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Territorio

Il grido d’allarme sollevato da Gianluca Quadrini: mobilità negata per i comuni montani

🚌 I comuni montani di Filettino e Trevi nel Lazio sono sempre più isolati: i tagli al trasporto pubblico colpiscono studenti e anziani. Gianluca Quadrini scende in campo per pretendere un tavolo tecnico urgente con la Regione.

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Il grido d’allarme sollevato da Gianluca Quadrini: mobilità negata per i comuni montani

Redazione-  La questione del trasporto pubblico locale torna prepotentemente al centro del dibattito politico provinciale, accendendo i riflettori su una criticità che minaccia la tenuta sociale e demografica delle aree interne. Filettino e Trevi nel Lazio, due dei centri più caratteristici e geograficamente complessi della provincia di Frosinone, si trovano oggi in una condizione di crescente isolamento a causa della drastica riduzione dei collegamenti su gomma. A denunciare la situazione è Gianluca Quadrini, consigliere provinciale, dirigente di Anci Lazio e vice segretario nazionale del movimento Evoluzione e Libertà, che ha definito il diritto alla mobilità come un pilastro della cittadinanza, non un elemento sacrificabile in nome di logiche contabili.

Il diritto alla mobilità nelle aree montane

La geografia del territorio, caratterizzata da strade tortuose e altitudini che rendono il pendolarismo già complesso di per sé, non può essere ignorata dalle aziende di trasporto né dalle autorità regionali. Per Quadrini, il taglio delle corse non rappresenta solo un disagio logistico, ma un vero e proprio ostacolo alla sopravvivenza economica di questi piccoli comuni. Gli studenti che frequentano gli istituti superiori nel circondario, i lavoratori che quotidianamente si spostano verso i centri più grandi per raggiungere il posto di impiego e la vasta popolazione di anziani sono le categorie più colpite.

Senza un servizio di trasporto pubblico efficiente, i residenti di Filettino e Trevi nel Lazio si trovano privati della possibilità di accedere agevolmente ai presidi sanitari, agli uffici pubblici e ai servizi essenziali. “La qualità del servizio non può essere modulata solo sull’efficienza dei bilanci aziendali – spiega Quadrini –. Quando si privano i comuni montani di un numero adeguato di corse, si sta decretando, di fatto, l’abbandono forzato dei cittadini, spingendoli verso una migrazione verso i centri urbani più dotati di infrastrutture, contribuendo ad alimentare lo spopolamento che da anni affligge le aree interne”.

Le azioni concrete contro l’isolamento

La presa di posizione del rappresentante di Evoluzione e Libertà non si ferma alla denuncia pubblica. Quadrini ha infatti annunciato la volontà di promuovere un coordinamento istituzionale che coinvolga direttamente la Regione Lazio e i vertici delle aziende che gestiscono il trasporto pubblico locale. L’obiettivo è quello di convocare un tavolo tecnico urgente per ridisegnare il piano dei collegamenti, tenendo conto delle specificità montane e della necessità di garantire, almeno, i servizi minimi di mobilità, considerati essenziali per il mantenimento del tessuto sociale.

Il dirigente di Anci Lazio ha sottolineato come la politica debba agire con tempestività per evitare che la situazione di Filettino e Trevi nel Lazio diventi un precedente pericoloso per altri comuni limitrofi. “I fatti devono prevalere sugli slogan – ha aggiunto Quadrini –. La nostra azione sarà determinata e mirata a portare le istanze dei sindaci e dei cittadini nelle sedi competenti. Non si tratta di una rivendicazione di parte, ma di una battaglia di civiltà volta a impedire che il diritto alla mobilità diventi un privilegio di chi vive in pianura o nelle grandi aree metropolitane”.

Verso un piano strategico per i trasporti

Il tema sollevato si intreccia con la necessità di una pianificazione regionale più lungimirante. La salvaguardia dei piccoli borghi non può prescindere da una strategia di mobilità integrata che consideri anche i tempi e le frequenze necessari a una popolazione che non può dipendere esclusivamente dal mezzo privato. Molte delle persone che risiedono in queste aree, infatti, appartengono a fasce d’età che non dispongono di autonomia di guida, rendendo il bus di linea l’unico cordone ombelicale con il resto del mondo.

L’impegno promesso da Quadrini si inserisce in un solco tracciato da Anci Lazio, che da tempo sostiene la necessità di misure di compensazione per le zone svantaggiate. La sfida, dunque, si sposta ora nei corridoi della Pisana, dove la giunta regionale sarà chiamata a dare risposte concrete su un settore che soffre, in tutta la regione, carenze di personale e di investimenti. La vicenda di Filettino e Trevi nel Lazio diventa quindi la cartina di tornasole di una politica regionale che dovrà decidere se investire sulla tenuta delle aree montane o rassegnarsi a un lento e inevitabile declino demografico ed economico. I cittadini di questi territori, intanto, attendono risposte, pronti a far sentire la propria voce affinché il diritto di muoversi non venga cancellato dal calendario delle corse.

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Rocca di Botte scommette sul futuro: al via le elezioni per il Sindaco dei Giovani. Undici ragazzi in corsa per la democrazia

Chi l’ha detto che i ragazzi di oggi sono disinteressati alla politica? A Rocca di Botte (AQ) arriva una vera e propria lezione di democrazia! 🗳️ 🇮🇹 Ben 11 ragazzi e ragazze hanno deciso di metterci la faccia e candidarsi per le imminenti elezioni del “Sindaco dei Giovani” e del Consiglio Comunale dei Ragazzi. Le urne si apriranno domenica 23 agosto nella Sala Consiliare: potranno votare tutti i residenti tra i 10 e i 17 anni. Una bellissima occasione per avvicinare le nuove generazioni alla vita della propria comunità e ascoltare le loro idee per il futuro del paese. In bocca al lupo a tutti i giovanissimi candidati! Leggi i dettagli e gli orari del voto nel nostro articolo 👇 🏫

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Candidati giovani per l'elezione del sindaco dei giovani a Rocca di Botte

Rocca di Botte  – In un’epoca storica in cui troppo spesso si accusa (a torto o a ragione) la cosiddetta “Generazione Z” di apatia, disimpegno e di un perenne e sterile isolamento dietro gli schermi degli smartphone, c’è un piccolo ma orgoglioso centro abruzzese che ha deciso di invertire la rotta con un segnale fortissimo. La comunità di Rocca di Botte ha scelto di dare letteralmente voce ai propri giovani, trasformandoli da spettatori passivi ad attori protagonisti della vita pubblica. È tutto pronto, infatti, per lo storico appuntamento con le elezioni del Sindaco dei Giovani e del Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze.

Una palestra di democrazia: 11 giovani in campo per il proprio paese

La vera, meravigliosa notizia non è solo l’iniziativa in sé, ma la risposta entusiastica che il territorio ha saputo restituire: sono ben 11 i ragazzi e le ragazze che hanno scelto, con coraggio e senso di appartenenza, di mettersi in gioco in prima persona candidandosi a ricoprire una carica all’interno dell’assise giovanile. Un numero importantissimo per una comunità locale, che dimostra una voglia di partecipazione inaspettata e preziosa.

Questa tornata elettorale non è un semplice gioco o una simulazione scolastica, ma un’autentica e fondamentale occasione di cittadinanza attiva. Un progetto pensato e fortemente voluto dall’amministrazione per avvicinare concretamente le nuove generazioni ai complessi e affascinanti meccanismi della vita amministrativa. L’obiettivo è quello di dare uno spazio reale e istituzionale alle loro idee, alle loro proposte fresche e al loro personalissimo modo di immaginare il futuro e lo sviluppo di Rocca di Botte.

Le regole del voto: l’appuntamento fissato per domenica 23 agosto

Il momento culminante di questo percorso civico andrà in scena domenica 23 agosto 2026. I seggi speciali, allestiti presso il luogo simbolo della democrazia cittadina, ovvero la Sala Consiliare del Comune di Rocca di Botte, saranno aperti dalle ore 9:00 alle ore 12:00.

Le regole della competizione elettorale sono chiare e dirette: saranno chiamati alle urne (con diritto di voto) tutti i ragazzi e le ragazze regolarmente residenti nel Comune abruzzese, aventi un’età compresa tra i 10 e i 17 anni. Ciascun giovanissimo elettore potrà esprimere una sola preferenza all’interno della cabina elettorale. Al termine dello spoglio, il candidato che avrà ottenuto il maggior numero di voti sarà solennemente proclamato Sindaco dei Giovani, mentre i restanti candidati, rigorosamente in ordine di preferenze ricevute, andranno a formare il Consiglio dei Giovani, garantendo così pluralità di voci e idee.

Costruire il futuro partendo dall’ascolto delle nuove generazioni

In attesa del verdetto delle urne, l’intera cittadinanza si stringe attorno a questi giovani pionieri della politica locale. Ai candidati va fin da ora il plauso e il più caloroso incoraggiamento da parte di tutta la comunità, per aver avuto l’ardire di scendere in campo mettendoci la faccia. Perché, in fondo, la lezione che arriva oggi da Rocca di Botte è universale: il futuro solido di una società non si costruisce calando decisioni dall’alto, ma ascoltando, responsabilizzando e valorizzando fin da subito la voce (e i sogni) di chi, quel territorio, dovrà guidarlo e proteggerlo domani.

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San Lorenzo Martire, a Nepezzano e Piano d’Accio tre giorni di fede, solidarietà e festa: grande partecipazione a tutti gli appuntamenti

Si è conclusa con una grande partecipazione di pubblico la Festa Patronale di San Lorenzo Martire a Nepezzano e Piano d’Accio, che dall’8 al 10 agosto ha proposto un programma capace di unire fede, tradizione, solidarietà, cultura, musica e convivialità.

La manifestazione, organizzata dal parroco della Parrocchia di San Lorenzo Martire, don Carlo Farinelli, in collaborazione con il Comitato di Frazione Nepezzano, presieduto da Sabina Di Giacinto, e il Comitato di Quartiere Piano d’Accio, presieduto da Pietro Capoferri, ha visto una significativa presenza di cittadini e fedeli in tutti gli appuntamenti.

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Processione di San Lorenzo Martire a Nepezzano e Piano d'Accio

Nepezzano e Piano d’Accio-  Si è conclusa con una grande partecipazione di pubblico la Festa Patronale di San Lorenzo Martire a Nepezzano e Piano d’Accio, che dall’8 al 10 agosto ha proposto un programma capace di unire fede, tradizione, solidarietà, cultura, musica e convivialità.

La manifestazione, organizzata dal parroco della Parrocchia di San Lorenzo Martire, don Carlo Farinelli, in collaborazione con il Comitato di Frazione Nepezzano, presieduto da Sabina Di Giacinto, e il Comitato di Quartiere Piano d’Accio, presieduto da Pietro Capoferri, ha visto una significativa presenza di cittadini e fedeli in tutti gli appuntamenti.

Le celebrazioni sono iniziate sabato 8 agosto, in piazza Regina della Pace a Piano d’Accio, con la Santa Messa e la testimonianza di padre Graziano Lorusso O.F.M. Conv., superiore del Convento “Maria SS. Ma Assunta” di Silvi Marina, che ha raccontato il proprio percorso “Dal calcio alla vocazione: una storia di fede, coraggio e scelte di vita”. A seguire si è svolta l’intitolazione del campetto sportivo a Nicola Puliti, momento particolarmente sentito dalla comunità.

Domenica 9 agosto è stata dedicata alla Giornata della Solidarietà, presso l’Oratorio “All’Ombra del Campanile”. Ospite della giornata è stato Martino, ragazzo della struttura Casa Madre Ester di Scerne di Pineto, accompagnato da suor Pina Martella e dai suoi collaboratori. Nel corso della mattinata Martino ha realizzato su un grande telo il ritratto di san Carlo Borromeo, trasformando la propria sensibilità artistica in un dono per la comunità. La giornata è proseguita con la Santa Messa e il pranzo comunitario.

In serata, in piazza Regina della Pace, la compagnia dialettale “Il Carrozzone” ha portato in scena la commedia “Zà Eurape c’ha lasciate”, accolta da un pubblico numeroso e partecipe.

Lunedì 10 agosto, giorno della Solennità di San Lorenzo Martire, la festa ha raggiunto il suo momento centrale. Dopo il Santo Rosario, le lodi mattutine e la Santa Messa celebrata da don Carlo Farinelli e trasmessa da Radio Maria, alle ore 19:00 si è svolta la Santa Messa Solenne presieduta da S.E. Mons. Lorenzo Leuzzi, vescovo della Diocesi di Teramo-Atri. Al termine, la tradizionale processione, accompagnata dalla Banda Musicale “Città di Montorio al Vomano”, ha attraversato le vie della frazione, richiamando numerosi fedeli.

A chiudere i festeggiamenti è stato lo spettacolo musicale “Mania ’90 – Il meglio degli anni Novanta”, che ha animato la serata con musica e balli. Per tutte le serate, gli stand enogastronomici hanno contribuito a creare ulteriori occasioni di incontro e convivialità.

La festa ha così offerto a Nepezzano e Piano d’Accio tre giornate ricche e partecipate, nelle quali accanto alla dimensione religiosa hanno trovato spazio la memoria, l’arte, la solidarietà e lo spettacolo. Particolarmente significativo il coinvolgimento di Casa Madre Ester, che ha dato alla manifestazione un valore umano ancora più profondo.

Il successo della festa è stato il risultato della collaborazione tra parrocchia, associazioni, volontari e cittadini, che hanno contribuito alla buona riuscita delle iniziative. San Lorenzo 2026 si chiude quindi con un bilancio positivo e con la soddisfazione di una comunità che ha saputo ritrovarsi e vivere insieme, con partecipazione ed entusiasmo, uno degli appuntamenti più importanti della propria tradizione.

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Il futuro dell’Intelligenza Artificiale passa per Colleferro: la grande sfida di un polo strategico che candida l’Italia a hub tecnologico d’Europa

Colleferro diventa la capitale del futuro! 🚀 Approvato il progetto per un rivoluzionario hyperscale data center dedicato all’Intelligenza Artificiale. Il senatore Giorgio Salvitti (FdI) lancia la sfida: “L’Italia si candida a hub europeo del super calcolo”. 🇮🇹 Una svolta storica che unisce sicurezza nazionale, sovranità digitale e sviluppo del territorio. Scopri come questo progetto cambierà tutto! 👇 Clicca sul link per leggere l’articolo completo.

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GIORGIO SALVITTI

Colleferro – Ci sono momenti in cui il destino di un territorio si incrocia in modo definitivo con le grandi direttrici dello sviluppo globale, trasformando la storia industriale di una comunità in un avamposto del futuro nazionale. La recente approvazione, da parte del consiglio comunale di Colleferro, del progetto per un nuovo hyperscale data center dedicato all’intelligenza artificiale non è semplicemente una deliberazione amministrativa. È l’inizio di una rivoluzione silenziosa ma potentissima, capace di ridefinire l’identità di un’intera area alle porte della Capitale. Colleferro, con la sua storica e profonda vocazione industriale, si candida ufficialmente a diventare un ecosistema dell’innovazione, un luogo fisico dove la memoria del lavoro manifatturiero si fonde con le sfide immateriali e strategiche della cittadinanza digitale.

In questo scenario di profondo cambiamento, le parole del Senatore di Fratelli d’Italia, Giorgio Salvitti, risuonano come un manifesto politico e culturale che va ben oltre la dimensione locale. La rete, oggi, non è più soltanto un insieme di cavi e connessioni, ma rappresenta l’ossatura di una vera e propria infrastruttura strategica nazionale. È la condizione essenziale per garantire la crescita economica e, soprattutto, per tutelare la sovranità digitale del nostro Paese. Chi controlla i dati, infatti, detiene le chiavi per comprendere e orientare una quota crescente dei processi decisionali globali. Per questa ragione, lo sviluppo dei grandi centri di calcolo non può e non deve essere relegato a una mera questione tecnologica o industriale, ma richiede una visione d’insieme lungimirante e coraggiosa.

La sovranità digitale come pilastro della sicurezza nazionale

Il posizionamento strategico dell’Italia nel cuore del Mediterraneo offre un’opportunità geografica e geopolitica irripetibile. Il Governo Meloni si sta muovendo con determinazione proprio in questa direzione, consapevole che il Paese possiede tutte le carte in regola per candidarsi a hub europeo per i data center e il super calcolo. Questa ambiziosa partita richiede il coraggio di investire e la capacità di proteggere ciò che di più prezioso possediamo: le nostre informazioni e la nostra sicurezza. In quest’ottica, la nascita del Polo strategico nazionale risponde a una funzione precisa e vitale, ponendosi l’obiettivo di garantire alla Pubblica Amministrazione infrastrutture cloud che siano non solo all’avanguardia, ma soprattutto sicure, affidabili e coerenti con il superiore interesse nazionale.

La sfida geopolitica del nostro tempo si gioca infatti sulla capacità di conservare e proteggere i dati sensibili all’interno dei confini nazionali, sottraendoli alle logiche di attori stranieri o di grandi monopoli privati privi di radicamento sul territorio. Creare una rete di protezione attorno alle informazioni dei cittadini, delle imprese e dello Stato significa gettare le fondamenta per una vera indipendenza strategica. Il progetto approvato a Colleferro si inserisce perfettamente in questo mosaico, dimostrando come la tutela della sicurezza nazionale possa camminare di pari passo con lo sviluppo economico locale, creando un circolo virtuoso di competenze e innovazione.

Il riscatto dei territori attraverso l’ecosistema dell’innovazione

L’arrivo di un hyperscale data center in un centro come Colleferro porta con sé un valore umano e sociale immenso. Significa dimostrare che l’innovazione non deve rimanere confinata all’interno dei grandi poli metropolitani, ma può e deve valorizzare le province, i territori che possiedono già un tessuto industriale solido e una storia di resilienza e ingegno. Questo investimento è destinato a generare un impatto profondo sul tessuto economico locale, attirando professionisti, ingegneri, tecnici e creando nuove opportunità di lavoro qualificato per le giovani generazioni, che troppo spesso sono costrette ad abbandonare la propria terra d’origine per inseguire un futuro nel settore tecnologico.

Il compito delle istituzioni, in questo delicatissimo passaggio storico, è proprio quello di agire come facilitatori e garanti di questo sviluppo. La transizione verso il digitale non deve essere subita passivamente, ma governata con fermezza per coniugare l’espansione industriale con la tutela e il rispetto dei territori. Colleferro si prepara così a scrivere una nuova pagina della sua storia, una pagina in cui i capannoni industriali del passato lasciano il posto alle cattedrali della modernità, dove i dati si trasformano in energia vitale per il futuro dell’Italia e dell’Europa intera.

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