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DARIO GALIMBERTI FIRMA UN NUOVO CAPITOLO DELLA SERIE BESTSELLER DEL GIALLO STORICO ITALIANO “IL DELEGATO DI POLIZIA EZECHIELE BERETTA”: ESCE “UN UOMO NELLA NOTTE”

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Redazione-  Con “Un uomo nella notte” Indomitus Publishing è lieta di presentare il sesto capitolo della serie gialla storica noir “Il delegato di polizia Ezechiele Beretta” di Dario Galimberti, uno dei progetti editoriali più amati e attesi.
Dopo i recenti e brillanti successi de “Il dubbio del delegato” e “Una lezione di rivalsa”, il delegato Ezechiele Beretta torna difatti in scena in un nuovo, avvincente caso ambientato nella Lugano del novembre 1943.
Ogni notte lo stesso rituale: un uomo scende dalla stazione, percorre via Cattedrale e svanisce nell’oscurità di un cortiletto. Marie, prostituta dal cuore ferito che rientra tardi dalla bettola del Pà Cech, lo osserva. La curiosità diventa ossessione. I loro sguardi s’incrociano e, per la prima volta, la ragazza sogna una fiaba d’amore come quella della sua amica Sterlina, compagna del delegato di polizia Ezechiele Beretta. Ma i sogni, in tempo di guerra, possono essere pericolosi: subito dopo aver confidato di voler avvicinare l’uomo nella notte a Sterlina, Marie sparisce nel nulla.
Al Parco Ciani, nei pressi della statua La Desolazione del Vela, un uomo viene trovato ammazzato e mezzo spogliato. È solo un ladro di galline, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine: un piccolo delinquente apparentemente innocuo. Com’è possibile che sia finito in una situazione del genere?
Due enigmi in pochi giorni costringono il delegato Beretta e l’appuntato Bernasconi a fiutare ogni traccia come segugi. Ma, mentre oltreconfine le bombe flagellano l’Europa, nella neutrale Svizzera oscure agenzie governative ordiscono trame letali. Ogni indizio porta i due inquirenti in un labirinto di menzogne e segreti di Stato. Tutto s’intreccia. Tutto si spezza.
Riuscirà Ezechiele Beretta a rimettere insieme gli ingranaggi di questo meccanismo intricato prima che il tempo si esaurisca e porti a conseguenze molto più tragiche di quanto abbia mai immaginato?
Tra il 1943 e il 1945, a Lugano – nel mio ‘Mondo Piccolo’, per dirla alla Giovannino Guareschi – si era materializzato in città un anomalo interesse da parte del ‘mondo grande’, quello travolto dal conflitto mondiale. Un irrequieto sottobosco internazionale aveva trovato modo di intrufolarsi tra i caseggiati cittadini e le ville urbane, attecchendo con la rapidità delle zucchine nella terra grassa.
I servizi segreti degli Alleati e dell’Asse avevano preso casa qui da noi, spiandosi a vicenda come tra le pagine di un romanzo di John le Carré. Gli interessi in gioco erano cruciali. Le sorti del conflitto dipendevano in maniera fondamentale dall’informazione e dalla disinformazione.
Devo ammettere che, leggendo di questi avvenimenti, mi ero meravigliato: più della mia ingenuità che dell’ignoranza su certi fatti storici. Lugano crocevia di un mondo in subbuglio, a pensarci, doveva essere un luogo d’interesse internazionale. A pochi passi dall’Italia in guerra, servita da un’efficiente linea ferroviaria nel cuore dell’Europa e protetta da un Paese neutrale: era il terreno ideale per il mondo degli intrighi.
Tra i mille inganni messi in atto dai servizi d’informazione per confondere Hitler e la Wehrmacht, il più celebre riguardava proprio il luogo scelto per lo sbarco degli Alleati.
Nel mio romanzo, questo episodio occupa diversi capitoli e diventa parte della macchinazione spionistica che anima la trama, legandosi a eventi delittuosi e rapimenti. In un groviglio dove tutto si sovrappone, trovare la soluzione diventa un compito astruso, come tentare di rimettere insieme un orologio di cui sono andati smarriti gli ingranaggi.
Ancora una volta, le indagini di Ezechiele Beretta si intrecciano con la Storia, tra luoghi perduti, architetture irripetibili e vicissitudini quotidiane di una Lugano d’antan che ormai non c’è più”.
“I fan della serie, che da anni seguono con passione le sue indagini, attendevano questo capitolo con autentica ansia: una conferma ulteriore del legame fortissimo che si è creato tra il pubblico e il personaggio – ha commentato l’editore Davide Radice.
La saga ha già superato le 25.000 copie vendute, consolidandosi come un vero e proprio bestseller del giallo storico italiano. I lettori descrivono i romanzi di Galimberti come letture piacevoli e scorrevoli, capaci di catturare dalla prima all’ultima pagina grazie a trame avvincenti, ricche di colpi di scena, personaggi profondamente delineati e un’ambientazione suggestiva, puntigliosa e storicamente impeccabile.
Perfetti per chi ama i gialli e i thriller di qualità, in particolare i gialli storici ambientati durante la Seconda Guerra Mondiale, i noir italiani e le ambientazioni originali, i libri di Galimberti offrono un tuffo unico nel Canton Ticino neutrale degli anni Quaranta: un microcosmo affascinante dove si intrecciano crimine, sogni d’amore spezzati, intrighi di spie e il dramma della grande Storia.
Dario Galimberti, architetto ticinese con profonda conoscenza dei luoghi e della storia locale, regala a ogni indagine un realismo e una vividezza che pochi altri autori sanno raggiungere. Dal primo capitolo ‘L’angelo sul lago’ è stata inoltre realizzata una serie animata di successo per la Radiotelevisione Svizzera (RSI), ulteriore dimostrazione della capacità della saga di superare i confini di carta e conquistare pubblici diversi”.
Un appuntamento imperdibile, insomma, per tutti gli appassionati di gialli storici e noir che si troveranno di fronte a una sparizione inspiegabile e un omicidio brutale e vedranno il delegato Beretta costretto a sbrogliare sogni d’amore spezzati e giochi di spie tra le ombre della Seconda Guerra Mondiale.
BIOGRAFIA AUTORE
Dario Galimberti è architetto e vive a Lugano in Svizzera. Già responsabile del corso di laurea in Architettura della Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana e professore in progettazione architettonica.
Ha vinto nel 2019 il Premio letterario “Fai viaggiare la tua storia” e nel 2020 il “Premio laghi”. Il suo sito web è https://galimberti.vitruvio.ch
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L’ELEGANZA CORRE SU CARTA: POSTE ITALIANE CELEBRA IL MITO DE LA PERLA CON UN FRANCOBOLLO D’AUTORE

Un omaggio alla maestria sartoriale italiana. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy dedica un francobollo alla storica Maison, icona indiscussa del lusso nel mondo.

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Redazione-  C’è un pezzo di storia della moda italiana che da oggi varca i confini del tempo per diventare un emblema filatelico. Poste Italiane, in collaborazione con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha emesso oggi, 13 maggio 2026, un nuovo francobollo ordinario che celebra uno dei nomi più prestigiosi del panorama internazionale: La Perla.

Inserito nella prestigiosa serie tematica dedicata alle “Eccellenze del sistema produttivo e del Made in Italy”, il francobollo non è solo un semplice valore bollato da 1,30 euro, ma una vera e propria dichiarazione d’amore verso la creatività, l’artigianalità e lo stile che hanno reso l’Italia celebre in ogni angolo del globo.

Un capolavoro in miniatura

La vignetta del francobollo è un tributo visivo che cattura l’essenza stessa della Maison. Il bozzetto – curato direttamente da La Perla e perfezionato dal Centro Filatelico dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato – riproduce un raffinato corsetto. Non si tratta di un semplice capo di abbigliamento, ma di un oggetto che incarna la maestria sartoriale tramandata di generazione in generazione. Il logo “La Perla”, posizionato elegantemente nella parte superiore, svetta come firma di un’icona che ha saputo trasformare l’intimo in un linguaggio di lusso e raffinatezza assoluta.

La produzione, affidata all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., è stata curata con estrema attenzione: stampato in rotocalcografia su carta bianca patinata autoadesiva, il francobollo ha una tiratura limitata di 250.020 esemplari, un numero pensato per rendere questa emissione un pezzo ricercato dai collezionisti e dagli estimatori del design.

Per i collezionisti e gli appassionati

Per celebrare degnamente questa occasione, Poste Italiane ha previsto un vero e proprio “corredo” filatelico. Oltre al francobollo singolo, è stata realizzata un’elegante cartella contenente la quartina, la cartolina affrancata e annullata, la busta primo giorno di emissione, la tessera e un bollettino illustrativo che racconta la storia della Maison e il valore simbolico di questa emissione.

Per chi volesse imprimere un ricordo indelebile, l’annullo “primo giorno di emissione” sarà disponibile presso lo sportello filatelico dell’ufficio postale di Roma V.R.

Dove trovare il pezzo da collezione

L’emissione è già disponibile a partire da oggi presso tutti gli Uffici Postali dotati di sportello filatelico e nei prestigiosi spazi “Spazio Filatelia” presenti nelle principali piazze italiane: Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Torino, Trieste e Verona. Per chi preferisce l’acquisto digitale, l’intera collezione è consultabile e acquistabile comodamente sul sito ufficiale www.filatelia.poste.it.

Questo tributo a La Perla non è solo un gesto di riconoscimento verso una grande azienda italiana, ma la conferma di come la filatelia sappia ancora raccontare le storie più affascinanti del nostro Paese. Ogni volta che una lettera verrà spedita con questo francobollo, a viaggiare non sarà solo la corrispondenza, ma un frammento di quella cultura del bello che da sempre ci appartiene. Un omaggio meritato per chi, con ago, filo e una visione illuminata, ha saputo esaltare la figura femminile elevando la sartoria a forma d’arte.

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SALONE DEL LIBRO DI TORINO – ADELIA LUCATTINI IL 16 E 17 MAGGIO PRESENTE CON “PSICOANALISI E INFANZIA. VADEMECUM PER GENITORI, NONNI, EDUCATORI”

LA PSICOANALISTA ADELIA LUCATTINI AL SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO 2026 CON IL VOLUME “PSICOANALISI E INFANZIA. VADEMECUM PER GENITORI, FIGLI, EDUCATORI”

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Redazione-  In occasione della XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, la psichiatra e psicoanalista Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana, Adelia Lucattini, sarà presente sabato 16 e domenica 17 maggio 2026 con il suo volume “Psicoanalisi e infanzia. Vademecum per genitori, nonni, educatori”, edito da Solfanelli Editore.

L’incontro con l’autrice si svolgerà all’interno del Salone Internazionale del Libro di Torino, in programma dal 14 al 18 maggio presso il Lingotto Fiere di Torino. Il libro nasce dalla collaborazione con la giornalista scientifica Marialuisa Roscino, che ha realizzato le interviste raccolte nel volume. Il testo è arricchito dalla postfazione di Maria Giuseppina Pappa ed è disponibile in libreria e negli store online.

Scritto con un linguaggio chiaro, accessibile e supportato da una solida bibliografia scientifica, “Psicoanalisi e infanzia” si propone come uno strumento concreto di supporto non solo per genitori, insegnanti, educatori e familiari, ma anche per studenti che abbiano scelto un piano di studi liceale a indirizzo psico-pedagogico e non ultimo, a studenti che abbiano intrapreso    percorsi universitari di questo ambito di riferimento, offrendo chiavi di lettura e strumenti pratici per comprendere il mondo emotivo e relazionale dei bambini.

«È un vademecum per le persone, per i bambini, per i genitori, i nonni e per gli educatori, utile ad affrontare le difficoltà della crescita e superarle», spiega Adelia Lucattini.

Nel corso del volume, l’autrice accompagna il lettore attraverso le tappe fondamentali dello sviluppo infantile, integrando le conoscenze, la cura e la ricerca psicoanalitica con i più recenti apporti neuroscientifici. In forma di dialogo e intervista vengono affrontati temi centrali per le famiglie e per chi opera nel mondo educativo: dalla relazione madre-bambino e padre-bambino alla costruzione dell’autonomia e dell’intelligenza emotiva; dalle difficoltà scolastiche, come ADHD, DSA e dislessia, al valore del gioco, dello sport, della musica e delle attività creative nello sviluppo psicologico.

Particolare attenzione viene inoltre dedicata agli aspetti psicologici legati alle malattie fisiche durante l’infanzia – come emicrania, asma e celiachia – e al contributo che il trattamento psicoanalitico può offrire nel percorso di crescita del bambino, al benessere scolastico e nel sostegno ai genitori.

Con rigore scientifico e sensibilità clinica, Adelia Lucattini propone un percorso di riflessione e approfondimento capace di coniugare competenza, empatia e fiducia nel futuro, offrendo strumenti concreti per accompagnare bambini e adolescenti nel loro sviluppo emotivo.

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MULTIETNICITÀ E PROFESSIONALITÀ: LA TRASFORMAZIONE SILENZIOSA DEL LAVORO NEL XXI SECOLO

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Redazione – Nel XXI secolo la multietnicità non è più una condizione eccezionale delle società urbane, ma una struttura permanente dei sistemi sociali ed economici. Le città globali, i mercati del lavoro e le organizzazioni pubbliche e private si configurano sempre più come spazi in cui lingue, culture e modelli professionali differenti coesistono e interagiscono quotidianamente. In questo scenario, la professionalità non può più essere interpretata secondo parametri esclusivamente tecnici o nazionali, ma deve essere ridefinita alla luce della complessità culturale.

La multietnicità come fattore strutturale

La presenza di individui provenienti da contesti culturali differenti ha storicamente generato letture semplificate: o come problema di integrazione, o come generica risorsa sociale. Oggi, tuttavia, l’evidenza empirica proveniente da sociologia del lavoro e studi organizzativi suggerisce una realtà più articolata. La multietnicità è un fattore strutturale che incide direttamente sui processi produttivi, sulla gestione delle risorse umane e sulle dinamiche decisionali.

In ambienti lavorativi eterogenei, la diversità non agisce soltanto sul piano rappresentativo, ma modifica i meccanismi cognitivi collettivi: cambia il modo in cui i problemi vengono interpretati, le soluzioni vengono generate e le decisioni vengono validate.

Nuova definizione di professionalità

La professionalità tradizionale si fondava su tre pilastri principali: competenze tecniche, esperienza e conformità a standard condivisi. In contesti multietnici, questi elementi rimangono necessari ma non sufficienti.

Si afferma invece un modello più complesso, in cui assumono centralità competenze trasversali come:

capacità di mediazione culturale nei processi comunicativi;

gestione della diversità nei gruppi di lavoro;

adattabilità a sistemi valoriali differenti;

consapevolezza dei propri bias cognitivi e culturali.

Questa evoluzione segna il passaggio dalla professionalità “standardizzata” alla professionalità “contestuale”, cioè dipendente dalla capacità di operare efficacemente in ambienti socialmente eterogenei.

 

Innovazione e conflitto: due facce della stessa dinamica

La letteratura scientifica evidenzia un paradosso centrale: la multietnicità aumenta il potenziale innovativo dei gruppi, ma al tempo stesso può incrementare le probabilità di conflitto interno. La presenza di differenti schemi interpretativi produce infatti una maggiore varietà di soluzioni, ma anche un aumento dei punti di frizione.

Le organizzazioni più efficienti non sono quelle che eliminano la diversità, ma quelle che riescono a trasformare il conflitto cognitivo in risorsa produttiva. Ciò richiede leadership capaci di integrare differenze senza appiattirle, costruendo un equilibrio tra coesione e pluralismo.

 

Il ruolo della comunicazione professionale

Uno degli elementi più critici nei contesti multietnici è la comunicazione. Le barriere linguistiche sono solo la componente più evidente,

più sottili, ma spesso più incisive, sono le differenze nei codici comunicativi, nei livelli di formalità e nelle aspettative relazionali.

La comunicazione professionale contemporanea richiede quindi una competenza nuova .

La capacità di tradurre non solo le parole, ma i contesti culturali. In questo senso, la professionalità diventa anche una forma di traduzione continua tra mondi simbolici differenti.

Implicazioni sociali ed economiche

La gestione efficace della multietnicità ha implicazioni dirette sulla competitività economica. Le organizzazioni che valorizzano la diversità culturale tendono a mostrare maggiore capacità di innovazione, resilienza e apertura ai mercati internazionali.

Sul piano sociale, invece, la professionalità interculturale contribuisce a ridurre fenomeni di esclusione e marginalizzazione, favorendo processi di integrazione più stabili e meno conflittuali.

La multietnicità non è una variabile esterna al concetto di professionalità, ma uno dei suoi principali motori evolutivi. In un mondo interconnesso, la capacità di lavorare efficacemente in contesti culturalmente eterogenei diventa una competenza centrale, destinata a definire i profili professionali del futuro.

La sfida non consiste nel gestire la diversità come eccezione, ma nel riconoscerla come condizione normale del lavoro contemporaneo. In questa prospettiva, la professionalità non è più soltanto ciò che si sa fare, ma anche il modo in cui si riesce a collaborare nella complessità.

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