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Cronaca

MIRACOLO A VALLEPIETRA: GIOVANE MADRE RIACQUISTA L’USO DELLE GAMBE AL SANTUARIO DELLA SANTISSIMA TRINITÀ, IL RETTORE CHIEDE LE CARTELLE CLINICHE

La testimonianza della 32enne bergamasca dopo l’intervento oncologico: “Un formicolio improvviso, poi la vita è tornata”

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MIRACOLO A VALLEPIETRA: GIOVANE MADRE RIACQUISTA L'USO DELLE GAMBE AL SANTUARIO DELLA SANTISSIMA TRINITÀ, IL RETTORE CHIEDE LE CARTELLE CLINICHE

Redazione-  È un racconto che affonda le radici nella tradizione millenaria di fede di un borgo arroccato tra le vette dei Monti Simbruini, ma che oggi torna a far parlare di sé per un evento che i fedeli definiscono straordinario. Lo scorso 24 aprile, presso il Santuario della Santissima Trinità, una donna di trentadue anni avrebbe iniziato a camminare autonomamente dopo mesi di difficoltà motorie, lasciando dietro di sé le stampelle che l’avevano accompagnata lungo tutto il suo percorso di malattia. La notizia è stata resa nota pubblicamente solo in questi giorni da don Alberto Ponzi, rettore del santuario, in occasione dell’apertura stagionale del luogo sacro.

Una storia di coraggio e resilienza

La protagonista di questo episodio, identificata dai presenti come Sonia, proviene da Bergamo ed è madre di due bambini. Il suo calvario sanitario era cominciato con una diagnosi devastante: un tumore cerebrale maligno che aveva richiesto un delicato intervento chirurgico. L’operazione, eseguita con successo dai sanitari, era riuscita a rimuovere la massa tumorale, salvandole la vita. Tuttavia, il procedimento clinicо aveva comportato conseguenze neurologiche che avevano segnato profondamente la sua quotidianità: un danno ai nervi della gamba sinistra le rendeva estremamente difficoltoso qualsiasi movimento, costringendola a dipendere in modo costante da un supporto ortopedico per spostarsi.

Nonostante le limitazioni fisiche e i consigli ricevuti dal sacerdote, che le aveva proposto di raggiungere il luogo di culto in automobile per evitare sforzi eccessivi, la giovane madre ha scelto di intraprendere il cammino di pellegrinaggio a piedi, insieme a un gruppo di devoti in viaggio verso il santuario. Una decisione, la sua, che ha sorpreso molti ma che rivelava una determinazione incrollabile e una fede profonda nelle potenzialità taumaturgiche del sito sacro.

Una volta varcata la soglia della chiesa, durante un istante di profonda intensità spirituale ed emotiva, Sonia ha deciso di condividere con i presenti quanto stava per accadere nella sua esperienza personale. “Sono entrata nel santuario con il cuore gravato da un peso immenso e una gamba che ormai percepivo come assente, priva di sensibilità e movimento – ha raccontato con voce tremante – ma proprio in quel luogo, nel silenzio della preghiera, il Signore mi ha raggiunta. All’improvviso ho avvertito un formicolio diffondersi lungo l’arto, un formicolio che è diventato vita, e senza rendermene conto mi sono ritrovata a camminare”.

Le sue parole, cariche di pathos e riconoscenza, hanno colpito profondamente i presenti. “Questa esperienza non ha guarito soltanto il mio corpo – ha proseguito la donna – ma ha fatto rinascere la mia anima. Mi ha insegnato che il Signore ci incontra proprio nelle nostre fragilità più profonde, nelle crepe della nostra esistenza. Ringrazio la mia famiglia e Massimo per essermi stati accanto nei momenti in cui non avevo più energie, testimoniando che nulla del nostro dolore va perduto, che tutto trova un senso”.

La testimonianza del rettore

Don Alberto Ponzi ha confermato quanto accaduto, descrivendo la scena con precisione e commozione. “A un certo punto la signora ha cominciato a piangere in modo liberatorio – ha raccontato il sacerdote – e successivamente ci ha riferito di aver sentito un formicolio improvviso alla gamba. Si è guardata intorno, cercando forse conferma di ciò che stava accadendo, e tra lo stupore generale ha lasciato cadere le stampelle. Dopodiché ha iniziato a camminare, con passi che sembravano sicuri e determinati”.

Secondo i testimoni oculari presenti in quel momento, Sonia non si sarebbe limitata a compiere alcuni passi all’interno della chiesa. La donna avrebbe addirittura risalito il sentiero che porta al santuario in totale autonomia, senza mostrare più alcuna traccia della disabilità che l’aveva accompagnata per circa un anno. Un cambiamento talmente repentino ed evidente da lasciare senza parole pellegrini e volontari  del luogo sacro.

Il rigore della Chiesa: verifiche in corso

Nonostante l’entusiasmo crescente nella comunità locale e tra i fedeli che hanno assistito all’evento, la Diocesi mantiene il consueto atteggiamento di prudenza e rigore scientifico-teologico. Al momento non si parla ufficialmente di “guarigione inspiegabile” né tanto meno di miracolo, termini che richiedono procedure lunghe e rigorose di verifica canonica. Tuttavia, il percorso di indagine è già stato avviato.

Il rettore del santuario ha già inoltrato formale richiesta alla struttura ospedaliera dove Sonia è stata operata, chiedendo di ottenere la documentazione medica completa relativa alla paziente. L’obiettivo è analizzare con attenzione lo stato clinico precedente all’evento e quello attuale, confrontando diagnosi, referti operatori, esami di neuroimaging e relazioni specialistiche. La documentazione, una volta acquisita, sarà conservata presso gli archivi del santuario per costituire una base di dati ufficiale che possa “rinforzare la fede dei fedeli e approfondire la comunione ecclesiale”, come specificato dallo stesso don Ponzi.

Va sottolineato che, ad oggi, non sono stati condotti esami medici indipendenti che possano certificare in modo scientifico il superamento permanente della lesione nervosa o la guarigione definitiva del danno neurologico. La comunità scientifica, così come le autorità ecclesiastiche, attendono ulteriori approfondimenti prima di esprimere giudizi definitivi su quanto accaduto.

Un luogo di tradizione taumaturgica

Il Santuario della Santissima Trinità di Vallepietra rappresenta una delle mete di pellegrinaggio più antiche e venerate del Lazio e dell’Italia centrale. Costruito in una suggestiva ansa dei Monti Simbruini, il sito richiama ogni anno migliaia di devoti in cerca di consolazione spirituale, guarigione fisica o ringraziamento per grazie ricevute. La tradizione locale tramanda infatti numerosi episodi di interventi straordinari attribuiti all’intercessione della Trinità e della Vergine Maria, onorevolmente venerata in questi luoghi remoti sin dal Medioevo.

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Cronaca

Amatrice, danni per ventimila euro ai distributori di snack: i carabinieri denunciano sette minori

🚨 Svolta nelle indagini ad Amatrice: i Carabinieri denunciano sette minorenni per aver fatto esplodere una bomba carta a Capodanno. L’atto vandalico aveva devastato i distributori automatici del centro storico causando 20.000 euro di danni. Decisive le immagini delle telecamere. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇#cronacalocale #amatrice #carabinieri #vandalismo #notizierieti

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Un ordigno artigianale fatto esplodere nel centro urbano del paese

Amatrice – Una complessa e articolata attività d’indagine condotta in modo serrato per diversi mesi dai carabinieri della compagnia locale si è conclusa con l’identificazione e il deferimento in stato di libertà di sette giovani ragazzi minorenni. I componenti del gruppo sono ritenuti gli unici responsabili del gravissimo danneggiamento perpetrato ai danni di alcuni distributori automatici privati di bevande e snack situati nel centro urbano del paese. La distruzione delle apparecchiature commerciali è stata causata dall’esplosione intenzionale di un potente manufatto artigianale ad alto potenziale, comunemente catalogato come una bomba carta. L’operazione dei militari dell’Arma ha permesso di fare piena luce su un episodio di vandalismo che aveva destato profonda preocupazione all’interno della comunità locale.
I fatti presi in esame dagli investigatori risalgono esattamente alle ore zero e quindici minuti della notte del primo gennaio dello scorso anno, nel pieno dei festeggiamenti per l’arrivo del nuovo anno. La forte deflagrazione del potente artifizio pirotecnico artigianale ha investito in pieno la struttura metallica dei distributori di cibo e bevande, squarciando i pannelli esterni e rendendo i macchinari completamente inutilizzabili. L’evento, pur non registrando fortunatamente feriti tra i passanti o i residenti che si trovavano nelle vicinanze in quel momento di festa, ha causato ingenti danni materiali immediati, stimati complessivamente in circa ventimila euro. La distruzione ha comportato pesanti ripercussioni economiche e patrimoniali a discapito della ditta proprietaria delle apparecchiature commerciali, costretta a sospendere l’erogazione del servizio pubblico.

I filmati delle telecamere di videosorveglianza decisivi per le indagini

Le attività investigative della stazione locale dei carabinieri sono state avviate in modo tempestivo subito dopo la formalizzazione della denuncia presentata dall’imprenditore e titolare della ditta danneggiata. Gli sforzi degli inquirenti si sono concentrati fin dalle prime ore sull’analisi meticolosa e approfondita di tutti i filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza pubblici comunali e privati presenti nella rete stradale dell’area interessata dallo scoppio. I riscontri visivi ottenuti dai fotogrammi e l’esame dei passaggi orari si sono rivelati del tutto determinanti per consentire ai carabinieri di ricostruire con precisione cronologica l’esatta dinamica dell’evento e per giungere all’individuazione dei presunti giovanissimi responsabili dell’atto vandalico.
Secondo gli elementi di prova raccolti dai militari dell’Arma, i sette giovani indagati avrebbero agito in pieno concorso tra loro, pianificando nei giorni precedenti i dettagli dell’azione e attuando materialmente il danneggiamento nella notte di San Silvestro. La condotta pericolosa posta in essere dalla banda, oltre a determinare un evidente e pesante danno patrimoniale alla ditta privata, ha configurato una situazione di concreto e oggettivo pericolo per la pubblica incolumità. Tale valutazione è stata mossa in considerazione della potenziale offensività micidiale dell’ordigno costruito artigianalmente e del delicato contesto urbano abitato in cui la bomba carta è stata azionata dal gruppo.

Il deferimento dei sette studenti al tribunale per i minorenni

Al termine di tutti gli accertamenti di rito e delle procedure di identificazione formale, i sette minorenni sono stati iscritti nel registro degli indagati. I giovani, che risultano essere tutti studenti regolari residenti tra il comune di Amatrice e le diverse aree rurali limitrofe della provincia, sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni competente per territorio. Le pesanti fattispecie di reato contestate dai carabinieri ipotizzano i reati penali di danneggiamento aggravato in concorso ed esplosioni pericolose in luogo pubblico.
Questa brillante operazione di polizia giudiziaria si inserisce nel quadro più ampio delle costanti e quotidiane attività di controllo del territorio e di prevenzione dei reati portate avanti dall’Arma dei Carabinieri in tutto il circondario. L’obiettivo primario dei controlli resta quello di contrastare in modo fermo i preoccupanti fenomeni di vandalismo giovanile, la microcriminalità e l’uso improprio di materiale esplodente pericoloso durante l’anno, a fondamentale tutela della sicurezza pubblica dei cittadini e della salvaguardia del patrimonio economico e commerciale locale.

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Cronaca

Grave incidente sul lavoro a Fonte Nuova: operaio travolto dal proprio camion è in codice rosso al Gemelli

🚑 Un grave incidente sul lavoro a Fonte Nuova ha portato al ricovero in codice rosso di un operaio, schiacciato dal suo stesso mezzo pesante. Le indagini sono in corso per definire le dinamiche dello scontro.

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#FonteNuova #Cronaca #IncidenteSulLavoro #RomaNotizie

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Elisoccorso

Fonte Nuova – È un giovedì di profonda apprensione per la cittadina alle porte di Roma, scossa da un drammatico infortunio sul lavoro che ha visto coinvolto un operaio nel pieno della mattinata del 25 giugno. L’uomo, la cui identità non è stata ancora resa nota, è rimasto vittima di un incidente durante le fasi di manovra del proprio mezzo pesante, finendo schiacciato dal suo stesso camion. Le condizioni del lavoratore, trasportato d’urgenza presso il Policlinico Agostino Gemelli di Roma, sono state giudicate dai medici estremamente critiche.

La dinamica dell’incidente in via Salvatoretto

Secondo le prime ricostruzioni effettuate dai carabinieri della locale stazione, intervenuti tempestivamente per i rilievi di rito, l’incidente si è verificato in un’area adiacente a via Salvatoretto, una zona che funge da snodo tra i terreni agricoli e le arterie stradali che collegano il comune con la periferia nord-est della Capitale. L’operaio stava operando con il suo mezzo quando, per dinamiche ancora al vaglio degli inquirenti, è stato travolto dalla parte posteriore del veicolo.

Il silenzio della tarda mattinata è stato spezzato dalle grida di aiuto e dal pronto intervento di un testimone oculare. Si tratta del titolare di un’azienda agricola locale che, transitando casualmente nei pressi del luogo del sinistro, ha assistito alla scena e ha compreso immediatamente la portata della tragedia. È stato proprio lui a gestire i primi e drammatici istanti successivi all’impatto, allertando il numero unico di emergenza 112 e guidando le squadre di soccorso, che avrebbero potuto avere difficoltà a raggiungere l’area specifica senza una segnalazione precisa, fino al punto esatto dove giaceva il ferito.

I soccorsi e il trasporto in elisoccorso

Il personale sanitario del 118, giunto sul posto in pochi minuti, ha subito compreso la gravità della situazione. Data la natura dei traumi riportati dall’impatto con il mezzo pesante, è stato disposto l’invio immediato dell’elisoccorso Ares 118. L’elicottero, dopo aver sorvolato l’area, è riuscito ad atterrare in un campo circostante via Salvatoretto, preparando il paziente per il trasferimento aereo verso il nosocomio romano.

Il ferito è stato stabilizzato e imbarcato sull’eliambulanza, che lo ha condotto in volo diretto verso il Policlinico Gemelli, una delle strutture di riferimento per il trattamento dei traumi gravi in Italia. Al momento, l’uomo si trova ricoverato nel reparto di terapia intensiva con prognosi riservata. I medici non hanno ancora sciolto il riserbo sulla sua vita, monitorando costantemente l’evoluzione dei parametri vitali, profondamente compromessi dal pesante schiacciamento subito.

Le indagini degli inquirenti sulla sicurezza

Nel corso del pomeriggio di ieri, i carabinieri della Compagnia di Monterotondo, competenti per territorio, hanno proseguito con le indagini per determinare le cause precise dell’evento. Resta da chiarire se l’incidente sia stato provocato da un guasto meccanico imprevisto al freno di stazionamento del camion o da un errore umano durante le fasi di carico o scarico. La Procura della Repubblica di Tivoli ha aperto un fascicolo per approfondire la vicenda e verificare se tutte le norme sulla sicurezza del lavoro siano state rispettate.

Il territorio di Fonte Nuova, che conta oltre trentamila abitanti ed è caratterizzato da una forte vocazione imprenditoriale e logistica, si interroga nuovamente sul tema dei rischi connessi alle attività lavorative. Le forze dell’ordine hanno proceduto al sequestro precauzionale del mezzo coinvolto per consentire perizie tecniche dettagliate. L’area dell’incidente, distante dal centro abitato più denso ma comunque frequentata da mezzi agricoli e da trasporto merci, è rimasta transennata per diverse ore al fine di consentire i rilievi scientifici necessari a ricostruire ogni centimetro di quella drammatica mattinata. La comunità locale resta in attesa di notizie positive, sperando che l’operaio possa superare questa fase critica e tornare presto dai propri famigliari.

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Cronaca

Bonificata l’area del rogo sul Monte Elci, salvati 400 animali di un allevamento

🐐 Grande sospiro di sollievo in Sabina: domato l’incendio sul monte Elci, salvi tutti i 400 animali del santuario. Le operazioni di bonifica hanno scongiurato il peggio, proteggendo residenti e biodiversità. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#Nerola #Incendio #Sabina #Cronaca

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Incendio montagna

 Redazione-  L’incubo del fuoco che per quarantott’ore ha tenuto con il fiato sospeso i comuni di Nerola, Fara in Sabina e Poggio Nativo è finalmente terminato. Le operazioni di bonifica sul monte Elci si sono concluse nelle scorse ore, permettendo di mettere in sicurezza un vasto territorio che rischiava di essere cancellato dalle fiamme. Tra i risultati più rilevanti di questo massiccio intervento, spicca il salvataggio dei 400 animali ospitati presso il “Santuario Capra Libera Tutti”. La struttura, situata proprio a ridosso dell’area colpita, ha visto le lingue di fuoco arrivare a pochi metri dai recinti, mettendo a rischio la vita di centinaia di creature che trovano rifugio in questo lembo di terra della provincia di Roma, al confine con la Sabina reatina.

La cronaca dell’incendio e la dinamica del disastro

Il rogo ha avuto origine in condizioni meteorologiche particolarmente avverse. Secondo le prime ricostruzioni effettuate dai tecnici intervenuti sul posto, l’evento è stato innescato da un fulmine che ha colpito un albero isolato sul monte Elci. L’incendio, alimentato dal forte vento e dalle temperature torride di questi giorni, si è rapidamente esteso, percorrendo diversi chilometri di macchia mediterranea e boschi. La situazione si è fatta subito complessa a causa dell’orografia del terreno, difficile da raggiungere per i mezzi pesanti, costringendo i soccorritori a un lavoro incessante.

La macchina dei soccorsi si è attivata con una rapidità estrema per evitare che il fuoco lambisse i centri abitati. Oltre 50 operatori, tra vigili del fuoco, protezione civile e squadre antincendio boschivo, hanno presidiato le zone limitrofe a via della Pineta e alle strade che collegano le frazioni di Nerola verso Poggio Nativo. L’impiego dei mezzi aerei è stato determinante: due Canadair e due elicotteri hanno effettuato decine di lanci d’acqua, cercando di creare una cintura protettiva attorno agli insediamenti umani e alle aree di pascolo.

L’evacuazione dei residenti e la salvezza degli animali

Il momento di massima tensione si è registrato quando le fiamme hanno deviato minacciosamente verso il “Santuario Capra Libera Tutti”. La preoccupazione per le sorti dei 400 animali del santuario ha tenuto in apprensione non solo i proprietari, ma l’intera comunità locale, da sempre legata alle attività di recupero svolte in questa realtà. Fortunatamente, il rapido intervento delle unità a terra ha impedito che il fuoco varcasse il limite dei recinti, mettendo al riparo gli animali da un destino segnato.

Parallelamente, la sicurezza dei cittadini è stata la priorità assoluta per le autorità locali. In via precauzionale, le ordinanze dei sindaci dei centri coinvolti hanno disposto l’evacuazione di nove nuclei familiari residenti a Nerola. Circa 30 persone hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni, trovando temporaneo riparo presso strutture individuate dal Comune, mentre il fronte del fuoco continuava a minacciare i terreni circostanti. Le operazioni di monitoraggio sono proseguite per tutta la notte, terminando solo quando gli ultimi focolai sono stati definitivamente spenti e le radici dei tronchi bruciati rese innocue.

Ora, lasciata alle spalle l’emergenza, per le amministrazioni comunali inizia la fase di valutazione dei danni. Sebbene il bilancio non riporti feriti tra la popolazione o tra i soccorritori, la distruzione del manto boschivo sul monte Elci rappresenta una perdita significativa per l’ecosistema locale. I tecnici resteranno impegnati ancora per qualche giorno nel presidio dell’area, monitorando il terreno alla ricerca di eventuali braci latenti, evitando così il rischio che un improvviso aumento della ventilazione possa riattivare il rogo. Il territorio di Nerola, Poggio Nativo e Fara in Sabina torna lentamente alla normalità, con la consapevolezza che, in questa occasione, il coordinamento tra forze dell’ordine e volontari è stato fondamentale per evitare un disastro di ben più ampie proporzioni.

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