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PROROGATO FINO AL 14 GIUGNO IL NON FINITO: FRA POETICA E TECNICA ESECUTIVA

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PROROGATO FINO AL 14 GIUGNO IL NON FINITO: FRA POETICA E TECNICA ESECUTIVA

In esposizione ai Musei Capitolini il progetto espositivo che svela – attraverso indagini di diagnostica non invasiva –

il processo creativo e i segreti della tecnica “nascosti” dietro alcuni dipinti incompiuti della Pinacoteca Capitolina

 

 

Redazione  – Viene prorogato fino al 14 giugno 2026 il progetto espositivo “Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva“, ospitato nelle sale della Pinacoteca dei Musei Capitolini dal 15 gennaio. Curato da Costanza Barbieri (coordinatrice del Work Package 2 di EAR – Enacting Artistic Research e docente dell’Accademia di Belle Arti di Roma) e Claudio Seccaroni (ENEA), propone un approfondimento inedito sul processo creativo di alcuni dipinti incompiuti conservati presso la Pinacoteca Capitolina accompagnando il visitatore alla scoperta delle fasi di ideazione e realizzazione delle opere, mettendo in luce ripensamenti, modifiche e soluzioni tecniche adottate dagli artisti e invisibili all’occhio umano.

Il progetto è promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ed è organizzato dall’Accademia di Belle Arti di Roma nell’ambito del Progetto EAR – Enacting Artistic Research, finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU, con fondi a valere sul PNRR. I servizi museali sono di Zètema Progetto Cultura. Catalogo edito da Artemide Edizioni.

Sottoposte ad analisi scientifiche attraverso strumenti di imaging, riflettografia e spettroscopia, le opere rivelano i segreti della tecnica con cui sono state realizzate. È il caso del dipinto Cristo e l’adultera (1525-1528) di Jacopo Palma il Vecchio, con le varianti lasciate a vista per il gesto della mano di Cristo o della tela di Guido Reni raffigurante l’Anima beata (1640-1642), che l’autore ha modificato in corso d’opera variando la posizione delle gambe e delle ali o delle varie fasi di realizzazione nei dipinti del Garofalo.

“Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva” consente al visitatore una prodezza: addentrarsi nel processo artistico in fieri grazie all’uso di strumenti e metodologie comunemente impiegati per interventi di restauro. Muovendo però da un’intuizione: la diagnostica non si esaurisce nel campo della conservazione, ma offre strumenti preziosi per indagare i processi creativi e, in particolare, il tema del non finito. Una categoria estetica che attraversa l’intera storia dell’arte fin dalla classicità, se è vero che Plinio il Vecchio ricorda come l’incompiuta Venere di Cos di Apelle fosse superiore per espressione e intensità a molte opere ben rifinite, e come nessuno degli allievi osasse intervenire per completarla.

Una suggestione e un modus operandi recuperati da Leonardo, Michelangelo, Tiziano, Guido Reni, che implicano la partecipazione dell’osservatore e giungono fino all’arte contemporanea passando per gli impressionisti. Di fronte a un’opera incompleta l’osservatore è stimolato a livello neurologico e attua un meccanismo compensativo immaginativo, proseguendo virtualmente l’azione creativa e condividendo il gesto artistico dell’artefice.

Opere in mostra:

Ingresso Pinacoteca: Sarcofago strigilato con i busti dei coniugi

Sala 1: Benvenuto Tisi detto il GarofaloCirconcisione

               Benvenuto Tisi detto il Garofalo, Circoncisione, (Prestito della Galleria Cantore di Modena)

Sala 2: Jacopo del PalmaCristo e l’adultera

Sala 3: Guido ReniSilvio, Dorinda e Linco, (Allegoria dell’amore rifiutato)

               Guido Reni, Gesù e San Giovannino

               Guido Reni, Maddalena penitente

               Guido Reni, Fanciulla con corona

               Guido Reni, Anima beata (bozzetto)

               Guido Reni, Anima beata

               Modello 3D, Anima beata (ABAfi)

               Guido Reni, Fanciulla con anfora

               Guido Reni, Lucrezia

               Guido Reni, Cleopatra

               Ludovico CarracciRitratto di giovane

              

INFO

Musei Capitolini

Piazza del Campidoglio – 00186 Roma

Tutti i giorni 9.30 – 19.30

Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

Per maggiori informazioni:

tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) – www.museicapitolini.org

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La “santiaghite” e la nostalgia del ritorno, Valentino Pisegna svela il “mal di Cammino”

🚨 FOCUS CULTURA: COS’È LA “SANTIAGHITE” E PERCHÉ COLPISCE I PELLEGRINI? Un’analisi profonda sul mal di Cammino che spinge a ritornare sui sentieri. Valentino Pisegna, divulgatore e delegato abruzzese della Confraternita di San Jacopo di Compostella, ci accompagna nel core della nostalgia che affligge chi rientra da Santiago de Compostela. Tra ricerca della lentezza e incontri internazionali, il rischio da evitare è la rincorsa ai chilometri o la fuga dalla realtà: il vero Cammino inizia quando si torna a casa nella quotidianità. Tutti i dettagli del servizio 👇#camminodisantiago #santiaghite #valentinopisegna #pellegrini #confraternitasanjacopo #abruzzocultura #turismosostenibile #pagineutili

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foto cattedrale Santiago

I segreti del pellegrinaggio di Santiago nell’analisi del delegato della Confraternita di San Jacopo

Redazione – La propensione a ripartire e la ricerca di quel ritmo esistenziale scandito unicamente dai propri passi rappresentano un passaggio comune a molti camminatori, ma occorre vigilare affinché il viaggio non si trasformi in una mera prestazione sportiva o in una rincorsa ossessiva al conteggio dei chilometri percorsis. A fare chiarezza su questa particolare condizione dello spirito è Valentino Pisegna, noto divulgatore abruzzese e delegato per la regione Abruzzo della prestigiosa Confraternita di San Jacopo di Compostella di Perugia. Attraverso una lucida disamina dell’experience del pellegrinaggio, l’esperto invita a decodificare questa sensazione emotiva, distinguendo la genuina ricerca interiore da derive che rischiano di snaturare lo spirito originario di una tradizione millenaria nata sui sentieri della fede. Il rischio contemporaneo è infatti quello di focalizzarsi eccessivamente sull’accumulo di timbri sulla credenziale cartacea, riducendo un percorso di cura dell’anima ad una sorta di collezionismo di mete, un atteggiamento competitivo che allontana il viandante dal senso profondo della gratuità e dell’incontro con l’ignoto per deliziare i lettori del giornale.

Il pellegrinaggio non può e non deve essere interpretato come una competizione in cui la qualità dell’esperienza si misura sulla distanza coperta, proiettando i dati in tempo reale a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili della nazione.

La fuga dalla routine quotidiana ed il rischio della dipendenza psicologica dal sentiero

Un altro aspetto delicato analizzato dai dossier associativi riguarda la tentazione di utilizzare le lunghe camminate come una forma di isolamento o di evasione permanente dalle responsabilità personali e professionali della vita civile. La dipendenza psicologica dal sentiero rischia di manifestarsi quando l’itinerario viene vissuto come un rifugio ideale in cui nascondersi, anziché come uno strumento terapeutico e formativo utile a fortificare il carattere per affrontare i problemi quotidiani con rinnovata fermezza e maggiore consapevolezza. Secondo l’analisi del divulgatore aquilano, la vera sfida dell’uomo contemporaneo comincia proprio nel momento in cui si varca nuovamente la soglia di casa, quando si dimostra la capacità di tradurre gli insegnamenti appresi lungo la via in uno stile di vita quotidiano improntato all’essenzialità, alla tolleranza ed alla solidarietà, escludendo le logiche dell’egoismo a tutela dei consumatori.

Il distacco dalle banchine della routine permette di riscoprire l’importance dell’ascolto e dell’empatia, portando alla luce una versione di se stessi più autentica, spogliata dalle sovrastrutture e dalle ansie della società moderna della provincia.

La condivisione internazionale nei rifugi e la riscoperta del tempo lento montano

L’autentico valore del Cammino risiede nella predisposizione a lasciarsi trasformare dagli imprevisti del percorso, imparando a valorizzare la dimensione del tempo lento e la bellezza della condivisione con perfetti sconosciuti provenienti da ogni angolo del pianeta. La mancanza che i pellegrini avvertono non è legata semplicemente alla magnificenza dei paesaggi naturalistici o alla solennità delle architetture sacre, ma riflette la nostalgia per quella straordinaria rete di relazioni umane, priva di barriere sociali, che si edifica spontaneamente tra le banchine dei rifugi e l’itinerario rurale. Spesso, la malinconia del ritorno non è diretta verso una specifica meta geografica, come la monumentale cattedrale di Santiago de Compostela, bensì verso l’individuo che si era diventati durante il cammino, capace di gioire per le cose più semplici e di tollerare la fatica fisica in vista di un obiettivo condiviso, una cooperazione paritetica che rassicura le famiglie.

L’orizzonte del viaggio non si esaurisce con l’ottenimento della pergamena ufficiale, ma prosegue all’interno della coscienza di ciascun individuo, riflettendosi nelle scelte di ogni giorno e nello sguardo nuovo con cui si guardano il mondo ed il proprio prossimo.

I registri storici dei pellegrinaggi europei ed i collegamenti con le istituzioni abruzzesi

Il cammino, in definitiva, si configura come un ciclo continuo di crescita personale e civile, un patrimonio immateriale che acquista il suo significato più alto quando riesce a generare cittadini più consapevoli, attenti al bene comune ed in grado di camminare con fiducia sulle strade della propria vita, garantendo la legalità delle riforme. I cittadini, gli escursionisti e tutti i professionisti del settore forense o turistico interessati a verificare i tracciati delle vie storiche abruzzesi, consultare i calendari dei successivi incontri informativi o esaminare le brochure della provincia aquilana, possono collegarsi direttamente alla piattaforma informatica del Consiglio Regionale dell’Abruzzo per prendere visione dei documenti istituzionali dello Stato pubblici.

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Ostia – ” Connessioni in Movimento ” con il maestro Internazionale Andre’ De La Roche

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Locandina evento

Ostia-  Il Move presenta ” CONNESSIONI IN MOVIMENTO ” , il 9 Settembre dalle 14 alle 20, stage presso la Danza Progetto Formazione Danzatori, in via Isole Samoa 39 ad Ostia, con il maestro Raffaele Paganini, per la danza classica, la maestra Milena Zullo, per la danza contemporanea, ed il maestro internazionale ANDRE’ DE LA ROCHE.

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Estate dell’Aratro 2026 a Pianella, all’Anfiteatro di Paglia arriva “Coppia aperta, quasi spalancata” di Dario Fo e Franca Rame

🚨 GRANDE TEATRO D’AUTORE A PIANELLA: NELL’ANFITEATRO DI PAGLIA ARRIVANO DARIO FO E FRANCA RAME! 🎭 Straordinario appuntamento culturale nelle Terre di Arotron. Sabato 25 luglio alle ore 21:00, la rassegna “Estate dell’Aratro 2026”, diretta da Franco Mannella, ospita uno dei capolavori più taglienti e ironici del teatro italiano contemporaneo: “Coppia aperta, quasi spalancata”, scritto dai Premi Nobel Dario Fo e Franca Rame. Lo spettacolo, prodotto dalla Piccola Bottega Teatrale con la regia di Mario Massari, vedrà sul palco Silvia Napoleone e Antonio Ramacciato. La serata inizia h24 alle 19:30 con un aperitivo rurale a base di prodotti tipici locali immersi nella natura. Posti limitati, prenotazione obbligatoria. Tutti i dettagli del dossier 👇#estatedellaratro | #anfiteatrodipaglia | #terrediarotron | #francomannella | #dariofo #francarame | #teatroabruzzo | #pianellaeventi | #pagineutili

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Coppia aperta, quasi spalancata

Pianella, incastonata nel cuore della provincia di Pescara, si prepara a vivere un nuovo momento di altissimo profilo culturale. La rassegna denominata Estate dell’Aratro 2026, che vede la direzione artistica di Franco Mannella, continua a richiamare un pubblico numeroso presso l’Anfiteatro di Paglia, situato all’interno della suggestiva area delle Terre di Arotron. Questo spazio, costruito interamente con materiali ecologici e perfettamente integrato con il contesto rurale abruzzese, offre una prospettiva inedita sulla fruizione artistica, lontano dai teatri convenzionali e più vicino alla terra.

Il capolavoro di Dario Fo e Franca Rame in scena nel pescarese

Il calendario della stagione propone per sabato 25 luglio, a partire dalle ore 21, la rappresentazione di uno dei testi più iconici e rappresentativi del drammaturgo Dario Fo e dell’attrice Franca Rame: “Coppia aperta, quasi spalancata”. L’opera, pietra miliare del teatro comico e satirico italiano, torna a vivere grazie alla messa in scena curata dalla Piccola Bottega Teatrale con la regia di Mario Massari.

Il testo, che ha attraversato generazioni senza perdere smalto, affronta con estrema lucidità il tema del matrimonio e della crisi dei rapporti sentimentali. Al centro della narrazione si trova una coppia alle prese con l’ipocrisia di una presunta emancipazione sessuale concessa dal marito alla moglie come paracadute per le proprie infedeltà. Attraverso un crescendo di situazioni paradossali, il pubblico viene messo di fronte alle nevrosi moderne, riflettendo su come la cosiddetta libertà unilaterale possa trasformarsi rapidamente in una trappola esistenziale.

La regia di Massari mantiene una cifra stilistica dinamica, valorizzando i ritmi serrati tipici della commedia dell’arte rivisitata in chiave contemporanea. Sul palcoscenico naturale di Pianella saranno Silvia Napoleone e lo stesso Mario Massari a dare corpo ai protagonisti, con il contributo amichevole di Antonio Ramacciato. La dimensione tecnica dello spettacolo è affidata a Carlo Mené, che cura l’impianto luci e l’ausilio alla regia, elementi fondamentali per dare profondità alla scena sotto il cielo aperto della campagna vestina.

Un’esperienza conviviale tra arte e prodotti del territorio

La serata proposta dalle Terre di Arotron non si esaurisce con lo spettacolo. Gli organizzatori hanno previsto un momento di aggregazione preliminare per accogliere gli spettatori prima del sipario. Dalle ore 19.30, infatti, sarà operativa un’area ristoro appositamente allestita per offrire un aperitivo basato sulle eccellenze enogastronomiche dell’Abruzzo.

L’iniziativa punta a valorizzare non solo la prosa di alta qualità, ma anche la filiera agroalimentare locale, permettendo ai presenti di degustare i sapori tipici della zona di Pianella prima di immergersi nella performance. L’Anfiteatro di Paglia, grazie a questa formula, si conferma un polo di aggregazione sociale fondamentale per l’intero territorio. Le strutture rurali che circondano il sito regalano una quiete che contrasta con la frenetica quotidianità, trasformando ogni evento in un’occasione di distensione.

Per garantire un’adeguata gestione degli spazi e dell’accoglienza, la prenotazione è obbligatoria. Gli interessati possono riservare il proprio posto chiamando il numero 345.5411135. Ulteriori aggiornamenti sull’andamento della stagione Estate dell’Aratro 2026 e sulle prossime date in programmazione sono consultabili attraverso i canali social ufficiali, in particolare la pagina @formazioneteatralearotron, che funge da portale informativo per tutte le attività della compagnia. Si consiglia ai partecipanti di arrivare con congruo anticipo per godere appieno dell’atmosfera rurale e assicurarsi i posti migliori nell’anfiteatro, progettato per garantire un’ottima visibilità da ogni angolazione. La serata del 25 luglio rappresenta una tappa fondamentale per la cultura teatrale pescarese, unendo impegno sociale e intrattenimento in una cornice che rende omaggio alla tradizione contadina locale.

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