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Sicurezza nelle scuole a Pescara: l’allarme del comitato Fortis su droga e armi tra i giovani

⚠️ Allarme sicurezza nelle scuole di Pescara: il comitato Fortis chiede controlli e più supporto psicologico per prevenire la diffusione di droghe e armi tra i giovani. La scuola deve tornare ad essere un luogo sicuro. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#Pescara #ScuolaSicura #Prevenzione #ComitatoPescaraFortis

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tony bosco

Redazione-  Pescara si trova di fronte a una sfida di ordine sociale e civile che non ammette più rinvii. Il tema della sicurezza all’interno e nelle immediate adiacenze degli istituti scolastici è tornato prepotentemente al centro del dibattito pubblico, spinto dalle recenti segnalazioni raccolte dal Comitato cittadino Pescara Fortis. La preoccupazione riguarda la diffusione di sostanze stupefacenti e il crescente possesso di armi bianche tra gli studenti delle scuole medie e superiori, una tendenza che minaccia di incrinare la serenità che dovrebbe caratterizzare il percorso formativo dei ragazzi.

A sollevare il caso è Tony Bosco, responsabile della sicurezza del comitato, che ha espresso le proprie perplessità durante una conferenza stampa volta a sensibilizzare le istituzioni e le famiglie. Non si tratta di una critica isolata, ma di una richiesta di intervento strutturato per evitare che il disagio giovanile si trasformi in una vera e propria emergenza criminale. Secondo quanto riportato, la presenza di coltelli, tirapugni o lame di varia natura custoditi negli zaini, accanto ai libri di testo, è un segnale che il tessuto sociale sta subendo un deterioramento preoccupante.

Una richiesta di interventi concreti per la protezione degli studenti

Le dinamiche segnalate indicano che il fenomeno, pur coinvolgendo numericamente una minoranza della popolazione studentesca, rischia di inquinare l’intera vita scolastica. Bosco ha sottolineato la necessità di superare la tendenza a minimizzare questi episodi, spesso derubricati erroneamente come semplici bravate giovanili. Quando il confine tra l’illegalità e la vita scolastica diventa labile, la scuola smette di essere lo spazio protetto destinato all’apprendimento e alla crescita civica, trasformandosi in un luogo dove la minaccia costante mina la serenità di docenti, personale scolastico e studenti.

Il comitato Pescara Fortis ha avanzato una proposta articolata, che punta al potenziamento della vigilanza esterna attraverso un incremento dei pattugliamenti delle forze dell’ordine e della polizia locale nei momenti critici della giornata: l’ingresso al mattino e l’uscita al termine delle lezioni. Queste fasce orarie sono state identificate come i momenti in cui il rischio di scambi illeciti o di aggressioni appare più elevato. Oltre al controllo fisico del territorio, il comitato preme per l’implementazione di sistemi di videosorveglianza moderna nei perimetri esterni agli edifici storici e periferici, fornendo così un deterrente tecnologico in grado di monitorare le aree meno presidiate.

Oltre la repressione: il ruolo della prevenzione psicologica

Tuttavia, la sicurezza non può dipendere esclusivamente da misure restrittive o dalla cosiddetta militarizzazione delle scuole. La visione di Pescara Fortis abbraccia un approccio olistico in cui l’educazione e l’ascolto occupano un posto di primo piano. La richiesta rivolta alle istituzioni prevede un impegno finanziario maggiore volto a potenziare gli sportelli di ascolto psicologico all’interno dei plessi. L’obiettivo è quello di intercettare precocemente le manifestazioni di malessere, permettendo ai ragazzi di trovare un interlocutore preparato prima che le fragilità personali degenerino in comportamenti violenti o in devianze pericolose.

Il percorso suggerito dal comitato include inoltre la creazione di un tavolo di confronto permanente che riunisca prefettura, comune, forze dell’ordine, dirigenti scolastici e rappresentanze dei genitori. La collaborazione tra questi attori, secondo Pescara Fortis, è l’unico modo per adottare strategie uniformi ed efficaci. Il dialogo costante tra famiglia e istituzione rimane il pilastro fondamentale per ricostruire una rete di protezione in grado di accogliere e orientare le nuove generazioni.

La scuola, secondo la posizione espressa da Tony Bosco, deve tornare a essere un santuario dell’educazione. Il monito lanciato è chiaro: il tempo per una prevenzione efficace è ancora disponibile, ma richiede una volontà politica e sociale condivisa. La priorità resta la tutela dei giovani cittadini, chiamati a formarsi in un ambiente sano dove la legalità non sia solo un concetto teorico da studiare sui libri, ma una prassi quotidiana vissuta tra i banchi e nei corridoi. Il Comitato resta in attesa di segnali concreti, auspicando che la gestione della questione diventi una priorità nell’agenda politica locale, al di là di ogni colore partitico, per garantire un futuro più protetto alla gioventù pescarese.

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Piana del Cavaliere

Il Misterioso Cavaliere della Piana

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Il Misterioso Cavaliere della Piana

Anche il nome Piana del Cavaliere ha dato origine a diverse interpretazioni.

Una delle ipotesi più suggestive, non documentata come certezza storica, collega il nome alle frequentazioni della zona da parte della famiglia Colonna, che utilizzava questi territori anche per grandi battute di caccia. Secondo questa tradizione, un cavaliere della famiglia avrebbe avuto un ruolo particolare nell’organizzazione delle battute. Lo stesso Cavaliere, oltre ad avere un ruolo importante, come organizzatore delle giornate di battuta, era anche, da leggende tramandate, un uomo silenzioso e di poche parole, che quando arrivata a cavallo, spesso non si udiva nessun passo, ma se ne accorgeva della presenza dal cigolio dell’ampia armatura.

È una di quelle storie in cui un nome geografico diventa il punto di partenza per costruire una memoria collettiva.

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Piana del Cavaliere

Carsoli – la leggenda delle frazioni Villaromana e Montesabinese ed il Ratto delle Sabine

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Carsoli - la leggenda delle frazioni Villaromana e Montesabinese ed il Ratto delle Sabine

Anche Villa Romana e Montesabinese, frazioni del territorio di Carsoli, custodiscono una curiosa leggenda sulle proprie origini.

Secondo la tradizione popolare, la nascita dei due centri sarebbe collegata addirittura al ratto delle Sabine. Il ratto delle Sabine è una leggenda fondativa della storia di Roma che racconta il rapimento delle donne della popolazione vicina dei Sabini da parte dei primi romani guidati da Romolo.

Dopo la riconciliazione tra Romani e Sabini, secondo il racconto, i contendenti avrebbero fondato i due borghi vicini. È una spiegazione leggendaria, mentre le ricostruzioni storiche collegano l’origine degli abitati allo sviluppo degli antichi insediamenti agricoli dell’area di Carsioli.

Una leggenda che porta dunque la storia di Carsoli addirittura alle origini di Roma.

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Piana del Cavaliere

Oricola – la leggenda del generale Sisara ed il bosco di Sesera

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Oricola - la leggenda del generale Sisara ed il bosco di Sesera

Questa è forse una delle leggende più affascinanti dell’intero territorio.

Nel Bosco di Sesera, area boschiva che interessa anche una parte del territorio di Carsoli, la tradizione vuole che abbia trovato dimora il generale Sisara, personaggio dell’Antico Testamento. Sisara (o Sisera) è un personaggio biblico del XII secolo a.C., noto come il comandante dell’esercito di Iabin, re cananeo di Asor Comandava le truppe cananee (armate con 900 carri da guerra) che oppressero gli Israeliti per vent’anni. Fu sconfitto nella piana di Megiddo (o Izreel) dalle forze ebraiche guidate dal generale Barac e ispirate dalla profetessa Debora.Dopo la disfatta, Sisara fuggì a piedi e cercò rifugio nella tenda di Giaele, moglie di Eber il Kenita (un popolo alleato dei Cananei). Giaele lo accolse, gli diede del latte e lo fece addormentare. Mentre dormiva, lo uccise conficcandogli un picchetto della tenda nella tempia usando un maglio. Secondo la leggenda, proprio da lui deriverebbe il nome Sesera.

La storia non è una spiegazione storica accertata del toponimo, ma è rimasta nella memoria locale e conferisce al bosco un’atmosfera quasi mitica.

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