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Territorio

Abruzzo cresce nei report economici, ma la Uil avverte: salari bassi, investimenti lenti e aree interne sempre più fragili

📊 L’Abruzzo cresce nei report di Banca d’Italia e Svimez, ma per la Uil i numeri non bastano: salari reali più bassi, investimenti pubblici in ritardo e aree interne sempre più esposte a spopolamento e fragilità. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

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Pescara I numeri raccontano un Abruzzo in crescita, ma dietro gli indicatori positivi continuano a nascondersi squilibri profondi che rischiano di frenare il futuro della regione. È questa la lettura proposta dalla Uil Abruzzo dopo la pubblicazione dei più recenti rapporti di Banca d’Italia e Svimez, documenti che mostrano segnali di sviluppo ma che, secondo il sindacato, non bastano a descrivere davvero lo stato di salute del territorio, soprattutto quando si guarda alle aree interne.

Il punto di partenza dell’analisi è chiaro: la crescita economica non può essere l’unico parametro per valutare la condizione reale di una regione. Se aumentano alcuni indicatori macroeconomici ma restano bassi i salari, rallentano gli investimenti strutturali e si amplia il divario tra costa ed entroterra, il rischio è quello di costruire una ripresa fragile, incapace di tradursi in benessere diffuso e duraturo.

Salari in aumento nominale, ma più poveri in termini reali

Il primo nodo evidenziato dalla Uil riguarda il lavoro e, in particolare, il potere d’acquisto delle retribuzioni. In Abruzzo i salari nominali dei lavoratori dipendenti del settore privato sono cresciuti del 19,2%, ma l’inflazione ha di fatto assorbito gran parte di questo incremento. Il dato che pesa davvero è quello reale: oggi i salari risultano inferiori dell’11,7% rispetto al 2008.

Anche il miglioramento sul fronte occupazionale viene letto con cautela. L’aumento degli occupati registrato nel 2025, pari al +0,9%, sarebbe legato soprattutto alla crescita del lavoro autonomo, aumentato del 4,8%. Un segnale che non viene interpretato automaticamente come sinonimo di maggiore solidità del mercato del lavoro, perché non chiarisce la qualità dell’occupazione creata né il livello di stabilità e redditività delle nuove attività.

Abruzzo fanalino di coda sugli investimenti pubblici

Il secondo elemento critico riguarda la capacità di trasformare le risorse straordinarie del Pnrr in investimenti strutturali. I dati Svimez mostrano che tra il 2022 e il 2025 gli investimenti in opere pubbliche sono quasi raddoppiati sia nel Mezzogiorno sia nel Centro-Nord, con incrementi superiori all’88%. In questo scenario, però, l’Abruzzo rappresenta un’anomalia negativa.

La regione registra infatti una crescita cumulata del 42,9%, il dato più basso d’Italia per incremento degli investimenti nello stesso periodo. Tutte le altre regioni, con la sola eccezione del Trentino-Alto Adige, hanno superato il 60%, mentre alcune realtà come Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Lazio, Puglia, Toscana e Calabria hanno più che raddoppiato la spesa. Per la Uil si tratta di un campanello d’allarme molto serio, perché segnala una minore capacità di mettere a terra risorse decisive per infrastrutture, servizi e sviluppo locale.

Innovazione debole e capitale umano insufficiente

Il terzo punto riguarda la capacità innovativa del sistema economico regionale. Il confronto con trenta regioni europee che presentano livelli simili di reddito e occupazione colloca ancora l’Abruzzo sotto la media per innovazione complessiva. I segnali di miglioramento non mancano, ma il divario resta evidente soprattutto sul fronte del capitale umano, della qualità della ricerca e della diffusione di competenze avanzate.

È un limite che pesa direttamente sulla produttività del territorio, sulla competitività delle imprese e sulla possibilità di creare occupazione qualificata, con salari più alti e prospettive professionali più solide. In altre parole, senza una crescita dell’innovazione e delle competenze, il rischio è che l’Abruzzo continui a muoversi sotto il proprio potenziale.

Le aree interne restano il vero banco di prova

È soprattutto guardando all’entroterra che emergono le fragilità più profonde. Riduzione dei servizi, invecchiamento della popolazione, spopolamento e indebolimento economico delle famiglie si intrecciano con salari bassi, lavoro precario e minori opportunità di sviluppo. Un quadro che rende sempre più difficile trattenere giovani, competenze e investimenti nei territori interni, che pure rappresentano il 62% del territorio regionale.

Il segretario della Uil Abruzzo Michele Lombardo insiste proprio su questo passaggio: la vera sfida della Regione è invertire la rotta sul rilancio socio-economico delle aree interne, valorizzandone le potenzialità attraverso interventi integrati su servizi, lavoro di qualità, innovazione tecnologica e qualità della vita. Una posizione che trova conferma anche nel Rapporto annuale Istat 2026, secondo cui nelle aree interne abruzzesi esiste un divario fino al 7,5% tra reddito pro capite atteso e reddito effettivamente disponibile, segnale di un potenziale economico ancora inespresso.

Credito, banda ultralarga, sanità e scuole: le proposte della Uil

Per Lombardo, gli strumenti esistono già e vanno messi a sistema. La programmazione 2021-2027 della Strategia nazionale aree interne, insieme ai fondi strutturali europei, può diventare la base di una nuova stagione di investimenti. Ma servono scelte precise e coordinate: dalla banda ultralarga agli spazi di coworking e telelavoro, dagli incentivi per le imprese digitali fino a una sanità di prossimità fondata su telemedicina, ambulatori mobili, personale di comunità e servizi domiciliari.

A questo si aggiunge il tema della scuola e della formazione, con l’idea di costruire campus diffusi nei borghi, laboratori dedicati ad agri-tech, digitale e artigianato, oltre a borse di studio legate al ritorno dei giovani nei territori. Non meno rilevante il fronte del credito: secondo Banca d’Italia, nel 2025 i finanziamenti alle grandi imprese sono cresciuti del 2,5%, mentre quelli alle piccole imprese sono diminuiti del 4,6%, aggravando le difficoltà del tessuto produttivo locale.

La fotografia che emerge, quindi, è quella di una regione che cresce, ma non ancora in modo equilibrato. E per la Uil il vero obiettivo non può essere soltanto registrare buoni numeri, ma trasformare quella crescita in un futuro più solido, soprattutto per chi vive lontano dai principali assi di sviluppo.

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Piana del Cavaliere

Rocca di Botte, vandali distruggono l’area giochi e sabotano la storica Fonte Pinziriglio. Il Comune dice basta: scatta la denuncia ai Carabinieri, tolleranza zero

“Questa non è una bravata, è un REATO. E ora tolleranza zero!”. 😡 🚫 È durissima la presa di posizione dell’Amministrazione Comunale contro i vandali che, nelle scorse ore, hanno letteralmente distrutto la staccionata dell’area giochi comunale situata nei pressi della storica Fonte Pinziriglio e del Portonaccio. I pali divelti sono stati buttati nel fontanile, rendendolo inutilizzabile per giorni e impedendo agli animali di dissetarsi con questo caldo torrido! 🐺 Il Comune non ha fatto sconti e ha sporto formale DENUNCIA PENALE ai Carabinieri: grazie all’acquisizione delle telecamere di videosorveglianza si stringe il cerchio sui colpevoli. Chi rompe i beni pubblici usa i NOSTRI soldi. D’ora in poi, ogni minimo atto vandalico sul territorio verrà denunciato. Leggete l’articolo per tutti i dettagli di questa sacrosanta linea dura! 👇 🚓

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Staccionata di legno divelta a Rocca di Botte

Rocca di Botte – Ci sono gesti che non possono, e non devono, essere derubricati a semplici e innocue “ragazzate”. Quando l’ignoranza e la noia si trasformano in furia distruttiva contro il patrimonio collettivo, il confine tra la “bravata” e il vero e proprio reato penale viene inesorabilmente superato. È quanto sta accadendo in queste ore, dove l’Amministrazione Comunale è stata costretta a portare all’attenzione dell’intera cittadinanza un gravissimo e vigliacco episodio di danneggiamento perpetrato ai danni di beni pubblici di vitale importanza. Nel mirino dei soliti ignoti (o forse sarebbe meglio definirli “vandali”) è finita la suggestiva area adiacente alla storica Fonte Pinziriglio e del Portonaccio, un luogo caro alla memoria e alla quotidianità dei residenti.

Lo scempio: staccionata divelta e fontanile inservibile per gli animali

Le immagini documentate nelle scorse ore dai tecnici comunali lasciano davvero poco spazio all’immaginazione e molta, moltissima rabbia. La preziosa staccionata in legno, installata per delimitare e mettere in sicurezza la vicina area giochi comunale dedicata ai bambini, è stata presa letteralmente d’assalto. I vandali, agendo probabilmente con il favore delle tenebre, hanno divelto con inaudita violenza gran parte della struttura. Ma lo sfregio non si è fermato qui: numerosi e pesanti pali di legno sradicati dalla staccionata sono stati deliberatamente gettati all’interno del bacino del fontanile.

Oltre al danno economico, c’è un risvolto pratico ancora più grave. Il materiale ligneo e i detriti gettati nella Fonte Pinziriglio hanno di fatto ostruito e inquinato la vasca, rendendo il fontanile totalmente inutilizzabile per svariati giorni. Un sabotaggio in piena regola che ha colpito non solo gli esseri umani, ma soprattutto gli animali (domestici, selvatici e da pascolo), impedendo loro di abbeverarsi durante queste torride giornate di metà agosto, funzione che rappresenta da sempre la vocazione principale di quella fonte per tutto il territorio circostante.

“Non è una bravata, è un reato”: scatta la denuncia ai Carabinieri

Di fronte a un simile scempio, l’Amministrazione comunale ha deciso che il tempo dei richiami bonari e delle pacche sulle spalle è finito. «Non si tratta in alcun modo di una semplice bravata giovanile», si legge nel duro comunicato istituzionale. «Danneggiare in modo volontario un bene pubblico significa colpire al cuore un patrimonio che appartiene a tutta la comunità, comprometterne il sacrosanto utilizzo e costringere l’Ente locale a impiegare preziose risorse economiche pubbliche (ovvero le tasse pagate onestamente dai cittadini) per ripristinare ciò che qualcuno, per puro divertimento, ha distrutto».

Proprio per questo motivo, il Comune ha deciso di passare immediatamente alle vie legali. È stata redatta e presentata alle autorità una formale denuncia contro ignoti. Questi atti vandalici non sono infatti marachelle, ma assumono una gravissima rilevanza penale ai sensi del rigoroso Articolo 635 del Codice Penale (il reato di danneggiamento), che tutela con particolare severità proprio i beni destinati a un pubblico servizio o a una pubblica utilità.

Tolleranza zero e videosorveglianza: la nuova linea dura del Comune

A seguito della denuncia depositata dal Municipio, i militari dell’Arma dei Carabinieri hanno già avviato tutti gli accertamenti investigativi necessari per dare un nome e un cognome ai responsabili di questo inaccettabile disastro. Fondamentale, in questa fase d’indagine, sarà la certosina acquisizione dei filmati registrati dai potenti impianti di videosorveglianza disseminati nella zona colpita e nelle vie di fuga limitrofe, unitamente alla raccolta delle dichiarazioni di possibili testimoni oculari.

Ma il messaggio politico lanciato dall’Amministrazione è forte e chiaro, e segna uno spartiacque decisivo per il futuro. Questa sarà la linea inflessibile che il Comune adotterà d’ora in avanti: Tolleranza Zero. Ogni singolo atto vandalico o danneggiamento volontario compiuto sul territorio comunale sarà meticolosamente documentato, fotografato e denunciato senza alcuno sconto alle Forze dell’Ordine. Per prevenire nuovi e fastidiosi raid teppistici, nei prossimi mesi verranno ulteriormente potenziati e intensificati i controlli su tutto il perimetro comunale, incrementando l’occhio elettronico delle telecamere di sicurezza (nel totale rispetto della normativa sulla privacy vigente).

L’obiettivo della Giunta non è quello di militarizzare il paese, ma di tutelare con le unghie e con i denti l’immensa maggioranza della cittadinanza che rispetta le regole. «Chi danneggia un bene pubblico, danneggia la sua stessa casa e l’intera comunità. Quanto accaduto alla Fonte Pinziriglio non dovrà ripetersi mai più». E, speriamo, i colpevoli presto risarciranno il danno di tasca propria.

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Piana del Cavaliere

“Basta sporcare casa nostra!”: l’ira del Sindaco di Carsoli contro gli incivili dei rifiuti. Denuncia per il fiume inquinato e controlli a tappeto

“Chi sporca la nostra città e distrugge l’ambiente, questa volta pagherà caro!”. 🛑 🗑️ Il Sindaco di Carsoli, Alessandro Marcangeli, non ci sta e lancia un durissimo appello pubblico contro gli incivili dei rifiuti, annunciando “tolleranza zero” in vista di Ferragosto! Nel mirino non c’è solo chi usa i cestini pubblici per gettare enormi sacchi di immondizia domestica (a Carsoli e Pietrasecca), ma soprattutto chi ha inquinato il fiume! Nei giorni scorsi uno sversamento abusivo di liquidi tossici ha causato una morìa di pesci: il Comune ha allertato l’ARTA e denunciato l’accaduto alle autorità. Ora basta: la Polizia Locale inizierà controlli a tappeto su tutto il territorio e verificherà che tutti abbiano i “mastelli” regolari a casa. Multe salatissime in arrivo per i trasgressori! Leggi la dura presa di posizione del Sindaco nel nostro articolo 👇 🌳

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Immondizia per le vie di Carsoli

Carsoli  – Alla vigilia di Ferragosto, giornata tradizionalmente dedicata alle scampagnate, al relax nei boschi e al contatto con la natura, dal Municipio di Carsoli si alza un grido di allarme e di rabbia che non ammette repliche. Il Sindaco, l’Avvocato Alessandro Marcangeli, ha diramato un durissimo appello pubblico rivolto all’intera cittadinanza per denunciare una preoccupante e crescente deriva di inciviltà legata all’abbandono indiscriminato dei rifiuti. Un malcostume intollerabile che non solo deturpa il decoro urbano del capoluogo e delle frazioni, ma che ha recentemente sfiorato il vero e proprio disastro ecologico.

L’ira del Sindaco: “Un’offesa all’intera comunità”

Nel mirino del Primo Cittadino ci sono, in primis, i comportamenti quotidiani di alcuni residenti che vanificano gli sforzi del servizio di igiene urbana. «Negli ultimi giorni stiamo assistendo a comportamenti che non possono essere tollerati e che offendono l’intera comunità», tuona il Sindaco Marcangeli. La prassi denunciata è tanto diffusa quanto ingiustificabile: i piccoli cestini stradali, collocati nelle piazze e lungo le vie del paese esclusivamente per accogliere carte, piccoli scontrini o deiezioni canine, vengono sistematicamente e illecitamente riempiti con interi, pesantissimi sacchi neri di spazzatura domestica. Un problema gravissimo che non colpisce solo il centro di Carsoli, ma che si sta registrando in maniera allarmante anche nelle frazioni, in particolare a Pietrasecca. «Sono comportamenti che compromettono il decoro dei nostri centri abitati e vanificano il lavoro quotidiano svolto per mantenerli puliti», ribadisce il Sindaco.

Disastro ambientale nel fiume: sversamenti tossici e pesci morti

Ma la situazione assume contorni penali e ben più drammatici quando si sposta sulle sponde del fiume locale. L’alveo fluviale, un patrimonio naturalistico che dovrebbe essere difeso con le unghie e con i denti, viene utilizzato da ignoti come una vera e propria discarica a cielo aperto. E i risultati di questa barbarie sono sotto gli occhi di tutti. Nei giorni scorsi, si è registrato un episodio gravissimo: lo sversamento abusivo di sostanze liquide inquinanti direttamente nel corso d’acqua. Un atto criminale che ha causato l’immediata e dolorosa morte di numerosissimi pesci, rinvenuti a galla senza vita. Di fronte a questo scempio, l’Amministrazione non è rimasta a guardare: è stata immediatamente allertata l’ARTA Abruzzo (l’Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente) ed è partita una denuncia formale alle autorità competenti per individuare e punire severamente i responsabili di questo scempio ecologico.

Il costo dell’inciviltà cade su tutti i cittadini

Il paradosso e il danno economico di questi gesti incivili ricadono direttamente sulle spalle della comunità. Per ripulire il fiume dalla spazzatura gettata abusivamente, il Comune è stato infatti costretto a dirottare d’urgenza i propri operai. I lavoratori hanno dovuto interrompere le normali attività di manutenzione del paese per rimediare, faticosamente, alla maleducazione altrui. «Risorse e tempo che potrebbero essere impiegati per altri interventi a servizio della comunità vengono così sottratti, per rimediare a comportamenti incivili e del tutto evitabili», fa notare amaramente il Primo Cittadino.

Tolleranza zero e controlli a tappeto della Polizia Locale

In vista del Ferragosto, l’appello del Sindaco è chiarissimo: chi va a godersi le aree verdi di Carsoli ha l’obbligo morale e legale di riportare indietro i propri rifiuti. «Non possiamo pretendere un paese più pulito e decoroso se poi siamo noi stessi a sporcarlo». Ma l’educazione, da sola, evidentemente non basta più. Il Sindaco Marcangeli ha annunciato la linea della “tolleranza zero”: parallelamente agli appelli al senso civico, scatteranno feroci controlli sul territorio. Nei prossimi giorni, gli agenti della Polizia Locale avvieranno ispezioni a tappeto per verificare non solo chi abbandona i rifiuti (comportamento sanzionabile con multe salatissime), ma anche per accertarsi che tutte le utenze domestiche siano regolarmente provviste dei “mastelli” obbligatori per la raccolta differenziata porta a porta. Chi non sarà in regola e chi sporcherà l’ambiente, questa volta, pagherà un conto salatissimo.

Cassonetto strapieno di Immondizia a Carsoli

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Piana del Cavaliere

Carsoli, addio file in Questura: riapre l’Ufficio Postale “Polis”. Ora passaporti e certificati si fanno direttamente allo sportello!

Basta viaggi estenuanti in Questura e infinite attese burocratiche! 📮 🛂 L’ufficio postale di Carsoli ha appena riaperto i battenti in una veste completamente rinnovata grazie al progetto “Polis” di Poste Italiane! Nuovi arredi, sportelli ribassati per maggiore comodità, illuminazione green ma soprattutto… una valanga di nuovi servizi utilissimi! Da oggi i cittadini possono richiedere il PASSAPORTO direttamente allo sportello postale di Carsoli, ricevendolo persino comodamente a casa. Si potranno inoltre stampare i cedolini della pensione INPS, i certificati anagrafici e il CUD. Una bellissima notizia per chi lotta contro lo spopolamento dei nostri territori. Leggi nel nostro articolo tutti gli orari, le novità e i dettagli dei servizi offerti! 👇 📜

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La rinnovata sede dellufficio postale Polis di Carsoli (AQ)

Carsoli (L’Aquila) – In un’epoca in cui si sente parlare sempre più spesso di “abbandono del territorio”, di chiusura degli sportelli bancari e di centralizzazione dei servizi, l’inversione di rotta messa in atto nel Comune di Carsoli rappresenta una bellissima e incoraggiante notizia. Da oggi, venerdì 14 agosto, l’ufficio postale cittadino ha ufficialmente riaperto le porte al pubblico al termine di un profondo e atteso intervento di ristrutturazione. L’operazione non si è limitata a un semplice restyling estetico, ma rientra nell’innovativo “Progetto Polis” di Poste Italiane: una rivoluzione digitale e infrastrutturale pensata appositamente per portare i servizi essenziali della Pubblica Amministrazione a un passo da casa, evitando ai cittadini faticosi e dispendiosi spostamenti verso i grandi centri urbani.

Dalla sostenibilità ai nuovi arredi: un ufficio a misura di cittadino

Chi varcherà la soglia dell’ufficio postale di Carsoli si troverà di fronte a un ambiente completamente rinnovato e pensato per mettere l’utente a proprio agio. La sala che accoglie la clientela è stata dotata di nuovi arredi e di cromie studiate per rendere l’attesa più confortevole. Ma le novità più importanti riguardano la sostenibilità: gli spazi sono stati infatti ripensati adottando soluzioni a basso impatto ambientale e implementando un modernissimo sistema di illuminazione a basso consumo energetico. E per abbattere le barriere (non solo architettoniche, ma anche comunicative), Poste Italiane ha realizzato uno speciale sportello ribassato, pensato per permettere all’utenza di richiedere in totale comodità i nuovi servizi della Pubblica Amministrazione, affiancando i tradizionali prodotti postali e finanziari.

Passaporti a domicilio e certificati INPS: la rivoluzione del Progetto Polis

La vera, grande rivoluzione per i cittadini di Carsoli si gioca però sul campo dei servizi offerti. Il Progetto Polis valorizza in modo dirompente la capillarità degli uffici postali, trasformandoli in veri e propri “Sportelli Unici” per la burocrazia. La novità più attesa è senza dubbio legata al Passaporto: da oggi, infatti, i residenti potranno richiederne il rilascio o il rinnovo presentando la documentazione direttamente allo sportello di Carsoli. Addio, dunque, ai logoranti viaggi verso la Questura del capoluogo e alle infinite code per le prenotazioni. E per chi lo desidera, c’è anche la comodissima opzione di ricevere il passaporto stampato direttamente al proprio domicilio.

Oltre al documento per l’espatrio, l’ufficio “Polis” consente di richiedere sul posto numerosi certificati anagrafici e una vasta gamma di servizi INPS fondamentali (particolarmente utili per la fascia più anziana della popolazione), tra cui la stampa del cedolino della pensione, la Certificazione Unica (ex CUD) e il modello “OBIS M”.

Orari, Postamat e consulenze: tutti i dettagli operativi

L’ufficio postale di Carsoli è tornato a disposizione della cittadinanza riprendendo il consueto e comodo orario di apertura: dal lunedì al venerdì dalle ore 8:20 alle 13:35, e il sabato mattina dalle ore 8:20 alle 12:35. I locali ospitano inoltre un’apposita e riservata sala consulenza, dedicata a chi ha bisogno di supporto per investimenti e finanziamenti. Sul fronte prelievi e versamenti, resta operativo e fondamentale l’ATM Postamat esterno, attivo 24 ore su 24 e sette giorni su sette, per il prelievo di denaro contante e per tutte le altre operazioni consentite (pagamento bollettini, ricariche telefoniche e Postepay).

Attraverso l’iniziativa Polis, Poste Italiane conferma una chiara e ferma volontà aziendale: mantenere viva la propria vocazione al servizio del “Sistema Paese”. Trasformare gli uffici periferici in poli tecnologici e multi-servizio è l’unica strada percorribile per valorizzare davvero la provincia italiana, andando in netta e lodevole controtendenza rispetto alla triste pratica dello svuotamento dei piccoli Comuni.

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