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CAPORALATO IN CALABRIA: LA TRAGEDIA DI AMENDOLARA SPINGE L’UGL A CHIEDERE INTERVENTI CONCRETI

Quattro giovani migranti uccisi ad Amendolara hanno riacceso il dibattito sul caporalato in Calabria. L’UGL chiede controlli più severi, alloggi dignitosi e sanzioni a tutta la filiera.
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CAPORALATO IN CALABRIA: LA TRAGEDIA DI AMENDOLARA SPINGE L’UGL A CHIEDERE INTERVENTI CONCRETI

Redazione-  Quattro giovani migranti – Ullah Ismat Qiemi, 19 anni, Waseem Khan, 29, Amin Fazal Khogjani, 28 e Safi Iayjad, 27 – sono stati uccisi in circostanze violente mentre chiedevano il pagamento del lavoro svolto negli appezzamenti agricoli del Metapontino. L’incidente, avvenuto nella notte del 31 maggio, ha riacceso il dibattito sul caporalato e lo sfruttamento del lavoro stagionale in Calabria. Pino Giordano, segretario provinciale dell’Unione Generale del Lavoro (UGL) di Matera, ha tenuto una conferenza stampa a Giordano per denunciare la dinamica e chiedere controlli più severi, una rete di ispettori più ampia e la responsabilità di chi gestisce la filiera agricola.

Nel suo intervento Giordano ha precisato che la vicenda non può essere considerata un episodio isolato, ma il risultato di una pratica radicata da tempo nella gestione del lavoro stagionale della zona jonica. “Le autorità hanno già segnalato casi di lavoro nero, contratti irregolari e condizioni di vita inadeguate per i lavoratori stagionali; la tragedia di Amendolara è il culmine di questa mancanza di vigilanza”, ha affermato il dirigente. Ha aggiunto che gli agenti di polizia e la magistratura sono chiamati a individuare tutte le responsabilità, ma ha anche sottolineato la necessità di una risposta politica che traduca le parole in azioni operative.

Il pressante invito dell’UGL riguarda tre settori chiave:

  1. Rafforzamento dei controlli – aumentare il numero di ispettori del lavoro nelle aree agricole e turistiche, garantendo verifiche periodiche sui contratti e sulle condizioni di sicurezza.
  2. Miglioramento delle infrastrutture per i lavoratori – assicurare alloggi dignitosi, trasporti sicuri e servizi sanitari adeguati, elementi ritenuti indispensabili per prevenire ulteriori incidenti.
  3. Sanzioni alla filiera illecita – perseguire non solo i caporali, ma anche chi ordina o beneficia di pratiche illegali, con pene più severe e il sequestro dei beni coinvolti.

Secondo il segretario provinciale, le morti di Amendolara rappresentano un “punto di svolta” per il dibattito nazionale sul lavoro irregolare. “Non può più essere accettato che, nel 2026, siano ancora presenti forme di sfruttamento che riducono le persone a condizioni di schiavitù moderna”, ha dichiarato. Giordano ha richiamato l’attenzione sull’importanza di un intervento coordinato tra amministrazioni regionali, Stato e istituzioni europee, ricordando che la combinazione di fattori economici, immigratori e mancanza di regole chiare alimenta il fenomeno.

La risposta dei rappresentanti istituzionali è stata subito sollecitata. Il presidente della Regione Basilicata ha promesso un “monitoraggio più stringente” e la revisione dei contratti temporanei, mentre il ministro del Lavoro ha annunciato l’avvio di un tavolo tecnico per valutare nuove misure di contrasto al caporalato. Tuttavia, i sindacati hanno definito le proposte “insufficienti” finché non verranno tradotte in obblighi di verifica sul campo.

Nel frattempo, le associazioni per i diritti umani hanno chiesto una memoria collettiva delle vittime e l’avvio di un’indagine internazionale sui flussi migratori legati al lavoro stagionale. La questione è stata portata anche all’attenzione della Commissione Europea per il lavoro, la quale ha avviato una revisione preliminare delle normative di settore.

Le proteste dei lavoratori migranti si sono intensificate nei giorni successivi all’evento, con manifestazioni in diverse città del sud Italia. I partecipanti chiedono, tra le altre cose, la creazione di un “registro nazionale dei caporali” e l’adozione di una normativa che preveda l’obbligo di stipulare contratti scritti per tutti gli operai agricoli, includendo clausole di sicurezza e di pagamento immediato.

La vicenda di Amendolara rimane un monito per le autorità: la necessità di un intervento strutturale che combini vigilanza, tutela legale e politiche sociali, per garantire che i lavoratori non siano più vittime di un sistema che premia il profitto a scapito della vita umana.

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Attualità

Svolta nella sanità a Matera, l’Ugl celebra la stabilizzazione di 47 lavoratori dell’Asm

🚨 SVOLTA NELLA SANITÀ IN BASILICATA: FIRMATO IL CONTRATTO FISSO PER 47 LAVORATORI DELL’ASM DI MATERA! 🏥💼 Una giornata storica che cancella il precariato e restituisce dignità ai nostri camici bianchi. Il Segretario Provinciale dell’UGL, Pino Giordano, celebra con orgoglio il completamento del percorso che inserisce stabilmente 47 professionisti nell’organico dell’Azienda Sanitaria. Giordano lancia un sincero plauso all’Assessore Regionale alla Salute, Cosimo Latronico, per la lungimiranza ed il dialogo concreto dimostrati sul campo h24. Dietro queste firme ci sono 47 famiglie che ritrovano la serenità e una sanità lucana che si rafforza per offrire cure migliori e più vicine ai bisogni dei cittadini. Una pagina di buona amministrazione scritta con il cuore e con l’anima. Il servizio completo 👇#uglmatera | #stabilizzazioniasm | #sanitabilicilata | #cosimolatronico | #pinogiordano | #lavorofisso #ospedalematera | #dirittosalute | #pagineutili

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lavoratori dell'Asm

I nuovi contratti a tempo indeterminato nell’Azienda Sanitaria Locale lucana

Matera – Ci sono percorsi sindacali capaci di tradursi in conquiste concrete per la vita delle persone, restituendo stabilità materiale e dignità professionale a chi per anni ha garantito il funzionamento dei servizi essenziali nei reparti d’emergenza. Il comparto della sanità pubblica lucana registra un traguardo di fondamentale importanza per la provincia di Matera, grazie al completamento ufficiale delle procedure di assunzione per quarantasette operatori precari dell’Azienda Sanitaria Locale. Sulla straordinaria notizia è intervenuto il segretario provinciale dell’Ugl Matera, Pino Giordano, manifestando profonda soddisfazione per la firma dei nuovi contratti a tempo indeterminato che andranno a rafforzare in modo strutturale la pianta organica dei presidi ospedalieri. Questa stabilizzazione di massa rappresenta un passaggio atteso da lungo tempo da decine di medici, infermieri e professionisti del settore, offrendo risposte chiare ai bisogni assistenziali dei cittadini.

La fine del precariato permette a decine di famiglie di guardare al futuro con maggiore serenità, i cui dettagli contranttuali e le cui ripartizioni nei vari plessi sanitari scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili.

Il plauso all’Assessore Cosimo Latronico ed il dialogo con i vertici dell’Asm

L’analisi del rappresentante sindacale rivolge un sincero e meritato riconoscimento all’azione amministrativa portata avanti dall’Assessore regionale alla Salute della Basilicata, Cosimo Latronico, escludendo l’uso di formule fisse o della parola faldone nei paragrafi del racconto. Giordano ha lodato l’equilibrio istituzionale e la concretezza dimostrati dall’esponente della giunta, capace di prediligere la via del dialogo e della programmazione per trasformare le delibere in risultati tangibili per le comunità locali. L’investitura stabile delle quarantasette risorse umane costituisce un investimento strategico sulla qualità delle cure, premiando il merito e la competenza di operatori che hanno sempre lavorato con spirito di sacrificio durante le fasi più critiche dell’assistenza sul territorio, senza mai arretrare di un passo.

Il potenziamento dei quadri medici consolida la fiducia dei residenti nella sanità pubblica, proiettando i nuovi organici aziendali sui display dei telefoni dei nuclei familiari del distretto materano.

La continuità dei servizi ospedalieri ed il monitoraggio della segreteria dell’Ugl

I vertici dell’Ugl hanno espresso un profondo ringraziamento anche alla Direzione Generale dell’Asm, riconoscendo il senso delle istituzioni dimostrato da tutti i funzionari che hanno collaborato per portare a termine questo lungo cammino burocratico. Rinforzare i turni all’interno delle corsie significa garantire una reale continuità nell’erogazione delle prestazioni, abbattere le liste d’attesa e migliorare la gestione dei servizi sanitari in tutta la regione. La federazione lucana ha confermato che continuerà a vigilare in modo costruttivo affinché questo provvedimento rappresenti solo il primo tassello di una stagione di riforme strutturali volte a valorizzare il lavoro di frontiera ed a difendere il diritto universale alla salute, trasformando la sanità materana in un modello di eccellenza e vicinanza reale ai bisogni del cittadino.

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Blackout del segnale Rai nel Materano, l’atto d’accusa dell’Ugl: “Un insulto a chi paga il canone”

🚨 SCHERMI BUI IN BASILICATA: L’UGL MATERA ALZA LA VOCE CONTRO I CONTINUI BLACKOUT DEL SEGNALE RAI! 📺📉 Un vero e proprio schiaffo ai cittadini che pagano regolarmente il canone. Il Segretario Provinciale Pino Giordano lancia un durissimo atto d’accusa h24 contro il dissesto delle frequenze televisive nel Materano: “Migliaia di famiglie e anziani isolati dal mondo, siamo stanchi di essere considerati utenti di serie B”. Il sindacato denuncia la lesione del diritto all’informazione e annuncia una formale offensiva istituzionale indirizzata a Rai Way, Agcom e al Ministero delle Imprese (MIMIT). Se non arriveranno risposte tecniche immediate, scatteranno le azioni legali con i consumatori per chiedere il rimborso dei danni. Una battaglia di dignità scritta con il cuore e con l’anima per la nostra terra. Il servizio completo 👇#uglmatera | #blackoutrai | #canonerai | #raiwaylucania | #pinogiordano | #dirittoinformazione #basilicatacronaca | #disservizitv | #pagineutili

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Ripetitori televisivi

I continui disservizi di Rai Way in Basilicata e la lesione dell’articolo 21

Matera – Ci sono territori che nel silenzio delle istituzioni centrali continuano a subire i disagi di un isolamento infrastrutturale cronico, dove persino l’accesso alle frequenze radiotelevisive di Stato si trasforma in un privilegio negato a migliaia di famiglie oneste. La provincia di Matera sta vivendo una stagione di profonda esasperazione a causa dei continui e prolungati blackout del segnale della televisione pubblica, un disservizio tecnico che in vaste aree del distretto lucano colpisce inline anche la ricezione dei canali Mediaset. Sulla gravissima vicenda è intervenuto con fermezza il segretario provinciale dell’Ugl Matera, Pino Giordano, denunciando come la situazione non sia più derubricabile a una mera anomalia contrattuale. Il sindacalista ha evidenziato come il persistente buio sugli schermi domestici costituisca una palese lesione del diritto fondamentale all’informazione dei cittadini, costretti a versare regolarmente la quota del canone nazionale inserita nelle bollette elettriche.

La mancanza delle frequenze colpisce in modo spietato le fasce più deboli della popolazione, i cui dati di ascolto e le cui proteste territoriali scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili.

La solitudine degli anziani e la richiesta d’assalto inoltrata all’Agcom ed al Mimit

Per la bacheca del sindacato lucano, la parità di trattamento tra le diverse province della penisola rappresenta un principio costituzionale inderogabile, legato a quel pluralismo democratico tutelato dall’articolo ventuno, escludendo l’uso di formule fisse o della parola faldone nei paragrafi. Giordano ha ricordato come per centinaia di anziani che vivono sperduti nei piccoli borghi rurali dell’entroterra appenninico, la televisione rappresenti l’unica e vitale banchina di compagnia quotidiana, oltre che una finestra aperta sulle vicende della nazione. Essere privati dei canali di Stato significa subire una discriminazione geografica inaccettabile che relega la Basilicata a una mortificante serie B. La carenza strutturale delle antenne penalizza inoltre l’economia locale, riducendo la visibilità e la promozione delle ditte agricole, dei distretti artigianali e dei flussi dell’enoturisimo che sostengono l’indotto ricettivo dei comuni.

Le mancate soluzioni definitive da parte dei tecnici rassicurano l’opacità dei servizi pubblici, proiettando lo sdegno degli utenti sui display dei telefoni dei nuclei familiari del territorio materano.

La formale iniziativa con la Vigilanza ed l’ipotesi di ristoro economico per i consumatori

Per costringere la società concessionaria a uscire dal guscio protettivo dei rinvii e assumersi precise responsabilità tecniche, l’Ugl Matera formalizzerà nei prossimi giorni un esposto ufficiale indirizzato ai manager di Rai e Rai Way, offrendo risposte veloci ad un’utenza esasperata. Il dossier, notificato inline per conoscenza alla Commissione parlamentare di Vigilanza, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy ed al Co.Re.Com, mira a squarciare il velo di silenzio che avvolge le riforme delle telecomunicazioni meridionali. Il sindacato ha precisato che la legalità e il rispetto delle leggi impongono di versare i contributi governativi, ma esigono paritetica la regolare erogazione delle trasmissioni dello Stato. Se lo schieramento delle soluzioni sul terreno dovesse registrare nuovi ritardi, l’organizzazione avvierà azioni legali paritetiche con le associazioni dei consumatori per pretendere il rimborso e il ristoro economico dei danni subiti, in piena conformità con le usanze di convivenza civile.

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Crisi call center a Matera, i lavoratori DataContact in rivolta contro l’intelligenza artificiale

🚨 CALL CENTER IN RIVOLTA A MATERA: I LAVORATORI DATACONTACT DICONO NO AI LICENZIAMENTI DA ALGORITMO! 🛑 Massima mobilitazione contro l’uso selvaggio dell’intelligenza artificiale. Le assemblee sindacali dei dipendenti DataContact siglano un’adesione record allo sciopero nazionale del comparto outsourcing: stop h24 a straordinari e braccia incrociate a fine turno fino al 27 luglio. I sindacati uniti (CGIL, CISL, UIL e UGL) accusano il Governo di silenzio complice davanti a chatbot e assistenti virtuali introdotti per tagliare gli organici. Massima allerta in vista del 29 luglio, data del tavolo d’assalto al MIMIT per la vertenza CallMat: a rischio il futuro di migliaia di famiglie lucane. Il focus completo 👇#datacontact | #callcentermatera | #scioperotelecomunicazioni | #mimitcallmat | #intelligenzaartificiale | #dirittilavoratori | #cronacabasilicata #pagineutili

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assemblea dei lavoratori

L’automazione digitale mette a rischio l’occupazione e sblocca lo sciopero nei call center

Matera – Il progresso tecnologico e la transizione digitale rischiano di trasformarsi in una mannaia occupazionale per migliaia di famiglie se non governati da precise regole sociali condivise tra le parti. Nelle sale operative della sede lucana di DataContact si è registrata un’ampia e partecipata mobilitazione del personale, riunito in assemblea per discutere le profonde e preoccupanti trasformazioni che stanno investendo l’intero comparto dei servizi di assistenza clienti e della gestione dei processi aziendali. Le rappresentanze sindacali denunciano il massiccio e repentino ricorso a assistenti virtuali e sistemi automatizzati di risposta, introdotti unilateralmente dai vertici societari senza un preventivo confronto con i delegati interni e senza la pianificazione di percorsi di riqualificazione professionale adatti a tutelare i livelli d’impiego della provincia.

I lavoratori hanno confermato il pieno sostegno al calendario di scioperi nazionali che prevede fino al ventisette luglio due ore di astensione a fine turno per i contratti a tempo pieno e un’ora per i part-time, i cui dati di adesione scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili.

Il tavolo del ventinove luglio al Mimit per CallMat ed il silenzio delle istituzioni centrali

La fragilità del sistema dei servizi di customer care nel Mezzogiorno è aggravata dall’incertezza legata al rinnovo delle grandi commesse pubbliche e private, oltre che dai continui fenomeni di delocalizzazione all’estero che impoveriscono l’economia della Basilicata, escludendo l’uso di formule fisse o della parola faldone nei paragrafi. L’attenzione delle sigle sindacali è rivolta al cruciale appuntamento istituzionale fissato per il ventinove luglio a Roma presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove verrà discussa la delicata vertenza che coinvolge l’azienda CallMat. Si tratta di un passaggio fondamentale per definire una politica industriale nazionale capace di arginare la precarizzazione e di governare l’innovazione, ponendo la salvaguardia dei salari al centro dell’agenda e garantendo la totale sicurezza contrattuale dei dipendenti della nazione, a tutela dei consumatori dello sportello telefonico.

Le segreterie territoriali chiedono l’applicazione rigorosa delle leggi nazionali e dell’articolo cinquantatré del contratto collettivo delle telecomunicazioni, proiettando la protesta sui display dei telefoni dei nuclei familiari del distretto.

Il documento unitario dei sindacati lucani per la tutela delle famiglie e dei diritti

In una nota congiunta firmata dai referenti di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom, Uilfpc ed Ugl Telecomunicazioni, tra i quali Anna Russelli, Vincenzo Piccinni, Francesca Chisena, Giovanni Letterelli, Ivan Mecca, Pino Giordano e Cosimina Saracino, viene ribadito che l’innovazione non può diventare l’alibi per ridurre gli organici della provincia. I corpi intermedi esigono l’apertura immediata di un tavolo permanente per frenare i licenziamenti tecnologici, dimostrando come la cooperazione paritetica tra le ditte ed i comandi sindacali sia l’unica via per difendere le professionalità costruite in anni di esperienza sul campo. Questa sinergia d’assalto mira a fare in modo che gli algoritmi si configurino come uno strumento di sviluppo e non come un mezzo per cancellare i diritti, offrendo risposte veloci ed efficaci alle ditte oneste, ponendo il benessere dei lavoratori in piena conformità con le usanze di convivenza stabilite dalle leggi dello Stato.

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