Cultura & Spettacolo
ROMA CAPITALE, LA CULTURA TRA MEMORIA E CONTEMPORANEITÀ: DALLA FESTA DELLA RESISTENZA AI NUOVI LINGUAGGI DELL’ARTE, DELLO SPETTACOLO E DELLA LETTERATURA
Spettacolo
Vengo dal futuro è il nuovo singolo di Face che racconta la nostalgia tra il 1993 e il 2001
🎵 Il nuovo singolo di Face è finalmente uscito: un viaggio profondo tra i ricordi del 1993 e il 2001, disponibile ora in radio e su tutte le piattaforme. Non perderti le emozioni di “Vengo dal futuro”.
Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇
#Face #VengoDalFuturo #MusicaItaliana #BolognaMusic
Redazione- La scena musicale italiana accoglie una nuova proposta narrativa con l’uscita di “Vengo dal futuro”, il singolo di Face che da venerdì 26 giugno 2026 occupa le frequenze radiofoniche nazionali. Il brano, distribuito sotto l’egida di Qanto Records, segna un momento di crescita per il cantautore, già noto al pubblico nazionale per il suo passato all’interno della storica formazione dei The Hangovers. La pubblicazione arriva in un momento cruciale del percorso artistico di Filippo De Fazio, vero nome dell’artista, che sta consolidando il suo profilo da solista attraverso un lavoro di introspezione sonora che non conosce compromessi.
Un tuffo nostalgico tra gli anni novanta e l’inizio del nuovo millennio
Il cuore del nuovo pezzo risiede in una dimensione temporale ben definita, quella che oscilla tra il 1993 e il 2001. Questi due estremi non sono stati scelti per caso, ma rappresentano uno spartiacque nella vita di chi ha vissuto quegli anni, coincidendo con trasformazioni sociali e personali profonde. Il testo si focalizza sulla fragilità del destino e sulla consapevolezza che giunge solo quando il tempo è ormai trascorso, lasciando spazio a un senso di incompletezza tipico degli amori non realizzati. La produzione si muove su binari pop con sfumature cinematografiche, cercando di tradurre in musica il sapore di un ricordo lontano che riemerge con lucidità.
L’artista ha descritto la genesi del brano come un gesto istintivo. La scrittura è nata in modo rapido, quasi di getto, approfittando di un giro di accordi alla chitarra studiato appositamente per evocare immagini del passato. L’obiettivo era creare un legame immediato con chi ascolta, portando alla luce pensieri comuni che spesso rimangono chiusi nel silenzio del quotidiano.
Il legame inscindibile con la città di Bologna
Mentre il singolo guadagna spazio nelle playlist digitali, Face è attivamente impegnato nel “Vengo dal futuro Tour”, una serie di oltre venti concerti che sta attraversando l’intera penisola. Il legame con il territorio emiliano rimane tuttavia il fulcro dell’attività live. Per Filippo De Fazio, esibirsi sotto le torri di Bologna non è una semplice data in calendario, ma una vera e propria celebrazione condivisa con il pubblico locale. I club bolognesi, spesso teatro dei suoi show, sono diventati punti di ritrovo dove il rapporto con i fan assume i connotati di un incontro familiare.
Questo riscontro positivo ricevuto nelle piazze e nei locali del capoluogo emiliano ha dato all’artista la spinta necessaria per guardare subito oltre. Nonostante il successo di “Vengo dal futuro”, lo sguardo di De Fazio è già rivolto alle prossime produzioni. La macchina creativa non si ferma e il lavoro in studio prosegue con l’obiettivo di pubblicare a breve il terzo singolo, intitolato “Al massimo”, che nelle intenzioni dell’artista rappresenterà un ulteriore salto di qualità nella sua carriera.
L’evoluzione artistica da The Hangovers al percorso solista
Il percorso di Face ha subito un’accelerazione decisiva nell’ultimo anno, in particolare con la firma del contratto discografico con Qanto Records a fine 2025. Questa nuova sinergia ha permesso di dare forma a una trilogia di intenti, iniziata con il brano “Anche se” e proseguita con l’attuale singolo, che definisce con chiarezza la cifra stilistica del progetto: una costante analisi emotiva che tratta i temi della resilienza e delle fragilità umane.
La transizione dal gruppo alla carriera individuale è stata gestita mantenendo intatta la coerenza del messaggio. Se con i The Hangovers la musica era espressione collettiva, come solista De Fazio punta dritto all’essenziale, riducendo gli orpelli per lasciare che la voce e le parole occupino lo spazio centrale. Il pubblico ha risposto con entusiasmo, confermando che la direzione intrapresa dalle parti di via Zamboni o lungo le strade del centro storico bolognese sia quella giusta. Il cantautore invita i propri seguaci a mantenere la pazienza, assicurando che le novità in cantiere ripagheranno in modo adeguato l’attesa. Il progetto, che si può monitorare attraverso i canali Spotify, YouTube e Instagram ufficiali, resta una delle realtà più concrete del panorama cantautorale emergente.
Cultura
Roma apre la settimana culturale dal 26 giugno al 2 luglio: mostre, percorsi e spettacoli per tutti
📣 Scopri la primavera culturale di Roma: mostre, visite guidate e spettacoli astronomici ti aspettano! 👇
#RomaCultura #EventiRoma #ArteEDesign #ScienzaESpettacolo
Nuova mostra “Moda in luce” ai musei Capitolini
Redazione – Dal 26 giugno al 15 novembre la città accoglie la mostra Moda in luce 1955‑1975 presso la Centrale Montemartini, parte dei Musei Capitolini. L’allestimento ricostruisce, attraverso fotografie d’archivio, materiali inediti dell’Archivio Luce‑Cinecittà e campioni di abbigliamento degli anni Trenta, Sessanta e Settanta, offrendo una panoramica sul rapporto tra alta moda, sartorie artigiane e pronto‑moda nella capitale. L’ingresso è gratuito per i titolari della Roma MIC Card; i biglietti per i visitatori occasionali si acquistano online sul sito del museo.
l’Ara Pacis si illumina di nuovo: “L’Ara si rivela”
Le serate al Museo dell’Ara Pacis riprendono con il progetto multimediale L’Ara si rivela, che restituisce la policromia originale dell’altare grazie a un sofisticato videomapping. Il percorso, disponibile il venerdì, sabato e domenica in tre turni (21:00, 22:00 e 23:00), prevede cuffie con narrazione in italiano e inglese, accompagnate da colonne sonore d’ambiente. In occasione della festa dei Santi Pietro e Paolo, l’apertura è estesa anche al lunedì 29 giugno, un’opportunità rara per i turisti e per i residenti del centro storico, in particolare per chi visita da Via della Conciliazione o dal vicino quartiere Prati.
Passeggiate romane: bastioni del Gianicolo e oltre
Sabato 27 giugno alle ore 11:00 parte la prima Passeggiata romana dal Museo della Repubblica Romana, situato in Via Ostiense. Il percorso, a guida, si snoda lungo i Bastioni del Gianicolo, dalla loro origine nel periodo imperiale alle modifiche apportate da Papa Urbano VIII nel XVII secolo, per concludersi alla Fontana dell’Acqua Paola in Via Trastevere. L’itinerario attraversa Villa Sciarra, il Giardino della Villa Glori e la zona di Via del Casaletto, dove i partecipanti potranno osservare le tracce delle antiche fortificazioni. La prenotazione è obbligatoria al numero 060608, con un limite di 25 persone per visita.
Attività per i titolari di Roma MIC Card: aMICi e percorsi fotografici
Giovedì 2 luglio la programmazione aMICi propone due appuntamenti. Alle 10:00, nell’area archeologica di Piazza Madonna di Loreto, la visita “Un racconto per immagini” guida i partecipanti attraverso le fonti iconografiche dei Fori Imperiali, dalla colonna di Marco Aurelio alle decorazioni del Tempio di Venere e Roma. Alle 10:30, al Museo di Roma in Trastevere, la mostra À Rome la nuit presenta le fotografie notturne di Hervé Gloaguen, scattate tra il 1975 e il 1995, in un percorso sensoriale che combina immagini, suoni e testimonianze di residenti. Entrambe le iniziative richiedono prenotazione allo stesso numero gratuito.
Il planetario di Roma: astronomia per grandi e piccini
Il Planetario di Roma organizza un fine settimana dedicato all’astronomia. Per gli adulti, le sessioni “Ritorno alle stelle” (venerdì 26, sabato 27, domenica 28) e “Interstellari – il viaggio delle sonde Voyager” (stessi giorni) esplorano il sistema solare, le missioni spaziali e le costellazioni visibili dal Mediterraneo. Il ciclo “From Earth to the Universe” in lingua inglese (venerdì 26 alle 16:00) e “La magia dell’aurora boreale” (sabato 27 e domenica 28 alle 18:00) completano l’offerta.
Per i più giovani, sabato 27 alle 12:00 è previsto lo spettacolo interattivo “Girotondo tra i Pianeti”, mentre domenica 28 alle 16:00 l’attore Gabriele Catanzaro, nei panni del Dottor Stellarium, conduce “Il Dottor Stellarium alla scoperta della luna”. I biglietti, gratuiti per i possessori di Roma MIC Card e a pagamento per gli altri, si acquistano online su www.planetarioroma.it.
Informazioni pratiche e contatti
Tutti gli appuntamenti sono soggetti a variazioni; è consigliato verificare eventuali aggiornamenti sui siti ufficiali dei musei, del planetario e della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Per prenotare visite, incontri e tour è possibile chiamare il numero dedicato 060608, attivo tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00. Le tariffe di ingresso, le modalità di accesso e le eventuali riduzioni per studenti, over‑65 e famiglie numerose sono consultabili su www.museiincomuneroma.it e www.sovraintendenzaroma.it.
Cultura
Goffredo Palmerini e la memoria che non svanisce: Recensione a “Personaggi e Persone”
“La memoria è il solo paradiso dal quale non possiamo essere cacciati.”
John Milton
In un’epoca in cui la velocità consuma nomi, storie e presenze con la stessa rapidità con cui vengono generate, l’ultimo lavoro di Goffredo Palmerini si impone come un gesto controcorrente, quasi un atto di resistenza culturale. Personaggi e persone – 99 profili, un patrimonio di memoria non è soltanto un libro: è un archivio umano, una raccolta di esistenze che diventano racconto, testimonianza, traccia viva di un tempo che rischierebbe altrimenti di dissolversi.
Redazione- In un’epoca in cui la velocità consuma nomi, storie e presenze con la stessa rapidità con cui vengono generate, l’ultimo lavoro di Goffredo Palmerini si impone come un gesto controcorrente, quasi un atto di resistenza culturale. Personaggi e persone – 99 profili, un patrimonio di memoria non è soltanto un libro: è un archivio umano, una raccolta di esistenze che diventano racconto, testimonianza, traccia viva di un tempo che rischierebbe altrimenti di dissolversi.
Il numero 99, scelto dall’autore, non ha nulla di casuale. È un numero “aperto”, incompiuto, che suggerisce la natura stessa della memoria: mai definitiva, mai chiusa, sempre pronta ad accogliere nuove presenze o a lasciare spazio al ritorno di quelle già incontrate. In questo senso il libro non si presenta come un’opera conclusa, ma come un organismo vivo, in continua espansione ideale.
Proprio il 99 assume anche un valore profondamente identitario legato a L’Aquila, città che porta nel suo immaginario storico e simbolico questo numero come cifra distintiva. La tradizione delle “99” torna infatti in molte espressioni del patrimonio aquilano, dalla celebre Fontana delle 99 Cannelle, fino al richiamo antico dei 99 castelli che, secondo la leggenda, avrebbero partecipato alla fondazione della città. È un simbolo che attraversa i secoli e che identifica la comunità come insieme di molteplici identità unite in un’unica storia. In questo senso, i 99 profili del libro dialogano idealmente con la stessa struttura simbolica della città: una pluralità che diventa unità, una somma di voci che costruisce un’identità collettiva.
Il cuore pulsante del libro resta L’Aquila, città simbolo che non è solo sfondo geografico ma vera e propria matrice identitaria e affettiva. Dopo le ferite del terremoto e le fatiche della ricostruzione, il richiamo alla memoria assume qui un valore ancora più forte: ricordare diventa un modo per ricostruire, non solo edifici ma legami, storie, continuità. Tuttavia, l’opera non rimane mai confinata in un orizzonte locale: i profili si allargano, si intrecciano con l’Italia intera e spesso oltrepassano i confini nazionali, restituendo una rete di relazioni umane e culturali più ampia.
La scrittura di Palmerini si distingue per una qualità rara: la capacità di unire partecipazione e misura. Non c’è mai compiacimento, né enfasi ridondante, ma una tensione costante verso l’essenziale. Ogni profilo sembra costruito come un incontro diretto, quasi una conversazione trattenuta sulla soglia del ricordo. L’autore non si pone mai come semplice osservatore esterno: entra nelle storie con discrezione, lasciando che siano le persone stesse a parlare attraverso i frammenti della loro vita.
Ciò che rende il libro particolarmente significativo è la sua struttura corale. I 99 profili non sono isolati, ma dialogano tra loro, creando una sorta di rete invisibile di rimandi, affinità, contrasti e continuità. La lettura procede così su più livelli: da un lato l’interesse per la singola figura, dall’altro la percezione progressiva di un disegno più ampio, quasi una geografia della memoria collettiva.
In questo senso, l’opera assume anche un valore civile. Non si limita a celebrare, ma restituisce dignità alla memoria come funzione sociale. In un tempo in cui l’oblio è spesso accelerato dalla sovrabbondanza di informazioni, ricordare diventa un atto di responsabilità. Palmerini sembra suggerire che ogni vita raccontata è un frammento di storia condivisa, e che perdere queste tracce significa impoverire la nostra comprensione del presente.
Particolarmente intensa è la capacità dell’autore di far emergere l’umanità nascosta dietro i ruoli pubblici. Le figure non vengono mai ridotte alla loro notorietà o al loro ruolo istituzionale: emergono invece nelle loro fragilità, nei loro slanci, nelle loro contraddizioni. È proprio questa dimensione a rendere il libro profondamente umano e accessibile, anche quando affronta personalità di grande rilievo. Il tono dell’opera alterna registri diversi: dal narrativo al riflessivo, dal memoriale al quasi giornalistico, senza mai perdere coerenza. In alcuni passaggi la scrittura si fa più lirica, soprattutto quando il ricordo si intreccia alla perdita o quando la distanza temporale trasforma la biografia in testimonianza. Tuttavia, anche nei momenti più emotivi, Palmerini mantiene una sobrietà che rafforza la credibilità del racconto.
Un altro elemento centrale è il rapporto tra memoria individuale e memoria collettiva. Il libro sembra suggerire che non esiste una separazione netta tra le due: ogni storia personale contribuisce a costruire un patrimonio condiviso, e ogni frammento di vita privata si riflette, in modo più o meno evidente, nella storia di una comunità. È un’idea forte, quasi etica, che attraversa l’intera opera.
La lettura di Personaggi e Persone diventa così anche un esercizio di attenzione. Richiede tempo, ascolto, disponibilità a entrare nelle storie senza fretta. Non è un libro da consumo rapido, ma un testo da attraversare con calma, lasciando che i profili si sedimentino nella memoria del lettore. Il valore dell’opera risiede anche nella sua funzione di ponte tra generazioni. Molti dei personaggi raccontati appartengono a epoche diverse, e il libro diventa così un luogo di incontro tra passato recente e presente, tra ciò che è stato e ciò che ancora influenza il nostro oggi. In questo senso, la memoria non è mai nostalgia, ma strumento di comprensione.
Goffredo Palmerini conferma, con questo lavoro, una vocazione ormai consolidata: quella di narratore della memoria civile e culturale, attento non solo ai grandi eventi ma soprattutto alle persone che li hanno attraversati. Il suo sguardo è insieme giornalistico e umano, capace di registrare i fatti senza perdere la sensibilità per le storie. Alla fine della lettura, ciò che resta non è soltanto la somma dei 99 profili, ma una sensazione più ampia: quella di aver attraversato un territorio umano ricco, complesso, stratificato. Un territorio in cui ogni vita ha lasciato una traccia e in cui ogni traccia contribuisce a costruire un senso. Personaggi e Persone – 99 profili, un patrimonio di memoria si presenta così come un’opera necessaria. Non perché imponga una verità, ma perché custodisce la pluralità delle voci. E in un mondo che tende spesso a semplificare, questa pluralità diventa un valore prezioso, quasi indispensabile.
Carlo Di Stanislao
***
Il nuovo libro di Goffredo Palmerini “PERSONAGGI e PERSONE – 99 profili, un patrimonio di memoria” (One Group Edizioni) sarà presentato a L’Aquila giovedì 25 giugno alle 17:30, presso l’Auditorium ANCE (Via Alcide De Gasperi, 60. All’evento di presentazione, dopo il saluto della Municipalità affidato al vicesindaco Raffaele Daniele, oltre all’autore interverranno Marina Marinucci, presidente dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo, Luca Bergamotto, direttore di LAQTV emittente di Abruzzo e Molise, Francesca Pompa, presidente One Group, e Andrea Fusco, vice Caporedattore Rai Sport e curatore della Prefazione.
-
Piana del Cavaliere6 giorni faCarsoli – Auto danneggiate nella notte , autori riconosciuti dalle telecamere di sorverglianza
-
Territorio6 giorni faCollalto Sabino ospita la sedicesima edizione del campo scuola per giovani volontari
-
Psicologia delle relazioni4 giorni faUn uomo vero vede solo una donna, non parla con quelle che gli piacciono, né con quelle a cui lui piace… |La posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich
-
Cronaca3 giorni faSorelle scomparse da Civitella Alfedena, sentito per oltre sei ore il fidanzato di Alisya: “Non è indagato”
-
Piana del Cavaliere2 giorni faIncidente stradale sulla via Turanense: paura per il ribaltamento di un Suv
-
Eventi6 giorni faIl 66° stormo prende il volo a Frosinone: nasce la nuova scuola per i piloti di droni
-
Territorio2 giorni faSicurezza stradale, sopralluogo sulla strada provinciale tra Alvito e San Donato Val Comino
-
Sport5 giorni faIl Csi L’Aquila punta sul cicloturismo formando nuovi professionisti per il territorio

