristica continuativa (sulle 24 ore) e una supervisione medica programmata, elementi necessari per garantire il recupero funzionale prima che il paziente possa tornare al proprio domicilio.

L’obiettivo è chiaro: evitare che i pazienti restino ingiustificatamente nei reparti ospedalieri ad alta intensità di cure, liberando risorse preziose e, al contempo, fornendo un ambiente più protetto e consono alla fase di convalescenza. In questo spazio, i percorsi di riabilitazione leggera si intrecciano con la gestione farmacologica e il supporto sociale, riducendo il rischio di complicazioni o di nuovi ricoveri impropri che spesso gravano sul sistema sanitario nazionale.

una nuova sinergia tra ospedale e territorio

Secondo il Direttore generale Fabrizio d’Alba, questa apertura va ben oltre l’aspetto logistico. Si tratta di una trasformazione culturale che mira a rendere più fluidi i passaggi tra le diverse intensità di cura. “Questa struttura crea nuove consuetudini di collaborazione tra professionisti del settore”, ha spiegato d’Alba durante l’evento, sottolineando come l’integrazione tra il grande polo ospedaliero e la rete territoriale sia la chiave per un sistema sanitario moderno.

Un aspetto peculiare citato dalla direzione riguarda l’impatto formativo. L’Ospedale di Comunità, infatti, diventerà un laboratorio a cielo aperto per i giovani professionisti sanitari. Spesso, durante il percorso di studi e i tirocini universitari, il personale medico e infermieristico si concentra quasi esclusivamente sulla gestione della fase acuta, trascurando la complessità della cura territoriale. Lavorare in questo nuovo distaccamento dell’Umberto I permetterà ai nuovi medici e infermieri di misurarsi con le esigenze delle cronicità e con le dinamiche sociali che caratterizzano il rientro a casa dei pazienti, formando così figure professionali con competenze olistiche e integrate.

L’inaugurazione dell’edificio Eastman non è dunque solo l’aggiunta di posti letto, ma un segnale di cambiamento per la sanità di Roma e di tutto il Lazio. La scommessa, sostenuta dai fondi europei, è quella di creare una rete che non separi più l’ospedale dal territorio, ma che li faccia comunicare in modo costante e rigoroso. Con l’avvio delle attività, il Policlinico Umberto I si candida a diventare un modello di riferimento nell’applicazione delle direttive nazionali, ponendo il paziente al centro di un percorso che garantisce dignità e sicurezza dalla diagnosi fino alla guarigione o alla stabilizzazione definitiva. Il successo di questo progetto sarà misurato, nei prossimi mesi, dalla capacità della struttura di mantenere elevati standard assistenziali riducendo drasticamente i tempi di attesa e migliorando il tasso di dimissioni appropriate, in un clima di collaborazione sinergica tra le diverse branche della medicina regionale.

Intervista al Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e al Direttore Generale Policlinico I di Roma, Fabrizio d’Alba

Interviste di Marialuisa Roscino
Riprese e Montaggio di Fabio Nori

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Salute

“Che colpa ho io ” è il nuovo singolo che segna il ritorno di Sambiglion

🎵 Il nuovo singolo di Sambiglion, intitolato “Che colpa ho io”, esplora il dolore delle scelte non comprese in un viaggio intimo tra folk elettrico e cantautorato.
Guarda il videoclip su YouTube e ascolta il brano su tutte le piattaforme digitali. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇
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Redazione- Milano segna il punto di partenza per il nuovo capitolo artistico di Ruben Caparrotta, in arte Sambiglion, che torna sulla scena musicale con il singolo intitolato Che colpa ho io. Il brano, che sarà disponibile sulle piattaforme digitali a partire da giovedì 11 giugno, approderà ufficialmente in rotazione radiofonica il giorno successivo, venerdì 12 giugno, sotto l’etichetta Maionese Project. La canzone si inserisce in un percorso di maturazione cantautorale che l’artista porta avanti da anni, fondendo narrazione intimista e sonorità ricercate.

Il brano affronta il tema complesso delle scelte e delle rinunce che segnano la vita di ogni individuo, specialmente durante quella fase in cui la consapevolezza non è ancora pienamente formata. Sambiglion descrive il processo creativo come una valvola di sfogo necessaria, dove le emozioni improvvise e talvolta dolorose si trasformano in musica. La penna, nelle sue parole, diventa uno strumento per gestire lo smarrimento, trasformandosi in un luogo dove è possibile dare sfogo ai propri vissuti, che si tratti di un pianto liberatorio o di una forma di resistenza emotiva.

le sonorità e la struttura della nuova produzione

Sotto il profilo tecnico, la produzione oscilla tra atmosfere delicate e aperture sonore più corpose. L’arrangiamento si basa su un impianto indie pop dalla trama morbida, dove le chitarre acustiche dominano la prima parte, tessendo una melodia intima che accompagna l’ascoltatore nelle fasi iniziali del racconto. Con il progredire della traccia, il sound subisce una metamorfosi, introducendo elementi elettrici che creano una tensione crescente fino a culminare in un assolo finale, pensato per dare forza emotiva all’intero messaggio del brano.

Il lavoro di arrangiamento è frutto di una collaborazione consolidata con Davide Maggioni. La sinergia tra i due professionisti permette di rifinire ogni dettaglio: mentre l’artista arriva in studio con testi e melodie già definiti, il lavoro condiviso sulla struttura si concentra sulla ricerca di un equilibrio armonico che soddisfi l’intento comunicativo originale. Questa attenzione alla cura del suono rispecchia l’obiettivo di Sambiglion di costruire un prodotto organico, capace di parlare a un pubblico eterogeneo che, secondo le rilevazioni algoritmiche, spazia dai 29 ai 45 anni, pur senza precludere un ascolto più ampio e trasversale.

il significato del videoclip e il percorso dell’artista

Ad accompagnare l’uscita del brano c’è un videoclip curato da Stefano Di Giovanni su idea di Ruben Caparrotta. Le riprese si sviluppano interamente all’interno di un’automobile, scelta non casuale che funge da metafora per uno spazio sospeso, simile a quello dei sogni. La vettura diventa il teatro di un viaggio interiore dove i personaggi che si alternano a bordo rappresentano allegorie di memorie, emozioni e tappe fondamentali dell’esistenza. Ogni elemento visivo è orientato a sottolineare il concetto di crescita personale, un tema centrale nella poetica di questo cantautore che cita influenze che vanno dai grandi della musica italiana, come Fabrizio De André e Rino Gaetano, fino a suggestioni internazionali.

Il percorso che ha portato a questa pubblicazione è frutto di una gavetta lunga oltre un decennio. Dai primi esperimenti autoprodotti nel 2010 con lo pseudonimo ispirato ai romanzi di Emilio Salgari, Sambiglion è passato attraverso diverse fasi: dai tributi d’autore alla produzione di album come Tu eri lì nel 2018. Il sodalizio con La Stanza Nascosta Records, che ha pubblicato i suoi lavori recenti, ha consolidato la sua presenza in un panorama dove la scrittura sincera rimane la priorità. Attualmente, l’artista guarda al futuro con la realizzazione del suo prossimo disco, il cui titolo provvisorio è Ozio, confermando la volontà di affermarsi nel circuito live italiano in modo naturale, senza forzature, portando sul palco quel mondo interiore che ha saputo costruire in questi anni di ricerca artistica costante e appassionata.

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Salute

Ini Canistro: il 18 giugno open day per la prevenzione delle patologie reumatiche e dell’osteoporosi

🏥 La prevenzione è lo strumento più potente a nostra disposizione per contrastare le malattie reumatiche e l’osteoporosi. Il 18 giugno, presso la clinica Ini di Canistro, una mattinata dedicata a visite gratuite per tutelare il benessere delle ossa e delle articolazioni. Non perdere l’opportunità di monitorare la tua salute con il dottor Mauro Ranieri.
Prenota subito il tuo posto chiamando il numero verde 800951595 o scrivendo su WhatsApp al 348.2322841. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇
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ini canistro open day patologie reumatiche osteoporosi

Redazione- Canistro, in provincia dell’Aquila, si prepara a ospitare una nuova giornata dedicata interamente alla salute della cittadinanza. Il prossimo 18 giugno, presso la clinica Ini, si terrà un open day finalizzato alla prevenzione e alla diagnosi precoce delle patologie reumatiche e dell’osteoporosi. L’iniziativa, che si svolgerà dalle ore 9.00 alle ore 13.00, segue il successo dei precedenti appuntamenti dedicati all’ortopedia e all’urologia, confermando l’impegno costante della struttura sanitaria nel promuovere la cultura della prevenzione sul territorio abruzzese.

La clinica Ini di Canistro, parte di un gruppo nazionale con oltre settant’anni di attività nel settore sanitario tra Abruzzo, Lazio e centro-sud Italia, rappresenta un presidio di eccellenza. La struttura conta dieci sedi, dispone di oltre 1.200 posti letto e impiega circa 2mila dipendenti, distinguendosi come punto di riferimento per l’ortopedia e la traumatologia in regime di convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale. L’evento del 18 giugno vedrà protagonista il dottor Mauro Ranieri, reumatologo che ha rafforzato recentemente l’equipe medica del centro.

l’importanza della diagnosi precoce per le malattie reumatiche

Il dottor Ranieri pone l’accento sulla necessità di intervenire tempestivamente di fronte ai primi segnali di malessere articolare o muscolare. Le malattie infiammatorie reumatologiche, tra cui l’artrite, tendono a generare le conseguenze più serie proprio durante la fase iniziale, ovvero nel primo anno di insorgenza. Intervenire in questa finestra temporale permette di limitare in modo significativo i danni permanenti a carico dell’apparato osteoarticolare.

Il quadro clinico che rientra nell’ambito reumatologico si presenta spesso eterogeneo e complesso. Spazia infatti da problematiche tendinee ad alterazioni articolari, fino a coinvolgere muscoli e, in alcuni casi, distretti neurologici. Grazie all’avvento di opzioni terapeutiche moderne, come i farmaci biologici — la cui prescrizione rimane vincolata ai centri autorizzati — è possibile oggi gestire queste patologie con una precisione superiore rispetto al passato. Tuttavia, il punto cardine rimane la visita specialistica, integrata da una serie di esami di laboratorio mirati, che verranno offerti gratuitamente durante l’open day previa prenotazione.

come combattere l’osteoporosi e monitorare la salute delle ossa

Oltre alle patologie di natura strettamente infiammatoria, lo screening si concentra sulla fragilità ossea. L’osteoporosi è una condizione che interessa un’ampia fetta della popolazione, specialmente con l’avanzare dell’età. In Italia, si stima che siano circa 5 milioni le persone colpite da queste problematiche, un numero equivalente al 10% della popolazione totale. Il progressivo invecchiamento demografico rende l’attività di monitoraggio un pilastro per la tenuta del sistema salute.

Il dottor Ranieri spiega che la combinazione tra un’indagine anamnestica approfondita e l’esecuzione di una mineralometria ossea consente di inquadrare correttamente il paziente. Identificare la predisposizione all’osteoporosi o uno stato di fragilità già conclamato consente di instaurare percorsi terapeutici mirati. Prevenire il peggioramento della malattia significa, di fatto, ridurre drasticamente il rischio di fratture ossee, che possono verificarsi anche in assenza di traumi violenti, compromettendo gravemente la qualità della vita quotidiana, specialmente negli anziani.

Per partecipare all’iniziativa, è necessaria la prenotazione obbligatoria, valida fino a esaurimento dei posti disponibili. Gli interessati possono contattare il numero verde 800951595 o inviare un messaggio WhatsApp al numero 348.2322841. Informazioni dettagliate sono anche reperibili consultando la pagina dedicata sul portale ufficiale del gruppo Ini. L’evento rappresenta un’occasione preziosa per i cittadini per sottoporsi a uno screening specialistico in un ambiente altamente qualificato, contribuendo attivamente alla tutela della propria salute a lungo termine.

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