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Tecnologia

CHATMINERVA, L’IA MULTIMODALE NATA A ROMA: LA RISPOSTA ITALIANA AI COLOSSI GLOBALI

Nasce a Roma ChatMinerva, la nuova intelligenza artificiale multimodale sviluppata dalla Sapienza. Un chatbot italiano che legge testi, interpreta immagini e naviga il web in tempo reale, offrendo un’alternativa trasparente e potente ai giganti globali dell’IA. #ChatMinerva #IAItaliana #LaSapienza #InnovazioneTecnologica

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tipos de inteligencia artificial 1

Redazione-  Il gruppo di ricerca Sapienza NLP dell’Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con lo spin-off accademico Babelscape, ha presentato di recente ChatMinerva, un innovativo chatbot multimodale interamente sviluppato in Italia. Questa nuova intelligenza artificiale, concepita per dialogare fluidamente in lingua italiana e capace di leggere testi, interpretare immagini, analizzare documenti e accedere al web in tempo reale, si propone come una solida alternativa alle soluzioni IA sviluppate oltreoceano, sottolineando l’eccellenza della ricerca nazionale.

ChatMinerva non è un’iniziativa isolata, ma rappresenta l’evoluzione diretta di Minerva 7B, un Large Language Model sviluppato in precedenza dallo stesso team di Sapienza NLP. Mentre Minerva mirava a posizionarsi come un modello italiano aperto, rigoroso scientificamente e indipendente, la sua nuova incarnazione, ChatMinerva, si presenta come un assistente interattivo più completo, allineato con gli attuali standard del settore e arricchito da funzionalità avanzate.

Uno degli elementi distintivi di ChatMinerva è l’enfasi sulla trasparenza e sul controllo diretto dell’intero ciclo di sviluppo del modello. Dalle fasi di pre-addestramento al fine-tuning, fino ai sistemi di moderazione dei contenuti, ogni passaggio è gestito con minuzia. Il training del modello è stato possibile grazie alla potenza computazionale del supercomputer Leonardo, gestito dal consorzio CINECA, una risorsa tecnologica d’avanguardia che ha permesso di elaborare vaste quantità di dati per affinare le capacità dell’IA.

Un contributo significativo allo sviluppo di ChatMinerva è arrivato anche dalla comunità di utenti. Le interazioni raccolte durante la fase pubblica di Minerva 7B hanno fornito milioni di esempi, sia testuali sia multimodali, fondamentali per il fine-tuning e il miglioramento continuo del modello. Questo approccio partecipativo ha permesso di modellare l’intelligenza artificiale in base alle reali esigenze e modalità di interazione degli utilizzatori.

Un altro aspetto innovativo concerne l’accesso alle informazioni. ChatMinerva integra un avanzato sistema di Web RAG (Retrieval-Augmented Generation) basato sul motore di ricerca aperto DuckDuckGo. Questa funzionalità consente al modello di recuperare dati aggiornati in tempo reale, superando uno dei limiti principali dei sistemi IA tradizionali, spesso addestrati su dataset statici che possono risultare obsoleti. L’accesso dinamico al web garantisce risposte pertinenti e basate sulle informazioni più recenti disponibili online.

Le capacità di ChatMinerva sono varie e già operative. L’utente può, ad esempio, caricare immagini di pagine in lingua straniera e ottenere traduzioni e sintesi in italiano in tempo reale. Il sistema è altrettanto efficace nell’analisi dettagliata di articoli scientifici, fornendo riassunti e approfondimenti con un elevato livello di affidabilità, sempre in italiano. Le funzionalità si estendono all’interazione vocale e alla comprensione multimodale, permettendo all’IA di elaborare fotografie, pagine scannerizzate, report e testi scientifici, combinando efficacemente informazioni visive e testuali. Integrazioni come il riconoscimento ottico dei caratteri (OCR) migliorano ulteriormente l’analisi dei documenti digitalizzati.

Rispetto alla versione precedente, ChatMinerva vanta inoltre un’estensione della finestra contestuale fino a 32.000 token, ottenuta tramite un processo di apprendimento continuo (continual training). Questo miglioramento permette al chatbot di gestire documenti lunghi e conversazioni complesse o articolate senza perdere la coerenza nel ragionamento, un vantaggio notevole per interazioni prolungate o analisi di testi estesi.

A differenza di molte piattaforme concorrenti, che spesso prevedono piani in abbonamento o severe limitazioni per le versioni gratuite, ChatMinerva è attualmente liberamente accessibile a tutti gli utenti. È sufficiente effettuare una semplice registrazione con nome utente e password per iniziare a esplorare e testare le sue funzionalità innovative.

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Tecnologia

INTELLIGENZA ARTIFICIALE CONTRO LE TRUFFE: GOOGLE POTENZIA ANDROID CON IL RILEVAMENTO DELLE CHIAMATE FAKE

Google dichiara guerra ai deepfake vocali: arriva su Android il nuovo sistema per bloccare le chiamate truffa che imitano le voci dei tuoi cari in tempo reale. #Google #Android #SicurezzaDigitale #IA

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spoofed calls v2

Redazione-  Google ha lanciato ufficialmente una nuova funzione di sicurezza per i dispositivi Android, progettata per contrastare l’ascesa delle chiamate truffa basate su deepfake vocali e tecniche di spoofing. Il sistema, già in fase di distribuzione globale per gli smartphone dotati di Android 12 o versioni superiori, analizza in tempo reale la legittimità dei flussi audio in entrata, avvisando l’utente qualora la conversazione presenti i segnali tipici di una frode. L’obiettivo dell’azienda di Mountain View è colmare una lacuna tecnologica che permetteva ai malintenzionati di replicare fedelmente le voci di parenti o conoscenti per indurre le vittime a trasferimenti di denaro sotto la spinta di false emergenze.

Come funziona la protezione anti-frode

Il cuore della tecnologia risiede nella verifica crittografica. Sfruttando l’infrastruttura RCS (Rich Communication Services), il software esegue un controllo incrociato sui parametri della chiamata prima ancora che l’utente risponda. Se il segnale ricevuto non presenta i requisiti di autenticità necessari o risulta manipolato, il sistema invia una notifica di avviso. Questo processo avviene in modo invisibile all’utente, trasformando il dialer telefonico in un filtro attivo contro le minacce digitali.

Per rendere operativo il servizio, Google ha legato la sicurezza alla propria app “Telefono by Google”. Sebbene sia preinstallata sulla maggior parte dei dispositivi Android, gli utenti che utilizzano dialer personalizzati forniti dai produttori possono scaricarla gratuitamente dal Google Play Store e impostarla come predefinita. La protezione, tuttavia, non è unilaterale: per garantire l’efficacia del protocollo, è necessario che il sistema di verifica sia attivo su entrambi i terminali – quello del chiamante e quello del ricevente – e che entrambi abbiano le funzioni RCS attivate nelle impostazioni di Google Messaggi.

Un mercato delle truffe in evoluzione

La necessità di questo strumento nasce dall’affinamento delle tecniche di ingegneria sociale. Con la diffusione di software di intelligenza artificiale capaci di clonare il timbro vocale, le cadenze e persino le inflessioni dialettali di una persona specifica partendo da pochi secondi di audio registrato, le tradizionali tecniche di phishing telefonico sono diventate estremamente sofisticate. Il cosiddetto “vishing” (voice phishing) ha raggiunto picchi di pericolosità che hanno spinto le Big Tech a intervenire sull’infrastruttura stessa della comunicazione mobile.

La funzione di rilevamento è gestita localmente dal sistema operativo, che garantisce la privacy dei dati senza inviare le registrazioni delle conversazioni ai server di Google. In linea con la trasparenza richiesta dalle normative vigenti, la protezione rimane facoltativa: gli utenti possono decidere di gestire o disattivare il sistema in qualsiasi momento accedendo alle impostazioni dell’app Telefono.

Con questo aggiornamento, Google punta a trasformare lo smartphone da potenziale strumento di vulnerabilità a scudo tecnologico, in un contesto in cui la fiducia nelle comunicazioni vocali sta venendo progressivamente meno a causa della proliferazione dei contenuti sintetici generati dall’intelligenza artificiale.

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GOOGLE MAPS: IL SEGRETO PER GUIDARE PIÙ VELOCE? BASTA UN TOCCO PRIMA DI PARTIRE

Non sprecare più tempo prezioso nel traffico! Aprire Google Maps prima di partire ti permette di visualizzare la situazione in tempo reale e scegliere il percorso più veloce, risparmiando minuti e stress.
#GoogleMaps #Traffico #GuidaSmart #RisparmiaTempo

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Redazione-  Immagina di salire in macchina, convinto di fare il solito tragitto, e ritrovarti improvvisamente imbottigliato in un ingorgo inaspettato. Un incidente improvviso, un cantiere spuntato dal nulla o semplicemente un picco di traffico imprevisto possono trasformare una breve corsa in un’odissea stressante. Questo scenario è un incubo quotidiano per milioni di automobilisti, ma c’è un modo efficace per evitarlo, o almeno per mitigarne l’impatto: aprire Google Maps un attimo prima di partire.

Non è solo una questione di navigazione; è una strategia per ottimizzare il tuo tempo e ridurre lo stress. Il traffico è un’entità dinamica, in costante mutamento, e bastano pochi secondi di consultazione preventiva per capire se conviene modificare percorso, orario di partenza, o semplicemente prepararsi psicologicamente a un leggero rallentamento.

Il Cuore Intelligente del Traffico in Tempo Reale

Molti di noi utilizzano Google Maps per le indicazioni stradali, ma pochi sfruttano appieno una delle sue funzioni più potenti e spesso sottovalutate: la visualizzazione del traffico in tempo reale. Ma come fa Google Maps a sapere esattamente dove e quando si formano le code?

Il segreto risiede in una complessa rete di dati. La funzione traffico si basa principalmente sulle informazioni raccolte in forma anonima dagli smartphone degli utenti. Quando la localizzazione è attiva, il tuo dispositivo, insieme a milioni di altri, invia dati sulla velocità e sugli spostamenti lungo le strade. Se un gran numero di telefoni si muove lentamente in una specifica area, il sistema interpreta automaticamente quella situazione come traffico intenso. Al contrario, se i dispositivi procedono spediti, la strada viene segnalata come libera.

A queste informazioni cruciali si aggiungono le segnalazioni manuali degli utenti, che possono indicare incidenti, lavori stradali, chiusure di corsie o altri intoppi. In alcune regioni, Google integra anche dati provenienti da enti pubblici e sensori stradali dedicati. Ma non finisce qui: grazie all’intelligenza artificiale e a uno storico accumulato in anni di monitoraggio, Google Maps è in grado di prevedere il traffico basandosi sull’orario, il giorno della settimana e persino le abitudini consolidate degli automobilisti. In pratica, sa che un lunedì mattina alle 8 sarà probabilmente più congestionato di una domenica pomeriggio.

Attivare la Funzione: Un Gesto Semplice per Grandi Vantaggi

Molti non lo sanno, ma la visualizzazione del traffico non è sempre attiva di default appena si apre l’app. Attivarla è questione di pochi secondi e può farti risparmiare minuti preziosi.

Ecco come fare:

  1. Apri Google Maps sul tuo smartphone.
  2. Tocca l’icona dei “Livelli” (quella con i quadrati sovrapposti) in alto a destra dello schermo.
  3. Nella sezione “Dettagli della mappa”, seleziona la voce “Traffico”.

Da questo momento, le strade sulla mappa cambieranno colore, fornendoti una fotografia immediata e intuitiva delle condizioni della viabilità:

  • Verde: Traffico scorrevole, strada libera.
  • Arancione: Rallentamenti moderati, attenzione richiesta.
  • Rosso: Traffico intenso, probabili code.
  • Rosso scuro: Code molto pesanti, rallentamenti significativi.

Il Vantaggio Concreto: Meno Stress, Più Tempo, Maggiore Serenità

Il vantaggio pratico di questa semplice abitudine è immediato e profondo. Anche chi percorre sempre la stessa strada, convinto di conoscerne ogni insidia, può ritrovarsi spiazzato da un imprevisto. Un piccolo incidente, un cantiere improvviso o un evento cittadino possono stravolgere completamente la situazione in pochi minuti.

Controllare Google Maps prima di salire in macchina ti offre una “fotografia” quasi in tempo reale delle condizioni del traffico. Questo significa poter prendere decisioni informate: scegliere un percorso alternativo più fluido, anticipare leggermente la partenza per evitare l’ora di punta più critica, o semplicemente sapere in anticipo quanto tempo in più potresti impiegare.

Il risultato? Meno stress al volante, meno tempo sprecato in coda e una maggiore possibilità di arrivare puntuali a lavoro, a scuola o agli appuntamenti. Anche solo pochi minuti risparmiati ogni giorno, sommati nell’arco di settimane e mesi, possono tradursi in ore preziose recuperate, contribuendo a una vita meno frenetica e più serena. Non sottovalutare il potere di un tocco sullo schermo: può davvero cambiare il tuo modo di guidare.

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L’ILLUSIONE ARTIFICIALE: SMANTELLATA IN THAILANDIA LA GANG DELLE “BELLEZZE FANTASMA” CREATE DALL’AI

Dietro il volto perfetto di una donna sconosciuta sui social si celava l’AI di una truffa milionaria. Sei persone sono state arrestate in Thailandia per aver manipolato migliaia di vittime con identità virtuali create dal nulla.
#CyberCrime #IntelligenzaArtificiale #TruffeOnline #SicurezzaDigitale

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IA 2

Dal lusso di un grattacielo a Nonthaburi alle celle di prigione: la polizia thailandese ha messo fine a un’organizzazione criminale che utilizzava l’intelligenza artificiale per manipolare i sentimenti delle vittime e svuotare i loro conti correnti.

Redazione-  Nel mondo digitale di oggi, dove il confine tra realtà e finzione si fa sempre più sottile, il cuore può essere trasformato in un pericoloso punto debole. Lo hanno capito bene sei cittadini nigeriani, arrestati lo scorso 22 maggio a Nonthaburi, a nord di Bangkok, durante il blitz battezzato dalle autorità locali “Dark Room Crackdown”. L’operazione ha rivelato una realtà inquietante: un’organizzazione criminale che non rubava solo denaro, ma costruiva intere vite parallele per ingannare ignari utenti sui social network.

Il miraggio degli algoritmi

Il fulcro della frode risiedeva nell’uso sapiente — e criminale — dell’intelligenza artificiale. I truffatori non si limitavano a rubare foto di modelle o influencer: le creavano da zero. Grazie alla tecnologia AI, i criminali generavano immagini di donne dal volto perfetto e rassicurante, creando identità digitali talmente verosimili da passare indenni anche ai controlli più approfonditi.

Una volta creato il profilo “civetta”, la rete si attivava su ogni fronte: Facebook, Messenger, TikTok, WeChat, Line e Zalo. Le vittime venivano attirate in un ragnatela emotiva fatta di conversazioni quotidiane, promesse di affetto e dinamiche manipolatorie collaudate al millimetro. L’obiettivo finale? Spingere gli interlocutori a inviare somme di denaro, spesso giustificate da finte emergenze o progetti futuri mai destinati a realizzarsi.

Il blitz nel lusso

L’indagine, condotta dalla polizia thailandese, è partita da un’anomalia burocratica: una serie di flussi di denaro sospetti associati a individui che, formalmente, risultavano iscritti a corsi universitari nel Paese, ma che non avevano mai messo piede in aula. Il monitoraggio attento ha condotto gli agenti in un lussuoso complesso residenziale a Nonthaburi, dove il gruppo aveva stabilito il proprio quartier generale.

Durante la perquisizione, gli agenti hanno sequestrato un vero arsenale di frode: smartphone, computer e documenti bancari che contengono migliaia di chat con le vittime. Gli investigatori stanno ora analizzando il materiale per capire se, oltre alle immagini, la banda utilizzasse sistemi avanzati di deepfake o videochiamate preregistrate con contenuti sintetici per rendere il raggiro ancora più indistinguibile dalla verità.

Un pericolo globale

I sei arrestati, di età compresa tra i 23 e i 35 anni, dovranno rispondere di gravi accuse, tra cui la violazione delle norme sull’immigrazione (tutti avevano il visto scaduto da tempo) e l’associazione a delinquere finalizzata alla frode online.

Questo caso emblematico accende nuovamente i riflettori su una minaccia globale: la capacità dell’intelligenza artificiale di scalare le truffe romantiche su scala industriale. Non si tratta più solo di un singolo truffatore che usa una foto rubata, ma di organizzazioni strutturate che sfruttano il potere computazionale per creare “fantasmi” in grado di sedurre, manipolare e distruggere intere esistenze. La lezione è amara ma chiara: dietro lo schermo, non tutto ciò che brilla — o che ci sussurra parole dolci — è umano.

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