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Sport

Aldo Zaino, classe 1935, grande per l’età e per essere sempre presente

Un grande Aldo Zaino, grande per l’età classe 1935, grande per essere sempre presente quando si tratta di presentare un libro, quando c’è una conferenza stampa di presentazione gara e atleti.

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Aldo Zaino

Redazione-  Un grande Aldo Zaino, grande per l’età classe 1935, grande per essere sempre presente quando si tratta di presentare un libro, quando c’è una conferenza stampa di presentazione gara e atleti.

Notevole esperienza atletica performante per Aldo Zaino, ricordi resilienti di anni di successi quale il 2015, vincitore categoria M80 maratona Roma 22 marzo in 4h46’42” (real time 4h44’11”) e argento individuale europei mezza maratona in 2h01’45” e oro a squadra M80 mezza maratona Grosseto 17 maggio.

Il 22 marzo 2015 Aldo Zaino vinse la categoria M80 alla 21^ Maratona di Roma in 4h46’42” (real time 4h44’11”) precedendo Ugo Marchionni 5h15’55” e Roberto Garuti 5h21’45”.

Il vincitore assoluto fu Abebe Negewo Degefa (ETH) 2h12’23”, precedendo Birhanu Addis Achambe (ETH) 2h12’32” e Chatbi Jamel (ITA) 2h14’04”. Tra le donne vinse Meseret Tolwalk (ETH) 2h30’25”, Alem Fikre Kifle (ETH) 2h31’01” e Deborah Toniolo 2h36’30”.

Il 17 maggio 2015 Aldo Zaino ha ottenuto un argento individuale e un oro a squadra M80 alla XIV^ Edizione dei Campionati Europei Master non stadia-Grosseto/Castiglione della Pescaia, in 2h01’45”, preceduto da Christian Vetsch (SUI) 1h59’32” e un oro a squadra grazie agli altri 2 italiani Angelo Cerello (2h13’48”) e Giacomo Mozzoni (2h20’45”). Il vincitore assoluto fu Said Boudalia (ITA) 1h08’18” precedendo Joachim Nshimirimana (ITA) 1h08’32” e Gianluca Borghesi. Tra le donne vinse Tatiana Betta 1h19’17”, precedendo Palma De Leo 1h23’16” e Paola Di Tillo 1h24’49”.

Un grande Aldo Zaino per il fatto di raccontare e imprimere momenti di sport suoi e di altri attraverso foto che scatta prima, durante e dopo le gare e scrivendo articoli di presentazione gare ed eventi e resoconti eventi.

Grande per essere consapevole di quello che può fare e dei suoi limiti, ascoltando suggerimenti di familiari e amici. Grande per aver creato il gruppo Facebook “podisti over 70” https://www.facebook.com/groups/1463063463948885 per dare visibilità e spazio a persone che continuano a fare sport felicemente e resilientemente ai quali la comunità dovrebbe essere grata per essere persone autonome grazie allo sport che li ha portati attivi con entusiasmo in età avanzate, perché questo è il vantaggio dello sport, preserva persone, le fa star bene fisicamente, mentalmente, emotivamente e anche dal punto di vista relazionale, perché lo sport abbatte muri e barriere, culturali e generazionali.

Grande perché è uno di noi ed è simpatizzante degli atleti con disabilità visiva le cui guide aumentano sempre di più e permettono sempre più atleti non vedenti e ipovedenti di correre e mettersi in gioco in allenamenti, gare, evneti.

Questo è lo sport che vogliamo.

Si è sempre in tempo per prendere un treno dello sport, da piccoli si incontrano sport ma poi per diversi motivi è difficile proseguire e allora da grandi si può riprendere questa passione che diventa un beneficio per il fisico e le mente.

Lo sport è di tutti e per tutti, ognuno con le proprie possibilità e modalità; lo sport fa bene al cuore, al corpo e alla mente; lo sport è inclusivo, aggrega e avvicina persone, culture e mondi; lo sport abbatte muri e barriere fisiche, mentali, culturali e generazionali; lo sport incrementa consapevolezza delle proprie possibilità e capacità e anche dei propri limiti; lo sport permette di andare oltre; lo sport sviluppa fiducia in se e incrementa la resilienza.

Lo sport che vogliamo è competitivo ma non aggressivo, dove si rispetta se stessi e gli altri; uno sport dove si può sperimentare uno spirito di squadra accogliente e rispettoso dove c’è posto per tutti e ognuno apporta il proprio importante contributo; uno sport dove la fatica e l’impegno viene ripagata con riconoscimenti e attestati di stima e di rispetto.

Lo sport che vogliamo è lo sport che ci permette di metterci in gioco apprendendo dall’esperienza; uno sport dove si sperimentano sensazioni ed emozioni; uno sport che fa ritornare a casa soddisfatti e contenti; uno sport che ci fa lasciare una zona di comfort per apprendere dall’esperienza.

Lo sport ti fa tornare a giocare come bimbi, ti fa perdere l’età anagrafica, si apprezza il gusto di sporcarsi, cadere, sbagliare. A volte lo sport contagia, confonde, fa perdere il senso del tempo atmosferico, il tempo che passa, il traguardo che arriva; a volte lo sport ti fa incontrare persone e paesaggi, ti fa viaggiare nei sogni e nella realtà. Questo è lo sport che vogliamo, insieme si è più sicuri, più coraggiosi, si diventa anche più autonomi, consapevoli, autoefficaci e resilienti, è sempre il momento, non aspettare le condizioni migliori.

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Sport

Campionati Italiani Master di Canottaggio, il Circolo Canottieri 3 Ponti conquista l’oro a Eupilio

🚣‍♂️ Il Circolo Canottieri 3 Ponti scrive la storia ai Campionati Italiani Master 2026: l’otto femminile conquista uno straordinario oro sul lago di Pusiano. Un successo che premia inclusività e impegno sportivo.

Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#Canottaggio #Master2026 #3Ponti #Eupilio

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Equipaggio femminile cat. E CC3Ponti Oro ai campionati italiani

Redazione-  Eupilio, sulle sponde del Lago di Pusiano, in provincia di Como, ha ospitato lo scorso 28 giugno la grande festa del canottaggio nazionale. I Campionati Italiani Master 2026 hanno richiamato sulle acque lombarde una partecipazione massiccia, con numeri che testimoniano la vitalità di questa disciplina: 1021 atleti, 464 equipaggi e 99 società sportive provenienti da ogni angolo d’Italia si sono sfidati in una giornata caratterizzata da condizioni meteo ideali e un’atmosfera agonistica di alta intensità. Tra i protagonisti assoluti della kermesse, il Circolo Canottieri 3 Ponti di Roma ha saputo imporsi conquistando un prestigioso titolo tricolore nell’otto femminile categoria E, in una finale che rimarrà impressa nella memoria dei presenti per lo scarto minimo, descritto dal cronista Luca Broggini come una sfida risolta per la lunghezza di “una pallina”.

La rimonta perfetta verso il titolo tricolore

L’equipaggio romano, timonato da Sara Arena, è sceso in acqua con la determinazione di chi punta al gradino più alto del podio. A bordo della barca che ha trionfato nel settore femminile Master E, oltre alla timoniera, hanno remato Maria Antonietta e Monica Giannini, Anna Clara Salvatore, Roberta Pigliacampo, Valeria Guelfi, Serena Di Nino, Anna Palomba e Mirta Angelini. La dinamica della gara è stata un crescendo di intensità. Dopo una partenza che ha visto le atlete del sodalizio capitolino studiare le avversarie della Canottieri Ondina, proprio la timoniera Sara Arena ha individuato, a metà percorso, lo spazio necessario per tentare l’aggancio.

Il richiamo alle compagne è stato netto: prima il rinforzo nel ritmo e poi il “serrate” finale, ovvero la manovra conclusiva di massima accelerazione. Le atlete descrivono quei momenti con una lucidità rara: la barca che scorre, il ritmo costante nonostante la fatica, la consapevolezza di dover colmare il distacco e, infine, il sorpasso. La vittoria è arrivata al termine di uno sforzo corale, in cui la sincronia dei movimenti ha permesso di superare l’equipaggio guidato da Falconi proprio nei metri finali, confermando la solidità atletica e la tenuta mentale del gruppo romano.

Un successo corale e la filosofia dell’inclusività

Il bilancio del Circolo Canottieri 3 Ponti a Eupilio non si ferma però al singolo titolo conquistato. La spedizione romana è tornata nella Capitale con un bottino ricco, che comprende diversi piazzamenti d’onore. Nel settore femminile, le atlete del club hanno ottenuto l’argento nelle categorie Master G, Master F e Master D. Anche il settore maschile ha dato ottimi riscontri, con un argento nella categoria Master G e un bronzo nella categoria 55-64 composta da Roberto Menasci, Filippo Auriti, Luisa Marsoner, Pamela Villoresi, Gloria Martorelli, Anna Allocca, Fabrizio Badò e Paolo D’Agostini, timonati ancora una volta da una instancabile Sara Arena.

La presidente del circolo, Giulia Benigni, ha sottolineato il valore politico e sociale di questi risultati. Il 3 Ponti si distingue nel panorama nazionale per una scelta controcorrente: la partecipazione esclusiva con barche da otto. “Siamo l’unica società a competere esclusivamente con scafi da 8+”, ha spiegato la Benigni, rimarcando come questa decisione sia profondamente radicata nella missione sociale del circolo. L’obiettivo è favorire l’inclusività, permettendo a un numero elevato di soci, oltre 60 in questa occasione, di vivere l’esperienza agonistica in modo collettivo, trasformando un singolo evento sportivo in un momento di aggregazione totale.

Il risultato di quest’anno assume una valenza storica per il sodalizio romano. Se già nel 2024 il 3 Ponti aveva assaporato il gusto del gradino più alto del podio nell’otto femminile Master F, quel titolo era però arrivato grazie a un equipaggio misto. L’oro ottenuto sulle acque del Lago di Pusiano rappresenta dunque il primo vero successo “tutto 3 Ponti” in una specialità così complessa e tecnica. Un traguardo che premia anni di lavoro costante, svolto lontano dai riflettori, e che proietta il circolo tra le realtà più virtuose del panorama remiero italiano, capace di coniugare l’agonismo puro con una visione del canottaggio inteso come sport di squadra nel senso più profondo del termine. La cornice di Eupilio, con il suo campo di regata storico, ha sancito la definitiva consacrazione di un progetto sportivo che continua a crescere, puntando dritto ai prossimi appuntamenti agonistici del calendario nazionale.

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Sport

La salita più si fa sentire e più è utile per diventare sempre più resilienti

La salita più si fa sentire e più è utile per diventare sempre più resilienti e apprezzare il ciclo della vita: fatica e riposo, tensione e rilassamento, sofferenza e felicità.

Più è ripida la salita e più si è soddisfatti quando si arriva in cima.

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Runners

Redazione- La salita più si fa sentire e più è utile per diventare sempre più resilienti e apprezzare il ciclo della vita: fatica e riposo, tensione e rilassamento, sofferenza e felicità.

Più è ripida la salita e più si è soddisfatti quando si arriva in cima.

Se si vuole, se ci si crede, tutto passa, tutto cambia; passa la fatica, passa la salita; quello che rimane è la consapevolezza della forza interiore acquisita che aiuterà non solo nello sport ma anche nella vita quotidiana, lavorativa, familiare, relazionale, individuale. La fatica davvero diventa amica dell’atleta, più è grande la fatica e più si è riconoscenti quando è finita.

Lo sport diventa allenamento alla vita, alle intemperie interiori. E tutto ciò se si affronta insieme è molto meglio, più fattibile, più affrontabile. E’ importante aiutare ad aiutarsi, fidarsi e affidarsi per diventare autonomi e più forti dentro. Insieme è molto meglio nella condivisione dell’esperienza di fatica e poi anche di gioia, entusiasmo, soddisfazione.

Lo sport davvero avvicina persone, culture, mondi e rende felici e resilienti sintonizzandosi sull’obiettivo da portare avanti seguendo mete e direzioni e sempre pronti a rimodulare tutto cavalcando l’onda del cambiamento e utilizzando risorse residue che diventano a volte sorprendenti e rinnovabili. Questo è il vantaggio dello sport.

Dietro lo sport c’è un mondo fatto di tanta fatica e impegno con passione e determinazione, tanti pensieri e dubbi, tante sfide e sogni da realizzare, tante prove in allenamento e gara, tante persone dietro gli atleti; chi rema a favore e chi contro, ma anche tante gioie e soddisfazione oltre a tanti aspetti da curare quali forza fisica e mentale, resistenza, fiducia in sé, clima di squadra, coordinazione, si porta a casa sempre tanti insegnamenti, esperienze che fanno crescere e maturare.

Per ottenere qualcosa bisogna faticare, impegnarsi un po’ soffrire, incontrare discese e salite e arrivare a conclusione sperimentando soddisfazione e gioia oltre che dolore e sofferenza, questa sembra essere l’esperienza di molti atleti soprattutto degli ultrarunner o comunque atleti di endurance che fanno sport per un tempo prolungato a volte anche per giorni interi. Nella mente degli ultramaratoneti ci sono sempre sfide e chilometri da percorrere in allenamento e in gara.

Lo sport permette di sperimentarsi, mettersi in gioco, uscire fuori dalla zona di confort per apprendere sempre dall’esperienza, per conoscersi meglio, ascoltare se stessi durante la fatica, attraverso il respiro e le sensazioni corporee, sempre pronti ad emozionarsi.

C’è sempre più consapevolezza che l’esercizio fisico è una sorta di medicinale senza effetti collaterali per il raggiungimento di uno stato di benessere psicofisico, emotivo e relazionale. E’ importante lavorare su obiettivi, superare errori e sconfitte, si impara da tutto ciò che succede e si può fare meglio in futuro come individui e come squadra conoscendosi meglio.

Lo sport rende felici nonostante la fatica, nonostante le salite, nonostante le avverse condizioni climatiche. Per ottenere qualcosa bisogna crederci; fidarsi e affidarsi; essere consapevoli delle proprie capacità e limiti; impegnarsi duramente; essere determinati; mettere in conto infortuni, avversari più forti, sconfitte e momenti bui; rialzarsi sempre e ripartire con pazienza, senza fretta, con modestia e umiltà, rispettando gli altri e apprezzando sempre l’esperienza che dà frutti importanti da portare a casa con serenità.

Lo sport regala emozioni uniche che ripaga la fatica condivisa dove si sperimenta un mondo partecipando a manifestazioni ed eventi, attraverso lo sport si conoscono nuove persone, avvengono incontri e confronti, insieme si può arrivare ovunque, lo sport abbatte muri e barriere anche generazionali, lo sport ti rimette al mondo facendoti faticare con i più giovani, nello sport si può notare e apprezzare la ciclicità della vita: partenze e arrivi, fatica e poi recupero e riposo per alleviare stanchezza e fatica, per renderci più leggeri.

Se si vuole, se ci si crede, tutto passa, tutto cambia; passa la fatica, passa la salita; quello che rimane è la consapevolezza della forza interiore acquisita che aiuterà non solo nello sport ma anche nella vita quotidiana, lavorativa, familiare, relazionale, individuale. La fatica davvero diventa amica dell’atleta, più è grande la fatica e più si è riconoscenti quando è finita.

Lo sport diventa allenamento alla vita, alle intemperie interiori. E tutto ciò se si affronta insieme è molto meglio, più fattibile, più affrontabile. E’ importante aiutare ad aiutarsi, fidarsi e affidarsi per diventare autonomi e più forti dentro. Insieme è molto meglio nella condivisione dell’esperienza di fatica e poi anche di gioia, entusiasmo, soddisfazione.

Lo sport davvero avvicina persone, culture, mondi e rende felici e resilienti sintonizzandosi sull’obiettivo da portare avanti seguendo mete e direzioni e sempre pronti a rimodulare tutto cavalcando l’onda del cambiamento e utilizzando risorse residue che diventano a volte sorprendenti e rinnovabili. Questo è il vantaggio dello sport.

Dietro lo sport c’è un mondo fatto di tanta fatica e impegno con passione e determinazione, tanti pensieri e dubbi, tante sfide e sogni da realizzare, tante prove in allenamento e gara, tante persone dietro gli atleti; chi rema a favore e chi contro, ma anche tante gioie e soddisfazione oltre a tanti aspetti da curare quali forza fisica e mentale, resistenza, fiducia in sé, clima di squadra, coordinazione, si porta a casa sempre tanti insegnamenti, esperienze che fanno crescere e maturare.

Per ottenere qualcosa bisogna faticare, impegnarsi un po’ soffrire, incontrare discese e salite e arrivare a conclusione sperimentando soddisfazione e gioia oltre che dolore e sofferenza, questa sembra essere l’esperienza di molti atleti soprattutto degli ultrarunner o comunque atleti di endurance che fanno sport per un tempo prolungato a volte anche per giorni interi. Nella mente degli ultramaratoneti ci sono sempre sfide e chilometri da percorrere in allenamento e in gara.

Lo sport permette di sperimentarsi, mettersi in gioco, uscire fuori dalla zona di confort per apprendere sempre dall’esperienza, per conoscersi meglio, ascoltare se stessi durante la fatica, attraverso il respiro e le sensazioni corporee, sempre pronti ad emozionarsi.

C’è sempre più consapevolezza che l’esercizio fisico è una sorta di medicinale senza effetti collaterali per il raggiungimento di uno stato di benessere psicofisico, emotivo e relazionale. E’ importante lavorare su obiettivi, superare errori e sconfitte, si impara da tutto ciò che succede e si può fare meglio in futuro come individui e come squadra conoscendosi meglio.

Lo sport rende felici nonostante la fatica, nonostante le salite, nonostante le avverse condizioni climatiche. Per ottenere qualcosa bisogna crederci; fidarsi e affidarsi; essere consapevoli delle proprie capacità e limiti; impegnarsi duramente; essere determinati; mettere in conto infortuni, avversari più forti, sconfitte e momenti bui; rialzarsi sempre e ripartire con pazienza, senza fretta, con modestia e umiltà, rispettando gli altri e apprezzando sempre l’esperienza che dà frutti importanti da portare a casa con serenità.

Lo sport regala emozioni uniche che ripaga la fatica condivisa dove si sperimenta un mondo partecipando a manifestazioni ed eventi, attraverso lo sport si conoscono nuove persone, avvengono incontri e confronti, insieme si può arrivare ovunque, lo sport abbatte muri e barriere anche generazionali, lo sport ti rimette al mondo facendoti faticare con i più giovani, nello sport si può notare e apprezzare la ciclicità della vita: partenze e arrivi, fatica e poi recupero e riposo per alleviare stanchezza e fatica, per renderci più leggeri.

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Sport

Tiziana Cingolani, Campionessa Italiana Staffetta 4×200 SF45 2026

Mi sono presa, nella categoria master, belle soddisfazioni

Tra il 5 e l’8 marzo si sono svolti i Campionati Italiani Individuali Indoor Master, organizzati dal Comitato Regionale Fidal Marche – Ancona.

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Tiziana Cingolani

Redazione-  Tra il 5 e l’8 marzo si sono svolti i Campionati Italiani Individuali Indoor Master, organizzati dal Comitato Regionale Fidal Marche – Ancona.

L’8 marzo ha avuto luogo la finale – Staffetta 4×200 SF45 presso il PalaCasali Ancona e il titolo italiano, con il crono di 1’51”96, è andato all’ASD Atletica La Sbarra Roma composto dalle seguenti atlete: Silvia Di Domenico, Tiziana Cingolani, Ivana Fella, Silke Breckenfelder. A seguire l’ASD Rebel Athletic Club (Silvia Cammarota, Elisabetta Troni, Elisa Vincenti Gatta, Eliana Marcela Zuniga) 1’57”80 e l’Atl. Vicentina (Elena Righi, Beatrice Zio, Raffaella De Mori, Lisa Carraro) 1’59”21.

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Tiziana (ASD Atletica La Sbarra Roma) attraverso risposte ad alcune mie domande.

Qual è stato ii tuo percorso nello sport?

Ho iniziato con il nuoto da adolescente per poi appassionarmi alla pallavolo e finendo con l’atletica a cui sono ancora legata.

Di quali competizioni sei più orgogliosa?

Gare in pista di 100, 200 e 400 m e le staffette.

Qual è stata la competizione più difficile?

Un campionato di staffette tempo fa, 3 in due giorni.

Cosa dicono i tuoi familiari e amici del tuo sport?

Che mi mantiene giovane ☺️.

 

Lo sport aiuta a mantenere uno stile di vita sano e a prendersi cura di corpo e mente, impegnandosi per migliorare o comunque per mantenersi in forma e performanti, con allenamenti costanti e mirati.

Cosa hai scoperto di te stessa grazie allo sport?

La resilienza e la costanza, in pratica lo sport ti forgia. Hai una marcia in più. Non ci sono obiettivi impossibili.

 

Lo sport aiuta a crederci, impegnarsi, rimodulare obiettivi, insistere e persistere fino in fondo considerando obiettivi mai impossibili ma fattibili e alla portata.

Quali sono gli allenamenti più importanti?

Quello di forza e tecnica che non hanno nulla a che fare con la corsa ma sono propedeutici.

 

Per raggiungere la performance non bisogna solamente correre ma anche curare altri aspetti importanti propedeutici, come forza, tecnica, mentale, nutrizione.

I tuoi sogni sportivi raggiunti e da raggiungere?

Mi sono presa, nella categoria master, belle soddisfazioni vincendo i Campionati Italiani su 3 discipline in tempi diversi e facendo dei record italiani di categoria, e a livello europeo un primo posto sulla staffetta 4×200 e un record italiano. Nel 2014 un record italiano categoria F45 sulla staffetta 4×100.

 

La pratica di uno sport aiuta a fissare obbiettivi sfidanti ma non impossibili e a prepararsi per cercare di raggiungerli con fatica ma soddisfazioni. La passione e il duro e mirato lavoro pagano, ottenendo prestazioni sportive prestigiose come podi, vittori, tutoli e record.

Tra i tanti titoli italiani di Tiziana da menzionare nel 2016 ai Campionati Italiani Master F35 100 Metri 13”71.

Inoltre, tra il 23 al 25 febbraio 2018 Tiziana si è laureata campionessa italiana master F40 nei 200 metri, al Pala Indoor di Ancona, con il tempo di 29”13.

Il 15 giugno 2024 al Campionato Regionale Individuale Master di Atletica su pista a Colleferro, Tiziana ha ottenuto il record italiano F45 nella 4×100 in 51”61, con Serena Menghini, Michela Borscia e Silvia di Domenico. Il precedente record era di 52”22, realizzato il 26 giugno 2010.

Quali sono i segreti del tuo successo?

La costanza e la determinazione.

In che modo lo sport ti ha cambiato?

In meglio, mi ha reso calma e forte.

In che modo lo sport ti aiuta nella vita quotidiana?

Nel superare situazioni difficili.

 

La pratica di uno sport aiuta a organizzarsi per raggiungere obiettivi stimolanti e sfidanti con costanza, determinazione, impegno, fiducia e a essere pazienti e resilienti nel superare ogni avversità o momento difficile lungo i percorsi di preparazione o in gara.

Che messaggio daresti per avvicinare le persone allo sport?

Fatelo perché non solo è sano ma vi rinforza e vi dà una forza interiore incredibile.

 

In effetti la pratica di uno sport non solo aiuta al corpo a stare bene ma anche alla mente a essere focalizzati, fiduciosi, resilienti.

Hai mai avuto problemi legati al doping? Un tuo messaggio contro ii doping?

Assolutamente no perché sono contraria.  Vi piace vincere facile!

Sei ispirata da qualcuno?

Sì, la Dosso è Tamberi.

 

Zaynab Dosso (Man, 12 settembre 1999) è una velocista italiana, campionessa mondiale indoor dei 60 metri piani a Toruń 2026 ed europea, sulla medesima distanza, ad Apeldoorn 2025. È l’attuale primatista nazionale dei 60 metri piani indoor e dei 100 metri piani, specialità quest’ultima in cui è stata medaglia di bronzo agli Europei di Roma 2024, nonché della staffetta 4×100 metri (insieme a Dalia Kaddari, Anna Bongiorni e Alessia Pavese), in cui vanta un bronzo europeo a Monaco di Baviera 2022.

Gianmarco Tamberi (Civitanova Marche, 1º giugno 1992) è un altista italiano, campione olimpico ai Giochi di Tokyo 2020 e campione del mondo ai Mondiali di Budapest 2023.

Detentore del record nazionale della specialità sia all’aperto che indoor, in carriera vanta anche un titolo mondiale indoor (Portland 2016), tre titoli europei all’aperto (Amsterdam 2016, Monaco di Baviera 2022 e Roma 2024) e un titolo europeo indoor (Glasgow 2019), oltre che 9 titoli italiani assoluti tra outdoor e indoor.

Sei un modello di riferimento per qualcuno?

Sì, per molti, perché sono irrefrenabile, instancabile e sorrido sempre.

 

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