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Attualità

Allerta Aifa sui contraccettivi: il legame con il rischio di tumore al cervello. Ecco i 7 sintomi da non ignorare

L’allerta dell’Aifa spaventa le donne italiane: alcune specifiche pillole anticoncezionali e impianti aumentano il rischio di tumore (benigno) al cervello. Niente panico: ecco quali sono i principi attivi coinvolti, chi è davvero a rischio e i 7 sintomi (dalla vista all’udito) che non dovete MAI sottovalutare. Parlatene con il medico! 💊 🧠 ⚠️

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anticoncezionali

Roma – Ci sono notizie cliniche che, lette di sfuggita sullo schermo di uno smartphone, hanno il tremendo potere di far gelare istantaneamente il sangue nelle vene a milioni di donne. Soprattutto quando toccano farmaci di uso comunissimo e quotidiano, pillole che vengono assunte per anni con la massima fiducia per pianificare serenamente la propria vita familiare o per curare fastidiosi squilibri ormonali. Nelle ultime ore, l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha diramato una Nota Informativa Importante di Sicurezza che sta rimbalzando freneticamente su tutti i social network, seminando una comprensibile ondata di ansia e preoccupazione. L’allerta ufficiale è chiara e diretta: alcuni specifici e diffusi contraccettivi ormonali, se assunti per lunghi periodi di tempo, aumenterebbero il rischio di sviluppare un meningioma, ovvero un tumore che colpisce le membrane del cervello e del midollo spinale. La parola “tumore” è uno spauracchio che spaventa a morte. Ma in questi casi delicatissimi, farsi prendere dal panico cieco è l’errore più grave che si possa commettere. È doveroso, invece, fermarsi un attimo, respirare e analizzare a fondo la situazione con grande lucidità, per capire esattamente quali farmaci sono coinvolti, chi rischia davvero e quali sono i sintomi fisici a cui prestare la massima attenzione.

Pillole, anelli e impianti: quali sono esattamente i farmaci nel mirino dell’Aifa

Il primo, fondamentale passo per non cadere inutilmente nell’isteria collettiva è circoscrivere con precisione il campo medico. L’allerta diramata a livello europeo non riguarda affatto tutte le pillole anticoncezionali presenti in farmacia, ma punta severamente il dito in modo esclusivo contro i medicinali che contengono due specifici principi attivi: il desogestrel e l’etonogestrel. Si tratta di progestinici di sintesi ampiamente utilizzati non solo nelle classiche e diffuse pillole anticoncezionali, ma anche in molti anelli vaginali e nei comodissimi impianti sottocutanei che rilasciano ormoni gradualmente nel sangue. Milioni di donne, in Italia e nel mondo intero, si affidano quotidianamente a queste soluzioni mediche. Sapere improvvisamente che la propria routine contraccettiva è finita sotto la rigida lente d’ingrandimento delle autorità sanitarie è indubbiamente uno shock emotivo, ma è proprio grazie a questi continui, incessanti e severi monitoraggi su vasta scala che la nostra salute collettiva viene tutelata e difesa giorno dopo giorno.

Il rischio meningioma: di cosa parliamo veramente e chi deve fare maggiore attenzione

Ma cos’è esattamente, a livello clinico, un meningioma? Si tratta di un tumore che interessa le meningi (le sottilissime membrane che avvolgono e proteggono il cervello e il midollo spinale). La buona notizia, che deve assolutamente tranquillizzare gli animi, è che nella stragrande maggioranza dei casi parliamo di una neoformazione benigna, che cresce molto lentamente nel tempo. Secondo i rigorosi dati diffusi dall’Aifa, l’aumento del rischio non scatta per incanto con una pillola occasionale, ma riguarda quasi esclusivamente le donne che assumono questi specifici contraccettivi ininterrottamente da almeno un anno. La probabilità, inoltre, cresce man mano che si allunga il tempo di trattamento e risulta statisticamente più alta per chi, in passato, ha già fatto uso di altri progestinici noti per essere associati a questo rischio (come il ciproterone, il nomegestrolo o il clormadinone). Attenzione però a leggere correttamente i numeri, perché sono fondamentali per non generare un panico ingiustificato: le autorità sanitarie ribadiscono a gran voce che stiamo parlando di un evento avverso estremamente raro. Le stime ufficiali indicano circa un singolo caso aggiuntivo di meningioma ogni ben 67.300 donne trattate. Un rischio clinico reale e scientificamente provato, certamente, ma statisticamente molto, molto basso.

Lo studio epidemiologico francese: il lato rassicurante che non devi ignorare

A far scattare questa importantissima allerta a livello europeo è stato un mastodontico studio epidemiologico condotto recentemente in Francia, analizzando a fondo gli enormi database del rigorosissimo Sistema sanitario nazionale d’Oltralpe. I ricercatori transalpini hanno esaminato minuziosamente le cartelle cliniche di oltre 8.300 donne operate chirurgicamente per meningioma, mettendole scientificamente a confronto con un campione di controllo di quasi 84.000 soggetti del tutto sani. Ed è esattamente qui che è emerso, dati alla mano, il lieve ma sensibile incremento del rischio per chi usava il desogestrel da oltre dodici mesi (con un picco evidente per chi lo assumeva da 7 anni o più). Ma lo stesso poderoso studio porta con sé una notizia incredibilmente rassicurante e liberatoria dal punto di vista psicologico: il rischio non è affatto permanente o irreversibile. Entro un solo anno dalla totale sospensione del trattamento ormonale, le probabilità di sviluppare il tumore tornano precipitosamente e magicamente ai livelli normali di base di qualsiasi altra donna che non ha mai preso la pillola. Il corpo umano, se ascoltato e rispettato, sa perfettamente come ripararsi da solo.

I sette sintomi campanello d’allarme: ascolta attentamente i segnali del tuo corpo

La prevenzione quotidiana è, e resterà sempre, la nostra arma più potente ed efficace. L’Aifa ha opportunamente stilato un elenco chiaro, semplice e preciso di sintomi sospetti che nessuna donna, in cura prolungata con questi specifici farmaci, dovrebbe mai sottovalutare o liquidare frettolosamente con un semplice “sarà lo stress”. Il meningioma, crescendo lentamente all’interno della ristretta scatola cranica, comprime inevitabilmente i delicati tessuti nervosi. Ecco i campanelli d’allarme fisici a cui prestare la massima e immediata attenzione: 1) improvvise e immotivate alterazioni della vista; 2) inspiegabile e progressiva perdita dell’udito o comparsa di forti acufeni (fischi costanti nelle orecchie); 3) perdita improvvisa del senso dell’olfatto; 4) mal di testa progressivamente più forti, costanti e ingravescenti, che non passano in alcun modo con i normali analgesici; 5) vuoti di memoria anomali e continui; 6) improvvise crisi epilettiche o svenimenti; 7) un senso di forte pesantezza e profonda debolezza muscolare localizzata stranamente agli arti. Se notate in voi stesse uno o più di questi insistenti segnali, non ignorateli per pigrizia o per paura.

Le nuove, ferree regole: niente panico e parlate subito con il vostro ginecologo

Cosa succederà ora a livello pratico? Nei prossimi giorni, i famosi foglietti illustrativi (i cosiddetti bugiardini) di tutti i farmaci contenenti desogestrel ed etonogestrel verranno tempestivamente e obbligatoriamente aggiornati in tutta Europa per includere formalmente il meningioma tra gli “effetti indesiderati rari” a frequenza non nota. I medici, dal canto loro, non potranno più prescrivere in alcun caso questi contraccettivi alle pazienti che hanno già un meningioma in corso o che ne hanno avuto fortunatamente uno in passato. E per le migliaia di donne che li stanno assumendo tranquillamente proprio adesso? La regola d’oro, sacrosanta, inviolabile e categorica, è una sola: non sospendete mai e poi mai l’assunzione del farmaco di vostra sponte in preda a un attacco di ansia. Alzate semplicemente il telefono, prendete un appuntamento con il vostro ginecologo di fiducia o con il medico curante e valutate insieme a lui, con la massima serenità e con i vostri esami del sangue alla mano, se è il caso clinico di continuare o se è preferibile passare a un contraccettivo diverso. La medicina moderna ci offre oggi decine di alternative sicure, efficaci e prive di questo rischio specifico. La salute è e resterà sempre il nostro bene umano più prezioso: proteggiamola scrupolosamente con l’informazione corretta, leggendo le fonti ufficiali, ma senza mai cedere terreno alla paura irrazionale.

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Giù le mani dall’ospedale di Policoro! L’UGL smonta la fabbrica della paura: “Nessuna chiusura, solo macchinari all’avanguardia e nuovi medici”

Basta giocare con la paura e con la salute della gente! L’UGL Matera smentisce le fake news sulla chiusura dell’Ospedale di Policoro: “Nessuno smantellamento, ma nuove assunzioni di medici e macchinari salvavita di ultima generazione. La sanità si difende con la verità, non con lo sciacallaggio politico”. 🏥 🩺 💪

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Margherita Rasulo, della Segreteria Provinciale UGL Matera Salute

Matera – Quando si parla di salute umana, di sofferenza e di cure, la linea di demarcazione che separa la legittima preoccupazione dei cittadini dal cinico terrorismo psicologico è sempre sottilissima. E quando questa fragile linea viene superata intenzionalmente, a pagarne il prezzo più alto, in termini di angoscia, sono sempre i membri più deboli della nostra società: gli anziani, i malati cronici, le madri in attesa. Nelle ultime e concitate settimane, l’intero territorio del Metapontino è stato attraversato da una pericolosa, strisciante e ingiustificata ondata di disinformazione riguardante il presunto ridimensionamento, o addirittura la chiusura definitiva, dell’Ospedale “Giovanni Paolo II” di Policoro. Voci incontrollate, bugie sussurrate nei corridoi della politica e urla sguaiate sui social network, che hanno gettato intere, oneste famiglie nello sconforto più totale. Di fronte a questo inaccettabile sciacallaggio mediatico, il sindacato UGL Matera ha deciso di rompere il silenzio, sbattendo con forza i pugni sul tavolo per ristabilire un principio sacro, civico e morale: la verità dei fatti.

Il terrorismo mediatico sulla pelle fragile dei malati: una speculazione intollerabile

A prendere coraggiosamente posizione, mettendoci la faccia in modo netto e inequivocabile, sono Pino Giordano, storico Segretario Provinciale UGL Matera, e Margherita Rasulo, anima battagliera della Segreteria Provinciale UGL Matera Salute. Le loro durissime parole sono pietre scagliate senza pietà contro chi sta cercando di avvelenare i pozzi: “La salute dei nostri cittadini non può in alcun modo diventare un meschino terreno di scontro politico, né tantomeno essere utilizzata per raccattare facile consenso elettorale attraverso il terrorismo mediatico”. I sindacalisti puntano l’indice contro l’assoluta, imbarazzante mancanza di prove. Chi urla ai quattro venti la chiusura imminente del presidio jonico, infatti, non è incredibilmente in grado di produrre un solo straccio di documento, una sola delibera regionale o un solo atto amministrativo che giustifichi un simile e scriteriato allarmismo. Diffondere artatamente notizie clamorosamente false non è un gioco innocuo: significa creare panico e ansia ingiustificata nelle famiglie lucane, minare alle fondamenta il sacro rapporto di fiducia tra i cittadini e la sanità pubblica, e, soprattutto, mortificare e calpestare il lavoro eroico e silenzioso di medici, infermieri, OSS e tecnici che ogni santo giorno, tra mille sacrifici, salvano vite umane in corsia.

La forza testarda della verità contro le chiacchiere da bar: i veri numeri dell’ASM

Ma se le chiacchiere da bar stanno a zero, cosa dicono le carte? I fatti, quelli veri e documentabili, raccontano una realtà diametralmente e splendidamente opposta a quella dipinta dai professionisti del panico. Negli ultimi due faticosi anni, la Direzione Strategica dell’ASM Matera, magistralmente guidata dal Direttore Generale Maurizio Friolo e fermamente sostenuta dalla Regione Basilicata (con il fondamentale apporto dell’Assessore Cosimo Latronico), ha ingranato la quinta marcia. L’ospedale di Policoro non sta chiudendo, si sta potenziando. Sono stati faticosamente nominati i nuovi e preparati Direttori delle principali Unità Operative Complesse; è stato inaugurato un modernissimo e vitale Centro Dialisi; il reparto di Radiologia è stato corazzato con l’arrivo di una potentissima TAC a 128 strati e di una nuova Risonanza Magnetica all’avanguardia. È stato persino installato l’innovativo e sofisticato sistema diagnostico molecolare BIOFIRE FILMARRAY e sono stati aperti nuovi e attesi ambulatori. Questi non sono effimeri slogan da campagna elettorale, sono macchinari salvavita tangibili, già installati e funzionanti, messi al servizio dei cittadini del Metapontino.

Arrivano i rinforzi in corsia: giovani medici per difendere Terapia Intensiva e Maternità

Il grande nodo, la vera spina nel fianco della sanità italiana, si sa, è la carenza cronica di personale. Ma anche su questo cruciale fronte, la reazione dell’Ospedale di Policoro è stata vigorosa e rassicurante. Il tanto atteso Piano Assunzionale 2026 prevede l’ingresso vitale di ben sette nuovi anestesisti, e proprio nei giorni scorsi sono stati finalmente firmati i contratti per l’assunzione di due giovani, motivate e brillantissime dottoresse specializzate. Un’immissione di ossigeno puro per le corsie in affanno. A spazzare via definitivamente le nubi nere della disinformazione sono intervenuti personalmente anche gli stessi primari dell’Ospedale, smentendo categoricamente, con un inequivocabile documento ufficiale congiunto, le folli ipotesi di chiusura del Punto Nascita, della Terapia Intensiva e degli altri reparti strategici. “Quando un’intera comunità professionale medica, la Direzione Aziendale e la Regione affermano compatti esattamente la stessa cosa”, osservano giustamente Giordano e Rasulo, “continuare ad alimentare ad arte questi velenosi sospetti significa ignorare volutamente, e in malafede, la realtà dei fatti”.

Le criticità croniche esistono, ma si combattono lavorando a testa bassa

L’UGL Matera non indossa certamente le fette di salame sugli occhi. I problemi nella sanità lucana esistono, sono ostici, cronici e brutalmente stratificati da anni di politiche sanitarie nazionali scellerate. “Nessuno le ha mai negate e nessuno intende nasconderle sotto il tappeto. Servono disperatamente ancora più medici, più infermieri, più OSS, più tecnici per garantire ai cittadini servizi sanitari sempre più efficienti e tempestivi”, ammettono con cristallina onestà i sindacalisti. Ma c’è una differenza abissale tra denunciare costruttivamente una criticità per risolverla e inventare di sana pianta una chiusura solo per fare caciara politica. L’UGL promette formalmente di restare in prima linea in trincea, fisicamente presente e vigile nei reparti, al fianco dei lavoratori stremati, per pretendere con forza nuove assunzioni, maggiori risorse e dignità lavorativa.

Un patto sacro per il Metapontino: chi ama la sanità pubblica la migliora, non la distrugge

L’Ospedale “Giovanni Paolo II” di Policoro non è, e non sarà mai, un semplice e freddo edificio di cemento e mattoni rossi. È un imprescindibile presidio di salute, un faro luminoso di speranza nei momenti bui della malattia, un motore di sviluppo economico e di buon lavoro per decine di migliaia di famiglie dell’intero Metapontino. Difenderlo a spada tratta significa difendere il diritto sacrosanto e costituzionale alla vita e alla cura. “Chi ama davvero la sanità pubblica la migliora, non la scredita con le menzogne. La sanità lucana non ha bisogno di bassa e vile propaganda, ma di senso di responsabilità, massicci investimenti, duro lavoro e tanta, assoluta verità”. Da Policoro parte oggi una grande, immensa lezione di civiltà: le squallide speculazioni sulla pelle fragile dei malati e dei lavoratori non passeranno mai.

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Esteri

Tre sorelle adolescenti afghane scomparse in Polonia; la famiglia è in attesa, la polizia è alla ricerca

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Sana (18 anni), Lima (16 anni) e Marwa (14 anni)

Redazione- Tre sorelle afghane — Sana (18 anni), Lima (16 anni) e Marwa (14 anni) — sono scomparse alcuni giorni fa nella città di Varsavia, in Polonia, suscitando forte preoccupazione tra i familiari e la comunità afghana.

Secondo un comunicato della Polizia del Quinto Distretto di Varsavia, le tre ragazze hanno lasciato la loro abitazione intorno alle 18:00 del 10 agosto. L’ultima volta sono state viste alle 20:50 presso una fermata del tram, dopo aver effettuato alcuni acquisti in un negozio.

Da quel momento non si hanno più notizie di loro. Non sono rientrate a casa e non hanno contattato i familiari. La polizia ha inoltre reso noto che, al momento della scomparsa, non avevano con sé né telefoni cellulari né documenti d’identità, un elemento che accresce ulteriormente la preoccupazione.

Le autorità polacche hanno invitato chiunque disponga di informazioni utili sul luogo in cui si trovano Sana, Lima e Marwa a contattare immediatamente la polizia. Anche il più piccolo dettaglio potrebbe essere decisivo per riportare le tre sorelle sane e salve dalla loro famiglia.

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Attualità

Il sogno che mette le ali alla Ciociaria: Aeroporto e TAV a Frosinone, la battaglia politica per il riscatto del territorio

Basta essere la “sorella povera” del Lazio! Gianluca Quadrini suona la carica: la stazione TAV e il nuovo Aeroporto a Frosinone sono la grande occasione per far esplodere l’economia della Ciociaria. Un’infrastruttura titanica per dare lavoro ai giovani e sconfiggere il cinismo. ✈️ 🚄 💼

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Quadrini

Frosinone- – Per troppi, insopportabili decenni, la fiera e bellissima terra di Ciociaria è stata tristemente considerata e trattata dalla politica centrale come la “sorella povera” del Lazio. Una laboriosa provincia di passaggio, schiacciata e messa in ombra dall’ingombrante vicinanza della Capitale, e troppo spesso dimenticata quando c’era da decidere sulle grandi strategie di investimento nazionale. Ma oggi, all’orizzonte, si profila un’opportunità di quelle che cambiano i libri di storia. Un vero e proprio treno (o meglio, un aereo) che passa una volta sola nella vita di una comunità e che ha l’enorme potere di stravolgere, in positivo, il destino economico e sociale di un’intera popolazione. Parliamo del mastodontico e ambizioso progetto che mira a unire la futura stazione dell’Alta Velocità ferroviaria (TAV) con la nascita di un nuovo, strategico polo aeroportuale proprio a Frosinone. Non si tratta più di sogni irrealizzabili o di vuote promesse elettorali da bar, ma di una rotta ben precisa tracciata ai vertici. A suonare la carica per il territorio, mettendoci la faccia, il cuore e il peso istituzionale, è Gianluca Quadrini, Vicesegretario Nazionale Vicario di Evoluzione e Libertà, Consigliere Provinciale di Frosinone e Dirigente di Anci Lazio.

Il terzo scalo laziale a Frosinone: l’unica via possibile per far respirare Roma e arricchire il Sud

La scottante questione logistica è ormai sotto gli occhi terrorizzati di tutti gli addetti ai lavori: i grandi hub aeroportuali romani (Fiumicino e Ciampino) sono pericolosamente vicini al punto di totale saturazione. Il traffico aereo passeggeri e merci è in costante e inarrestabile aumento, e l’intero sistema rischia il collasso infrastrutturale se non si trovano valvole di sfogo rapide e intelligenti. In questo delicato e decisivo scacchiere nazionale, Frosinone si candida non come semplice “ruota di scorta”, ma come la soluzione strutturale perfetta. “L’integrazione tra l’Alta Velocità ferroviaria e il nuovo polo aeroportuale a Frosinone non è soltanto una tiepida speranza per pochi sognatori, ma l’unica, vera e concreta scelta strategica per il futuro dello sviluppo infrastrutturale della Ciociaria e dell’intero Lazio”, ha dichiarato con incrollabile fermezza Gianluca Quadrini. Le recentissime linee guida contenute nel Piano Nazionale Aeroporti (redatto congiuntamente dai tecnici dell’Enac e dal Ministero dei Trasporti) parlano chiaro: i nuovi scali devono obbligatoriamente sorgere dove c’è la reale possibilità di uno scambio intermodale. E Frosinone, con la sua futura stazione TAV e l’immediata vicinanza alla trafficatissima arteria autostradale, ha calato un asso pigliatutto per vincere questa partita vitale.

Non solo asfalto e cemento: una battaglia campale per ridare un futuro lavorativo ai giovani

Quando si parla di infrastrutture così colossali, il rischio perenne è quello di annoiare la gente, perdendosi tra freddi numeri economici, cubature di cemento e incomprensibili planimetrie. Ma per Quadrini, questa è soprattutto e prima di tutto una battaglia di immensa civiltà e di riscatto sociale, condotta fieramente sotto le bandiere del partito Evoluzione e Libertà. “Crediamo fermamente in questa iniziativa e nella disperata necessità di dotare i nostri amati territori, finora dimenticati dai governi, di infrastrutture finalmente moderne, sostenibili ed efficienti. È una visione di sviluppo totale che sostengo personalmente con assoluta convinzione, sudore e coerenza fin dal primissimo momento”. L’obiettivo ultimo e profondo, infatti, non è semplicemente far atterrare qualche velivolo passeggeri, ma innescare un potentissimo volano di crescita economica ed occupazionale senza alcun precedente per tutto il Basso Lazio. Significa, in parole povere, trattenere i nostri giovani a casa, offrire loro veri posti di lavoro qualificati, attrarre grandi aziende internazionali, far nascere poli logistici e rivitalizzare il turismo. Significa smettere di costringere a emigrare i cervelli e le braccia ciociare, ridando dignità, ricchezza e pane a migliaia di famiglie.

L’onore delle armi a chi ci ha sempre creduto contro lo scetticismo: il grande plauso ad APARF

In un’Italia troppo spesso paralizzata dal cinismo, dall’invidia sociale e dalla stagnante politica del “non si può fare nulla”, c’è per fortuna chi invece ha speso anni di sudore per tenere in vita questo sogno faraonico, lottando contro i lentissimi mulini a vento della burocrazia romana e le risatine dei più miopi scettici. Quadrini, da navigato uomo delle istituzioni, non dimentica affatto chi ha seminato per primo e con fatica questo arido terreno: “Desidero rivolgere un sentito, profondo e doveroso ringraziamento pubblico a Tiziano Schiappa, vulcanico presidente dell’associazione APARF (Associazione Progetto Aeroporto di Roma Frosinone). Fin dal primissimo momento, quando tutti forse ridevano, si è prodigato con una tenacia encomiabile e una determinazione feroce per questo grandissimo progetto. Parliamo di una sfida indubbiamente ambiziosa, titanica, ma assolutamente realizzabile e a beneficio non solo della nostra amata Ciociaria, ma di tutti i cittadini della Regione Lazio”. Riconoscere i meriti di chi lotta sul campo, per il territorio, è il primo e fondamentale passo per costruire una vera e inarrestabile squadra vincente.

La parola magica “Intermodalità”: scendere dal treno e salire sull’aereo per conquistare i mercati

Il segreto tecnologico e organizzativo del successo inarrestabile di questo progetto risiede tutto in una singola parola, apparentemente tecnica, ma dal sapore letteralmente rivoluzionario: intermodalità. Significa, spiegato in modo semplice, creare un sistema perfetto e oliato in cui un cittadino, un fortunato turista o un importante manager d’azienda possa scendere da un treno ad Alta Velocità ed essere direttamente nel terminal dell’aeroporto, o viceversa, in pochissimi minuti. È questo l’unico, vero modello vincente del futuro, che annulla magicamente le distanze geografiche e abbatte drasticamente il pesantissimo impatto ambientale legato agli spostamenti su gomma. Secondo il Vicesegretario Nazionale Vicario di Evoluzione e Libertà e Dirigente Anci Lazio, questa perfetta, quasi poetica sinergia tra la rotaia e il volo “consentirà di connettere finalmente e rapidamente il nostro isolato e bistrattato territorio con i principali, ricchissimi snodi del Paese e del mondo intero, funzionando come un magnete gigantesco per attrarre enormi capitali e investimenti”.

Un patto d’acciaio per il futuro: nessuno osi tirarsi indietro di fronte al riscatto della Ciociaria

L’appello finale lanciato da Quadrini è una vera e propria, accorata chiamata alle armi per tutte le forze politiche, sindacali e sociali del territorio. “L’intermodalità ferroviaria e aerea farà da formidabile e inarrestabile traino al riscatto definitivo delle nostre amate comunità. Insieme ad Evoluzione e Libertà, continuerò a farmi instancabile portavoce in ogni singola sede istituzionale di questo progetto vitale, lavorando fianco a fianco di APARF e di tutti gli attori economici del territorio, gettando via ogni sterile distinzione di bandiera”. Ora la palla passa, pesantissima, nei palazzi di Roma. La Ciociaria ha ampiamente dimostrato di avere le idee chiarissime, i progetti pronti nel cassetto e la fame giusta per voler finalmente decollare. Nessuno, d’ora in poi, osi più tarpare le ali al futuro di questa terra meravigliosa.

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