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Cultura

La voce dell’anima e il respiro del mare: l’incanto poetico e gli haiku nei versi di Maria Teresa Liuzzo

Il mare, la notte, il trascorrere inesorabile del tempo e la vertigine dell’anima: scopriamo insieme l’incanto letterario e i potentissimi Haiku nei versi immortali della poetessa Maria Teresa Liuzzo. Un viaggio mozzafiato per lo spirito e per il cuore. 📖 🌊 🖋️

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Maria Teresa Liuzzo

Redazione – In un mondo moderno sempre più governato e schiacciato dalla fretta ansiogena, dalla tecnologia fredda e da una comunicazione rapida e “usa e getta”, l’antica e nobile arte della poesia rimane oggi uno dei pochissimi e preziosissimi baluardi capaci di proteggere e accarezzare la vera, intima essenza dell’animo umano. Fermarsi, spegnere i rumori di fondo e prendersi il tempo per leggere un verso significa concedersi il lusso inestimabile di respirare profondamente, di guardarsi dentro allo specchio e di riconnettersi spiritualmente con l’universo che ci circonda. È esattamente con questo spirito di pura e sincera meraviglia letteraria che oggi vogliamo accompagnare i nostri lettori in un viaggio intimo, delicato e profondo attraverso le straordinarie opere della poetessa Maria Teresa Liuzzo. Parliamo di una voce poetica limpida e matura, capace di fondere magistralmente la dirompente potenza degli elementi naturali con la struggente fragilità dei sentimenti umani. Nelle sue liriche indimenticabili, l’acqua, la pioggia, la notte stellata, le profondità del mare e il vitale “soffio divino” diventano preziose chiavi di lettura per decifrare l’eterno mistero dell’esistenza e l’incolmabile, silenziosa distanza che a volte si crea tra i cuori.

Il tempo, l’attesa e la vertigine dell’Oltre: le liriche maggiori

Nelle prime tre magistrali composizioni che abbiamo il privilegio di presentare, Maria Teresa Liuzzo indaga con un tocco squisitamente delicato, ma al contempo emotivamente deciso, l’eterno e universale tema dello scorrere inesorabile del tempo umano e della conservazione della memoria. Nel suo immaginario poetico, la notte non è mai descritta come un semplice e passivo momento di oscura assenza, ma viene elevata a uno spazio vitale di fremito e attesa (“Sono marea in attesa / del plenilunio”). È un luogo intimo in cui il seme del dubbio si fa strada nella mente per permettere, paradossalmente, alla luce più vera di fiorire. L’autrice si definisce splendidamente e con un coraggio disarmante una “vela stracciata alla deriva” e una delicata “rosa notturna”, metafore potentissime di una vulnerabilità umana che però non si arrende mai all’oscurità. Una fragilità che, anzi, si fa spingere coraggiosamente dalle correnti della vita verso “mari dell’oltre” del tutto sconosciuti, alla disperata e romantica ricerca della bellezza più pura e nascosta nei fondali del nostro io più profondo.

IL TEMPO BRILLA NELLA PIOGGIA

Il tempo brilla nella pioggia,
scivola sui corpi riflessi nei vetri,
naufraga nel fondo di un caffè,
dove si spegne il sole.
Scorrono sugli occhi
bufere d’azzurro ed io
vela stracciata alla deriva.
Correnti mi sospingono
ai mari dell’oltre,
dove ricerco un fiore
nei fondali.

SEI NOTTE E SILENZIO

Sei notte e silenzio,
brivido d’ombra,
acqua sulla parola, sull’incandescenza
del ritmo. Sei dubbio, tarlo nella mente,
frattura, segmento, limite che la visione
impedisce dell’oltre. Fiori di luce colgo
nei tuoi occhi, albe sulle mie ansie,
echi di altre vite: memoria e oblio
si alternano, in linfe segrete e gemme.
Sono rosa notturna
nelle tue mani…

M’INVADE LA TUA NOTTE

M’invade la tua notte.
Sono marea in attesa
del plenilunio.
Dilava l’onda
scogli di memoria
come la luce del dubbio
la ragione.
Libera la parola
dal punto
della breve illusione.
Ci smarriamo
nell’incolmabile
distanza
di mani
che si sfiorano.

La sintesi perfetta: gli Haiku come luminosi fulmini di natura

Oltre alle bellissime liriche di respiro strutturale più ampio, la poetessa dimostra una padronanza tecnica ed emotiva assolutamente magistrale anche nella difficilissima e misteriosa arte dell’Haiku. Nati originariamente nella millenaria e affascinante tradizione letteraria giapponese, gli haiku sono componimenti metrici brevissimi che, nel minuscolo e sacro spazio di una manciata di sillabe, devono necessariamente riuscire a catturare l’essenza sfuggevole di un singolo istante. Lo scopo è fotografare con le parole un momento magico e irripetibile della natura e dell’anima, cristallizzandolo per l’eternità. Nelle preziose composizioni di Maria Teresa Liuzzo, queste piccole e raffinate perle d’inchiostro si trasformano in veri e propri e abbaglianti fulmini di luce letteraria. Nelle sue brevi pennellate ritroviamo il respiro del vento, il brillare silenzioso delle stelle, il miracolo dell’incanto della primavera e l’evocativa, mistica figura del “pescatore di lune”. Sono schegge di purissima e assoluta contemplazione, che invitano il lettore a deporre le armi della frenesia e a meravigliarsi, con gli occhi sgranati di un bambino, di fronte ai miracoli silenziosi del Creato che troppo spesso diamo per scontati.

HAIKU DI MARIA TERESA LIUZZO

Bocca di stelle.
Soffio Divino.
Bevi l’eterno fuoco.

Libro aperto.
Neve sulla pagina.
Stelo di marzo.

Rosa notturna
sulle labbra la notte
sparge le stelle.

Piume di fiori,
scarpette che danzano.
E’ primavera.

Soffio di mare.
Pescatore di lune
nelle mie vene.

Bocche di viole.
Orecchini di lune
sul davanzale.

Cullami sempre.
Nel tripudio del vento
fammi parola.

Siamo canti
di mari e di foreste.
Torce d’amore.

Rosa notturna.
Nella bocca fiorisce
la primavera.

Il misterioso potere curativo della “Parola” poetica

Chiudere gli occhi per un lungo momento dopo aver letto lentamente e assaporato questi versi meravigliosi significa, di fatto, avvertire quasi fisicamente sulla propria pelle il profumo inconfondibile della salsedine del mare e il calore rassicurante di quel “Soffio Divino” evocato con tanta maestria dalla poetessa. In un mondo e in una società che ci vogliono sempre più cinici, distanti, divisi da barriere invisibili e perennemente in conflitto tra noi, il dolcissimo e disperato invito “Cullami sempre / Nel tripudio del vento / fammi parola” risuona nelle orecchie del lettore come un meraviglioso e ostinato grido di speranza umana. La squisita poesia di Maria Teresa Liuzzo rappresenta oggi un dono letterario prezioso e inaspettato, un faro luminoso eretto nel buio capace di guidare amorevolmente la nostra “vela stracciata alla deriva” verso l’approdo caldo e sicuro della vera bellezza e della tanto agognata pace interiore.

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Cultura

La seconda vita di Pier Carlo Lava: da top manager a fondatore di “Italia News”. “La cultura è il nostro cuore pulsante, e la pace l’unica via per il futuro”

Da top manager nel settore delle vendite a “mecenate” della cultura digitale! 💻 📚 Vi presentiamo una bellissima e profonda intervista a Pier Carlo Lava, fondatore e anima del progetto editoriale multilingue “Italia News” (ex Alessandria Today). Intervistato dalla giornalista Angela Kosta, Lava si è raccontato a cuore aperto: dalla sua infinita passione per la letteratura e l’arte albanese, fino alle ore di lavoro volontario (spesso superiori a quelle di quando era dirigente!) dedicate a promuovere poeti, scrittori affermati e giovani autori emergenti. Spazio anche all’attualità, con una lucida e drammatica riflessione sui conflitti in Ucraina e in Medio Oriente: “La guerra non è mai la soluzione, la diplomazia internazionale deve fermare questa spirale di odio prima che sfoci in una Terza Guerra Mondiale”. Scoprite tutta la saggezza e la passione di Pier Carlo Lava nel nostro articolo! 👇 🕊️

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Pier Carlo Lava

Redazione  – C’è un momento nella vita in cui il bagaglio sterminato di un’intera carriera professionale incontra la fiamma inestinguibile di una passione personale. È esattamente in questo incrocio magico che nasce la storia recente di Pier Carlo Lava. Dopo una brillante carriera come Sales & Marketing Manager per colossi nazionali, Lava ha deciso di rimettersi in gioco, trasformandosi in una sorta di “mecenate digitale”. Dal suo instancabile lavoro (e senza alcun fine di lucro) è nato prima il blog Alessandria Today, oggi evolutosi nell’ambizioso progetto multilingue Italia News. Una piattaforma a 360 gradi che ha scelto di fare della cultura, dell’arte e della letteratura il proprio motore trainante, dando voce in egual misura ad autori affermati e a talenti emergenti.

In questa profonda e accattivante intervista, condotta dalla giornalista e scrittrice Angela Kosta, Pier Carlo Lava si racconta a cuore aperto: dagli esordi professionali fino alla passione per la letteratura albanese, passando per le riflessioni, dolorose ma lucidissime, sui drammatici conflitti che stanno infiammando l’Ucraina e il Medio Oriente.


L’INTERVISTA: A TU PER TU CON PIER CARLO LAVA

Angela Kosta: Salve Dottor Lava. Ci racconti il suo percorso professionale prima di diventare Social Media Manager e fondatore di Alessandria Today (oggi Italia News).
P. C. Lava: «Certamente! Sono un ex manager che ha iniziato la carriera moltissimi anni fa, partendo letteralmente dalla gavetta come venditore. Grazie all’impegno e alla dedizione quotidiana, sono riuscito a crescere rapidamente, assumendo ruoli di sempre maggiore responsabilità: prima Capo Zona, poi Capo Distretto, e infine, negli ultimi vent’anni, ho ricoperto il ruolo di Sales & Marketing Manager per diverse e importanti società nazionali nei settori del food, dei prodotti per la casa e per l’igiene personale. Successivamente ho lavorato come consulente finché, spinto da un’irrefrenabile passione per la comunicazione, ho deciso di fondare il mio personalissimo media».

Angela K: Com’è nata l’idea di creare Alessandria Today in versione multilingue?
P. C. Lava: «Dopo alcuni anni di esperienza con Alessandria Post, un blog di notizie puramente locali che gestivo in totale autonomia, nel 2018 ho sentito il bisogno viscerale di espandermi. Ho scelto una piattaforma decisamente più evoluta e ho fondato Alessandria Today, creando una vera e propria redazione strutturata. L’obiettivo primario era quello di offrire contenuti molto più ampi, in diverse lingue, per raggiungere finalmente un pubblico internazionale e valorizzare appieno gli autori italiani e stranieri».

Angela K: Qual è la sua opinione sull’arte e la letteratura albanese?
P. C. Lava: «Ho avuto il grandissimo piacere di dare spazio su Alessandria Today a diversi autori albanesi. Ho sempre apprezzato profondamente il loro talento letterario, la spiccata profondità delle loro opere e la straordinaria capacità di emergere in contesti internazionali. Sono intimamente convinto che l’arte e la letteratura albanese abbiano moltissimo da offrire all’intero panorama culturale globale».

Angela K: Le piacerebbe visitare il Paese delle Aquile?
P. C. Lava: «Assolutamente sì! Mi piacerebbe moltissimo visitare l’Albania, così come altri Paesi ricchi di storia, ma al momento per questioni logistiche non credo di poter realizzare a breve questo desiderio. Colgo però volentieri l’occasione per menzionare un mio caro amico, Ermelin Guza, che da anni gestisce con successo un ristorante pizzeria in Italia. Lui è l’esempio lampante di come l’Albania sappia farsi valere e distinguersi anche attraverso i suoi eccezionali cittadini all’estero».

Angela K: Quante ore al giorno dedica agli autori e alla promozione del suo media?
P. C. Lava: «Non le conto più! (ride, ndr). Mia moglie mi ricorda spesso e volentieri che oggi lavoro molte più ore di quando ero dirigente d’azienda! Ma oggi lo faccio per pura passione, totalmente senza guadagno. Per me è un’immensa soddisfazione vedere il sito crescere fino a raggiungere livelli di traffico incredibili. Per quanto riguarda gli autori, mantengo un contatto umano e quotidiano attraverso un gruppo WhatsApp dedicato, sentendoci spesso anche via email o telefono. La promozione dei contenuti avviene poi a cascata su diverse piattaforme social: Facebook, X (Twitter), Tumblr, Pinterest e Instagram».

Angela K: Su cosa si concentra maggiormente il suo sito per valorizzare i diversi rami culturali?
P. C. Lava: «Italia News è un media a 360 gradi, ma non c’è dubbio che il “cuore pulsante” dell’intera piattaforma sia il settore culturale. Questo rappresenta di gran lunga la parte più seguita, letta e valorizzata dal pubblico, grazie al contributo inestimabile degli autori che collaborano con noi e al nostro costante impegno nel promuovere quotidianamente l’arte, la letteratura, la poesia e molto altro».

Angela K: Ha qualche hobby o passione particolare per “staccare la spina”?
P. C. Lava: «Negli ultimi anni il tempo per i miei hobby si è purtroppo ridotto notevolmente, ma in passato amavo moltissimo praticare l’equitazione e dedicarmi alla fotografia. Ora la mia grande passione è prendermi cura degli animali: ho un meraviglioso Terrier Nero Russo e due splendidi gatti di razza Ragdoll, che riempiono letteralmente la mia vita di gioia».

Angela K: Lei offre visibilità a tutti gli autori, emergenti e affermati. Questa scelta ha cambiato il suo modo di vedere il mondo letterario?
P. C. Lava: «Sì, credo che la contaminazione sia fondamentale. Non ho mai fatto inutili distinzioni elitarie tra autori emergenti o grandi nomi noti. Tutti, indistintamente, meritano la possibilità di esprimersi, di mettersi in gioco e di essere letti. Il mio obiettivo è offrire a ciascuno una solida piattaforma di visibilità, lasciando poi ai lettori (i veri giudici) il compito di scegliere cosa apprezzare maggiormente».

Angela K: Cambiando decisamente argomento, cosa pensa dei drammatici conflitti in corso in Ucraina e in Palestina?
P. C. Lava: «Non esistono parole adeguate per descrivere l’orrore assoluto di quanto sta accadendo in quelle terre. Tuttavia, è importante sottolineare che ci troviamo di fronte a conflitti di natura diversa, con proporzioni e dinamiche geopolitiche molto distinte. Nel caso di Israele e Palestina, credo fermamente che l’unica soluzione storicamente sostenibile passi attraverso la creazione di due Stati liberi che possano finalmente convivere pacificamente. È necessario che la comunità internazionale imponga la pace, ma non attraverso l’uso della forza, bensì con una fortissima mediazione diplomatica. Il perpetuarsi di questa tragedia umana alimenta solo ulteriori sofferenze, odio generazionale e instabilità globale. Per quanto riguarda la guerra tra Ucraina e Russia, il conflitto armato non potrà mai essere la soluzione definitiva. Le disparità di forza e i blocchi in campo rendono evidente che la guerra non farà altro che continuare a causare indicibile morte e distruzione. In retrospettiva, sarebbe stato cruciale intervenire diplomaticamente prima dell’inizio delle ostilità, evitando la devastazione dell’Ucraina. Oggi, la priorità assoluta dovrebbe essere quella di convocare un tavolo di dialogo immediato: i leader delle due nazioni devono sedersi e compiere ciascuno un coraggioso passo indietro. Solo un compromesso accettabile da entrambe le parti potrà fermare questa spirale e ridurre il rischio di un’escalation che potrebbe condurci a una catastrofica terza guerra mondiale. La pace è sempre la strada più difficile e in salita, ma è l’unica via percorribile per garantire un futuro dignitoso alle generazioni che verranno».

Angela K: Quali progetti ha per il futuro? Ci saranno cambiamenti sulla piattaforma?
P. C. Lava: «Attualmente la linea editoriale non subirà grandi stravolgimenti, ma in futuro vorrei realizzare un importante restyling del layout grafico del sito per migliorare ulteriormente l’esperienza di navigazione degli utenti. Le idee non mancano di certo: ogni singolo giorno c’è qualcosa di nuovo su cui riflettere e lavorare per continuare a crescere».

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Cultura

“Un Dio con un cuore umano”: il fascino del ciclo poetico di Farzaneh Dorri, poetessa sospesa tra i deserti dell’Iran e il vento del Nord

“Essere un poeta: uno scrittore con mille e una penne, un Dio con un cuore umano, un giardiniere dall’animo piovoso”. 🖋️ 🌧️ Questa mattina di Ferragosto vi invitiamo a scoprire la straordinaria bellezza dei versi di Farzaneh Dorri. Nata in Iran, residente a Copenaghen dagli anni ’80, sociologa e formidabile traduttrice poliglotta. Nelle sue poesie convivono la magia del Medio Oriente e il vento gelido del Nord Europa. Vi presentiamo in esclusiva un commovente ciclo poetico di 4 liriche in cui la poetessa affronta il peso del tempo, la forza distruttiva (o guaritrice) delle parole e l’assoluta perdita di coordinate di chi decide di navigare nel “Mare dell’Amore”. Prendetevi cinque minuti per voi stessi e leggete le sue poesie nel nostro approfondimento culturale. 👇 📚

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Farzaneh Dorri

Redazione  – Ci sono vite che assomigliano a lunghissimi viaggi non solo geografici, ma soprattutto interiori e linguistici. Anime inquiete e brillanti capaci di attraversare interi continenti portando con sé il bagaglio intangibile, ma pesantissimo, della propria identità culturale. È questo il caso straordinario di Farzaneh Dorri, raffinata poetessa e intellettuale nata in Iran e residente dal 1985 a Copenaghen, in Danimarca. Una donna che ha fatto della contaminazione linguistica e dell’osservazione dei moti dell’anima la propria irresistibile cifra stilistica.

Dall’Iran alla Danimarca: la poesia come ponte tra due mondi

La biografia di Farzaneh Dorri è un inno alla resilienza e all’integrazione culturale di altissimo profilo. Laureatasi con un Master all’Università di Roskilde, negli ultimi sedici anni ha affiancato la sua professione di co-manager a un’intensa e inesauribile attività accademica e letteraria. Qualificatasi in scienze sociali e nell’insegnamento del danese come seconda lingua, ha scoperto ben presto che l’unico, vero linguaggio universale capace di abbattere ogni barriera è quello della poesia.

Ad oggi, Farzaneh vanta la pubblicazione di ben cinque libri di poesie (tre scritti in persiano e due in danese). È proprio dalla sua immensa passione per i versi che, a partire dai primi anni ’90, è esplosa la sua vocazione per la traduzione letteraria, intesa come ponte per unire culture apparentemente lontanissime. Le sue traduzioni di poeti danesi, pubblicate in persiano nella nota rivista culturale Wazheh (che significa, per l’appunto, “Parola”), testimoniano il suo talento poliedrico. Attualmente traduce fluidamente tra inglese, persiano e danese, spingendosi persino a tradurre in persiano preziose opere norvegesi e svedesi.

L’anima del ciclo poetico: tra deserti, amore e identità

Il ciclo poetico che vi proponiamo oggi in esclusiva è un viaggio nell’intimità di un’artista che si definisce, meravigliosamente, “Un Dio con un cuore umano” e un “giardiniere dall’animo piovoso”. Nelle sue rime (rigorosamente libere da schemi metrici asfissianti) c’è la perenne ricerca di un equilibrio tra l’aridità del dolore e l’inondazione dei sentimenti. Nella poesia “La terra deserta”, l’autrice descrive magistralmente il tormento delle parole umane: se sono troppe poche evaporano senza lasciare traccia, ma se sono troppe rischiano di distruggere, in una disperata alluvione, le crepe di una mente già inaridita dalla vita. Ecco di seguito le quattro, splendide composizioni che compongono questo affascinante ciclo lirico.


INTERSEZIONE TRA ARTE E STORIA

Un luogo
All’incrocio
Di arte e storia
Dove le sabbie del tempo
Non smettono mai di incresparsi
E la vita fa capolino
In ogni finestra
Germogliando
Dove le storie stanno navigando via
E in cima alla cresta del curling
Ondate di cambiamento.

ESSERE UN POETA

Vite tortuose
Percorsi a più livelli
Uno scrittore
Con mille e una penne
Un Dio
Con un cuore umano.
Pensieri sterili
Parole essiccate
Un artista con il pollice verde
Un giardiniere dall’animo piovoso.

LA TERRA DESERTA

Parole sussurrate,
cadono e si raccolgono,
come la pioggia,
nelle fessure e nelle crepature
di una mente inaridita;
troppo pochi:
svaniscono nella polvere
come una carezza fugace
troppi:
erodono il terreno sgretolato
in un’alluvione disperata.
Stanca
di siccità e diluvio,
Questa terra deserta attende
per la persistenza delicata
della primavera.

NAVIGANDO NEL MARE DELL’AMORE

Le mani pigre del tempo
mostrano solo l’Ora in punto
l’ago inutile della bussola
punta solo qui la direzione
e la mappa
è scomparsa
con il vento.


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Cultura

Da Roma ad Arsoli: rinasce il ponte culturale che unisce Villa Lante e Villa Morani

L’unione tra i due siti nasce alla fine dell’Ottocento, quando la principessa russa Nadine Helbig Šahovskaja e il marito Wolfgang Helbig (noto archeologo) trasformarono Villa Lante sul Gianicolo in uno dei salotti artistici e culturali più esclusivi d’Europa. La loro figlia, Elisabetta “Lili” Helbig, sposò l’importante pittore simbolista Alessandro Morani, fondatore del movimento In Arte Libertas. Nel 1903 la coppia scelse la dimora di Arsoli come un eremo di quiete e bellezza immerso nella natura, continuando sempre a ospitare la stimolante cerchia di amici e intellettuali. Il legame storico, artistico e affettivo unisce questi due luoghi straordinari della Regione Lazio, due luoghi simbolo legati a doppio filo dalla figura centrale di Nadine Helbig Shakhovskàja.

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Villa Lante

Rinasce uno storico legame tra le due Ville grazie alla sottoscrizione dell’Accordo di amicizia e collaborazione siglato lo scorso 30 luglio 2026.

Redazione-  L’unione tra i due siti nasce alla fine dell’Ottocento, quando la principessa russa Nadine Helbig Šahovskaja e il marito Wolfgang Helbig (noto archeologo) trasformarono Villa Lante sul Gianicolo in uno dei salotti artistici e culturali più esclusivi d’Europa. La loro figlia, Elisabetta “Lili” Helbig, sposò l’importante pittore simbolista Alessandro Morani, fondatore del movimento In Arte Libertas. Nel 1903 la coppia scelse la dimora di Arsoli come un eremo di quiete e bellezza immerso nella natura, continuando sempre a ospitare la stimolante cerchia di amici e intellettuali. Il legame storico, artistico e affettivo unisce questi due luoghi straordinari della Regione Lazio, due luoghi simbolo legati a doppio filo dalla figura centrale di Nadine Helbig Shakhovskàja.

 Oggi, l’intesa formale si concretizza attraverso specifici progetti culturali condivisi tra l’associazione Liberi nell’Arte, con sede ad Arsoli, e l’ Institutum Romanum Finlandiae con sede a Villa Lante in Roma. L’accordo riveste un’importanza straordinaria perché unisce e valorizza la memoria storica, artistica e musicale della famiglia Helbig-Morani, una delle famiglie più affascinanti della Roma di fine ‘800.

 Una sinergia istituzionale che permette di valorizzare i reciproci archivi, proteggendo e diffondendo documenti storici rari, foto d’epoca e una fitta corrispondenza europea ereditata dal fondo Morani-Helbig che consente ai visitatori contemporanei di fruire di un’eredità culturale che continua a vivere.

 Uno dei frutti più tangibili di questa collaborazione è l’istituzione e la gestione congiunta della Borsa di Studio Nadine Helbig, realizzata in collaborazione con il Conservatorio di Santa Cecilia. Il progetto seleziona e premia annualmente giovani talenti della Scuola di pianoforte di quell’Istituto. Gli eventi musicali legati al premio si tengono unendo la sala di Villa Morani ad Arsoli a Villa Lante al Gianicolo, dove i vincitori hanno il privilegio di esibirsi sull’antico e prezioso pianoforte Pleyel appartenuto a Nadine Helbig. Uno strumento leggendario che è stato accarezzato dalle mani di musicisti del calibro di Grieg, Rubinstein, Liszt.

 Dunque una storia che oggi continua grazie a questo Accordo, ricreando un ponte ideale tra la capitale e la Valle dell’Aniene e che fa sì che il legame tra queste due dimore non resti confinato nei libri di storia, ma riverberi quella memoria e quello spirito attraverso iniziative artistiche e culturali viventi.

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