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Cultura

Menda Vreto, la voce dell’Albania in Italia: quando la scrittura diventa un ponte tra due anime

Dalle difficoltà dell’emigrazione al successo su Marie Claire: la straordinaria storia di Menda Vreto. Bisnipote di un eroe dell’indipendenza albanese, oggi unisce Italia e Albania con la forza meravigliosa della sua penna. Una vita da romanzo! 📚 🇦🇱 🇮🇹

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Menda Vreto

Redazione – Ci sono vite che somigliano a dei bellissimi romanzi, e romanzi che non potrebbero mai nascere se non da una vita vissuta intensamente, tra sacrifici inenarrabili, radici strappate con dolore e nuove albe da costruire faticosamente giorno dopo giorno. La magnifica e commovente storia della scrittrice Menda Vreto appartiene indubbiamente a questa seconda, rarissima categoria. Con origini fieriamente albanesi e un cuore oggi profondamente e indissolubilmente legato all’Italia, Menda ha saputo compiere uno dei miracoli più difficili e nobili che un essere umano possa mai arrivare a realizzare: ha trasformato le cicatrici invisibili dell’emigrazione e la dura fatica quotidiana in una straordinaria testimonianza letteraria. Una scrittura purissima, intrisa di memoria storica, altissima sensibilità e profonda riflessione, che oggi rappresenta un ponte invisibile ma solidissimo tra le sponde del mare Adriatico, unendo due popoli meravigliosi attraverso il linguaggio universale delle emozioni e della letteratura.

Il peso glorioso delle radici: l’eredità del bisnonno Jani Vreto e il Risorgimento Albanese

Per comprendere appieno il sacro fuoco della cultura e dell’identità che arde inestinguibile nell’anima di Menda, è fondamentale fare un lungo tuffo nel passato e alzare lo sguardo verso il suo prezioso albero genealogico. Il sangue che le scorre nelle vene, infatti, è esattamente lo stesso di Jani Vreto (1822–1900), suo illustre e celebrato bisnonno. Parliamo di un vero e proprio gigante della storia balcanica: un patriota indomito, scrittore visionario, editore coraggioso e figura di primissimo piano della Rilindja Kombëtare, ovvero il glorioso Risorgimento nazionale albanese. Jani Vreto dedicò letteralmente ogni singolo respiro della sua avventurosa esistenza alla promozione viscerale della lingua e della cultura d’origine, tanto da contribuire attivamente alla complessa standardizzazione del moderno alfabeto e fondare, a Bucarest, la prima storica tipografia albanese. Essere la bisnipote diretta di uno dei principali artefici del risveglio nazionale e culturale di un intero popolo non è solo un inestimabile onore formale, ma è una vocazione al racconto, alla conservazione della memoria e alla difesa della propria identità, che Menda ha saputo raccogliere e onorare splendidamente in chiave moderna.

Dalle aule di agraria alla dura realtà dell’emigrazione: il coraggio inestimabile di ricominciare da zero

Cresciuta in Albania respirando fin da bambina una profondissima e insaziabile passione per i libri, le biblioteche e la conoscenza pura, Menda ha inizialmente declinato questo enorme amore verso la natura, intraprendendo brillanti studi universitari presso la Facoltà di Agraria. Si era specializzata con rigore in patologia vegetale, studiando da vicino e con affetto le malattie delle piante e i segreti misteriosi dei processi naturali legati alla terra madre. Ma la vita umana, si sa, ha quasi sempre percorsi tortuosi e imprevedibili. Il definitivo trasferimento in Italia ha rappresentato per lei uno spartiacque drammatico ma immensamente formativo. Come accade purtroppo a migliaia di emigranti, il primissimo impatto con la nuova, fredda realtà è stato durissimo da digerire: le inevitabili e frustranti barriere linguistiche, lo smarrimento profondo dell’inserimento in una società sconosciuta e la pressante necessità di doversi rimboccare le maniche per mangiare. Per sopravvivere dignitosamente e riuscire a integrarsi, Menda non si è mai arresa e ha svolto per anni i lavori più disparati e umili. Quelle che per molti borghesi sarebbero potute sembrare delle amare sconfitte personali, per lei si sono invece rivelate una miniera d’oro umana inestimabile. Tra i vari banchi di lavoro ha incrociato sguardi, ascoltato dolori inespressi, raccolto sorrisi e toccato con mano realtà sommerse, assorbendo storie di vita vissuta che, nel tempo, sono diventate il carburante prezioso e inesauribile per la sua formidabile penna.

La scrittura come ancora di salvezza: il meritato successo su Marie Claire e la pioggia di premi letterari

È proprio in Italia, immersa in questo mare di contraddizioni umane, che la sua intima esigenza di raccontarsi a cuore aperto e di raccontare la vita degli altri esplode definitivamente. Menda Vreto compie a questo punto un atto di coraggio intellettuale immenso, quasi rivoluzionario per chi proviene da un’altra nazione: inizia a scrivere complessi e strutturati libri direttamente in lingua italiana, adottando l’idioma del suo nuovo Paese adottivo per riuscire a descrivere emozioni intime, ricordi sfumati e grandi temi sociali universali. Il suo enorme talento naturale non passa affatto inosservato ai critici. Il suo primissimo libro cattura quasi immediatamente la curiosità e l’attenzione dei media nazionali italiani, tanto da guadagnarsi una lunga, bellissima e lusinghiera intervista sulle pagine della prestigiosissima rivista di caratura internazionale Marie Claire. È la consacrazione ufficiale e definitiva della sua preziosa voce letteraria nel panorama culturale. Ma il bellissimo percorso non finisce certo qui: la sua inimitabile capacità di scavare con delicatezza nei meandri bui dell’animo umano le vale ben presto il prestigioso Premio della Giuria in un importante concorso letterario, portando al meritato inserimento della sua opera in un’esclusiva antologia dedicata ai migliori talenti emergenti. Un riscatto sociale, culturale e personale che ha il sapore dolcissimo di una vittoria schiacciante sul destino avverso.

Un ponte vitale tra due sponde: il giornalismo militante e il delicato racconto degli ultimi

La vulcanica e inarrestabile energia di Menda Vreto non si esaurisce però nella sola, seppur complessa, pubblicazione di opere librarie. Animata dalla stessa febbrile urgenza comunicativa e pedagogica del suo glorioso bisnonno Jani, l’autrice collabora oggi attivamente e incessantemente scrivendo per diverse riviste e pubblicazioni, sia diffuse online che in formato cartaceo. Tra queste spicca la collaborazione con Gazeta, dove i suoi lettissimi articoli diventano uno spazio libero e prezioso per affrontare a viso aperto tematiche culturali spesso trascurate, questioni sociali scottanti e profonde riflessioni legate alla complessa, e spesso dolorosa, esperienza umana dell’integrazione sociale. Nelle sue intense colonne giornalistiche, l’Albania e l’Italia smettono miracolosamente di essere due nazioni lontane e separate da una striscia di mare insidioso, e diventano un unico, grande, accogliente cortile umano dove le sofferenze, le speranze e i sogni si assomigliano tutti in modo sorprendentemente commovente.

Oltre i confini imposti e le barriere culturali: un invito umanissimo al dialogo e alla scoperta

Oggi la preziosa e ricercata scrittura di Menda Vreto rappresenta a tutti gli effetti un potente e raro antidoto intellettuale contro i pericolosi veleni del razzismo strisciante e della divisione tra popoli. La sua elegante penna riesce a unire magicamente la struggente malinconia della memoria personale passata a una spiccata, chirurgica sensibilità verso i sentimenti più profondi e inconfessabili dell’essere umano contemporaneo. Leggere i suoi testi equivale ad accettare un dolcissimo e inaspettato invito al dialogo costruttivo, alla sospensione totale del pregiudizio e alla vera comprensione reciproca. Il suo più grande e insostituibile merito civile è quello di riuscire a sussurrare dolcemente all’orecchio del lettore una grande verità che tutti noi, troppo spesso, dimentichiamo per comodità: dietro il volto stanco e sudato di un emigrante incrociato per strada, o dietro una lingua straniera parlata con evidente accento incerto, si nascondono quasi sempre ricchezze interiori incalcolabili, storie silenziose di eroismo quotidiano ed eredità storiche immense e prestigiose. La splendida vita di Menda Vreto ce lo insegna nel modo più alto possibile: basta solo avere il cuore abbastanza grande per fermarsi ad ascoltarle con rispetto.

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Cultura

NeRoma Noir Festival, trenta minuti per accendere il mistero: la live con Segnalazioni Letterarie apre la strada a tre giorni da vivere

Ci sono eventi che entrano nel calendario. E poi ci sono eventi che, prima ancora di iniziare, cominciano a vivere nell’immaginario collettivo. Il NeRoma Noir Festival – IX Edizione, in programma a Roma il 16, 17 e 18 ottobre 2026 , appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Un appuntamento che si prepara a trasformare la Capitale in una grande scena narrativa, dove il noir – o crime che dir si voglia, in tutte le sue declinazioni: qui appaiamo i termini come sinonimi – non sarà soltanto un genere letterario, ma una lente attraverso la quale osservare la realtà, le sue contraddizioni, le sue ombre e quelle domande che spesso preferiamo lasciare senza risposta.

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Alberto Raffaelli

Redazione-  Ci sono eventi che entrano nel calendario. E poi ci sono eventi che, prima ancora di iniziare, cominciano a vivere nell’immaginario collettivo. Il NeRoma Noir Festival – IX Edizione, in programma a Roma il 16, 17 e 18 ottobre 2026 (https://www.neroma.it/neroma/), appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Un appuntamento che si prepara a trasformare la Capitale in una grande scena narrativa, dove il noir – o crime che dir si voglia, in tutte le sue declinazioni: qui appaiamo i termini come sinonimi – non sarà soltanto un genere letterario, ma una lente attraverso la quale osservare la realtà, le sue contraddizioni, le sue ombre e quelle domande che spesso preferiamo lasciare senza risposta.

Il 6 ottobre, a pochi giorni dall’apertura ufficiale, il NeRoma ha vissuto un’importante anteprima digitale grazie alla live realizzata da Alberto Raffaelli della community Segnalazioni Letterarie (https://www.facebook.com/groups/segnalazioniletterarie/?ref=bookmarks; oltre 48.000 i membri), insieme agli ideatori e organizzatori del Festival: Fabio Mundadori, Chiara De Magistris e Simona Teodori.

Trenta minuti di diretta possono sembrare tanti nell’epoca dell’attenzione che dura quanto un battito di ciglia. Eppure, quando a parlare sono le persone che hanno costruito un progetto, una durata simile può diventare una piccola finestra spalancata sul futuro.

È stato proprio questo il senso della live: permettere agli utenti di entrare, seppure virtualmente, dentro il mondo del NeRoma, ascoltando direttamente le voci di chi lo ha ideato e organizzato. Una comunicazione diretta, capace di alternare le diverse prospettive e di offrire al pubblico informazioni vive, immediate, autentiche.

Raffaelli, da sempre particolarmente attento alla valorizzazione della cultura e alla costruzione di occasioni di incontro attraverso Segnalazioni Letterarie, ha accompagnato il pubblico dentro questo viaggio con la naturalezza di chi sa raccontare un evento dialogando apertamente con le persone che lo rendono possibile.

 

Segnalazioni letterarie

“La cultura è di tutti” si può prendere a principio ispiratore del percorso di Segnalazioni Letterarie. Ed è proprio tale principio a trovare nella live una sua concreta applicazione: portare la cultura fuori dagli spazi tradizionali e metterla in comunicazione diretta con il pubblico.

Per Raffaelli il valore di una manifestazione come il NeRoma risiede anche nella capacità di creare incontro, e questo è stato un filo conduttore negli interventi dei tre ospiti. “Quando si dà voce alle persone che costruiscono un progetto culturale, il pubblico non riceve soltanto informazioni: entra dentro una storia”, potrebbe essere un’affermazione che ben riassume lo spirito della live.

E una storia, se raccontata da più voci, assume maggior rilievo. Ecco allora alternarsi Simona Teodori, Chiara De Magistris e Fabio Mundadori, protagonisti di una squadra che ha trasformato una passione per il noir/crime, per la narrativa e per le storie capaci di interrogare il presente in un appuntamento ormai ricorrente, e anche quest’anno pronto a vivere il suo frangente più importante.

“Il NeRoma è un progetto che vuole creare connessioni” si può assumere a slogan riassuntivo dello spirito della puntata condotta da Raffaelli, che ben ribadisce questa importanza di mettere in dialogo autori, lettori, professionisti e pubblico.

E forse è proprio la parola “connessione” a fotografare meglio il significato della serata web del 6 ottobre. Da una parte erano presenti gli organizzatori, dall’altra gli utenti social: come tramite, una diretta. Un dispositivo tecnologico semplicissimo che, per trenta minuti, è riuscito a fare qualcosa di molto antico: mettere le persone nella condizione di ascoltarsi.

E qui sta una delle grandi contraddizioni della nostra epoca. Abbiamo strumenti per comunicare con il mondo intero e, contemporaneamente, rischiamo di non prestare attenzione più a nessuno. Manifestazioni come il NeRoma provano a invertire questa tendenza, calcando sull’esperienza della letteratura come collante universale, e in particolare del noir/crime come lente privilegiata per descrivere e decifrare la realtà odierna.

Perché il noir/crime, prima ancora di essere sangue, mistero, investigazione o delitto, è soprattutto domanda. Chi siamo quando nessuno ci osserva? Quanto può essere fragile la verità? Dove finisce la realtà e dove comincia la nostra interpretazione? E soprattutto: siamo davvero sicuri di conoscere le persone che abbiamo accanto?

E’ un genere letterario che ci costringe a dubitare. Ed è proprio per questo che continua ad avere una forza straordinariamente contemporanea. Anzi, forse è tale sua caratteristica a connotarlo ormai di un carattere centrale nel canone letterario, oltre che nelle preferenze di lettrici e lettori. E in una società che pretende risposte immediate, il noir/crime ha il coraggio di fermarsi davanti alla domanda, spingendo a dubitare e a indagare.

NeRoma

Durante la live, Alberto Raffaelli ha dato spazio alle diverse anime del NeRoma, consentendo a Simona Teodori, Chiara De Magistris e Fabio Mundadori di raccontare il progetto attraverso visioni differenti, che hanno messo in luce le rispettive modalità di partecipazione e i  contributi di ognuno all’iniziativa.

Si è trattato in definitiva non di una semplice presentazione, dunque, ma di una conversazione. Non di un lungo comunicato letto davanti a una webcam, ma di un incontro.

E un elemento del genere fa la differenza. “Una live non deve essere soltanto promozione”, osserva spesso Raffaelli a proposito di momenti social come questo incentrati su contributi plurimi, “deve diventare un’occasione per far conoscere le persone, le idee e il lavoro che esistono dietro un grande evento”: frase che fotografa perfettamente il valore di iniziative siffatte.

Perché dietro ogni festival o manifestazione esiste uno sforzo invisibile fatto di telefonate, riunioni, progettazione, relazioni, scelte, imprevisti e quella dose di follia necessaria per continuare a credere in un’idea anche quando essa sembra più grande dei propri mezzi.

In sostanza il NeRoma si prepara ad alimentare nuove discussioni e bilanci su un genere sempre più pervasivo nelle vendite e nell’immaginario in queste tre giornate dal 16 al 18 ottobre, nelle quali Roma diventerà teatro di incontri, presentazioni, panel, ospiti e storie: il tutto poi con la possibilità, da parte del pubblico, di una partecipazione ravvicinata.

La live del 6 ottobre ha rappresentato una sorta di prologo di tutto ciò: la rassegna deve ancora cominciare, ma il racconto è già partito. E quando un racconto riesce a generare attesa prima ancora di aprire ufficialmente il sipario, significa che qualcosa ha già funzionato. “Il pubblico è parte integrante di appuntamenti simili”, ricorda spesso Raffaelli “La cultura vive davvero quando riesce a creare partecipazione e quando le persone sentono di poter entrare dentro ciò che stanno ascoltando”.

È una concezione della comunicazione culturale che guarda avanti. Una comunicazione 5.0, nella quale la tecnologia non sostituisce la relazione umana, ma la amplifica, e dove lo schermo non è più una barriera ma diventa una porta; e quella porta, il 6 ottobre, si è aperta sul NeRoma.

Alberto Raffaelli

A pochi giorni dall’inizio ufficiale della manifestazione, gli utenti hanno potuto ascoltare direttamente i protagonisti, conoscere meglio il progetto e lasciarsi incuriosire da quello che accadrà nella Capitale. Perché Roma è una città che non ha bisogno di essere inventata. Ha già tutto: i suoi monumenti, le sue piazze, i suoi vicoli, le sue contraddizioni, la sua bellezza e le sue ombre.

Ed è poi una città che in fondo nei suoi elementi monumentali ma anche in quelli antropologici sembra scritta apposta per il noir/crime. Di giorno racconta la storia. Di notte inventa il mistero. E forse è proprio per questo che il NeRoma trova qui una sua collocazione naturale: dal 16 al 18 ottobre prossimi, la Capitale potrà guardarsi allo specchio attraverso gli occhi del noir. La live del 6 ottobre ha semplicemente sollevato il sipario di qualche centimetro.

Il resto arriverà nei tre giorni del Festival. E sarà allora che le parole ascoltate online diventeranno incontri reali, le attese diventeranno presenze, le storie diventeranno voci e il pubblico smetterà di essere soltanto spettatore per diventare parte del racconto. Perché, in fondo, il vero mistero non è mai soltanto quello scritto nei libri. Il vero mistero è la realtà. E la realtà, proprio come il miglior noir/crime, raramente ci racconta tutto al primo capitolo.

Il NeRoma Noir Festival sta per cominciare. Tutto è pronto. E in quella mezz’ora del 6 ottobre – racconto della preparazione ma anche dell’attesa di un festival – in un certo modo il mistero è già iniziato.

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Cultura

Arriva in Italia “Segreti sommersi”: l’atteso e inquietante thriller psicologico dell’autrice bestseller Loreth Anne White

Amanti dei gialli e del mistero, questo è il libro che vi terrà svegli tutta la notte! Da oggi arriva finalmente in Italia “Segreti sommersi” (Indomitus Publishing), il nuovo, attesissimo e adrenalinico thriller psicologico firmato da Loreth Anne White, autrice bestseller mondiale con oltre 4 milioni di copie vendute. Siete pronti a fare la conoscenza di Chloe? Una donna solitaria e invisibile che ha un’unica ossessione: spiare di nascosto la vita dei suoi vicini di casa dalle finestre illuminate. L’arrivo di una nuova coppia nel quartiere — Jemma, una bellissima influencer dalla finta vita perfetta, e Adam, brillante chirurgo — stravolgerà tutto. Una mattina, spiando dalla spiaggia nebbiosa, Chloe assiste all’annegamento di una nuotatrice. È l’inizio di un incubo letale in cui le maschere di cera iniziano a cadere, rivelando che i “segreti sommersi” appartengono a tutti, persino a chi osserva nell’ombra. Un domestic thriller impossibile da mettere giù, ricco di colpi di scena, narratori inaffidabili e atmosfere cupe e claustrofobiche. Leggete la nostra recensione completa e preparatevi a sospettare di tutti, persino dei vostri vicini di casa! Volete iniziare subito la lettura? Cliccate per acquistare la vostra copia (disponibile anche su Kindle Unlimited)! 👇

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Segreti Sommersi, cover

Roma – Sotto la superficie piatta, fredda e apparentemente placida dell’acqua, i segreti più oscuri e inconfessabili non muoiono mai per davvero: si limitano ad aspettare pazientemente sul fondo, pronti a tornare a galla quando meno ce lo si aspetta, travolgendo le vite di chi pensava di averli sepolti per sempre. È con questa inquietante, affascinante e magnetica premessa narrativa che sbarca finalmente nel nostro Paese uno dei romanzi più attesi dell’anno dagli amanti del mistero. A partire da oggi, 8 ottobre 2026, la dinamica casa editrice Indomitus Publishing porta nelle librerie fisiche e digitali italiane “Segreti sommersi” (titolo originale dell’opera anglosassone “The Swimmer”, magistralmente tradotto per il nostro mercato da Roberta Marasco). Si tratta del nuovo, adrenalinico domestic thriller e mystery psicologico nato dalla penna geniale di Loreth Anne White. Per chi non fosse avvezzo al genere, parliamo di una vera e propria fuoriclasse assoluta della letteratura di suspense contemporanea: un’autrice bestseller mondiale capace di vendere, nel corso della sua sfolgorante carriera letteraria, l’incredibile cifra di oltre 4 milioni di libri in tutto il globo, opere tradotte in più di venti lingue, e vincitrice del prestigiosissimo premio Canadian Crime Writers Award. Un romanzo che promette di tenere i lettori incollati alle pagine fino a notte fonda, distruggendo ogni certezza capitolo dopo capitolo.

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La Trama: l’ossessione, il voyeurismo e le vite (troppo) perfette

Il vero punto di forza di “Segreti sommersi” risiede nella straordinaria, chirurgica e spietata costruzione dei suoi protagonisti, creature letterarie profondamente danneggiate, ambigue e stratificate.
Al centro della complessa ragnatela narrativa troviamo Chloe Cooper, una donna che si autodefinisce “invisibile” per il resto del mondo. Chloe è una figura solitaria, socialmente impacciata, quasi ai margini della società: passa le sue monotone giornate portando a spasso i cani dei quartieri ricchi, servendo cocktail ai banconi dei bar e accudendo pazientemente una madre gravemente malata. Ma la vera vita di Chloe, quella che pulsa di ossessione e adrenalina, è rigorosamente nascosta nell’ombra, proprio dietro i vetri delle finestre illuminate dei suoi vicini di casa. Chloe osserva le vite altrui in modo maniacale, inventando storie su di loro, nutrendosi delle loro esistenze di riflesso, senza mai avvicinarsi realmente a nessuno per paura di esporsi. Il suo equilibrio voyeuristico viene però irrimediabilmente sconvolto dal nuovo, scintillante arrivo nel quartiere: Jemma Spengler e suo marito Adam. Jemma è una bellissima e celebre influencer dal sorriso perennemente perfetto a favore di telecamera o smartphone; Adam è un chirurgo di grandissimo successo, un marito devoto e innamorato. Sono ricchi, bellissimi e si sono appena trasferiti nelle lussuose e isolate coste del Pacifico Nord-Occidentale per un agognato nuovo inizio. L’obiettivo della coppia è chiaro: salvare un matrimonio in crisi profonda e seppellire un passato tragico e ingombrante che li tormenta. La loro nuova e costosissima casa è dotata di immense vetrate spalancate sull’oceano e sul mondo circostante. Le loro vite patinate sono costantemente esposte, ma risultano al contempo troppo perfette per essere vere, e proprio per questo infinitamente troppo vulnerabili. Fin dal primo momento in cui mette piede nella nuova abitazione, l’influencer Jemma prova subito sulla propria pelle la snervante, gelida e insopportabile sensazione di essere costantemente osservata da qualcuno nell’ombra. La miccia del thriller si accende definitivamente in una fredda e nebbiosa mattina su una spiaggia apparentemente deserta. Nascosta dalla fitta coltre di nebbia, Chloe assiste silenziosamente a un evento traumatico: una nuotatrice solitaria in mezzo alle onde, un corpo che affonda improvvisamente. Un omicidio in piena regola. Nella mente di Chloe il sospetto inizia a insinuarsi prepotentemente come gelida acqua salmastra: quei nuovi e scintillanti vicini forse nascondono qualcosa di profondamente oscuro e letale dietro i loro sorrisi plastificati da copertina. Ma mentre la brillante e tenace detective incaricata del delicato caso inizia a stringere inesorabilmente il cerchio delle indagini attorno ai sospettati, le maschere di cera dei protagonisti iniziano a sciogliersi e a cadere in frantumi, una dopo l’altra. Si scopre ben presto che i proverbiali “segreti sommersi” non appartengono affatto soltanto agli insospettabili coniugi Spengler. Anche la solitaria e sfuggente Chloe è portatrice di verità inconfessabili, dimostrando di non essere soltanto l’unica spettatrice passiva della vicenda. In questo letale e claustrofobico intreccio di sguardi furtivi, morbose ossessioni, finta perfezione social e menzogne reiterate, la domanda che tiene il lettore col fiato sospeso diventa una sola: chi sta davvero osservando chi?

Il parere dell’editore e lo stile inconfondibile dell’autrice

L’arrivo di questo romanzo nel mercato italiano rappresenta un evento editoriale di assoluto rilievo per gli appassionati del genere domestic suspense e dei misteri psicologici.
“I tantissimi lettori di lingua inglese, che hanno già divorato il libro, lo descrivono unanimemente come un romanzo a cui è fisicamente impossibile rinunciare: una storia oscura che tiene il lettore incollato dalla primissima all’ultima pagina, costruita magistralmente su colpi di scena del tutto inaspettati, personaggi curati nei minimi dettagli psicologici e ambientazioni rese con rara maestria visiva”, ha commentato orgogliosamente Davide Radice, il poliedrico editore della casa editrice indipendente Indomitus Publishing, che ha creduto fortemente nel progetto curando l’edizione italiana in ogni dettaglio, dalla scelta della traduzione fino alla raffinata veste grafica. Il pubblico ha dimostrato di apprezzare in modo particolare lo stile narrativo evocativo dell’autrice, profondamente capace di evocare emozioni forti, sensazioni tattili e atmosfere nebbiose cariche di tensione. Una suspense che non nasce dai classici inseguimenti o dall’azione frenetica e caciarona dei film d’azione hollywoodiani, bensì dai sottili legami psicologici che intercorrono tra le persone e dai segreti inconfessabili taciuti all’interno delle mura domestiche. La critica letteraria specializzata e i blog di settore non hanno esitato a definire “Segreti sommersi” un thriller psicologico tagliente come un bisturi, consacrandolo senza dubbio tra i migliori titoli in uscita nel corso dell’anno 2024 (data della pubblicazione originale). Il libro vanta una solida struttura narrativa a punti di vista multipli incrociati e un ritmo serratissimo che non concede un attimo di respiro. Loreth Anne White è a tutti gli effetti un’autrice dotata di una firma stilistica immediatamente riconoscibile, fatta di ossessione patologica, solitudine umana, menzogne stratificate e cruda vendetta. Dopo una lunga carriera come giornalista sul campo, avendo lavorato intensamente sia in Sudafrica che in Canada, oggi vive pacificamente nel Pacifico nord-occidentale, l’esatta ambientazione cupa e piovosa in cui fa muovere i personaggi di questo splendido romanzo. “Segreti sommersi” (386 pagine di pura tensione) è disponibile in formato eBook al prezzo speciale di € 6,99 (in esclusiva su Amazon e incluso gratuitamente nel programma Kindle Unlimited), e in una curatissima edizione paperback (cartaceo) al costo di € 18,99, reperibile nelle migliori librerie fisiche e su tutti gli store online di settore.

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Cultura

“Le Farfalle della Pace”: Iris Calif e 21 poeti internazionali illuminano Israele con la poesia

La poesia può davvero superare ogni confine e unire i popoli! È questo il magnifico messaggio lanciato dalla mostra internazionale “Le Farfalle della Pace”, svoltasi in Israele presso la prestigiosa Galleria Herzliya. Protagonista assoluta dell’evento è stata la celebre poetessa e traduttrice Iris Calif che, insieme alla figlia Noa, ha curato e tradotto in lingua ebraica le opere di ben 21 poeti internazionali (provenienti da Italia, Cina, Marocco, Messico e molti altri Paesi). Un progetto umano e sociale costruito intorno ai temi della speranza, dell’amore per l’umanità e della fine di ogni conflitto. “Siamo esseri umani, come farfalle della pace, senza distinzione di colore, religione o nazionalità”, ha dichiarato la poetessa, che ha affidato ai suoi versi anche una commossa preghiera affinché la guerra finisca al più presto. Leggete tutti i dettagli dell’esposizione e i meravigliosi estratti delle poesie di Iris Calif nel nostro articolo. Amate la grande poesia internazionale? Scoprite il nostro suggerimento letterario esclusivo! 👇

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Iris Calif

Herzliya (Israele) – Di Angela Kosta. La scrittrice, ballerina, poetessa, traduttrice e curatrice internazionale di poesia universale in lingua ebraica Iris Calif, insieme alla figlia, la poetessa Noa Calif, e a 21 poeti internazionali provenienti da diverse parti del mondo, è stata l’assoluta protagonista della mostra sociale, umanistica e morale intitolata “Le Farfalle della Pace”. L’evento, svoltosi nel giugno 2024 presso la prestigiosa Galleria HERZLIYA, ha visto la partecipazione di rinomati artisti israeliani e l’esposizione di straordinarie opere pittoriche. Le poesie dei 21 autori internazionali, accuratamente selezionati dal produttore Shuki Cohen, sono state tradotte e curate dall’inglese all’ebraico per essere presentate al grande pubblico nell’ambito di questa esposizione dal forte impatto emotivo. La stessa Iris Calif ha presentato 12 delle sue poesie, la maggior parte delle quali appartiene al suo quarto libro attualmente in fase di preparazione, mentre la figlia Noa ha partecipato alla kermesse con quattro emozionanti componimenti.

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Il prestigio internazionale di Iris Calif

La figura di Iris Calif rappresenta un ponte culturale di altissimo livello. Vincitrice del Premio Internazionale di Poesia 2023 conferitole dall’ITRC (Centro di Studi sulla Cultura e sulla Poesia della Cina), ha ricevuto anche un prestigioso diploma dall’Unione degli Scrittori Professionisti Russi per il suo contributo inestimabile alla cultura mondiale. Calif è responsabile del Dipartimento israeliano di Collegamento della Hong Kong Literature and Arts Magazine, membro della World Artists and Writers Union, e ha persino ricevuto un Dottorato Honoris Causa dal Forum Internazionale per la Creatività del Regno del Marocco. La sua poesia, caratterizzata da una raffinatissima ricerca linguistica, esprime una dimensione mistica e spirituale (legata alla sua discendenza da una dinastia cabalistica), con continui e profondi riferimenti ai mondi sacri e al rapporto con il Creatore. Finora ha pubblicato tre libri di grande successo: In un sentiero magico respira Lolita, Luna selvaggia e La figlia di Dio.

Un’esposizione dedicata alla pace universale

Il titolo della mostra è stato scelto proprio da Iris Calif, prendendo ispirazione dalla sua celebre poesia “Le Farfalle della Pace”, recitata con trasporto durante l’inaugurazione. La mostra si è proposta fin da subito come un progetto sociale universale, interamente costruito intorno ai fragili e potenti temi della speranza, della luce, dell’amore per l’umanità, ma anche del dolore e della paura. L’esposizione ha riunito poeticamente voci provenienti da Cina, Marocco, Bangladesh, Nepal, Albania, Kazakistan, Croazia, Turchia, Serbia, Italia (rappresentata da Anna Ferriero), Nicaragua, Messico, Zimbabwe, Brasile, Libano, Polonia, India e Russia. “Tutti siamo uguali su questa terra”, è stato il vibrante messaggio che ha accompagnato l’intero progetto. “Ringrazio ciascuno dei 21 poeti internazionali per il privilegio e la benedizione di aver portato il loro mondo emotivo nella lingua ebraica”, ha dichiarato la poetessa. Sul piano puramente visivo, l’esposizione si è sviluppata attraverso una particolare e suggestiva tavolozza simbolica: il verde della crescita, il rosso della passione e del dolore, l’azzurro celeste, l’oro regale, il viola sacro e l’arancione infuocato, creando un dialogo perfetto tra le fotografie artistiche di Iris e i dipinti della sorella Zehava.

I versi di Iris Calif: una preghiera per il mondo

Nel suo commosso messaggio dedicato alla mostra, Iris Calif ha affidato alla potenza evocativa della poesia anche una profondissima preghiera personale, strettamente legata alla stringente attualità della sua terra: “E la mia anima porta con sé una preghiera eterna: che i nostri prigionieri e i nostri amati soldati, ovunque si trovino, possano tornare sani e salvi alle loro case e che la guerra finisca al più presto”. Durante la serata inaugurale, Iris ha donato al pubblico due componimenti di straordinaria intensità. Vi proponiamo di seguito i passaggi più toccanti (nella magistrale traduzione di Angela Kosta):

Farfalle umane della pace nell’aureola vivente
(estratto)

Io sono il fiore umano, Iris Eva,
che cresce nel regno e nella terra del giardino della vita,
sbocciando nella terra del cielo,
nella terra della natura,
nella terra dell’amore e nel mondo universale della pace.

Siamo esseri umani,
come farfalle umane della pace,
nella luce della sacra aureola,
nella voce divina della libertà,
vivendo nell’infinita terra universale della pace,
senza distinzione di colore, razza, religione, nazionalità o genere.

Nella Luna d’Israele del mio cuore vivente
(estratto)

Dio, nostro Padre nei cieli,
Signore di tutte le terre, Sovrano di tutti i mondi,
sono nuda davanti alla fiamma dei misteriosi fiumi rossi
della terra celeste di Sion.

[…] La tempesta sacra, purificata,
e il silenzio divino si inginocchiano dentro di me.
Creano la Luna d’Israele del mio cuore vivente,
trasformandola in un fiore cosmico umano dell’Iris di pace infinita,
nell’eternità dello Spirito dell’eterna pace universale del mondo.

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