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Territorio

Lungo il Cammino dei Briganti: l’appuntamento con la natura a Massa d’Albe

🌿 Esplora la bellezza del Monte Velino e scopri i segreti delle erbe spontanee insieme a “Marsica per tutti”. Ti aspettiamo sabato 20 giugno a Massa d’Albe per una giornata di condivisione e natura.

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#MarsicaPerTutti #MassaDAlbe #TurismoSostenibile #AbruzzoOutdoor

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Redazione-  Massa d’Albe torna al centro del dibattito sul turismo accessibile e la valorizzazione del territorio appenninico. Sabato 20 giugno, a partire dalle 16:30, il borgo marsicano ospita un nuovo appuntamento inserito nel calendario del progetto “Marsica per tutti”, un’iniziativa che mira a trasformare il concetto di viaggio in un’esperienza plurisensoriale, aperta a chiunque desideri riscoprire il contatto con la natura nel rispetto della biodiversità locale. L’evento, intitolato “Lungo il cammino dei briganti: alla scoperta dell’iperico e delle piante autoctone, dalle proprietà al corretto utilizzo alimentare e non”, promette una giornata di immersione tra sentieri storici e botanica di montagna.

Un progetto per abbattere le barriere del territorio

Il progetto “Marsica per tutti” è promosso dall’associazione “Percorsi Solidali” A.P.S. di Collelongo e vanta la direzione del professor Sandro Valletta. L’iniziativa gode del sostegno della Regione Abruzzo, che ha destinato a questo programma specifico una parte del Fondo Sociale Regionale, stanziando oltre 300.000 euro per interventi di carattere sociale e culturale. L’obiettivo primario è definire un modello di turismo non convenzionale, dove il prefisso “outdoor” non sia solo una parola di moda, ma una realtà operativa che metta al centro le persone con disabilità.

Rendere le comunità, i percorsi e gli spazi montani fruibili significa dare valore economico al territorio, ma soprattutto generare benessere sociale. “Marsica per tutti” si configura come un viaggio che invita i partecipanti a riattivare i sensi, seguendo il ritmo lento e costante delle stagioni. La rete di collaboratori che coordina le attività, composta da Roberta Falcioni, Simone Giffi, Carmine Venettacci e Romeo Abruzzo, lavora per garantire che ogni tappa del tour sia una celebrazione dell’inclusività, trasformando il cammino in un’esperienza di arricchimento reciproco.

L’itinerario tra le rocce del Monte Velino

Il percorso programmato per sabato 20 giugno prende il via dalla sezione alta del centro abitato di Massa d’Albe. Il tracciato si sviluppa con una pendenza dolce, attraversando zone caratterizzate da antichi fontanili, prati di montagna e boschi di querce secolari, habitat che custodiscono una parte significativa del patrimonio naturalistico della zona. Superata l’area nota come “Jo Pago”, il sentiero subisce una mutazione paesaggistica, addentrandosi in un suggestivo canyon naturale. In questo tratto, la conformazione geologica si restringe, lasciando spazio a imponenti affioramenti rocciosi che conducono il visitatore verso il fondo valle, dove la vegetazione si fa più densa, umida e fresca.

Questo scenario, dominato dall’ombra costante e dal silenzio, offre un contrasto netto rispetto ai pendii più assolati che caratterizzano il versante orientale del Monte Velino. Proprio la varietà botanica rappresenta il cuore dell’iniziativa: i partecipanti avranno modo di osservare da vicino l’iperico, pianta nota per le sue proprietà officinali, insieme a esemplari di origano selvatico, timo e mentuccia, erbe aromatiche che definiscono la biodiversità dell’Appennino centrale. Nelle porzioni più riparate della valle, l’ambiente si arricchisce di felci e muschi, creando un ecosistema rigoglioso che testimonia la resilienza della flora locale.

Cultura della terra e rispetto per l’ambiente

L’evento non si limita alla semplice passeggiata, ma si propone come un momento di approfondimento scientifico ed etnico. Durante il percorso, gli esperti guideranno i presenti in un percorso di conoscenza volto a spiegare non solo le caratteristiche biologiche delle piante incontrate, ma anche il loro corretto impiego nella tradizione alimentare e nella cura della persona. Comprendere l’uso delle erbe spontanee significa riappropriarsi di una cultura contadina e montana che rischia di andare perduta, in un contesto, quello del Monte Velino, dove la forza degli elementi e il lavoro dell’uomo si incrociano da secoli.

La partecipazione è aperta a tutti coloro che desiderano trascorrere un pomeriggio all’insegna della consapevolezza ambientale. Il progetto “Marsica per tutti”, attraverso le parole del professor Valletta, lancia così un invito ufficiale alla comunità, sottolineando l’importanza di frequentare questi luoghi con senso di meraviglia e profondo rispetto. La camminata si trasforma in un’occasione per osservare le mutazioni morfologiche del terreno e per comprendere perché proprio queste terre siano state, in passato, il rifugio e la dimora di chi ha fatto la storia del brigantaggio, camminando ovunque, oltre i confini del prevedibile.

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Territorio

Collalto Sabino ospita la sedicesima edizione del campo scuola per giovani volontari

🏕️ A Collalto Sabino, 20 ragazzi si mettono in gioco per imparare le tecniche di soccorso, prevenzione e sicurezza in una settimana di campo scuola indimenticabile al fianco delle Forze dell’Ordine.

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#ProtezioneCivile #CollaltoSabino #FormazioneGiovani #SicurezzaTerritoriale

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Redazione- Collalto Sabino, piccolo borgo incastonato tra le montagne del Reatino, si prepara a vivere un’estate all’insegna della responsabilità civica e della formazione outdoor. Dal 29 giugno al 3 luglio 2026, il territorio diventerà teatro della sedicesima edizione di “Anch’io sono la Protezione Civile”, il progetto nazionale promosso dal Dipartimento della Protezione Civile che mira a formare le nuove generazioni sui temi della sicurezza e della prevenzione. Per cinque giorni, venti ragazzi e ragazze di età compresa tra i dieci e i sedici anni abbandoneranno i dispositivi digitali per indossare l’uniforme simbolica del volontariato, vivendo in un campo base allestito appositamente per le loro attività.

L’esperienza formativa tra natura e disciplina

L’iniziativa, gestita sul territorio dal Gruppo Comunale di Protezione Civile di Collalto Sabino, punta a creare una solida coscienza civica tra i giovani partecipanti. Il programma è studiato per essere un banco di prova dove la teoria incontra la pratica operativa, in un contesto protetto ma dinamico. I ragazzi inizieranno la loro giornata con l’allestimento del campo, imparando le basi della convivenza comunitaria in tenda, una pratica che favorisce lo sviluppo dello spirito di squadra e della condivisione degli spazi.

Le attività proposte coprono un ventaglio estremamente vasto di competenze necessarie in caso di emergenza. I partecipanti prenderanno parte a simulazioni di spegnimento incendi boschivi, un tema di grande attualità per le aree montane del Lazio, e apprenderanno le procedure di mitigazione dei rischi idrogeologici e sismici. Non mancheranno prove tecniche di ricerca persone disperse nei boschi circostanti, durante le quali i ragazzi dovranno misurarsi con la cartografia, la topografia e l’orientamento, strumenti indispensabili per chiunque si trovi a operare in ambienti naturali impervi.

Un capitolo significativo riguarda l’uso della tecnologia moderna applicata al soccorso. Il campo include sessioni dedicate all’uso degli apparati radio per le comunicazioni critiche e, novità di grande interesse per le nuove generazioni, le basi dell’utilizzo dei droni per il monitoraggio del territorio in tempo reale. Questo approccio non solo incuriosisce i partecipanti, ma offre una visione concreta di come l’innovazione digitale sia entrata a pieno titolo nei protocolli di gestione dei disastri.

La sinergia con i corpi dello stato

Il valore aggiunto di questa edizione risiede nella collaborazione con le istituzioni che rappresentano l’ossatura del soccorso nel nostro Paese. Il campo scuola non si limita all’insegnamento dei volontari locali, ma apre le porte a un confronto diretto con i professionisti che operano quotidianamente sul campo. Sono previsti incontri e dimostrazioni pratiche condotte dal personale della Croce Rossa Italiana, dell’Arma dei Carabinieri, del Comando dei Carabinieri Forestali, della Polizia Stradale e del Soccorso Alpino e Speleologico.

Tra le attività più attese, spiccano gli interventi delle unità cinofile della Guardia di Finanza, un momento di alto impatto visivo ed emotivo che spiegherà ai ragazzi come il legame con gli animali sia fondamentale nelle operazioni di salvataggio. Inoltre, una giornata intera sarà dedicata alla visita presso un distaccamento dei Vigili del Fuoco. Durante questo sopralluogo, i giovani avranno la possibilità di osservare da vicino i mezzi pesanti, le dotazioni tecnologiche utilizzate per le estricazioni e l’organizzazione logistica che permette alle squadre di pronto intervento di operare in tempi rapidi.

Una scuola di vita per il futuro del volontariato

L’iniziativa di Collalto Sabino non va considerata come un semplice svago estivo. L’obiettivo ultimo resta quello di trasmettere il concetto che la sicurezza non è un compito delegato esclusivamente agli enti, ma un impegno che coinvolge ogni singolo cittadino. Attraverso il contatto diretto con chi dedica la propria vita alla tutela degli altri, i ragazzi imparano il rispetto per l’ambiente circostante e la cura per il bene comune.

Il campo scuola si propone come una palestra di vita dove le regole, la disciplina e la cooperazione diventano basi per la crescita personale. Al termine dei cinque giorni, i venti partecipanti porteranno a casa non solo nozioni tecniche su come affrontare una situazione di crisi, ma una nuova consapevolezza su cosa significhi appartenere a una comunità solidale. La sfida di “Anch’io sono la Protezione Civile” è quella di trasformare la curiosità dei giovani in una risorsa duratura per il territorio, seminando nei cuori dei ragazzi il desiderio di continuare, una volta diventati adulti, a servire il prossimo con competenza, coraggio e un profondo senso di appartenenza allo Stato.

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Territorio

Emergenza caldo in Abruzzo, la Uil chiede protocolli permanenti per la sicurezza dei lavoratori

🌡️ La Uil Abruzzo propone un protocollo strutturale per proteggere i lavoratori dal caldo estremo, superando le misure emergenziali in favore di una prevenzione permanente e condivisa.

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#UilAbruzzo #SicurezzaSulLavoro #EmergenzaCaldo #PrevenzioneLavorativa

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Redazione-  Pescara è il centro di un dibattito che coinvolge l’intero territorio regionale in merito alle tuteure per chi lavora durante i picchi di calore estremo. L’ordinanza emanata dalla Regione Abruzzo, volta a limitare l’esposizione solare nei settori dell’agricoltura, dell’edilizia e del florovivaismo, è stata accolta con favore dalla Uil Abruzzo, che tuttavia sottolinea la necessità di superare la logica dell’emergenza stagionale. Per il sindacato, il cambiamento climatico ha trasformato le ondate di calore in una costante che richiede risposte normative stabili, capaci di tutelare l’intera popolazione lavorativa e non solo le categorie tradizionalmente considerate a rischio.

L’analisi portata avanti dalla Uil si basa sui recenti rapporti diffusi dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale. Le evidenze scientifiche mostrano come le temperature elevate stiano riducendo progressivamente la produttività e, soprattutto, incrementando in modo preoccupante il tasso di infortuni sul lavoro. Non si tratta più di eventi isolati, ma di una dinamica strutturale che impone un ripensamento profondo delle strategie di prevenzione negli ambienti produttivi abruzzesi.

Oltre l’emergenza: la proposta per il Protocollo Abruzzo

Il cuore della proposta sindacale risiede nella creazione di un “Protocollo Abruzzo sul rischio calore”. Secondo Valerio Camplone, responsabile del Dipartimento regionale Ambiente, Salute e Sicurezza della Uil, l’attuale sistema basato su ordinanze temporanee risulta insufficiente. È necessaria una strategia permanente che coinvolga attivamente le istituzioni, le parti sociali, le aziende e gli enti preposti alla sicurezza. La partecipazione dei Rappresentanti dei lavoratori per la Sicurezza aziendale e territoriale (RLS-RLST) deve diventare il fulcro di questo monitoraggio, permettendo di valutare non solo i rischi legati alle mansioni, ma anche le condizioni di fragilità soggettiva dei singoli dipendenti.

L’appello della Uil si estende a una platea molto più vasta rispetto ai cantieri edili. La trasformazione economica richiede di includere settori spesso dimenticati dai piani di prevenzione, come la logistica, le consegne a domicilio e il mondo dei rider, costantemente sotto il sole durante le ore più torride. Anche gli ambienti al chiuso, spesso sottovalutati, necessitano di una valutazione rigorosa: fonderie, magazzini, cucine industriali e stabilimenti manifatturieri sono luoghi dove le fonti di calore industriale si sommano alle temperature esterne, creando condizioni di lavoro critiche che non possono essere ignorate dalle norme vigenti.

La protezione necessaria nel pubblico e nei servizi

Un punto di particolare rilevanza sollevato dal sindacato riguarda l’amministrazione pubblica e il comparto sanitario. Ospedali, istituti penitenziari, uffici aperti al pubblico e sedi amministrative non sono esenti dai rischi del microclima. La Uil punta il dito contro la carenza o la cattiva manutenzione degli impianti di climatizzazione, che in molte strutture regionali rende invivibili gli spazi di lavoro. Il richiamo è al Protocollo quadro nazionale sottoscritto nell’estate del 2025, che indica chiaramente la strada: la valutazione del rischio microclimatico deve essere parte integrante dei documenti di sicurezza aziendali.

Tra le misure operative sollecitate rientrano la rimodulazione degli orari di lavoro nelle giornate di allerta meteo, l’incremento delle pause, la garanzia di una costante idratazione e una formazione specifica rivolta sia ai lavoratori che ai dirigenti. La sicurezza non deve essere vista come un costo aggiuntivo, ma come un investimento sulla qualità del lavoro e sulla prevenzione di infortuni evitabili. La sfida è quella di trasformare l’Abruzzo in un modello nazionale, capace di adottare procedure uniformi che mettano al riparo il tessuto produttivo dai rischi ormai conclamati del riscaldamento globale.

La Uil esorta quindi la Regione ad aprire un tavolo tecnico permanente con l’Inail, le Asl e l’Ispettorato del Lavoro per definire protocolli vincolanti. L’obiettivo finale non è solo l’osservanza formale degli obblighi di legge, ma l’anticipazione del rischio mediante un monitoraggio costante. Solo attraverso una collaborazione sinergica tra le parti sarà possibile garantire che, per ogni lavoratore abruzzese operante in condizioni critiche, esistano tutele concrete, universali e durature nel tempo.

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Piana del Cavaliere

Carsoli – Auto danneggiate nella notte , autori riconosciuti dalle telecamere di sorverglianza

🚔 Atti vandalici a Carsoli: la bravata di un gruppo di giovani finisce davanti ai Carabinieri. Grazie alle telecamere, i responsabili sono stati identificati e convocati in caserma. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#Carsoli #cronaca #vandalismi #sicurezza

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Redazione- Una scia di atti vandalici ha scosso la tranquillità della zona de Le Valli, nel territorio comunale di Carsoli, durante una recente nottata segnata da episodi di degrado urbano. Quella che doveva essere una serata di svago si è trasformata in un incubo per i proprietari di diverse automobili parcheggiate lungo le vie della zona commerciale e nelle aree limitrofe. Un gruppo di giovani, spinto probabilmente dalla noia e dall’assenza di freni inibitori, ha preso di mira i veicoli in sosta, vandalizzando carrozzerie, specchietti e cristalli, lasciando i residenti e i commercianti del posto in uno stato di profonda indignazione.

Le segnalazioni giunte alle forze dell’ordine hanno attivato immediatamente una serie di accertamenti mirati. La zona colpita, nota per essere un punto nevralgico della movida locale e caratterizzata dalla presenza di numerose attività commerciali, è dotata di sistemi di video-sorveglianza che si sono rivelati fondamentali per la risoluzione del caso. Le registrazioni acquisite dai Carabinieri della locale Stazione hanno permesso di ricostruire con precisione millimetrica la dinamica degli eventi, inquadrando i volti dei protagonisti della bravata notturna mentre danneggiavano sistematicamente le vetture parcheggiate.

L’intervento dei carabinieri e la fine dell’impunità

L’analisi dei filmati ha fornito agli inquirenti prove schiaccianti, rendendo il lavoro di identificazione rapido ed efficace. I giovani, sentendosi probabilmente al riparo dall’oscurità e dalla scarsa presenza di passanti a tarda ora, non hanno adottato precauzioni sufficienti per celare la propria identità, agendo sotto l’occhio vigile delle telecamere di sicurezza installate sia dai privati che dagli esercizi commerciali del comparto. Una volta rintracciati, i responsabili sono stati convocati presso la caserma dei Carabinieri di Carsoli per le procedure di rito e per rendere conto delle proprie azioni davanti alle autorità.

L’episodio ha sollevato un ampio dibattito tra la cittadinanza in merito al rispetto del decoro urbano e alla gestione del tempo libero tra i più giovani. Se da un lato l’identificazione dei responsabili conferma l’efficacia dei sistemi di sicurezza moderna, dall’altro emerge una preoccupazione diffusa sui danni materiali causati. Le denunce formalizzate dai proprietari dei veicoli danneggiati sono numerose: le spese per le riparazioni dei cristalli infranti, delle carrozzerie segnate e degli specchietti divelti peseranno ora direttamente sulle tasche di chi ha commesso il gesto. La posizione dei soggetti coinvolti è al vaglio dell’autorità giudiziaria, che dovrà valutare le conseguenze legali delle loro condotte in base alle querele depositate.

La sicurezza sul territorio tra prevenzione e controllo

Il comune di Carsoli, polo strategico dell’area della Piana del Cavaliere, sconta talvolta la sua posizione di passaggio e la vivacità della sua zona commerciale, che attira flussi di persone provenienti anche dai comuni limitrofi. La sicurezza, in un contesto che alterna zone residenziali e aree votate al commercio, richiede una costante attenzione. Le forze dell’ordine sottolineano come la tecnologia, pur non potendo prevenire ogni singolo atto di micro-criminalità, sia un deterrente prezioso per assicurare alla giustizia chi trasforma la propria insoddisfazione o noia in atti di violenza contro la proprietà privata.

Il controllo del territorio, garantito quotidianamente dall’arma dei Carabinieri, rimane il punto di riferimento per la comunità, che ora chiede maggiore attenzione nelle ore notturne per evitare il ripetersi di simili accadimenti. La vicenda si chiude con l’avvio degli iter legali necessari per i risarcimenti, ma lascia dietro di sé la necessità di una riflessione più ampia sulla responsabilità individuale. La protezione del patrimonio altrui, così come il rispetto per i beni comuni, resta un valore fondamentale che sembra essere stato dimenticato dai protagonisti di questa spiacevole pagina di cronaca locale, che ora dovranno affrontare le conseguenze penali e civili delle proprie azioni.

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