Territorio
LUCO DEI MARSI GUARDA AL FUTURO. “INSIEME, CON LUCO NEL CUORE SI PRESENTA ALLA COMUNITÀ
Redazione- Un progetto concreto, che guarda lontano, fondato su basi solide e costruito attraverso un percorso di attento confronto, analisi e condivisione. Con un obiettivo chiaro: aprire per Luco dei Marsi una nuova stagione, più dinamica, inclusiva, moderna, all’insegna dell’unità e della più ampia partecipazione. È questa l’anima del Programma e della lista “INSIEME, con LUCO nel cuore”, guidata dal candidato sindaco Giorgio Giovannone, attualmente facente funzione e consigliere provinciale. L’appuntamento per la presentazione ufficiale della Squadra, e dei progetti diventati il Programma che si propone di realizzare, è per giovedì, 7 maggio, alle ore 17.30, nel locale “Oasi in Festa”, in via Pietro Micca, 109 – ingresso anche da Strada Variante.
La proposta nasce da un’esperienza amministrativa concreta, che negli ultimi anni ha profondamente ridisegnato il profilo del paese: infrastrutture, rigenerazione urbana, rinnovamento e rafforzamento dei servizi, capacità di attrarre risorse strategiche, dai fondi PNRR a quelli ministeriali e regionali. Un lavoro che ha restituito a Luco dei Marsi centralità, credibilità e una direzione chiara, e che Giorgio Giovannone e la sua compagine sono pronti a implementare e a innovare. “Mi presento con una Squadra rinnovata, un laboratorio civico autentico, fatto di donne e uomini provenienti da ambiti diversi, portatori di competenze, sensibilità e visioni complementari, uniti da un forte senso di responsabilità, dall’amore per Luco dei Marsi e da una progettualità condivisa per il suo futuro”, spiega Giorgio Giovannone.
Il gruppo di lavoro, composto da Silvia Marchi; Vincenzo De Amicis; Maddalena Angelucci; Giuseppe Civitani; Claudia Angelucci; Emilio D’Eramo; Tiziana Guglietti; Fiorenzo Ciocci; Emilia Verdecchia; Paolo Venditti; Angela Massaro; Nunzio Esposito, “É una Squadra che non si limita a immaginare il futuro, ma è pronta a realizzarlo, in continuità con un lavoro che ha restituito centralità e voce a Luco dei Marsi nel contesto territoriale, ma anche con profondo slancio verso nuove progettualità, strumenti e visioni, per affrontare con efficacia le sfide di un contesto sempre più complesso”, rimarca Giovannone.
“Noi non abbiamo bisogno di “rodaggio”, perché veniamo da un impegno con l’amministrazione – la buona amministrazione – quotidiano”, puntualizza Giorgio Giovannone, “e per amministrare, oggi più che mai, serve competenza, serve credibilità, serve la capacità di guidare il cambiamento senza disperdere quanto costruito. Ciò che ha funzionato va consolidato e potenziato, senza incertezze, ma questo è per noi anche il momento di cambiare passo, introducendo nuove prospettive, strumenti e visione per operare al meglio per il nostro territorio. Il Programma che verrà presentato è la sintesi di questa visione, concreto, strutturato, ambizioso. Non un elenco di vaghe intenzioni, ma un insieme di scelte, priorità e azioni capaci di imprimere un nuovo slancio allo sviluppo del territorio”, sottolinea Giorgio Giovannone, “Questo appuntamento non vedrà sterili passerelle, o mere dichiarazioni di principio, sarà, al contrario, un momento di chiarezza e di conferma, da parte nostra, dell’assunzione di responsabilità, di un impegno preciso, fondato su strategie e obiettivi misurabili”. Tutti sono invitati a partecipare.
Territorio
Pescina – Ospedale al collasso, è allarme
🚨 La sanità territoriale nel Distretto di Pescina è in ginocchio: personale decimato, linee telefoniche inaccessibili e pazienti fragili abbandonati a se stessi. Il Comitato civico lancia l’allarme sulla gestione dei servizi domiciliari.
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#Pescina #Sanità #Marsica #AssistenzaDomiciliare
Pescina – La sanità territoriale nell’area del Fucino e nei comuni limitrofi al Distretto sanitario di Pescina sta vivendo una fase di profonda sofferenza che rischia di compromettere il diritto alla salute di migliaia di cittadini. La denuncia arriva direttamente da Antonio Santilli, presidente del Comitato civico, che ha descritto una condizione operativa ai limiti del collasso, ponendo l’accento su un servizio di assistenza domiciliare ormai ridotto ai minimi termini. Le ripercussioni di questo disservizio si riflettono direttamente sulla popolazione più fragile, che abita non solo il centro storico di Pescina, ma anche le numerose frazioni che si diramano verso i comuni vicini, zone spesso abitate da anziani che non hanno alternative immediate alle cure prestate tra le mura domestiche.
Le criticità che paralizzano l’assistenza domiciliare
Il malfunzionamento denunciato dal Comitato civico non riguarda un singolo aspetto, ma interessa l’intera filiera del percorso di cura. Il blocco parte dal momento cruciale delle dimissioni ospedaliere, quando i pazienti tornano a casa e necessitano di continuità terapeutica, per estendersi fino ai malati cronici, ai disabili, ai bambini e purtroppo anche ai malati oncologici. Questi ultimi sono i soggetti che più di altri subiscono il peso di una burocrazia che, invece di snellirsi, si è fatta ostacolo insormontabile.
Le segnalazioni parlano di tempi di attesa biblici per i colloqui preliminari, necessari per l’attivazione dei piani assistenziali. La comunicazione col Distretto, situato nel cuore della Marsica, è diventata un’impresa titanica. Esiste, secondo quanto riferito, una sola linea telefonica a disposizione dei cittadini, la quale risulta costantemente occupata o priva di risposta, impedendo di fatto a chiunque di richiedere informazioni o sollecitare interventi urgenti. Questa barriera digitale e telefonica isola le famiglie, lasciandole sole nella gestione di patologie complesse che richiederevano, fino a poco tempo fa, una gestione coordinata e tempestiva da parte del personale sanitario.
Il sopralluogo rivela un ufficio svuotato
Le dichiarazioni di Antonio Santilli sono state corroborate da un sopralluogo effettuato presso gli uffici del Distretto. Ciò che è emerso dalla visita ha confermato i timori dei residenti. L’organico, un tempo adeguato alle necessità del territorio, è stato drasticamente ridotto. A fronte di quattro operatori che inizialmente garantivano la copertura del servizio, oggi rimane operativo un solo dipendente. A questo si aggiunge l’assenza ormai consolidata del dirigente medico che, fino a qualche tempo fa, svolgeva il ruolo di fulcro nel coordinamento delle attività sanitarie e nella gestione dei protocolli di presa in carico.
Il dipendente rimasto in servizio si trova in una condizione lavorativa insostenibile. Dovendo supplire alle mancanze di un intero organico, è chiamato a gestire simultaneamente pratiche amministrative, compiti sanitari, gestione logistica e persino il magazzino delle forniture e dei presidi medici necessari ai pazienti. Si tratta di una situazione che, oltre a essere ingiusta per l’operatore, impedisce oggettivamente di rispondere alle richieste che arrivano dai centri abitati circostanti. La carenza di personale impedisce non solo le visite necessarie, ma anche la corretta distribuzione di materiali salva-vita, con conseguenze dirette sulla qualità della vita di chi è costretto a letto.
Un territorio che chiede risposte urgenti
L’indignazione dei pazienti e dei loro familiari cresce ogni giorno lungo via Mazzini e nelle piazze del circondario. La popolazione di Pescina, che storicamente ha fatto affidamento sui servizi del presidio locale, si sente oggi abbandonata dalle istituzioni sanitarie regionali. La richiesta del Comitato civico è netta: la Direzione della ASL di competenza deve intervenire immediatamente per ripristinare gli organici, riattivare le linee di comunicazione verso l’esterno e reinserire una figura medica di coordinamento che possa sbloccare le pratiche ferme negli uffici. Senza interventi strutturali, il rischio è che il servizio di assistenza domiciliare si trasformi in una scatola vuota, incapace di rispondere ai bisogni basilari di un territorio che, per conformazione geografica e demografica, dipende in modo assoluto dal presidio locale per la tenuta del sistema di cura. Le autorità competenti sono ora chiamate a dare un segnale di presenza prima che la situazione degeneri ulteriormente, costringendo i cittadini a rivolgersi – laddove possibile – a strutture private, aumentando così l’iniquità nell’accesso alle cure di base.
Territorio
Avezzano – Auto prese di mira dai vandali, danni ingenti
🚨 Notte di caos ad Avezzano: due auto devastate in via Francia. L’episodio segue una serie di raid simili già avvenuti nel Carseolano, alimentando la preoccupazione tra i residenti. Le forze dell’ordine sono a caccia degli ignoti che hanno seminato distruzione tra le strade della Marsica.
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#Avezzano #CronacaNera #Marsica #Vandalismo
Avezzano – Una notte di violenza gratuita ha scosso la quiete del quartiere residenziale situato lungo via Francia, ad Avezzano. Nelle prime ore dell’alba, la serenità della zona è stata interrotta dal rumore di vetri infranti e lamiere piegate, lasciando i residenti sgomenti di fronte a uno scenario di devastazione. Due automobili, regolarmente parcheggiate lungo la carreggiata, sono state prese di mira da ignoti che, con estrema ferocia, hanno inferto danni permanenti ai veicoli, rendendoli di fatto inutilizzabili.
L’allarme è scattato tempestivamente quando i cittadini, richiamati dal frastuono proveniente dalla strada, hanno compreso la gravità di quanto stesse accadendo sotto le loro finestre. Sul posto sono confluite rapidamente le pattuglie delle forze dell’ordine, che hanno avviato le procedure di messa in sicurezza dell’area e i rilievi tecnici necessari per ricostruire la dinamica dell’accaduto. Gli agenti hanno passato al setaccio ogni centimetro del manto stradale di via Francia alla ricerca di elementi utili, come impronte o frammenti lasciati dai responsabili, che al momento si sono dileguati nel buio delle vie limitrofe.
La scia di raid nel territorio marsicano
Questo episodio, di rara violenza, non sembra essere un caso isolato. La cronaca recente del territorio suggerisce un filo conduttore preoccupante: soltanto la scorsa settimana, una dinamica pressoché identica si è registrata nel Carseolano, dove dei vandali hanno colpito autovetture in sosta, seminando rabbia tra gli abitanti. Avezzano, capoluogo della Marsica, si trova ora a fare i conti con un fenomeno di microcriminalità che pare muoversi seguendo una precisa scia di raid notturni lungo le arterie principali della provincia dell’Aquila.
La preoccupazione tra i residenti di via Francia è tangibile. Molti cittadini si interrogano sulla sicurezza del proprio quartiere, chiedendosi se il passaggio di ignoti sia stato dettato da una volontà di compiere furti andati male o se si tratti di pura emulazione di comportamenti devianti. Le forze dell’ordine sono impegnate in una attività investigativa serrata, che vede anche l’analisi dei filmati registrati dai moderni sistemi di videosorveglianza installati nei pressi delle abitazioni private e delle attività commerciali che si affacciano sulla zona. Le immagini acquisite potrebbero rivelare dettagli determinanti per identificare il numero dei soggetti coinvolti e le eventuali modalità di spostamento utilizzate durante la fuga.
Indagini in corso e appello alla collaborazione
Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sull’attività in corso, ma non escludono alcuna pista. Il danneggiamento sistematico di più mezzi in una sola notte presuppone una pianificazione o, perlomeno, una condotta reiterata che non lascia spazio a interpretazioni casuali. La zona di via Francia, solitamente tranquilla, è stata teatro di una incursione che colpisce non solo il patrimonio economico dei proprietari dei veicoli, costretti ora a gestire riparazioni onerose o la perdita definitiva del mezzo, ma anche il senso di sicurezza percepito.
Il ripetersi di atti simili tra la zona di Carsoli e il centro di Avezzano spinge le autorità a monitorare con più attenzione i flussi di traffico nelle ore notturne. La collaborazione dei cittadini, in questi casi, gioca un ruolo determinante. Chiunque avesse assistito a movimenti sospetti, sentito rumori anomali o notato persone allontanarsi in fretta tra le vie adiacenti a via Francia nelle ore critiche, è invitato a mettersi in contatto con la stazione locale dei Carabinieri, fornendo ogni minimo dettaglio utile a chiudere il cerchio attorno agli autori dei danneggiamenti. La speranza dei residenti è che le forze dell’ordine riescano a posizionare un presidio costante o a intensificare il pattugliamento notturno per prevenire ulteriori atti di vandalismo che minacciano la serenità della comunità marsicana.
Territorio
Il giorno più bello trasformato in un incubo: furto in casa durante il matrimonio a Castellafiume
💔 Un giorno di festa si trasforma in un incubo: sposi derubati a Castellafiume durante il matrimonio. I ladri hanno svaligiato anche una vicina di casa, portando via contanti e ricordi. La comunità è sotto shock per la violazione della privacy domestica.
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Castellafiume – La giornata che avrebbe dovuto rappresentare l’apice della felicità per una giovane coppia del territorio si è trasformata, nel giro di poche ore, in un trauma difficile da superare. Sabato 20 giugno, il matrimonio di due genitori di Castellafiume, caratterizzato dalla gioia dei festeggiamenti insieme ai propri figli e ai cari, è stato bruscamente interrotto da una notizia che nessuno vorrebbe mai ricevere al rientro dal ricevimento. Una volta varcata la soglia della propria abitazione, la coppia si è trovata davanti a uno scenario desolante: una finestra forzata, mobili spostati, cassetti rovesciati e un disordine che lasciava presagire il peggio.
Un’intrusione che non risparmia nulla
L’abitazione, situata in un’area residenziale del comune marsicano, è stata oggetto di una perquisizione meticolosa da parte di malviventi che hanno agito indisturbati, approfittando dell’assenza dei proprietari. L’entità del furto conta diverse centinaia di euro in contanti, una selezione di oggetti di valore affettivo e ingenti quantità di bigiotteria professionale. Tuttavia, ciò che sta suscitando maggiore indignazione tra i residenti è la modalità con cui è avvenuto il reato. Secondo le prime ricostruzioni, gli autori del furto si sarebbero trattenuti all’interno delle mura domestiche consumando cibi e bevande trovati sul posto, quasi a voler marcare il territorio dopo aver violato la privacy della famiglia.
Il raggio d’azione dei criminali non si è limitato alla sola abitazione degli sposi. Poco distante, anche la casa di una vicina di casa, legata alla coppia da un profondo rapporto di amicizia, è finita nel mirino. In questo secondo episodio, il bottino è apparso ancora più consistente: si parla di una cifra vicina ai 9mila euro in contanti, oltre a diversi beni materiali che sono stati sottratti con estrema rapidità. La notizia ha scosso profondamente la comunità di Castellafiume, in provincia dell’Aquila, zona in cui la percezione di sicurezza viene vissuta quotidianamente come un pilastro della vita sociale.
Il trauma dell’inviolabilità domestica
“Non è soltanto una questione legata all’economia o alla perdita di oggetti materiali”, hanno dichiarato i due sposi, ancora visibilmente scossi. Per loro, il danno più profondo è di natura psicologica. La casa rappresenta il rifugio primario, il luogo in cui crescono i figli e dove ogni genitore punta a garantire protezione e stabilità. Sapere che estranei hanno frugato negli effetti personali, toccato gli spazi privati e violato la tranquillità familiare ha lasciato una ferita che, col passare dei giorni, non accenna a rimarginarsi. “Ci hanno tolto la serenità, quella sensazione di sicurezza che ogni nucleo familiare dovrebbe poter vivere tra le proprie quattro mura”, hanno aggiunto.
La scelta di rendere pubblica questa vicenda non nasce dalla volontà di cercare compassione, ma da un senso di responsabilità verso il vicinato. La coppia spera che, condividendo il proprio dolore, si possa accendere un faro sull’attività criminale che periodicamente colpisce il territorio della Marsica. L’obiettivo è sensibilizzare i concittadini, invitando a una maggiore vigilanza e segnalando come, anche in contesti apparentemente tranquilli, il rischio di intrusioni sia sempre presente.
Le indagini in corso tra Cappadocia e Tagliacozzo
Sull’accaduto sono state tempestivamente avviate le indagini. I carabinieri della stazione di Cappadocia, in collaborazione con il comando di Tagliacozzo, stanno analizzando le dinamiche dell’intrusione per risalire all’identità degli autori. Gli inquirenti stanno vagliando la possibilità che si tratti di una banda organizzata, esperta in furti seriali, che studia in anticipo le abitudini delle vittime, focalizzandosi in particolare su eventi pubblici come compleanni o matrimoni, momenti in cui le case rimangono sguarnite per diverse ore.
La coppia, pur nel dolore, ripone piena fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine locali, che da tempo operano costantemente per monitorare le aree periferiche e i comuni dell’entroterra aquilano. Mentre l’inchiesta prosegue, i cittadini di Castellafiume si stringono attorno ai due sposi, chiedendo a gran voce un rafforzamento dei controlli notturni e una presenza più capillare delle pattuglie su tutto il territorio comunale, per evitare che la quiete della Marsica venga ulteriormente compromessa.
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