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Spettacolo

JOLINE TERRANOVA | BAILA

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JOLINE TERRANOVA | BAILA

Redazione- Da venerdì 15 maggio 2026 è disponibile in rotazione radiofonica e sulle piattaforme digitali di streaming “Baila”, il nuovo singolo di JOLINE TERRANOVA.

“Baila” è un brano pop dance tratto da una storia vera e racconta il viaggio emotivo di una ragazza che, dopo la fine di una relazione importante, si ritrova smarrita e senza direzione. Ma proprio quando tutto sembra perdere significato, una giornata d’estate cambia ogni cosa. Tra il calore della spiaggia, il ritmo del DJ e l’energia di una festa, la protagonista riscopre se stessa e si lascia alle spalle il passato. Un incontro inaspettato riaccende leggerezza e voglia di vivere il momento.

Spiega l’artista a proposito del brano: “Baila si inserisce nel mio progetto artistico come espressione della mia natura versatile e poliedrica, lontana da uno stile statico. Ho voluto unire l’energia pop dance ad un racconto emotivo ed intimistico di una ragazza portando una fase di leggerezza all’interno del mio percorso musicale. La scrittura del testo è stata fatta in una notte della scorsa estate, notte in cui non potevo prendere sonno perché la mia amica “ispirazione” mi è venuta a trovare e io ho dovuto ascoltarla.”

Il videoclip di “Baila” è stato girato in diverse location suggestive della costa siciliana, che accompagnano visivamente il percorso emotivo della protagonista. Le prime scene sono ambientate presso l’Hotel Palm Beach, tra il pontile e il bordo piscina, dove Joline Terranova appare sola, immersa in un’atmosfera intima e riflessiva. Il racconto prosegue in mare, con riprese in barca nei pressi di Torre Normanna e all’interno di una suggestiva grotta, simbolo di introspezione e passaggio.

Le scene finali sono state girate a Sant’Elia, dove prende forma la dimensione più dinamica e corale del videoclip. Qui, insieme all’attrice Sonia Marino, al DJ Giuseppe Lo Iacono e a Giovanni Plances, si sviluppa la narrazione: la protagonista, interpretata da Sonia Marino, ritrova sé stessa anche grazie all’incontro con un ragazzo e al supporto dell’amica, interpretata da Joline Terranova.

JOLINE TERRANOVA | BIOGRAFIA

Maria Grazia Terranova, in arte Joline, deve la sua cultura pop agli ascolti che faceva fin da bambina. Quando è riuscita a creare la propria band, Joline ha ripescato la musica che l’ha formata, da Battisti a Lennon, senza disdegnare il beat dei complessi anni ’60/’70 non solo italiani, adeguandosi ai tempi con sonorità moderne e sposando anche le ballade acoustic version. Grazie a queste molteplici esperienze canore, oggi Joline spazia dal pop al rock, dal reggae al soul fino alla disco, quindi non resta altro che ascoltarla in uno dei suoi live, dove rende al massimo grazie alle sue naturali doti vocali. Dopo anni di ascolti e interpretazioni, Joline decide di comporre testi e musica, diventando anche cantautrice e trattando temi intimistici che fanno parte del suo vissuto e in primis delle sue emozioni, lasciando con umiltà a voi ogni giudizio. L’eccellente formazione musicale di Joline si deve ai suoi studi accademici e all’accesso all’Accademia “Area Sanremo”. Specializzata in musica impattante, annovera nel suo percorso artistico esperienze in studio che le hanno dato la possibilità di essere notata da importanti produttori, tra cui Piero Cassano dei Matia Bazar, e convocata nelle sedi di alcune importanti etichette discografiche italiane come Sony Music e Warner Music.

Grazie al suo talento, Joline ha avuto l’occasione di fare provini per artisti italiani e direttori d’orchestra come Beppe Vessicchio, Fio Zanotti e Mauro Mengali (famoso cantante degli Oro), con cui ha collaborato insieme a Rory Di Benedetto (autore/compositore di artisti come Marco Mengoni, Lorenzo Fragola, Anna Tatangelo ecc. e recentemente giudice alle sfide di Amici di Maria De Filippi e auditore di X Factor) per la realizzazione di un brano inedito nell’anno 2013, classificatosi tra i 60 semifinalisti per Sanremo Giovani 2014. Joline ha partecipato a programmi televisivi importanti come The Voice of Italy su Rai Due nell’anno 2013 (con Riccardo Cocciante, Raffaella Carrà, Piero Pelù e Noemi) ed è stata finalista in coppia con Fausto Leali al programma I Raccomandati su Rai Uno, condotto da Pupo, nel 2011.

Attualmente Joline continua la sua gavetta esibendosi in pubblico e rigorosamente live. È impegnata durante il 2025 in collaborazioni insieme a Fausto Leali per concerti in Sicilia. Da qualche anno è diventata autrice di testi e musica insieme ad Andrea Muratore e Francesco Muratore, anche arrangiatori e produttori esecutivi insieme alla stessa Joline dei singoli pubblicati e già presenti sulle principali piattaforme digitali (tra cui iTunes, YouTube, Instagram, Facebook, TikTok, Spotify ecc.).

Attualmente è in studio per nuove composizioni ispirate ad accadimenti ed emozioni vissute in prima persona e non. Le sue nuove composizioni aprono le porte a suoni ricchi di contaminazioni, attingendo dalla musica pop, soul e R&B.

“Baila” è il nuovo singolo di Joline Terranova disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica da venerdì 15 maggio 2026.

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Spettacolo

“Muddy Flowers” e “Four to Four” vincono la seconda edizione del Santa Jona Festival

🎸 La musica di Silvio Di Giulio continua a risuonare tra le montagne di Ovindoli. Una serata indimenticabile al Santa Jona Festival tra premi, ricordi e grandi ospiti per celebrare il talento emergente.

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#SantaJonaFestival #Ovindoli #MusicaEmergente #AbruzzoEventi

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Muddy Flowers + Not 4 Sale

Redazione-  Santa Jona, la pittoresca frazione di Ovindoli incastonata nelle montagne abruzzesi, si è trasformata domenica 28 giugno nel cuore pulsante della musica emergente italiana. Il borgo, situato in una posizione suggestiva nella provincia dell’Aquila, ha ospitato la seconda edizione del “Santa Jona Festival – Forever Silvio Di Giulio”, un appuntamento nato per mantenere vivo il ricordo di Silvio Di Giulio, giovane giornalista, critico musicale e musicista, figura di riferimento per la cultura locale, prematuramente scomparso nel 2024. La partecipazione del pubblico è stata massiccia, riempiendo le strade del paese in un evento che ha saputo fondere il valore della memoria con la vivacità della creatività contemporanea.

Il verdetto della giuria e i talenti emergenti

Il festival, che gode del patrocinio del Comune di Ovindoli e del contributo fondamentale della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila, ha visto alternarsi sul palco dieci band selezionate con cura. A guidare la serata, in qualità di presentatore, Luca Di Nicola, che ha introdotto le formazioni davanti a una commissione tecnica di alto profilo, tra cui figurava Marta Pedone, madre di Silvio, ed Ezio Guaitamacchi, voce storica della critica musicale nazionale.

Per la categoria Under 40, il gradino più alto del podio è stato conquistato dai Four To Four di Ovindoli. La formazione jazz, composta da Davide Pisegna (basso), Gaetano D’Elia (batteria), Aurelio Belmonte (chitarra) e Tobia Di Ponzio (sax), ha convinto i giudici portando in scena una raffinata interpretazione di “Pools” di Don Grolnick. La piazza ha applaudito anche i secondi classificati, i Calliope di Pescina, autori dell’inedito “Un quarto d’ira”, e il duo avezzanese F3lini, composto da Azzurra Rosa Miele e Pierpaolo Battista, che ha chiuso il podio.

Il segmento Over 40 ha invece celebrato il talento dei Muddy Flowers, ensemble proveniente da Roma composto da Serena Scocca, Andrea Cuoco, Mario Pagliarulo e Danilo Caputo, vincitori grazie al brano “Ginger”. Al secondo posto si sono piazzati i pescaresi K4ER, seguiti dal duo romano Lor Lau. Un momento di grande calore popolare ha visto il conferimento del Premio del pubblico ai Not 4 Sale di Celano, che hanno emozionato i presenti con il brano “Gli occhi di Gaza”, mentre la menzione speciale, decretata dagli esperti Nicola Campogrande e Luciano Linzi, è stata assegnata ai Jaly, duo artistico tra Celano e Trasacco.

Memoria e grande musica nel cuore dell’Abruzzo

Oltre al concorso, la giornata è stata impreziosita da uno spettacolo d’eccezione curato da Ezio Guaitamacchi. Insieme a Brunella Boschetti e Andrea Mirò, il giornalista ha tracciato un percorso narrativo attraverso la storia del rock, evocando i miti di artisti immortali. Da Elvis Presley a David Bowie, passando per Patti Smith e Bruce Springsteen, il concerto ha offerto uno spaccato profondo della cultura musicale che tanto appassionava Silvio Di Giulio. Guaitamacchi non ha nascosto l’emozione nel ricordare il legame professionale e umano stretto con Silvio in occasione di presentazioni editoriali passate.

La cornice istituzionale ha visto la partecipazione del sindaco di Ovindoli, Angelo Ciminelli, e della vicesindaco Michela Tatarelli. Durante la serata sono stati consegnati due riconoscimenti dal valore simbolico: il primo, in memoria di Domenico Angelosante, musicista e protagonista della prima edizione della rassegna, scomparso di recente; il secondo destinato alla famiglia Ciminelli per il sostegno costante alle attività dell’Associazione Silvio Di Giulio APS e per il rilancio culturale del territorio.

Marta Pedone, presidente dell’associazione organizzatrice, ha espresso soddisfazione per il bilancio della manifestazione. “Vedere così tanti musicisti, amici e appassionati riuniti nel nome di Silvio è la conferma che il suo ricordo continua a vivere attraverso le note”, ha commentato a chiusura dell’evento. L’obiettivo per il prossimo anno è consolidare questa realtà, trasformando il festival in un pilastro fisso del calendario estivo aquilano. L’associazione intende proseguire nell’opera di scouting e supporto ai giovani talenti, rispecchiando la dedizione che Silvio ha sempre dimostrato verso la musica. L’appuntamento per l’edizione 2026 è già nei pensieri degli organizzatori, pronti a rendere omaggio al fondatore con nuove proposte artistiche e una partecipazione ancora più ampia.

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Spettacolo

“Dove scende il sole”, il nuovo singolo dei Quartiere Coffee celebra il legame con la Maremma

🌅 I Quartiere Coffee tornano con “Dove scende il sole”, un inno poetico che celebra il legame inscindibile con la Maremma e le proprie radici musicali. Un mix perfetto di reggae e cantautorato mediterraneo pronto a conquistare l’estate.

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Grosseto – Il panorama musicale italiano si arricchisce di una nuova vibrazione che profuma di salsedine e terra incontaminata. A partire dal 3 luglio 2026, le frequenze radiofoniche nazionali inizieranno a trasmettere “Dove scende il sole”, l’ultimo lavoro discografico dei Quartiere Coffee, band iconica nata tra le vie e le piazze di Grosseto. Il brano, già disponibile sulle principali piattaforme di streaming dallo scorso 19 giugno per l’etichetta E8 Records/Enterprise 8, si propone come un inno viscerale e cantautorale, capace di unire l’attitudine classica del reggae con una sensibilità squisitamente mediterranea.

Un legame profondo con il territorio maremmano

La canzone non è solo un pezzo estivo, ma una dichiarazione d’amore verso la propria terra d’origine. I musicisti descrivono il singolo come un ritorno alle radici, celebrando quel lembo di suolo toscano definito nel testo come una “terra sacra tra ulivi e cieli di rame”. Attraverso un arrangiamento che fonde il calore del reggae con la freschezza della musica pop italiana, il gruppo cattura l’essenza di un tramonto che, lungi dall’essere una fine, diventa la promessa luminosa di un nuovo inizio.

Il collettivo, che ha mosso i primi passi nel 2004 proprio nel cuore della Maremma, ha saputo mantenere intatta la propria identità. Nonostante i numerosi viaggi e le tournée internazionali, il centro gravitazionale del loro sound rimane ancorato alle radici locali. Questo brano invita l’ascoltatore a riscoprire quel “posto dentro” che resiste all’usura dei decenni e al frenetico scorrere della quotidianità moderna.

Evoluzione e storia di una band simbolo

Il percorso artistico dei Quartiere Coffee è una parabola che parte dalle cantine di Grosseto per approdare sui grandi palchi europei. La formazione attuale, che vanta musicisti di consolidata esperienza come Tommaso Bai “Kg Man” e Filippo Fratangeli “Rootman” alle voci, insieme a Matteo Varricchio al basso, Marco Vagheggini e Giulio Grillo alle tastiere, Matteo Maggio alla batteria e Filippo Scandroglio alla chitarra, rappresenta una sorta di istituzione del reggae tricolore.

La storia del gruppo è segnata da tappe fondamentali che hanno definito il suono della band. Dalle prime registrazioni al Boomker Sound di Firenze nel 2008, passando per il trionfo all’Heineken Jammin’ Festival del 2010, fino ad arrivare alla tragica scomparsa del chitarrista Gianluca “Real Giallu” Aquilino nel 2014, che ha imposto un momento di riflessione profonda. La tenacia dei membri superstiti e il ritorno di Kg Man in formazione nel 2020 hanno dato nuova linfa al progetto, portando a collaborazioni di prestigio nazionale e internazionale, come quella con Simone Cristicchi nella cover di “Centro di gravità permanente” di Franco Battiato o il featuring con gli Israel Vibration.

Verso il futuro tra studio e concerti

Con l’uscita di “Dove scende il sole”, i Quartiere Coffee confermano la loro capacità di rinnovarsi costantemente. Il 2024 è stato un anno di particolare fermento creativo, culminato con la pubblicazione dell’album “La mia terra”, un lavoro capace di dialogare con artisti del calibro di Tonino Carotone e Finaz della Bandabardò. La band continua a essere una presenza costante nel cartellone dei principali festival reggae, come l’Overjam in Slovenia, portando in alto il vessillo della musica toscana.

L’attività in studio resta frenetica, parallela a un’agenda live che non conosce soste. Il nuovo singolo arriva in un momento in cui il pubblico cerca autenticità e messaggi che parlino di identità e memoria. Per chi avesse desiderio di approfondire l’immaginario visivo del brano, è disponibile su YouTube anche il lyric video ufficiale, un contenuto che riflette appieno la cura estetica e la poetica del gruppo toscano. La rotazione radiofonica, in partenza a luglio, è pronta a consacrare questa nuova fase di una carriera ventennale, fatta di impegno, ricerca sonora e, soprattutto, di un profondo rispetto per il paesaggio umano della Maremma.

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“Estasi e Veleno”, il nuovo singolo di Giuseppe Cucè indaga il paradosso della contemporaneità

🎭 Giuseppe Cucè torna sulla scena con il nuovo singolo “Estasi e veleno”, un viaggio visionario nel cuore delle contraddizioni del nostro tempo. Una riflessione intensa per chi cerca significati profondi oltre la superficie.

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"Estasi e Veleno", il nuovo singolo di Giuseppe Cucè indaga il paradosso della contemporaneità

Catania – La scena musicale italiana si prepara ad accogliere una nuova riflessione artistica profonda e stratificata. A partire da venerdì 3 luglio 2026, sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le principali piattaforme di streaming digitale “Estasi e veleno”, l’inedito firmato da Giuseppe Cucè. Il brano, pubblicato sotto l’etichetta TRP Vibes / Track Records Productions, rappresenta un punto di rottura rispetto alle produzioni precedenti, posizionandosi come una disamina critica e visionaria sulla società moderna e sulle sue derive.

Una riflessione sull’assurdo quotidiano

L’artista catanese, classe 1972, torna a confrontarsi con il proprio pubblico proponendo un brano che scava nelle crepe del presente. “Estasi e veleno” nasce dal tentativo di decifrare il paradosso in cui versa la civiltà attuale, costantemente saturata da flussi infiniti di dati, immagini contrastanti e una verità che si frammenta in mille direzioni. In questo scenario, l’assurdo perde la sua natura di evento eccezionale per trasformarsi in una condizione ordinaria, una sorta di rumore di fondo che accompagna le giornate di ogni individuo. Cucè, attraverso una scrittura che mescola simboli e visioni, invita chi ascolta a guardare il mondo come se fosse riflesso in uno specchio deformante, una lente che ne accentua le contraddizioni.

Il brano non si limita a osservare il caos, ma ne sviscera le dinamiche psicologiche. L’estasi evocata nel titolo è la forza seduttiva esercitata dalle dinamiche mediatiche contemporanee, mentre il veleno incarna l’assuefazione che ne deriva, quella paralisi cognitiva che ci induce ad accettare ogni fenomeno senza sollevare dubbi. Il cantautore siciliano mette in guardia contro l’automatismo del consenso, suggerendo che ogni verità che non ammette di essere interrogata si trasforma rapidamente in una nuova forma di fede cieca.

L’identità tra simboli e fragilità umana

La visione del mondo di Giuseppe Cucè affonda le radici nella sua terra d’origine, quel Mediterraneo che nelle sue opere diventa un luogo simbolico, crocevia di memoria e conflitti mai risolti. Il musicista, che ha costruito una carriera solida tra il capoluogo etneo e i palchi parigini, sceglie per questo nuovo progetto un’estetica fortemente caratterizzata da riferimenti iconografici. Nel videoclip ufficiale, atteso per il 26 giugno su YouTube, Cucè appare come una voce narrante smarrita, un interprete che indossa metaforicamente le vesti di figure storiche trasformate in dottrina, cercando però di portare in primo piano non il potere del simbolo, ma la fragilità intrinseca dell’essere umano che vi si cela dietro.

La produzione del singolo, curata dal sodalizio ormai consolidato con il produttore Riccardo Samperi, mantiene il carattere analogico e cinematografico che ha decretato il successo internazionale dell’album “21 grammi”, pubblicato nel 2025. Quel disco, capace di superare i confini europei per arrivare fino alle testate specializzate di Brasile, Messico e Stati Uniti, ha confermato la capacità di Cucè di trasmettere un’emotività autentica, capace di abbattere le barriere linguistiche. Con “Estasi e veleno”, l’artista prosegue il suo percorso di ricerca multidisciplinare, integrando la propria esperienza in ambito pittorico, teatrale e coreutico.

L’uscita del singolo segna inoltre l’avvio di una nuova stagione comunicativa per l’autore, che inaugurerà a luglio 2026 un tour nei club italiani. Sarà l’occasione per misurare sul campo l’efficacia di questa nuova urgenza creativa, unendo le tracce del nuovo repertorio ai brani che hanno segnato tappe fondamentali della sua discografia, come “La mela e il serpente” o le recenti sperimentazioni in lingua spagnola di “El mundo es verdadero”. In attesa del rilascio, è già attiva la funzione di pre-save del brano al link ufficiale indicato dalla produzione, un segnale che evidenzia l’attenzione crescente di una fanbase internazionale sempre più orientata verso una canzone d’autore che non teme di porre domande scomode sul senso dell’esistenza.

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