Rimani in contatto con noi
#

Eventi

Contemporary Tracks torna a Napoli: la mostra che indaga il volto del presente

🎨 La mostra “Contemporary Tracks” arriva al Clubino di Napoli il 16 giugno: una riflessione profonda sui linguaggi dell’arte contemporanea attraverso il lavoro di sette artisti. Non mancare all’inaugurazione.

Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#artecontemporanea #napoli #contemporarytracks #mostraarte

Pubblicato

a

Contemporary Tracks torna a Napoli: la mostra che indaga il volto del presente

Redazione-  Il fermento culturale partenopeo si prepara a vivere un appuntamento di rilievo con l’inaugurazione della seconda edizione di “Contemporary Tracks”, rassegna dedicata alle molteplici declinazioni dell’arte contemporanea. L’evento si terrà martedì 16 giugno 2026, a partire dalle ore 17.00, nella cornice del Clubino, situato in via Luca Giordano 73, nel cuore pulsante del quartiere Vomero. Il salotto culturale, presieduto da Piera Salerno, si conferma ancora una volta punto di riferimento per il dibattito artistico cittadino, offrendo una sede prestigiosa in cui le visioni degli autori contemporanei possono confrontarsi direttamente con lo sguardo del pubblico.

Un percorso espositivo tra materia e riflessione

Questa seconda edizione del progetto curatoriale non si limita a presentare una selezione di opere, ma intende proporsi come un percorso di ricerca profonda tra linguaggi, sensibilità e prospettive differenti. A dirigere i lavori e a definire l’impianto critico della mostra è chiamato Pasquale Lettieri, docente presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli e firma nota per il suo impegno costante nella promozione di una cultura che sia strumento di coscienza civica e scambio identitario.

Per l’occasione, gli spazi del Clubino ospiteranno le opere di sette artisti, figure eterogenee che restituiscono, attraverso il proprio operato, l’inquietudine e la vitalità del panorama attuale: Rosario Buccione, Luigi Calì, Bruno D’Angelo, Dimitri Musella, Gaspare Natale, Patrick Pernet e Giovanni Spina. Gli artisti coinvolti non propongono una risposta chiusa, ma una serie di domande aperte sui temi della memoria, del vissuto sociale e della necessità di tornare a un linguaggio artistico che sappia affrancarsi dalla superficialità dei ritmi moderni.

La visione del curatore: l’arte come alchimia nel disordine

Secondo Pasquale Lettieri, l’esposizione rappresenta un tentativo di dare senso alla complessità del mondo odierno. “C’è molta volontà di rappresentazione in mezzo a noi”, osserva il critico, sottolineando come questa spinta sia parte intrinseca dell’agire umano. L’arte, in questo contesto, diviene un meccanismo di azioni e reazioni, dove i frammenti di pensiero cercano una forma tangibile e si materializzano attraverso il segno, la materia e il colore.

Per Lettieri, la mostra è “l’ultima alchimia possibile”, un gioco di nomadismo creativo dove luce e ombra trovano un equilibrio precario ma necessario. In un’epoca dominata dalla velocità dei contenuti digitali e dalle immagini consumate in pochi istanti, “Contemporary Tracks” invita i visitatori a una sosta prolungata. La proposta editoriale e artistica della rassegna è chiara: l’arte autentica non deve urlare per attirare l’attenzione, ma deve possedere la capacità di restare, di fermarsi nel tempo e di sondare il disordine contemporaneo per provare a restituirgli un volto definito.

L’identità culturale come motore di dialogo

La scelta di ospitare questa iniziativa in un luogo di tradizione culturale come il Clubino sottolinea la volontà di mantenere vivo il legame tra il territorio e le avanguardie artistiche. La mostra funge da spazio di riflessione, dove il pubblico non è soltanto spettatore passivo, ma parte integrante di quel processo di scambio simbolico che definisce il valore del contemporaneo.

Le opere esposte diventano, dunque, tracce indelebili lasciate nel presente. Attraverso l’uso sapiente di tecniche diverse, gli artisti in mostra offrono una testimonianza di come l’arte possa ancora essere il terreno dove le diversità si intrecciano, scavando a fondo nel tessuto sociale per ergere nuove vette di pensiero. L’appuntamento del 16 giugno si configura come una occasione imperdibile per chiunque intenda comprendere le traiettorie dell’arte che si muove tra materia e spiritualità, tra il rifiuto del banale e la ricerca di una bellezza consapevole. La mostra resterà dunque un punto di riferimento per quanti pongono al centro della propria esperienza culturale il confronto dialettico e la qualità delle visioni estetiche.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Eventi

La stupidità naturale sfida gli algoritmi della rete e incendia il palcoscenico: Pino e gli Anticorpi debuttano a Milano con l’Intelligenza Artificiale

La stupidità naturale della comicità analogica scende in trincea contro gli algoritmi dei computer e il tomorrow del teatro di satira festeggia un debutto da record assoluto di risate dello Stato! Giovedì 15 ottobre 2026 alle ore 21:00, il prestigioso Teatro Manzoni di Milano ospita il solenne fischio d’inizio di “Pino e gli I.A.nticorpi”, lo sfolgorante nuovo show scritto e interpretato dai fratelli comici sardi Michele e Stefano Manca in asse con l’Intelligenza Artificiale. Un viaggio specchio iper-emotivo e travolgente nei monitor del pubblico che fa collidere le scombinate maschere rionali del duo under 50 al sound design dei software contemporanei, offrendo risposte flessibili per ironizzare sul welfare digitale delle nuove generazioni. Un comfort funzionale perfetto per ventenni e famiglie per sconfiggere l’isolamento da smartphone, con un maxi-tour già blindato per il 2027 in 15 città (tra cui Bergamo, Torino e Bologna). Scoprite tutte le schede dei teatri nel nostro articolo! 👇

Pubblicato

a

Pino e gli Anticorpi

Milano – Un’onda di dirompente intensità espressiva, comicità surreale e fiera ironia antropologica si propaga dai laboratori della satira tricolore per invadere le storiche sale della Lombardia, trasformando il palcoscenico dello Stato in un’autentica officina di civiltà, risorsa terapeutica ed edicola di socializzazione spontanea. La grande commedia di riproduzione analogica e i linguaggi del teatro indipendente, quando sanno spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché della finzione commerciale di plastica e dei filtri digitali degli smartphone, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente capace di radiografare i costumi e il merito delle persone, offrendo alle famiglie e ai giovani un’oasi di spensieratezza colta, lontana dal torpore dei consumi liquidi. Giovedì 15 ottobre 2026, alle ore 21:00 in punto, lo sfolgorante e monumentale scenario del Teatro Manzoni di Milano terrà a battesimo il solenne fischio d’inizio e il debutto nazionale del nuovo, attesissimo show del duo sardo Pino e gli Anticorpi, intitolato “Pino e gli I.A.nticorpi”.

La monumentale messinscena, concepita con assoluto rigore filologico e spavaldo ottimismo dai fratelli Michele e Stefano Manca, blinda un programma pluriennale d’avanguardia a ridosso del territorio, programmato in totale trasparenza e privo di filtri protettivi. Dopo il clamoroso successo planetario registrato nei mesi scorsi con l’opera *“Zeitgeist”*, la scuderia comica isolana ha strutturato un’opera di squadra eccezionale finalizzata a far collidere l’onestà delle idee della “stupidità naturale” ai monitor digitali dell’Intelligenza Artificiale, eletta a tutti gli effetti come il terzo protagonista stanziale e co-autore dello show. Il copione si offre alla platea come un viaggio specchio denso di suspense e paradosso meccatronico, in cui la macchina esce dall’asfissia dei chip per dialogare sul legno della pista, taccuino alla mano e passioni calde.

I tre quesiti esistenziali del software e lo shock dei personaggi nel perimetro del Manzoni

L’ordito di “Pino e gli I.A.nticorpi” affronta senza maschere o ipocrisie interpretative il rapporto quotidiano e contrattuale che incatena l’essere umano alla tecnologia d’avanguardia del 2026, convertendo la minaccia cibernetica in una risorsa per scacciare le nevrosi quotidiane. L’algoritmo della rete entra direttamente nei laboratori della scrittura scenica e nel gioco teatrale, rispondendo a domande tutt’altro che virtuali e colpendo dritto allo stomaco dei nostri falsi miti tecnologici. Il testo fa collidere con spaventosa suspense le paure collettive dei lavoratori alle risposte flessibili del cinismo popolare, sintetizzate nei tre verbali chiave che animano i monitor della scena rionale, per un comfort funzionale perfetto contro l’isolamento causato dagli schermi:

  • L’Intelligenza artificiale ci ruberà il lavoro dello Stato? La risposta della scuderia Manca è fulminea: prima dovremmo biologicamente trovarlo, un impiego stabile.
  • Smetteremo di pensare perché i computer lo faranno al posto nostro? Il duo liquida la requisitoria evidenziando come l’umanità non abbia, in fondo, mai iniziato a farlo sul serio.
  • L’I.A. prenderà il controllo scatenando guerre mondiali per le risorse? Gli artisti rassicurano la platea: stiamo andando già benissimo da soli nei rioni della terraferma, senza filtri commerciali.

I dati della produzione comica parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi: fedeli al motto spavaldo “se non puoi combatterli, unisciti a loro”, i fratelli Manca mettono in trincea una parata mozzafiato dei loro storici e scombinati personaggi d’area vasta, scaturiti dalla follia positiva di trent’anni di carriera, costringendoli a scontrarsi a ridosso immediato della platea con la voce del software. Uno show scritto in tre ma a quattro mani biologiche, concepito ingegneristicamente per non fare ridere, non fare pensare, ma riuscire ottimamente a far pensare di ridere. Si combatte così in modo flessibile lo spopolamento culturale dei teatri rionali, regalando un comfort logistico eccellente a tutta la cittadinanza della provincia e abbattendo le barriere dell’intolleranza.

Dall’Ecole Philippe Gaulier di Parigi alle scadenze dei teatri del Nord nel 2027: il tour

Il profilo di Michele e Stefano Manca testimonia un portfolio di immenso merito e soft skill artistici internazionali. Attivi da oltre tre decenni sui palcoscenici della penisola, hanno esportato il loro teatro-clown nei laboratori e nei club di Francia, Svizzera, Spagna e Germania, passando per i monitor dei più importanti programmi televisivi Rai e Mediaset. La loro cattedra pedagogica si è affinata frequentando la celeberrima **Ecole Philippe Gaulier di Parigi** e la Bont’s International Clownschool in Spagna, territori del sapere in cui hanno strutturato un interplay perfetto che unisce la saggistica del teatro fisico all’onestà dei sentimenti puliti, rifiutando i paternalismi e i moralismi di facciata per tutelare il benessere collettivo dello spettacolo dal vivo.

La direzione logistica del Teatro Manzoni comunica che i controlli tecnici sulle installazioni digitali e sulle potenze volumetriche delle sale sono ultimati per garantire un’accessibilità universale alle famiglie e ai giovani under 30. I database dei biglietti per la prima del 15 ottobre 2026 sono attivi in totale trasparenza sul circuito della rete. Dopo il fischio d’inizio a Milano, il ruolino di marcia del tour blinda una parata fitta di scadenze e contratti nei rioni del Nord Italia:

  • Ottobre 2026: Il 29 al Teatro Colognola di Bergamo; il 30 al Santa Giulia di Brescia; il 31 al Jacopo Da Ponte di Bassano del Grappa (VI).
  • Gennaio e Febbraio 2027: Il 9 gennaio al Civico di Chivasso (TO); il 2 febbraio all’Alfieri di Torino*; il 3 febbraio al Toselli di Cuneo.
  • Marzo e Aprile 2027: Il 6 marzo al San Marco di Vicenza; il 12 al Dehon di Bologna*; il 13 al Michelangelo di Modena*; il 14 aprile al Giuditta Pasta di Saronno (VA); il 15 al Sociale di Como; il 16 al Teatro della Società di Lecco; il 22 all’Auditorium Concordia di Pordenone; il 23 aprile finale all’Alcione di Verona.

* Date con prevendite attive e monitoraggio prioritario nei database dei botteghini.

I registri del tour sono sigillati e i canali della stampa sintonizzati per il debutto milanese. Questo fine settimana d’autunno spegnete le notifiche dannose degli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e andate a comprare un biglietto per il teatro: Pino e gli Anticorpi vi aspettano a braccia aperte per ricordarvi che finché l’umanità saprà ridere delle proprie macchine e difendere l’onestà della propria stupida natura, il nostro domani sarà per sempre un posto libero, protetto, fiero e profondamente umano. Il viaggio con l’I.A. è iniziato, ed è un cammino di futuro che aspetta solo di essere vissuto.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Eventi

Le tinte dell’alba e l’impressionismo francese accendono i monitor del Sirena: l’Ensemble Baccano lancia lo shock acustico di “When the Dawn Will Come”

L’oro dell’impressionismo francese sposa il misticismo delle note d’avanguardia e il tomorrow della musica da camera celebra in Abruzzo un finale di stagione da record assoluto di emozioni dello Stato! Domenica 18 ottobre 2026 alle ore 18:30, lo sfolgorante Auditorium Palazzo Sirena di Francavilla al Mare (CH) ospita “When the Dawn Will Come”, lo spettacolare concerto-evento dell’Ensemble Baccano inserito nel prestigioso Festival Internazionale Alessandro Cicognini diretto da Davide Cavuti. Un viaggio specchio iper-emotivo e gratuito nei monitor del pubblico che vede la scuderia fare squadra con l’onestà interpretativa del celebre pianista Alessandro Stella su musiche di Debussy, Ravel e per lo sblocco in prima assoluta mondiale del capolavoro del cileno Mario Oyanadel. Un comfort funzionale perfetto per ventenni under 30 e famiglie per sconfiggere l’isolamento da smartphone, scoprite i biglietti nel nostro articolo! 👇

Pubblicato

a

Alessandro Stella (c) Andrej Grilc

Francavilla al Mare – Un’ondata di eccezionale intensità espressiva, raffinato misticismo acustico e fiera autonomia intellettuale si propaga dai laboratori della musica da camera per invadere le storiche coste dell’Abruzzo, trasformando il plesso culturale in un’autentica officina di civiltà, risorsa terapeutica ed edicola di legalità artistica. I linguaggi dell’impressionismo sinfonico e del pianoforte colto, quando sanno spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché della finzione commerciale di plastica e dei filtri digitali degli smartphone, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente capace di radiografare il merito e i soft skill dei nostri interpreti, offrendo alle famiglie e ai giovani under 30 un’oasi di spensieratezza colta, lontana dal torpore dei consumi liquidi. Domenica 18 ottobre 2026, alle ore 18:30 in punto, lo sfolgorante scenario dell’Auditorium di Palazzo Sirena a Francavilla al Mare (CH) terrà a battesimo il solenne fischio d’inizio e il concerto straordinario intitolato “When the Dawn Will Come”.

La monumentale manifestazione, inserita stabilmente nel prestigioso palinsesto del Festival Internazionale Alessandro Cicognini sotto la direzione artistica d’élite del Maestro Davide Cavuti, si articola come il picco emotivo e l’atto conclusivo della prima, sperimentale stagione denominata “La Casa del Baccano”. La cabina di regia dell’Ensemble Baccano ha strutturato un programma pluriennale di prossimità in totale trasparenza e privo di filtri protettivi, concepito per far collidere il colore dei suoni all’interplay strumentale, sintonizzando le scadenze del benessere rionale sulla ricerca della sfumatura visiva e sulla capacità della musica di evocare immagini pure, taccuino alla mano e passioni calde.

La prima assoluta di Mario Oyanadel e il misticismo di Debussy nei monitor del Sirena

L’ordito di questo viaggio specchio iper-emotivo introduce una sfolgorante novità ingegneristica per la scuderia abruzzese: per la prima volta in assoluto, l’Ensemble farà squadra con le corde della tastiera grazie alla presenza stanziale del celebre pianista concertatore Alessandro Stella, artista di immenso merito andata già rubata negli occhi della critica dello Stato per la sua spiccata sensibilità timbrica. I Criteri di allestimento sul leggio si apriranno in totale trasparenza con due brani per pianoforte solista di assoluta suspense: la celebre Danse du voile del compositore portoghese Francisco de Lacerda e l’esclusivo debutto in **prima assoluta mondiale di “El Alba Sostendrá Una Danza” del cileno Mario Oyanadel**, un comfort funzionale perfetto per scacciare il torpore rionale.

I dati della partitura impressionista parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi o ipocrisie interpretative: la prima parte dello show vedrà il sound design meccatronico degli archi e dei legni fare cerchio attorno all’estetica francese del Novecento, affrontando senza maschere le composizioni di Claude Debussy con le Danse sacrée et profane e la saggistica di Maurice Ravel all’interno di Introduction et Allegro. In queste pagine monumentali dello Stato acustico, il suono cessa di essere un optional ornamentale per tramutarsi in materia cromatica d’avanguardia ed atmosfera totale, esaltando millimetricamente le infinite possibilità espressive e i soft skill dei solisti della penisola, scacciando le nevrosi generate dall’asfissia dei dispositivi digitali.

Il canto dell’alba di Francis Poulenc e lo scudo poetico di Emily Dickinson

L’atto finale e crescendo di massima suspense della notte si spingerà oltre i confini del simbolismo per sbloccare l’irriverente e teatrale concerto coreografico di Francis Poulenc, “Aubade”, il cui titolo definisce nei registri francesi proprio il solenne canto dell’alba. L’ordito fa collidere le trame melodiche al racconto mitologico dello scontro biologico tra Diana e Atteone, in cui la luce nascente assume una dimensione narrativa spavalda che colpisce dritto allo stomaco del conformismo borghese. La posture etica dell’Ensemble Baccano rifiuta i moralismi e i paternalismi di facciata per rifugiarsi nel frammento poetico di **Emily Dickinson**: «Non sapendo quando l’alba verrà, apro tutte le porte», visual anchor ideale eletto dai giovani musicisti under 30 per spalancare le porte ai futuri contratti e programmi del 2027.

La direzione logistica del polo teatrale teatino comunica che i controlli tecnici sulle amplificazioni e sulla sicurezza dei locali sono ultimati per assicurare un comfort funzionale e volumetrico eccezionale a tutta la cittadinanza rionale e alle scolaresche della provincia, limitando l’esodo delle migliori intelligenze artistiche dal territorio. I database dei biglietti sono già attivi in totale trasparenza sulla rete e acquistabili presso i canali ufficiali del festival. Questo fine settimana d’autunno spegnete le notifiche dannose degli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e andate a Francavilla al Mare: l’Ensemble Baccano e il pianoforte di Alessandro Stella vi aspettano a braccia aperte per ricordarvi che finché la nostra terra saprà spalancare le porte all’arte per difendere la libertà dello spirito, il domani dell’Abruzzo sarà per sempre un posto libero, protetto, fiero e profondamente umano.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Eventi

Fondazione Cassamarca: riapre Casa dei Carraresi con le collezioni d’arte permanenti

La grande e immortale arte del Novecento torna definitivamente a splendere nel cuore di Treviso! Venerdì 2 ottobre 2026 segnerà una data storica per la cultura italiana: la Fondazione Cassamarca inaugurerà ufficialmente la riapertura di Casa dei Carraresi e delle sale superiori di Ca’ Brittoni. Questi magnifici e antichi palazzi diventeranno l’elegante spazio espositivo permanente destinato ad accogliere le inestimabili collezioni d’arte della Fondazione. Il percorso museale, sapientemente e magistralmente curato dai professori Barbieri e Burini dell’Università Ca’ Foscari, ospiterà capolavori assoluti e inestimabili firmati dai più grandi geni dell’arte mondiale: da Modigliani a Fontana, da Morandi a Guttuso, passando per Vedova e Pomodoro👇

Pubblicato

a

Riapertura casa dei Carraresi

Treviso – Il ricchissimo, vivace e inestimabile panorama culturale, architettonico e artistico del Nord-Est italiano si appresta orgogliosamente, solennemente e ufficialmente a celebrare una vera e propria e fondamentale giornata storica. L’arte contemporanea e del Novecento sta infatti per riappropriarsi trionfalmente e definitivamente dei suoi spazi fisici ed espositivi più nobili, antichi e prestigiosi all’interno della cornice cittadina. La potente e attivissima Fondazione Cassamarca (guidata dallo storico motto “Monti Musoni ponto dominorque Naoni”) ha infatti annunciato in grande stile, attraverso un elegante e attesissimo invito ufficiale diramato alle principali redazioni, l’imminente, straordinaria e definitiva riapertura al pubblico delle magnifiche e storiche sale di Casa dei Carraresi e dei suggestivi e ampi spazi superiori di Ca’ Brittoni. Questo attesissimo, monumentale e fondamentale recupero architettonico e museale non ospiterà banalmente e fugacemente delle normali e temporanee rassegne artistiche di passaggio, ma si consacrerà in via definitiva e assoluta come il nuovissimo, luminoso e prestigiosissimo spazio espositivo permanente destinato ad accogliere, proteggere e mostrare al grande pubblico italiano e internazionale le inestimabili e sconfinate collezioni d’arte private e storiche accumulate e salvaguardate nel tempo dalla Fondazione trevigiana. Un regalo immenso, colossale e inestimabile fatto all’intera cittadinanza e a tutti i puristi e turisti amanti della pittura e della scultura moderna e contemporanea europea.

Il grande evento a Treviso: venerdì 2 ottobre la riapertura

L’appuntamento istituzionale, culturale e mondano da segnare immediatamente, tassativamente e in rosso sull’affollata agenda degli eventi autunnali è fissato per la giornata di venerdì 2 ottobre 2026.
La complessa, perfetta e articolata macchina organizzativa della Fondazione Cassamarca ha meticolosamente, attentamente e sapientemente strutturato la solenne giornata inaugurale trevigiana prevedendo un fitto, serrato e istituzionale programma di incontri e aperture differenziate, pensato per accogliere al meglio esperti e semplici curiosi. I battenti dei palazzi storici si apriranno formalmente, silenziosamente e in rigorosa e blindatissima anteprima esclusiva alle ore 11:00 del mattino, per permettere alla stampa specializzata, ai severi critici d’arte e ai giornalisti accreditati di poter ammirare in solitaria, analizzare tecnicamente e recensire le opere esposte, garantendo così la massima concentrazione e la migliore e perfetta copertura mediatica dell’evento. L’attesissima, vera e propria e democratica apertura delle porte al grande e trepidante pubblico cittadino avverrà invece nel cuore del pomeriggio, a partire dalle ore 17:00, quando le sale torneranno finalmente a riempirsi del vociare ammirato dei visitatori. Il culmine formale, politico e cerimoniale della lunghissima ed emozionante giornata si raggiungerà poco dopo, alle ore 18:00 spaccate, con i previsti, tradizionali e solenni saluti istituzionali di rito da parte delle massime autorità cittadine, seguiti immediatamente da un’approfondita, tecnica e illuminante presentazione critica delle singole e ricchissime sale espositive.

Spazi, Forme, Figure e Bruskin: il percorso di Ca’ Foscari

Il difficilissimo, delicato e colossale compito di ordinare, catalogare, selezionare e allestire fisicamente e concettualmente l’immensa mole di inestimabili capolavori accumulati dalla Fondazione non poteva assolutamente e banalmente essere affidato al caso.
La complessa e brillante curatela intellettuale, scientifica e logistica dell’intera, immensa operazione museale permanente è stata infatti saggiamente, sapientemente e orgogliosamente affidata e appaltata alle brillanti menti e all’inattaccabile rigore accademico di due assoluti luminari del settore: i professori Giuseppe Barbieri e Silvia Burini, prestigiosissimi esponenti di spicco e docenti in forza alla rinomata, storica e vicina Università Ca’ Foscari di Venezia. Sotto la loro attenta, lucida, severa e magistrale guida critica ed estetica, l’infinita ed eterogenea collezione d’arte della Fondazione è stata logicamente, fluidamente e didatticamente suddivisa e incasellata in un percorso espositivo e visivo affascinante e fortemente strutturato, diviso in quattro macro-sezioni o aree tematiche ben distinte e complementari: “Spazi”, “Forme”, “Figure” e un’ultima, intrigante e misteriosa sezione monografica ed esclusiva intitolata “Grisha Bruskin”. Questa intelligentissima, moderna e ragionata suddivisione concettuale e tematica delle opere permetterà fisicamente, visivamente ed emotivamente al fortunato visitatore di orientarsi agilmente, comprendendo le profonde e complesse evoluzioni stilistiche, concettuali, cromatiche e filosofiche che hanno radicalmente segnato, stravolto e caratterizzato la produzione artistica dal Novecento ai giorni nostri.

Da Modigliani a Fontana, da Morandi a Guttuso: parata di stelle

Scorrendo velocemente e avidamente la lunghissima, impressionante e densissima lista degli incredibili e storici artisti le cui opere troveranno finalmente e degnamente fissa dimora all’interno dei rinnovati spazi museali, si prova un sincero e profondo brivido di pura e inebriante vertigine culturale.
Ci troviamo infatti oggettivamente, limpidamente e indiscutibilmente di fronte a una vera, propria e inestimabile parata di stelle assolute e incontrastate del firmamento pittorico e scultoreo italiano e mondiale, una sorta di manuale vivente e tridimensionale di Storia dell’Arte contemporanea. Nelle sale di Casa dei Carraresi e Ca’ Brittoni il grande pubblico potrà ammirare estasiato, a pochissima distanza, le inconfondibili, melanconiche e allungate pennellate del genio maledetto Amedeo Modigliani, per poi perdersi nei silenzi metafisici, intimi e polverosi delle nature morte e delle celebri e iconiche bottiglie dipinte dal maestro Giorgio Morandi. Il percorso lascerà spazio aperto ai rivoluzionari e famosissimi “tagli” spaziali inflitti coraggiosamente alle tele dal visionario Lucio Fontana, per poi passare all’incontenibile e crudo realismo sociale, verace e sanguigno, del grande maestro siciliano Renato Guttuso. Ma l’elenco dei capolavori è sterminato e semplicemente sbalorditivo per qualità e quantità: si va dalle geometrie di Capogrossi e Magnelli, alle visioni di Sironi, Carrà e Annigoni, passando per le forme scultoree monumentali di Arnaldo Pomodoro, Arturo Martini, Minguzzi e Mirko, fino ad arrivare al potentissimo ed energico astrattismo veneziano e informale di Emilio Vedova e Tancredi. Un tesoro artistico letteralmente sterminato, protetto, recuperato e finalmente restituito, in tutto il suo abbagliante, eterno e inestimabile splendore, agli occhi curiosi della cittadinanza.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza