Spoleto Art Festival, la grande letteratura si ritrova a Palazzo Mauri
La grande cultura si ritrova in Umbria: il 26 settembre Palazzo Mauri ospita il Premio Internazionale Spoleto Art Festival Letteratura! ๐ ๐๏ธ Sotto la guida del Prof. Luca Filipponi, un pomeriggio straordinario tra scrittori, poeti e dibattiti d’autore nel segno di Marcel Proust. โ๏ธ ๐น Un evento unico ad ingresso libero per vivere la magia delle parole. ๐๏ธ ๐
Spoleto-ย La cittร di Spoleto si conferma uno dei fari culturali piรน luminosi e fecondi del nostro Paese, un palcoscenico naturale in cui l’arte, la saggistica e il pensiero libero si incontrano da decenni per tracciare nuove strade e favorire la crescita civile. Sabato 26 settembre 2026, a partire dalle ore 15:30, le solenni sale storiche del monumentale Palazzo Mauri apriranno le porte per ospitare la nuova e attesa edizione del Premio Internazionale Spoleto Art Festival โ Letteratura. La manifestazione, inserita nel prestigioso cartellone dello Spoleto Art Festival, si offre al grande pubblico come un caloroso e partecipe manifesto laico dedicato alla celebrazione della parola scritta, riunendo in Umbria scrittori, poeti e intellettuali pronti a confrontarsi a viso aperto sulle grandi trasformazioni sociali del nostro tempo.
L’omaggio a Marcel Proust e la presidenza del professor Luca Filipponi
L’architettura del premio si sviluppa come un percorso narrativo profondo e scorrevole, concepito per restituire alla cultura la sua funzione originaria di ponte tra le persone, favorendo l’ascolto e l’incontro tra sensibilitร differenti. A fare da filo conduttore critico a questa edizione 2026 sarร una celebre e profonda riflessione scritta dal romanziere francese Marcel Proust, il quale descriveva l’esperienza della lettura come un cammino interiore capace di donare al lettore le chiavi segrete per esplorare mondi nuovi e nascosti. La presidenza della kermesse รจ affidata con costanza e passione al professor Luca Filipponi, figura d’eccellenza da anni in prima linea nella promozione e nella valorizzazione della creativitร letteraria italiana ed europea, coadiuvato in questo viaggio da una prestigiosa collaborazione istituzionale siglata con i vertici di Poste Italiane S.p.A., partner ufficiale dell’iniziativa.
Palazzo Mauri come salotto della cultura e dell’indotto di provincia
La scelta di Palazzo Mauri, splendida struttura secentesca situata nel cuore pulsante del centro perugino, conferisce alla manifestazione un significato di straordinaria vicinanza al patrimonio storico locale. I libri, la narrativa d’avanguardia e i componimenti in versi si integreranno con armonia nel piรน ampio mosaico delle arti visive e plastiche della cittร , richiamando per l’intero fine settimana centinaia di appassionati e addetti ai lavori. Questa imponente affluenza si traduce in una potente dinamo per l’economia di vicinato e per il turismo d’esperienza, generando ricadute felici e tangibili sui settori della ristorazione, delle attivitร ricettive alberghiere e della somministrazione della provincia umbra, dimostrando come la cura della saggistica sia una risorsa viva al servizio del bene comune.
La forza della parola d’autore contro la fretta del tempo presente
In ultima analisi, il trionfo e la stabilitร del Premio Internazionale Spoleto Art Festival si offrono alla pubblica opinione come un solenne invito a rallentare e a riappropriarsi dei tempi della riflessione. Premiare il merito, il talento e il sacrificio degli scrittori contemporanei che scelgono la pagina stampata come veicolo di veritร e di denuncia sociale significa difendere la libertร di pensiero della nostra civiltร . L’appuntamento di Spoleto promette di lasciare una traccia pulita e duratura nel cuore di chiunque deciderร di varcare la soglia del palazzo, confermando che il domani del nostro Paese dipende linearmente dalla capacitร delle istituzioni, delle associazioni e dei lettori di custodire con orgoglio e rispetto reciproco le radici della nostra identitร culturale.
Ferragosto a Roma: cinema, bunker segreti e notti punk. L’Estate Romana non va in vacanza!
Chi resta a Roma ad agosto รจ un privilegiato, e vi spieghiamo perchรฉ! ๐คฉ ๐๏ธ Dai cinema gratuiti per fuggire al caldo (con l’omaggio a Troisi a Villa Borghese) fino alle notti folli sul tetto del Casilino Sky Park a suon di punk e cover dei Pink Floyd. L’Estate Romana esplode con centinaia di eventi per tutti i gusti! Riaprono persino i bunker segreti di Villa Torlonia e l’Ara Pacis si illumina di notte per mostrarvi i suoi colori originali. Leggete la nostra guida definitiva per vivere un Ferragosto indimenticabile nella Cittร Eterna! ๐ ๐ฟ
Roma – Chi ha deciso (per scelta o per necessitร ) di trascorrere la settimana di Ferragosto in cittร , non ha alcun motivo per rimpiangere le spiagge affollate. La Capitale, infatti, si trasforma nel piรน grande e affascinante palcoscenico a cielo aperto d’Italia. LโEstate Romana 2026 entra nel suo momento piรน caldo (e al contempo rinfrescante) con un cartellone di appuntamenti sterminato, promosso dallโAssessorato alla Cultura di Roma Capitale. Non parliamo solo di eventi concentrati nel centro storico, ma di una vera e propria invasione culturale che si spinge fino alle periferie, intrecciando grandi istituzioni a progetti creativi nati dal basso. Dai cinema climatizzati alle notti punk sui tetti, fino all’apertura straordinaria dei bunker della Seconda Guerra Mondiale: ecco una guida ragionata agli appuntamenti imperdibili fino al 27 agosto.
Cinema gratis al fresco e l’omaggio a Massimo Troisi a Villa Borghese
Per combattere la morsa dell’afa, torna provvidenziale il progetto Il Grande Freddo. Fino al 14 agosto, i cittadini avranno a disposizione ben dieci sale cinematografiche climatizzate sparse per la cittร , che offriranno gratuitamente due proiezioni giornaliere per tutte le etร . Un vero e proprio “rifugio” culturale in collaborazione con ANEC Lazio.
Per chi preferisce il fascino della visione sotto le stelle, le arene all’aperto offrono un menรน ricchissimo. Al Teatro Tor Bella Monaca, dal 18 al 30 agosto, andrร in scena Cinema di Raccordo 2, una rassegna indipendente che esplorerร il cinema d’autore contemporaneo. Imperdibile, invece, il programma della Casa del Cinema, incastonata nel cuore verde del Parco di Villa Borghese. Nell’arena Ettore Scola andrร in scena un commosso e doveroso omaggio all’indimenticabile Massimo Troisi, con la proiezione gratuita di capolavori come Il postino, Scusate il ritardo e Le vie del signore sono finite. Spazio anche ai grandi anniversari hollywoodiani: l’incubo onirico di Blue Velvet e l’emozione generazionale di Stand by Me โ Ricordo di unโestate compiono quarant’anni e torneranno a splendere sul grande schermo.
Musica sotto le stelle a Roma Est: dai Pink Floyd al punk sul tetto del Casilino Sky Park
Chi ha voglia di far vibrare la notte troverร la sua casa sul tetto del parcheggio multipiano del Casilino Sky Park (a Roma Est). Qui, dal 21 al 30 agosto, esploderร l’energia di FLOโ โ FuoriLuogo, un festival nato dal basso che unisce rigenerazione urbana e pura aggregazione. L’ingresso รจ gratuito (con sottoscrizione) e il calendario รจ una montagna russa musicale: dal djset del 21 agosto al grande tributo ai Pink Floyd (22 agosto), passando per la festa dedicata ai fan dei Pinguini Tattici Nucleari (23 agosto), fino ad arrivare a una vera e propria rassegna di stand-up comedy (26 agosto) e a una serata “Only Punk” il 27 agosto, dedicata a chi non vuole proprio saperne di andare a dormire presto.
Danza senza barriere e l’incredibile discesa nel Bunker di Villa Torlonia
L’Estate Romana รจ anche sinonimo di inclusione sociale. Fino all’autunno proseguirร “Danzare per includere”, un meraviglioso progetto (curato dall’Associazione Parkin Zone APS) che porta sessioni gratuite di danza performativa in luoghi iconici come il Colosseo e Villa Giulia, coinvolgendo in modo specifico persone affette da malattia di Parkinson e patologie neurologiche. Un inno potentissimo alla vita e alla dignitร umana.
Per gli amanti dei misteri e della grande Storia, a Ferragosto e per tutto il mese resteranno aperti gli imponenti Rifugi antiaerei e il Bunker di Villa Torlonia, costruiti sotto il Casino Nobile durante la Seconda Guerra Mondiale. Un viaggio inquietante e suggestivo nelle viscere della terra, per non dimenticare le ore piรน buie del nostro passato.
L’Ara Pacis si illumina di notte e la chiamata agli artisti per il Trullo
Anche i grandi musei non chiudono i battenti (resteranno regolarmente aperti a Ferragosto). Continua a mietere successi l’esperienza de “LโAra si rivela”: ogni weekend l’Ara Pacis prende vita di notte grazie al videomapping, che restituisce al marmo i suoi antichi e sgargianti colori originali, accompagnato da una suggestiva narrazione in cuffia.
Infine, un richiamo al futuro e alla creativitร urbana: c’รจ tempo fino al 30 agosto per candidarsi a “Il Mercato dellโArte”, il progetto folle e bellissimo che trasformerร gli storici banchi del Mercato del Trullo in veri e propri atelier d’artista aperti al pubblico. L’arte esce dai salotti e scende in strada, per mischiarsi alla vita vera dei romani.
Ci sono premi che consegnano una targa. E ce ne sono altri che provano a fare qualcosa di piรน: fermare per un momento il rumore delle cose e dire a una persona: โAbbiamo visto quello che hai fatto. E pensiamo che valga la pena raccontarlo.โ
โLe Onde del Destino โ Premio alle Eccellenze Umbreโ, ideato e diretto da Ilaria Solazzo, nasce esattamente da questa idea.
Redazione-ย Ci sono premi che consegnano una targa. E ce ne sono altri che provano a fare qualcosa di piรน: fermare per un momento il rumore delle cose e dire a una persona: โAbbiamo visto quello che hai fatto. E pensiamo che valga la pena raccontarlo.โ
โLe Onde del Destino โ Premio alle Eccellenze Umbreโ, ideato e diretto da Ilaria Solazzo, nasce esattamente da questa idea.
Non una gara. Non una classifica. Non la ricerca del personaggio piรน famoso. Piuttosto, un tentativo di mettere intorno allo stesso tavolo persone che hanno percorso strade diverse e che, proprio attraverso quelle strade, hanno contribuito a costruire il volto contemporaneo dellโUmbria.
La prima edizione, ospitata nelle Sale del Seicento di Palazzo Mauri a Spoleto, ha riunito 26 protagonisti. Ventisei storie che non hanno molto in comune, se non una parola che le attraversa tutte: impegno.
Cโรจ chi ha scelto lโarte, chi lโarchitettura, chi lโeditoria, chi la cultura, chi lโimpresa, chi la comunicazione. Professioni diverse, caratteri diversi, esperienze diverse. Ma il punto non era uniformare queste differenze. Era metterle una accanto allโaltra.
E forse รจ proprio questo il dato piรน interessante della manifestazione.
In foto la scrittrice Eleonora Benedetti, l’artista Luca Cisternino e il presentatore Massimo Zamponi
In una societร nella quale siamo spesso abituati a conoscere soltanto il risultato finale, il Premio ha provato a riportare lโattenzione sul percorso. Perchรฉ dietro una professione c’รจ una vita. Dietro un successo ci sono spesso anni di lavoro. Dietro un applauso ci sono giornate in cui nessuno applaudiva.
Tra i protagonisti della giornata, gli architetti Giovanni e Maurizio Tonti, il Maestro David Pompili, il regista C. L. Grugher e lโeditore Jean Luc Bertoni hanno ricevuto particolare attenzione e calorosi applausi. Ma sarebbe riduttivo fermarsi ai singoli nomi.
Il senso dell’iniziativa รจ stato proprio quello di costruire un racconto collettivo.
Ventisei persone, dunque, ma anche ventisei modi differenti di intendere il proprio lavoro.
Ed รจ qui che entra in gioco Ilaria Solazzo.
In foto l’assessore Danilo Chiodetti con Massimo Zamponi
La sua idea non sembra essere quella di aggiungere semplicemente un’altra manifestazione al calendario degli appuntamenti culturali. Il progetto nasce da una domanda molto piรน semplice: quante persone di valore conosciamo soltanto superficialmente?
Un premio puรฒ diventare allora uno strumento per approfondire, per ascoltare, per creare relazioni.
E la parola โascoltoโ non รจ secondaria.
Durante la manifestazione non si รจ celebrato soltanto ciรฒ che i premiati hanno raggiunto. Si รจ cercato di dare dignitร anche alle loro storie. Perchรฉ l’eccellenza, quando รจ autentica, raramente arriva tutta insieme. Si costruisce lentamente, spesso lontano dai riflettori.
Spoleto ha cosรฌ fatto da cornice a un pomeriggio nel quale il riconoscimento รจ diventato incontro.
E il nome scelto per il Premio non poteva essere piรน coerente.
Le onde si muovono. Partono da un punto e si propagano. Incontrano altre onde, cambiano intensitร , raggiungono rive che sembravano lontane.
ร una metafora semplice, ma efficace.
Anche le persone funzionano cosรฌ.
Una scelta puรฒ generare un’altra scelta. Un incontro puรฒ cambiare una carriera. Un libro puรฒ raggiungere qualcuno a chilometri di distanza. Un gesto puรฒ diventare esempio. Una professionalitร puรฒ lasciare un segno anche oltre il proprio settore.
Ecco perchรฉ il โdestinoโ del Premio non sembra essere soltanto quello della singola persona premiata. ร il destino di una comunitร che prova a riconoscere i propri talenti.
L’Umbria, in questo senso, non viene raccontata come una cartolina.
Viene raccontata attraverso le persone.
Attraverso chi lavora, crea, insegna, progetta, scrive, dirige, inventa. Attraverso chi continua a credere che fare bene il proprio mestiere sia ancora una forma di responsabilitร .
Alla fine della giornata, quando gli applausi si sono spenti, รจ rimasta una domanda: cosa resta davvero di un premio?
Resta una fotografia, certo. Resta una targa. Resta un ricordo.
Ma se il progetto funziona, resta soprattutto una storia raccontata a qualcuno che prima non la conosceva.
Ed รจ forse questa la vera scommessa de โLe Onde del Destinoโ.
Non premiare il successo.
Riconoscere il valore prima che il tempo lo faccia dimenticare.
Perchรฉ le onde non hanno fretta. Continuano il loro viaggio.
E questa prima edizione potrebbe essere soltanto la prima onda.
In foto il Cav. Roberta Testaguzza, la scrittrice Eleonora Benedetti, l’ideatrice e Direttrice Artistica del Premio la Dottoressa Ilaria Solazzo, la scrittrice Maria Rita Angelini mamma di Giacomo Innocenzi ed il conduttore della kermesse Massimo Zamponi
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โNON VOLEVO CREARE UNA SEMPLICE CERIMONIA. VOLEVO CREARE UN LUOGO DOVE LE PERSONE POTESSERO RICONOSCERSIโ
Intervista a Ilaria Solazzo, ideatrice e direttrice artistica di โLe Onde del Destino โ Premio alle Eccellenze Umbreโ
Dottoressa Solazzo, partiamo dalla cosa piรน difficile: quando ha visto la sala piena, cosa ha pensato?
Ho pensato che un’idea, a quel punto, non era piรน soltanto mia. Era diventata qualcosa di condiviso. Ho visto i premiati, le persone presenti, gli applausi e ho capito che il progetto aveva trovato la sua dimensione naturale: quella dell’incontro.
Che cosa significa, per Lei, la parola โeccellenzaโ?
Non significa essere perfetti e neppure essere i primi. Significa fare bene qualcosa, con serietร , passione e continuitร . E soprattutto significa lasciare una traccia. A volte anche piccola. Ma autentica.
Perchรฉ ha scelto di premiare persone provenienti da settori cosรฌ diversi?
Perchรฉ l’Umbria non ha una sola identitร . ร arte, cultura, impresa, professioni, creativitร , tradizione e innovazione. Sarebbe stato un errore raccontarla attraverso una sola categoria.
Quindi non cercava soltanto nomi importanti?
No. Cercavo persone importanti per quello che hanno fatto. ร diverso. Un nome puรฒ essere conosciuto, ma una storia puรฒ essere molto piรน interessante della notorietร .
Durante la cerimonia ci sono stati momenti di grande emozione. Se ne aspettava cosรฌ tanta?
Sinceramente no. Ogni persona ha reagito in modo diverso. C’รจ chi ha sorriso, chi si รจ commosso, chi ha parlato poco. Ma sono proprio queste differenze a rendere vere le emozioni.
Tra i protagonisti anche gli architetti Giovanni e Maurizio Tonti, il Cav. Olga Urbani, l’imprenditore Francesco Loreti Urbani, il Maestro David Pompili, il regista C. L. Grugher e l’editore Jean Luc Bertoni. Che cosa accomuna personalitร cosรฌ diverse?
La capacitร di trasformare una competenza in qualcosa che rimane. Sono linguaggi differenti, ma alla fine l’arte, l’architettura, il cinema, l’editoria hanno una cosa in comune: parlano alle persone e costruiscono cultura.
Lei ha insistito molto sul concetto di โdare voceโ. Perchรฉ?
Perchรฉ viviamo in un tempo nel quale spesso si parla molto e si ascolta poco. Io volevo invertire il meccanismo. Prima viene la persona, poi viene il premio. Prima viene la sua storia, poi viene la targa.
Ventisei premiati. Non รจ stato difficile scegliere?
ร stata una grande responsabilitร . Quando scegli di riconoscere qualcuno, devi sapere che dietro quel riconoscimento c’รจ una storia. Ho cercato di costruire un gruppo eterogeneo, proprio perchรฉ rappresentasse la complessitร e la ricchezza dell’Umbria.
Nel nome del Premio ci sono due parole molto forti: โondeโ e โdestinoโ. Come le interpreta?
Il destino, per me, non รจ qualcosa che semplicemente subiamo. ร anche quello che costruiamo con le nostre decisioni. Le onde rappresentano invece il movimento: gli incontri, le difficoltร , le opportunitร , le ripartenze. Ognuno di noi attraversa le proprie onde. La differenza sta nel modo in cui decide di affrontarle.
Ha mai avuto paura che il progetto non funzionasse?
Certo. Chi dice di non avere paura probabilmente non sta dicendo tutta la veritร . Quando costruisci qualcosa da zero ti chiedi continuamente se funzionerร . Ma la paura puรฒ essere anche una forma di attenzione.
Il Cav. Roberta Testaguzza, il Maestro Stefano Alleva ed il presentatore Massimo Zamponi
E cosa ha imparato da questa prima edizione?
Che le persone hanno ancora voglia di incontrarsi. E che quando un progetto รจ costruito con sinceritร , questa sinceritร arriva.
C’รจ qualcosa che rifarebbe diversamente?
Sicuramente. Una prima edizione รจ sempre un laboratorio. Ci sono tempi, aspetti organizzativi e dettagli che possono essere migliorati. Ma non cambierei l’idea di fondo: mettere le persone al centro.
Che cosa vorrebbe diventasse โLe Onde del Destinoโ?
Vorrei diventasse un appuntamento capace di crescere senza perdere la propria anima. Non voglio un Premio autoreferenziale. Vorrei un progetto culturale che sappia guardare alla regione, raccontarla e, quando possibile, far dialogare persone che normalmente non avrebbero occasione di incontrarsi.
Se dovesse scegliere una sola parola per descrivere i 26 premiati?
Direi: perseveranza.
Perchรฉ proprio questa?
Perchรฉ il talento da solo non basta. Bisogna continuare. Anche quando nessuno guarda. Anche quando arrivano le difficoltร . Anche quando il risultato tarda ad arrivare.
E cosa vorrebbe dire alle persone presenti in quella sala?
Grazie per aver ascoltato. Un applauso dura pochi secondi. L’ascolto, invece, puรฒ cambiare il modo in cui guardiamo una persona.
Che cosa resta dopo la fine di una manifestazione come questa?
Restano gli incontri. Restano le parole. Restano le emozioni. E restano soprattutto le storie che qualcuno, da quel momento, potrร raccontare a sua volta.
Allora il Premio non finisce quando termina la cerimonia?
No. Se finisse lรฌ, sarebbe soltanto una cerimonia. Io penso che un Premio debba cominciare proprio quando si spengono i riflettori.
Il Cav. Roberta Testaguzza, l’ideatrice del premio la Dottoressa Ilaria Solazzo, la scrittrice Eleonora Benedetti e il conduttore della kermesse Massimo Zamponi
Un’ultima domanda. A chi vuole dire grazie?
A mio padre Francesco, innanzitutto. Per la presenza, per l’affetto e per quella fiducia che non ha bisogno di grandi discorsi.
Poi ai tre amici che ho voluto accanto a me nel team: la scrittrice Eleonora Benedetti, il Cavaliere Roberta Testaguzza e Massimo Zamponi, che ha condotto la kermesse con grande maestria.
Ringrazio il Sindaco di Spoleto, l’Assessore Danilo Chiodetti, il Presidente della Provincia di Perugia, la U.I.R., tutta l’Umbria e le testate giornalistiche che hanno scelto di raccontare e sostenere questo progetto.
E naturalmente ringrazio i 26 premiati. Perchรฉ un’idea puรฒ nascere nella mente di una persona, ma diventa realtร soltanto quando altre persone decidono di crederci.
E se dovesse lasciare alla fine dell’intervista una sola immagine?
Una persona che esce dalla sala con la propria targa sotto il braccio.
Non perchรฉ quella targa le abbia cambiato la vita.
Ma perchรฉ, per una volta, qualcuno le ha detto: โIl tuo lavoro รจ stato visto. La tua storia merita di essere raccontata.โ
Forse รจ questa la vera onda.
Quella che non si vede.
Quella che parte da una persona, incontra un’altra persona e continua il suo viaggio.
E magari, un giorno, arriva molto piรน lontano di quanto avessimo immaginato.
Svelato il Drappellone dell’Assunta: il fascino mistico di Teodora Axente incanta l’anima di Siena
Il velo รจ caduto nel Cortile del Podestร : svelato il bellissimo “Cencio” del Palio di Siena! ๐ ๐จ ร un capolavoro carico di misticismo, speranza e simboli antichi quello dipinto dall’artista rumena Teodora Axente. Un Drappellone dedicato all’Assunta e ai 500 anni dalla storica Battaglia di Camollia, dominato da luci caravaggesche e metamorfosi oniriche. Leggi l’articolo per scoprire tutti i messaggi nascosti in quest’opera straordinaria e l’emozionante storia dell’artista che, a soli 10 anni, vide esposta la sua prima Madonna sull’altare di una chiesetta in Romania! ๐ ๐ก๏ธ
Siena – C’รจ un istante precisissimo, nei giorni roventi che precedono il Palio, in cui l’intera cittร di Siena smette di respirare. ร l’attimo esatto in cui, nel magnifico Cortile del Podestร di Palazzo Pubblico, cade il velo e si mostra per la prima volta al popolo il Drappellone: il “Cencio” ambito, sognato e venerato che andrร ad arricchire in eterno il museo della Contrada vincitrice. Ieri pomeriggio, lunedรฌ 10 agosto, dopo il brivido provocato dallo squillo solenne delle chiarine, i senesi hanno potuto finalmente ammirare l’opera che consacrerร la Carriera del 16 agosto 2026. Un’opera dal fascino magnetico e surreale, firmata dalla straordinaria artista rumena Teodora Axente, dedicata alla Madonna dell’Assunta e pensata per celebrare i cinquecento anni della storica battaglia di Camollia.
Tra le ombre di Caravaggio e la metamorfosi: l’anima mistica dell’opera
Quello dipinto dalla Axente non รจ un semplice stendardo, ma un abisso di simboli, visioni e spiritualitร in cui perdersi. Costruita secondo un rigoroso impianto piramidale (un inchino evidente alla immensa tradizione pittorica senese e ai capolavori di Simone Martini), l’opera รจ dominata dalla figura dolcissima e potente della Vergine. Con il suo grande manto azzurro, la Madonna protegge la cittร e la celebre Rosa d’Oro (dono di Papa Pio II). Ai suoi piedi, in un gioco di suggestioni visive tipiche del linguaggio metamorfico dell’artista, due cherubini si fondono con le figure di alcuni pesci per sorreggere gli stemmi di Siena. Il pesce, antico e potentissimo simbolo del cristianesimo delle origini, si trasforma qui in metafora dell’intera comunitร senese.
A rendere l’opera un vero e proprio palcoscenico รจ l’uso magistrale della luce e dell’ombra. Un chiaroscuro di limpida derivazione caravaggesca fa emergere le figure dal buio, mentre le cupe nubi tempestose sullo sfondo (che evocano i fragori della battaglia di Camollia del 1526) vengono squarciate dalla luce irradiata dalla Vergine, trasformando il cielo in un simbolo assoluto di rinascita e speranza.
1526-2026: La Battaglia di Camollia e la forza di una comunitร unita
Nel cuore dell’opera campeggia la silhouette monumentale di Siena, con il Palazzo Pubblico, la Torre del Mangia e il Duomo fusi in un’unica entitร , mentre in Piazza del Campo le diciassette Contrade sono raffigurate come figure solenni e armoniose. La profonditร storica del drappellone รจ stata ribadita con forza dal Sindaco Nicoletta Fabio: ยซCinquecento anni fa, il 25 luglio 1526, la nostra cittร scrisse una delle pagine piรน significative della propria storia. La battaglia di Camollia non fu soltanto una vittoria militare: fu il momento esatto in cui un’intera comunitร , fino ad allora attraversata da divisioni e contrasti, dimostrรฒ di sapersi riconoscere nella difesa della propria libertร e della propria identitร . Un popolo che si ritrovรฒ unito davanti a qualcosa di piรน grande: il bene comuneยป.
Teodora Axente: da un villaggio della Romania al cuore di Siena
La grandezza di questo Drappellone affonda le radici nella storia personalissima della sua autrice. Come ha magistralmente spiegato il curatore d’arte Riccardo Freddo, Teodora Axente appartiene alla celebre “Scuola di Cluj”, uno dei movimenti artistici contemporanei piรน influenti al mondo. La sua รจ una pittura surrealista, che dialoga intimamente con il passato strizzando l’occhio a giganti come Frida Kahlo.
Ma per capire l’attaccamento viscerale della Axente alla figura della Madonna, bisogna tornare indietro nel tempo, nel piccolo villaggio rumeno di ลura Mare. Lรฌ, una Teodora bambina, accompagnata dai nonni, osservava rapita le icone bizantine in chiesa, avvolte dal fumo denso dell’incenso. A soli dieci anni dipinse su vetro una Madonna col Bambino che il sacerdote, colpito dalla purezza del tratto, collocรฒ direttamente sull’altare. ยซQuella รจ stata la mia prima, vera mostraยป, ama ricordare l’artista. E ieri, con la voce rotta dall’emozione, la Axente ha voluto ringraziare la cittร : ยซIn questi mesi ho sentito una vicinanza particolare con la tradizione senese e con quella dimensione sacra che appartiene anche alle mie radici. Grazie Siena, per avermi permesso di diventare, anche solo per un momento, parte della tua storia immensaยป.
Il trionfo dell’identitร : “Siena indossa l’abito della sua storia”
L’abbraccio tra la cittร e la pittrice suggella un rito che si rinnova inesorabile, senza tempo e senza logica se non quella dell’amore. ยซSiena si veste dei colori delle sue Contrade e assume una dimensione sospesa tra il sacro e il terreno, tra la materia e il sognoยป, ha concluso il Sindaco. ยซNei giorni del Palio tutto cambia: le strade, i suoni, i gesti. Siena indossa una veste nuova. Ed รจ esattamente questa eleganza, questo intreccio di bellezza, memoria e sentimento, che oggi ritroviamo nel Drappellone di Teodora Axenteยป.
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