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“LE AQUILE DI SIRIO” AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO CON ALETTI EDITORE
Redazione- Con la sua raccolta d’esordio “Le aquile di Sirio”, Omar Altea indaga la frattura profonda tra la natura autentica dell’uomo e le maschere imposte da una società sempre più concentrata sull’ego e il profitto. L’opera – pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore – è un ritratto lucido e amaro della contemporaneità: un mondo in cui le interazioni umane sono spesso ridotte a meri scambi strategici di convenienza. «Le aquile, predatrici dalla vista acuta – spiega l’autore che vive a Venaria Reale (Torino) -, rappresentano il coraggio necessario per superare il pregiudizio. Solo in tal modo l’anima può splendere in tutta la sua embrionale verità come fa Sirio, la stella più luminosa del cielo notturno». Il poeta osserva come l’incapacità di connettersi realmente con i propri sentimenti porti alla creazione di legami tossici e giudizi preimpostati. «E’ un libro adatto a chi ama una poesia simbolica e totalizzante – scrive, nella Prefazione, il poeta, editore e formatore Giuseppe Aletti – che non teme l’eccesso e punta dritta al sublime emotivo, cercando nel linguaggio un atto di redenzione».
L’umanità, pur nascendo come un’opera d’arte preziosa che meriterebbe cure amorevoli, sembra aver smarrito la capacità di onorare le proprie sfumature. «L’uomo preferisce sfruttare la sua intelligenza per dominare il prossimo a suo danno». Di fronte a questo declino, Altea non si arrende al nichilismo, ma affida la sua speranza di redenzione agli elementi incontaminati della natura: i versi cercano rifugio e risposte nell’ordine perfetto del cosmo e nella purezza dei regni animale e vegetale. È qui che il cerchio divino dell’amore trova la sua chiusura: lontano dalle logiche di dominio umane e vicino a quelle strategie di sopravvivenza naturale basate sul rispetto reciproco di ogni singolo elemento. «La mia opera parla dell’amore assoluto, quello che Dante diceva fosse il motore dell’universo. È la disperata ricerca di quel sentimento puro e primordiale che permetterebbe, ad esempio, di avere relazioni amorose sane e leader politici virtuosi». Attraverso una scrittura evocativa e vibrante, Omar Altea ci ricorda che solo allenando l’empatia, il perdono e, soprattutto, l’amore per sé stessi, potremo occupare il nostro posto nel creato, trasformando il dolore in speranza e bellezza autentica. «La mia poesia nasce da un impulso emotivo talmente forte che non può essere confinato alla sola narrazione diretta. La sua impronta evocativa ripercorre il sentire di tutti gli animi predisposti all’azione di riconoscersi».
L’opera “Le aquile di Sirio”, disponibile anche nella versione e-book, sarà presentata dall’autore negli spazi Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino, che tornerà ad animare il Lingotto Fiere dal 14 al 18 maggio 2026. «E’ un grande evento e, forse, non riesco ancora a rendermi conto pienamente. Ma desidero restare umile come una foglia al vento d’autunno». Quello che non è una foglia al vento è, invece, il messaggio che Omar vuole trasmettere al lettore: «Dentro di voi risiede la capacità di realizzarvi ed essere felice, ma occorre passare dall’ombra prima di incontrare la luce dell’anima».
Lifestyle
Il circo Paolo Orfei porta la magia di Africa, il regno animale a Davoli-Soverato
🎪 Il Circo Paolo Orfei arriva a Davoli-Soverato con lo show “Africa, il regno animale”! Tra elefanti pluripremiati, tigri bianche e performance uniche, un’esperienza magica ti aspetta dal 26 giugno al 5 luglio. Non perdere l’occasione di vivere il circo dei record in Calabria.
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#CircoPaoloOrfei #Davoli #Soverato #EventiCalabria
Redazione- Davoli, in provincia di Catanzaro, si prepara ad accogliere uno degli eventi itineranti più attesi dell’estate calabrese. Dal 26 giugno al 5 luglio, l’area situata lungo la Strada Statale 106 diventerà il palcoscenico naturale per il Circo Paolo Orfei, che approda nel territorio di Soverato con lo show di successo denominato “Africa, il regno animale”. Si tratta di una produzione imponente, riconosciuta a livello nazionale come una delle realtà circensi più grandi e strutturate d’Italia, pronta a incantare grandi e piccini con un allestimento che fonde tradizione circense e innovazione tecnologica.
L’eccellenza e i record della pista
La direzione artistica, affidata a Niky Martino, ha costruito un programma variegato che mette in risalto il talento di artisti spesso protagonisti nei circuiti internazionali più prestigiosi, tra cui il celebre Festival del Circo di Montecarlo. Il cuore pulsante dello spettacolo è rappresentato dalla presenza dei giganti della savana: gli elefanti della famiglia Gartner. Questa attrazione, già pluripremiata in molte rassegne mondiali, costituisce un momento di grande impatto visivo, dove la mole degli animali si sposa con la cura e la dedizione dei loro addestratori, offrendo al pubblico un’esperienza di vicinanza con la natura selvaggia, sempre nel pieno rispetto del benessere animale.
Non mancano i maestosi felini presentati da Francesco Berosini. Le tigri bianche, con il loro manto candido e l’eleganza nei movimenti, rappresentano uno dei momenti più attesi di tutto lo spettacolo. La varietà della proposta artistica si estende poi all’alta cavalleria, curata da Genny Martino, e a una serie di performance che spaziano tra le discipline classiche e le innovazioni moderne. La giovane Rita De Angelis si esibirà in evoluzioni aeree ad alta quota, mentre Desiree Royal porterà in pista il suo numero di hula hop. Per gli amanti delle atmosfere magiche, la donna laser, Michelle, illuminerà il tendone con giochi di luce e colori, creando un contrasto netto e suggestivo con le esibizioni più tradizionali.
Dalle acrobazie acquatiche allo spettacolo horror
Oltre al repertorio classico, la produzione ha integrato attrazioni esotiche e acquatiche, in una scenografia che punta a trasformare il tendone in un ambiente immersivo. La programmazione prevede spettacoli quotidiani alle ore 18:00 e alle 21:00, con una pausa prevista esclusivamente il mercoledì per consentire le riprese televisive. Un’attenzione particolare è riservata alle famiglie: nelle domeniche e nei giorni festivi, tra le 10:00 e le 13:00, sarà possibile effettuare visite guidate per conoscere da vicino gli animali del circo, un’occasione per scoprire il lavoro quotidiano che precede l’ingresso in scena.
Accanto alla rassegna principale, il Circo Paolo Orfei riserva ai visitatori una sorpresa fuori programma. Soltanto la sera del 1° luglio, alle ore 21:30, l’atmosfera sotto il tendone muterà radicalmente per lasciar spazio a “Oblio Horror Circus”. Si tratta di un format dedicato a un pubblico adulto, caratterizzato da toni thriller, suspense e una narrazione teatrale più cupa, che richiede una prenotazione obbligatoria per via della forte richiesta. Questa proposta sottolinea la capacità della compagnia di diversificare la propria offerta, intercettando gusti differenti.
Per garantire la partecipazione agli show, data l’elevata affluenza prevista lungo la costa jonica, è consigliata la prenotazione dei posti attraverso il portale www.primafilaticket.it. È inoltre possibile reperire informazioni dettagliate contattando i numeri 3478988192 o 3480056243, oppure consultando la pagina Facebook ufficiale dedicata allo spettacolo. Il posizionamento sulla Strada Statale 106, arteria nevralgica per la viabilità locale tra Davoli e Soverato, rende il circo facilmente raggiungibile dal bacino d’utenza del catanzarese, confermandosi come uno dei poli di aggregazione principali per il turismo estivo di questa porzione di territorio calabrese.
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Una edizione da record per la finale de “Il Vinile D’Argento”
🎶 Si è conclusa con un successo straordinario l’edizione de “Il Vinile d’Argento”, che ha celebrato a Roma talenti emergenti e grandi icone della musica italiana sotto la direzione del M° Vince Tempera. Tra premiazioni e progetti futuri, il festival continua a promuovere la creatività dei giovani artisti.
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Redazione- Roma ha fatto da palcoscenico a una delle manifestazioni artistiche più significative dell’estate, ospitando la cerimonia di premiazione del festival internazionale “Il Vinile d’Argento”. L’evento, svoltosi presso il suggestivo Salotto Tevere all’interno del programma “Lungo il Tevere… Roma”, ha rappresentato il culmine di un percorso dedicato alla valorizzazione del talento musicale emergente. La kermesse, ideata e prodotta dall’associazione Naschira, in collaborazione con il Barrett International Group di Virginia Barrett, si è distinta per una partecipazione trasversale che ha coinvolto artisti provenienti da ogni angolo d’Italia: dal Friuli Venezia Giulia alla Sardegna, passando per Puglia, Piemonte, Emilia Romagna e il Lazio.
Un progetto ambizioso tra tradizione e innovazione
Il festival non si pone solo come un concorso, ma come un volano di crescita professionale per giovani musicisti e cantautori dai quattordici anni in su. La direzione artistica è stata affidata al maestro Vince Tempera, compositore e direttore d’orchestra di fama internazionale, che ha guidato una giuria d’eccellenza composta da figure di rilievo come il giornalista Riccardo Antinori, la lifestyle coach Silvia Criscione e il pianista Paul Robino. La scelta del nome, “Il Vinile d’Argento”, richiama la rinascita di questo formato fisico, utilizzato come strumento d’elezione per incidere i brani vincitori, unendo così la nostalgia analogica alle nuove frontiere della discografia digitale.
Il progetto si inserisce nel contesto di Lazio Sound, iniziativa finanziata dalle Politiche Giovanili della Regione Lazio e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con l’obiettivo di promuovere la scrittura musicale, con un occhio di riguardo particolare per le cantautrici. Tra le protagoniste di questa edizione si sono distinte Marina Muser ed Eliana Lucia Esposito, giovani promesse del pop leggero, insieme alla cantautrice jazz Sonia Lib, la quale ha già regalato momenti di grande intensità esibendosi durante l’inaugurazione del festival al prestigioso Grand Hotel Des Anglais di Sanremo, in contemporanea con la kermesse della canzone italiana.
Protagonisti e momenti di alta cultura musicale
La serata romana è stata scandita da un susseguirsi di esibizioni che hanno confermato il valore artistico dei partecipanti. La giuria ha avuto il compito di selezionare i vincitori in tre sezioni principali: canto, musica strumentale e videoclip. Tra i riconoscimenti assegnati, il premio della critica è andato a Ilio Vannucci per la categoria interpreti, mentre il premio speciale Naschira è stato conferito al videoclip “Anime” di Sara Pastore, un’opera che ha visto la partecipazione straordinaria dell’attore Enzo De Caro, affrontando temi sensibili come l’amore per gli animali. Grande commozione ha suscitato il podio della categoria “Big”, dove si è imposta Simona Mascia dalla Sardegna, seguita da Tiziana Scimone e dal cantautore pugliese Leonardazzi, quest’ultimo capace di incantare la platea con il brano “Autista”, una riflessione brillante sulla propria condizione di artista autistico.
La manifestazione ha offerto anche momenti di profonda formazione. I concorrenti hanno avuto l’opportunità di partecipare a stage guidati da professionisti del calibro di Vince Tempera, Paul Robino e Francesco Di Gilio. Non sono mancati i tributi, come quello dedicato alla straordinaria carriera del maestro Tempera, celebrato attraverso una proiezione delle iconiche colonne sonore che hanno segnato il cinema italiano e l’immaginario collettivo, da “Fantozzi” a “Febbre da Cavallo”, fino alla celebre sigla di “Ufo Robot”. La serata è stata animata dall’energia dello Zerofolk Duo, che ha intrattenuto il pubblico durante le fasi di scrutinio dei giurati, trasformando la banchina del Tevere in una platea vibrante, dove i fan hanno partecipato attivamente illuminando l’ambiente con le torce dei propri cellulari.
Il viaggio de “Il Vinile d’Argento” non si esaurisce però nella capitale. Il progetto guarda ora verso Venezia, dove il prossimo 11 settembre, in concomitanza con la Mostra Internazionale del Cinema, presso l’NHC Grand Hotel Palazzo dei Dogi, verrà presentato un EP esclusivo. Questo disco, inciso su vinile da Il Vinilificio di Cristian Adamo e registrato negli studi della Digilio Publishing, raccoglierà le opere delle cantautrici protagoniste, confermando la volontà dell’organizzazione di offrire una concreta visibilità internazionale ai talenti scoperti. Un finale di stagione che promette, ancora una volta, di trasformare la musica di qualità in un ponte tra territori, generazioni e sogni artistici.
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Il ritorno alla terra nel Salento: il progetto che rigenera la Terra d’Arneo
🌿 La Puglia riscopre le sue radici: il progetto Masseria Silene nasce nel Salento per rigenerare il territorio, accorpare i terreni e riportare l’agricoltura al centro dello sviluppo locale tra tradizione e futuro.
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Redazione- In un’epoca segnata da una crescente urbanizzazione e dalla frammentazione dei suoli agricoli, l’esperimento avviato nel cuore della Terra d’Arneo rappresenta un segnale di inversione di tendenza. Masseria Silene non è soltanto un’azienda agricola, ma si configura come un progetto di ricostituzione fondiaria che sta ridisegnando il volto di un lembo di Puglia incastonato tra la macchia mediterranea e il litorale ionico. Nata ufficialmente nel 2021, l’iniziativa nasce dalla volontà di una famiglia di ricomporre un mosaico di terreni parcellizzati, restituendo unità e valore a un’area di quindici ettari situata a meno di quattro chilometri dalle acque trasparenti del Mar Ionio.
Ricomporre il paesaggio agrario della Terra d’Arneo
La zona dell’Arneo, storicamente nota per il suo passato turbolento e la sua natura selvaggia, oggi vive una riscoperta grazie a iniziative che pongono al centro il recupero del paesaggio rurale. La frammentazione dei terreni, causata nei decenni precedenti da divisioni ereditarie e disinteresse per le attività primarie, aveva spesso ridotto il potenziale produttivo ed ecologico di questa parte del Salento. Masseria Silene ha intrapreso un percorso inverso: l’accorpamento di diverse particelle catastali ha permesso di creare una superficie estesa e continua, fondamentale per gestire l’ecosistema in modo olistico.
Questo approccio non mira esclusivamente alla produzione, ma punta alla cura del capitale naturale. La ricostituzione fondiaria permette infatti di pianificare gli interventi agricoli rispettando i corridoi ecologici, favorendo la biodiversità locale e proteggendo le essenze arboree tipiche della macchia mediterranea che da sempre caratterizzano questo quadrante della provincia di Lecce. La scelta di operare in questo modo risponde a una visione a lungo termine, dove il suolo viene inteso come una risorsa da trasmettere integra alle generazioni future, superando la logica dello sfruttamento intensivo a breve termine.
Un modello di vita tra agricoltura e consapevolezza
Il progetto familiare che anima Masseria Silene affonda le radici in una ricerca di autenticità. La sfida non è legata soltanto ai cicli colturali o alle tecniche irrigue, ma riguarda una nuova filosofia di esistenza. Coltivare la terra in questo contesto significa operare in armonia con i ritmi delle stagioni, in un clima dove la vicinanza del mare mitiga le temperature e la roccia calcarea modella la composizione dei terreni. L’obiettivo è generare benessere non solo per chi lavora il suolo, ma per l’intera comunità circostante, promuovendo prodotti che riflettono l’identità profonda della Terra d’Arneo.
La gestione di quindici ettari richiede una dedizione costante, una presenza fisica sul campo che trasforma il lavoro quotidiano in un atto di custodia. In un settore agricolo spesso dominato dai grandi numeri e dall’agricoltura industriale, questa realtà sceglie una dimensione umana. La valorizzazione delle colture autoctone si accompagna a una gestione attenta delle risorse idriche, un tema particolarmente sensibile nel Salento, dove la scarsità di piogge rende necessaria una gestione oculata e sostenibile di ogni goccia d’acqua.
Il futuro della custodia ambientale nel Salento
La prospettiva di Masseria Silene si inserisce all’interno di un dibattito più ampio riguardante il futuro delle campagne salentine. Gli esperti del settore osservano con crescente interesse questi modelli di micro-agricoltura rigenerativa che, attraverso la ricomposizione di piccoli appezzamenti, riescono a rendere economicamente sostenibile la gestione di proprietà di medie dimensioni. Il successo di questo esperimento dipende dalla capacità di legare la tutela del territorio alla qualità del prodotto finito, creando un filo diretto tra il consumatore consapevole e il produttore impegnato nella salvaguardia dell’ambiente.
La sfida dei prossimi anni sarà dimostrare che il ritorno a una gestione fondiaria accorta e rispettosa possa fungere da volano per lo sviluppo locale. In un territorio che deve necessariamente diversificare la propria offerta, oltre il turismo balneare estivo, il settore agricolo di qualità si propone come un pilastro solido. Attraverso il lavoro meticoloso di cura del suolo e la protezione della biodiversità, Masseria Silene sta dimostrando che la Terra d’Arneo ha ancora molto da offrire, non solo come scenario paesaggistico, ma come terreno fertile per un’economia rurale consapevole e moderna.
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