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Roma abbraccia “Gli sport di Greg”: quando la poesia diventa un sostegno concreto contro l’anoressia

✨ Lo sport diventa poesia per tendere la mano a chi combatte contro l’anoressia. Alberto Dionisi presenta il suo ultimo libro, un progetto letterario di grande valore umano dove ogni copia venduta sostiene le attività dell’Associazione Donna Donna onlus.

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Barberini Accetti DI Carlo

 Redazione- Piazza Cola di Rienzo si è trasformata, nelle scorse ore, in un luogo di riflessione collettiva e solidarietà. La libreria Mondadori Bookstore ha ospitato la presentazione di “Gli sport di Greg. Quando lo sport è poesia”, l’ultima raccolta poetica firmata dal giornalista Alberto Dionisi ed edita da PandiLettere. Un appuntamento che ha superato i confini della semplice promozione editoriale, diventando un momento di vicinanza verso chi combatte quotidianamente contro i disturbi del comportamento alimentare.

La serata è stata scandita dal dialogo tra l’autore e il giornalista Alessio Maldini, sotto la guida dell’editrice Lara Di Carlo. Il confronto si è concentrato sulla capacità della parola poetica di raccontare lo sforzo atletico, elevandolo a uno specchio dell’esperienza umana. A dare voce ai versi di Dionisi sono stati gli attori Francesco Petibon, Nunzia Plastino, Francesca Romana Barberini e Alessandra Broglia, le cui interpretazioni hanno restituito al pubblico l’intensità emotiva custodita tra le pagine del volume.

Un legame profondo tra metafora sportiva e riscatto personale

Il cuore pulsante del libro è la figura di “Greg”, pseudonimo scelto da una ragazza durante il suo delicato percorso di cura dall’anoressia. Il legame tra autore e protagonista non si limita alla dedica, ma si trasforma in un impegno tangibile: l’intero ricavato delle vendite sarà devoluto all’Associazione Donna Donna onlus, un ente che opera sul territorio nazionale per fornire supporto concreto e percorsi di riabilitazione a chi soffre di disturbi alimentari.

La Presidente dell’associazione, Nadia Accetti, presente all’incontro, ha sottolineato il valore di tale gesto, evidenziando come la sensibilità artistica possa diventare uno strumento di aiuto reale. Tra i momenti di maggiore intensità emotiva, la lettura di un componimento da parte di Pilar, madre di Greg. Le sue parole sono risuonate come un ringraziamento verso la capacità di Dionisi di trasformare il dolore in una memoria preziosa, capace di guardare al futuro con ritrovata consapevolezza.

La disciplina sportiva come specchio della sofferenza

L’autore ha voluto spiegare le motivazioni che lo hanno spinto a intrecciare mondi apparentemente distanti. Per Dionisi, il parallelo tra l’atleta e chi lotta contro un disturbo alimentare è netto: entrambi vivono una condizione di costante esercizio, di fatica fisica e mentale, di partecipazione estrema. Se per il campione l’obiettivo è il podio, per chi combatte contro l’anoressia la vittoria coincide con la conquista di un equilibrio vitale. In questa simulazione, il sudore dell’atleta diventa metafora di una tenacia necessaria per vincere la sfida più importante: quella per la sopravvivenza.

Il volume, che conta sessantatré pagine, si presenta come una collezione di istantanee che scavalcano il dato numerico per indagare l’animo dei protagonisti. I ritratti spaziano dalla leggenda di Pelé alla determinazione di Jannik Sinner, fino alla memoria cara di Marco Simoncelli. L’approccio di Dionisi punta a cogliere la “fragile forza” di questi sportivi, cercando ciò che il tabellino non potrà mai registrare. «La cronaca è la realtà, il trionfo dell’oggettività dove contano i dati, ma si ferma al punteggio», ha spiegato l’autore, rimarcando come la poesia permetta di descrivere la fatica invisibile di un maratoneta o il pensiero profondo di chi, esausto, sta per tagliare il traguardo.

L’opera, già candidata al Premio Strega Poesia 2026 e al Festival della Letteratura Sportiva 2026, si conferma un progetto ambizioso. Dionisi, profondo conoscitore delle dinamiche dello sport anche per il suo vissuto nello staff dell’AS Roma, ha voluto chiudere l’evento con un omaggio a Francesco Totti, prima di dedicarsi al lungo firmacopie. Ogni dedica rilasciata durante la serata ha rappresentato un ulteriore passo in avanti nel sostegno alla causa portata avanti dall’Associazione Donna Donna onlus, trasformando la presentazione in un gesto di condivisione duraturo.

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Eventi

Fontanincanto 2026: il borgo emiliano si prepara a diventare un palcoscenico a cielo aperto

✨ Il borgo di Fontanellato si trasforma nel palcoscenico della meraviglia per il Festival Incredibile: due giorni di circo contemporaneo, musica e teatro internazionale a ingresso gratuito.

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#Fontanellato #FestivalIncredibile #EmiliaRomagnaEventi #CircoContemporaneo

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Photographer Todd Studio 陶德影像

Redazione- Fontanellato, gioiello della provincia di Parma noto per la sua celebre Rocca Sanvitale, si prepara a vivere due giornate di pura magia. Il 26 e 27 giugno il centro storico del borgo abbandonerà la sua veste abituale per trasformarsi in un teatro diffuso grazie a “Fontanincanto 2026”, la quinta tappa del prestigioso Festival Incredibile. Dopo aver toccato località come Zibello, Traversetolo, Scandiano e Maranello, la carovana artistica approda nel cuore della Bassa parmense con un programma di respiro internazionale, pronto a coinvolgere residenti e visitatori in un viaggio tra circo contemporaneo, musica dal vivo e teatro di strada.

Un mosaico di culture tra i vicoli del borgo

L’edizione di quest’anno punta su una proposta artistica multiculturale che supera i confini nazionali. Le strade e le piazze di Fontanellato fungeranno da mappa viva di linguaggi differenti, con ospiti provenienti da Germania, Spagna, Taiwan e Italia. Tra gli eventi più attesi spicca il debutto italiano della compagnia tedesca Monsieur & Die Dame am Klavier. Il loro spettacolo “Humor in Black and White” rappresenta un omaggio raffinato al cinema muto: un connubio tra equilibrismo, musica dal vivo eseguita da Nora Born al pianoforte a coda in miniatura e una comicità gestuale che abbatte le barriere linguistiche.

La Spagna risponde con l’energia travolgente di Ramiro Vergaz in “White Bottom”. L’artista porta in scena un palcoscenico su ruote trasformato in un microcosmo rétro, dove giocoleria e acrobazie si fondono in un contesto che richiama le atmosfere degli anni Venti. Sul fronte della ricerca poetica, il pubblico potrà assistere a “Moving Zen” dell’artista taiwanese Chien Hung Kuo. La sua performance non è soltanto circense, ma si configura come una meditazione in movimento dove il fuoco e il corpo si uniscono in una danza ipnotica, trasformando lo spazio scenico in un luogo di profonda contemplazione.

Tecnologia, tradizione e partecipazione collettiva

Il festival non trascura il dialogo tra l’innovazione tecnologica e l’arte scenica. La Compagnia Chilowatt, con lo spettacolo “Rex”, esplora la figura di Nikola Tesla, portando l’elettricità al centro della narrazione. Attraverso esperimenti che oscillano tra la prova scientifica e la gag teatrale, viene messa in scena la complessa relazione dell’uomo con la tecnologia. Parallelamente, la tradizione locale e la letteratura artistica trovano spazio nelle incursioni itineranti del Teatro del Fantastico: i personaggi di Medoro e Malacoda, ispirati alle visioni di Hieronymus Bosch, vagheranno per il borgo come uscite direttamente da un trittico rinascimentale, offrendo ai passanti uno scorcio onirico e surreale.

L’aspetto relazionale rappresenta il cuore pulsante di Fontanincanto. Grazie alla presenza di Energia Ludica, il centro storico ospiterà laboratori di giochi antichi pensati per favorire l’incontro tra diverse generazioni. Il gioco diventa così uno strumento di socializzazione, un collante che trasforma l’evento in una festa comunitaria. La dimensione sonora, che accompagna l’intera durata del festival, vedrà il coinvolgimento dei Culpable, band parmigiana capace di mescolare reggae, rock e ska in un clima di energia pura, e si chiuderà sabato con i Wunder Tandem. Questi ultimi, un duo punk-clown, chiuderanno il sipario con una performance che sfida ogni etichetta di genere, mescolando pop, dance e funk in un finale coinvolgente e irriverente.

Un progetto culturale di respiro regionale

Fontanincanto è parte integrante del Festival Incredibile, una rassegna itinerante giunta nel 2026 alla sua quinta edizione. Promosso da L’Ufficio Incredibile APS, il progetto è il risultato di un lavoro di rete che coinvolge numerosi comuni dell’Emilia-Romagna, sostenuto dal Ministero della Cultura e dalla Regione Emilia-Romagna. Il contributo triennale “Sostegno (R)esistente” di Fondazione Cariparma sottolinea l’importanza di questo dispositivo culturale come volano non solo artistico, ma anche turistico.

La manifestazione si pone l’obiettivo di valorizzare i territori attraverso un approccio sostenibile, invitando il pubblico a rallentare e a riscoprire la bellezza dei borghi in una prospettiva nuova. Un’occasione preziosa per chi desidera allontanarsi dai ritmi frenetici della quotidianità e lasciarsi catturare, per un intero fine settimana, dalla geografia della meraviglia che Fontanellato saprà offrire in ogni suo angolo. Per chi volesse approfondire il calendario dettagliato degli eventi, è possibile contattare l’organizzazione al numero 339 1907918.

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Il silenzio uccide: a Roseto degli Abruzzi la cultura si fa portavoce contro ogni forma di violenza

📢 Il concorso nazionale “Il silenzio uccide” celebra la sua sesta edizione a Roseto degli Abruzzi: un momento di riflessione profonda tra poesia, impegno sociale e testimonianze di coraggio.

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#IlSilenzioUccide #RosetoDegliAbruzzi #Cultura #AccaddeOggi

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locandina Il Silenzio Uccide 2026

Redazione-  Roseto degli Abruzzi si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più significativi nel panorama culturale regionale e nazionale. Sabato 20 giugno, a partire dalle ore 17, la prestigiosa Villa Comunale della città ospiterà la cerimonia di premiazione della sesta edizione del concorso letterario nazionale “Il silenzio uccide”. L’iniziativa, promossa dall’associazione Il Guscio, ha consolidato nel tempo il suo ruolo di baluardo contro le discriminazioni e le forme di sopruso che ancora oggi permeano il tessuto sociale.

L’evento, nato da un’intuizione della presidente e scrittrice Andreina Moretti, da anni impegnata in prima linea nel contrasto a ogni forma di violenza, gode quest’anno del patrocinio della Regione Abruzzo e del Comune di Roseto degli Abruzzi. Questa edizione non rappresenta soltanto una celebrazione della scrittura, ma si conferma come una piattaforma di riflessione collettiva, capace di trasformare il dolore in espressione artistica e il silenzio in consapevolezza sociale.

Voce agli ultimi e impegno collettivo

Il bilancio di questa sesta edizione riflette la vitalità del progetto. La presidente Andreina Moretti ha sottolineato come la partecipazione sia stata straordinaria, con contributi giunti da ogni angolo d’Italia. “Un dato che merita attenzione è la prevalenza delle poesie rispetto ai racconti”, spiega Moretti, rilevando come la forma poetica sia diventata il canale privilegiato per esternare testimonianze intime e vissuti personali. Il concorso, inoltre, ha mantenuto alta la sua vocazione sociale, accogliendo le opere di numerosi studenti delle scuole di ogni ordine e grado e, dato ancor più rilevante, i lavori provenienti dagli istituti penitenziari.

Questa apertura verso il mondo detentivo e il coinvolgimento del mondo scolastico confermano la capacità del concorso di dare voce a chi spesso rimane ai margini della società. La scrittura diventa così uno strumento di denuncia, permettendo di canalizzare energie verso un processo di rinascita e cambiamento. Il lavoro costante dell’associazione Il Guscio ha permesso di raccogliere, nel corso degli anni, centinaia di narrazioni che compongono una sorta di memoria collettiva utile a mantenere alta la guardia contro la violenza.

L’antologia e il valore dei riconoscimenti

Il pomeriggio di sabato sarà anche l’occasione per presentare ufficialmente la sesta antologia intitolata “Il silenzio uccide – Autori Vari”, edita da Hatria Edizioni e curata da Gianluca Salzetta. Il volume rappresenta l’essenza stessa del concorso, raccogliendo le opere più significative selezionate dalla giuria. La veste editoriale dell’opera è arricchita dalla copertina firmata dall’artista Cinzia Corti, nota come la “donna dei sassi”, mentre le pagine introduttive portano la prestigiosa firma dei poeti e sostenitori Hebe Muñoz e Francesco Nigri, i quali hanno offerto un contributo critico di alto profilo.

Un elemento di continuità e valore è dato dai premi destinati ai vincitori, ideati e realizzati dall’artista Cristina Brezza. Ogni manufatto rappresenta un simbolo tangibile dell’impegno profuso dai partecipanti. La cerimonia sarà scandita da momenti di riflessione e da alcune letture curate dall’attrice Anna Tripano, sotto la sapiente conduzione di Maria Rita Piersanti, amica storica dell’associazione.

Nuovi premiati per un impegno costante

La giuria, composta da Lorena Marcelli, Gilda Di Giammarco, Sandra De Felice, Maria Corsi, Anna Pulsoni, Valeria Aloi e Andreina Moretti, ha inoltre deliberato l’assegnazione di riconoscimenti speciali che premiano il merito umano e sociale. Tra le figure insignite, spiccano la professoressa Patricia Corradi, a cui andrà il premio “Donna di luce”, Maria Antonietta Cerè con il premio “Il cuore delle donne” e Alessia Scarpone, insignita del titolo di “Donna guerriera”.

Una novità importante di questa sesta edizione è l’istituzione del Premio Umanità, conferito a Beniamino Cardines. La menzione speciale motiva il riconoscimento attraverso lo straordinario impegno del premiato, che da sempre mette la propria vita e le proprie competenze al servizio delle persone più fragili e vulnerabili. Questo premio, introdotto ex novo, ribadisce la volontà degli organizzatori di premiare non solo la qualità letteraria, ma anche l’azione quotidiana spesa in favore del prossimo, incarnando pienamente lo spirito che anima l’intera manifestazione rosetana.

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Contemporary Tracks torna a Napoli: la mostra che indaga il volto del presente

🎨 La mostra “Contemporary Tracks” arriva al Clubino di Napoli il 16 giugno: una riflessione profonda sui linguaggi dell’arte contemporanea attraverso il lavoro di sette artisti. Non mancare all’inaugurazione.

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Redazione-  Il fermento culturale partenopeo si prepara a vivere un appuntamento di rilievo con l’inaugurazione della seconda edizione di “Contemporary Tracks”, rassegna dedicata alle molteplici declinazioni dell’arte contemporanea. L’evento si terrà martedì 16 giugno 2026, a partire dalle ore 17.00, nella cornice del Clubino, situato in via Luca Giordano 73, nel cuore pulsante del quartiere Vomero. Il salotto culturale, presieduto da Piera Salerno, si conferma ancora una volta punto di riferimento per il dibattito artistico cittadino, offrendo una sede prestigiosa in cui le visioni degli autori contemporanei possono confrontarsi direttamente con lo sguardo del pubblico.

Un percorso espositivo tra materia e riflessione

Questa seconda edizione del progetto curatoriale non si limita a presentare una selezione di opere, ma intende proporsi come un percorso di ricerca profonda tra linguaggi, sensibilità e prospettive differenti. A dirigere i lavori e a definire l’impianto critico della mostra è chiamato Pasquale Lettieri, docente presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli e firma nota per il suo impegno costante nella promozione di una cultura che sia strumento di coscienza civica e scambio identitario.

Per l’occasione, gli spazi del Clubino ospiteranno le opere di sette artisti, figure eterogenee che restituiscono, attraverso il proprio operato, l’inquietudine e la vitalità del panorama attuale: Rosario Buccione, Luigi Calì, Bruno D’Angelo, Dimitri Musella, Gaspare Natale, Patrick Pernet e Giovanni Spina. Gli artisti coinvolti non propongono una risposta chiusa, ma una serie di domande aperte sui temi della memoria, del vissuto sociale e della necessità di tornare a un linguaggio artistico che sappia affrancarsi dalla superficialità dei ritmi moderni.

La visione del curatore: l’arte come alchimia nel disordine

Secondo Pasquale Lettieri, l’esposizione rappresenta un tentativo di dare senso alla complessità del mondo odierno. “C’è molta volontà di rappresentazione in mezzo a noi”, osserva il critico, sottolineando come questa spinta sia parte intrinseca dell’agire umano. L’arte, in questo contesto, diviene un meccanismo di azioni e reazioni, dove i frammenti di pensiero cercano una forma tangibile e si materializzano attraverso il segno, la materia e il colore.

Per Lettieri, la mostra è “l’ultima alchimia possibile”, un gioco di nomadismo creativo dove luce e ombra trovano un equilibrio precario ma necessario. In un’epoca dominata dalla velocità dei contenuti digitali e dalle immagini consumate in pochi istanti, “Contemporary Tracks” invita i visitatori a una sosta prolungata. La proposta editoriale e artistica della rassegna è chiara: l’arte autentica non deve urlare per attirare l’attenzione, ma deve possedere la capacità di restare, di fermarsi nel tempo e di sondare il disordine contemporaneo per provare a restituirgli un volto definito.

L’identità culturale come motore di dialogo

La scelta di ospitare questa iniziativa in un luogo di tradizione culturale come il Clubino sottolinea la volontà di mantenere vivo il legame tra il territorio e le avanguardie artistiche. La mostra funge da spazio di riflessione, dove il pubblico non è soltanto spettatore passivo, ma parte integrante di quel processo di scambio simbolico che definisce il valore del contemporaneo.

Le opere esposte diventano, dunque, tracce indelebili lasciate nel presente. Attraverso l’uso sapiente di tecniche diverse, gli artisti in mostra offrono una testimonianza di come l’arte possa ancora essere il terreno dove le diversità si intrecciano, scavando a fondo nel tessuto sociale per ergere nuove vette di pensiero. L’appuntamento del 16 giugno si configura come una occasione imperdibile per chiunque intenda comprendere le traiettorie dell’arte che si muove tra materia e spiritualità, tra il rifiuto del banale e la ricerca di una bellezza consapevole. La mostra resterà dunque un punto di riferimento per quanti pongono al centro della propria esperienza culturale il confronto dialettico e la qualità delle visioni estetiche.

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