Territorio
GIULIANOVA RICORDA LA NAKBA: UN POMERIGGIO DI CINEMA, TESTIMONIANZE E SOLIDARIETÀ PER I PALESTINESI
Redazione- Nella “Sala B. Buozzi” del centro civico di Giulianova Alta si è riunita una platea eterogenea di cittadini, attivisti, docenti e rappresentanti sindacali per commemorare il 78º anniversario della Nakba, la catastrofe del 1948 che vide l’esodo forzato di più di 750 000 palestinesi dalle proprie terre. L’iniziativa, promossa da una rete capillare di realtà culturali, civili, sindacali e politiche, ha avuto l’obiettivo di tracciare il filo rosso che collega il dramma del 1948 alla drammatica realtà attuale di Gaza, Cisgiordania e dei campi profughi sparsi per il mondo.
Un programma ricco di immagini e voci
Il pomeriggio è iniziato alle 16.30 con la proiezione di “Gaza before and after”, un breve documentario di due minuti del regista Shadi Al‑Tabatibi, seguito da un collegamento in diretta con l’autore, che ha raccontato da Gaza le devastazioni subite dalla città durante le recenti operazioni militari israeliane. “Vedere le strade di una Gaza ancora in macerie è un promemoria doloroso di quanto la Nakba non sia un evento del passato, ma una realtà in corso”, ha dichiarato Al‑Tabatibi.
Alle 17.00 è stato proiettato “Nakba. La catastrofe palestinese” (12 minuti) del regista M. Maurer, un racconto sintetico ma incisivo dei fatti del 1948: la partenza delle truppe britanniche, la risoluzione 181 dell’ONU e la proclamazione unilaterale dello Stato di Israele il 14 maggio 1948, seguita dalla grande cacciata dei residenti palestinesi il giorno successivo. Il film ha suscitato numerosi commenti dal pubblico, soprattutto tra gli studenti universitari presenti, che hanno riconosciuto nella narrazione una chiara violazione del diritto internazionale.
Alle 17.30 è stato presentato “Jerusalem – The East Side Story” (57 minuti) della regista M. Alatar, un’opera più articolata che ricostruisce la storia della Gerusalemme orientale, focalizzandosi sui quartieri arabeschi, le sinagoghe scomparse e le comunità religiose che ancora oggi lottano per preservare la loro identità culturale.
Il punto culminante della serata è stato il videocollegamento alle 18.30 con due ospiti di rilievo: il giornalista palestinese Mohammed Naim e sua moglie Marwa, entrambi residenti a Gaza City, e il ricercatore Nasser Salameh, professore di studi mediorientali presso l’Università di Houston. Naim ha descritto in prima persona le difficoltà quotidiane di chi vive sotto costante minaccia di bombardamenti, carenze di elettricità e approvvigionamento di acqua, sottolineando come “la memoria della Nakba sia la nostra arma di resistenza”. Salameh, invece, ha offerto una prospettiva più accademica, evidenziando le connessioni tra le politiche di “pulizia etnica” del 1948 e le attuali pratiche di colonizzazione nella Cisgiordania.
Un appello alla solidarietà concreta
Durante l’intervento degli ospiti è stato allestito un banchetto di raccolta fondi a favore di GAZZELLA OdV, un’organizzazione non governativa attiva a Gaza che distribuisce beni di prima necessità e sostiene sette scuole-tenda per i bambini sfollati. Il banco ha raccolto più di 3 500 euro, destinati a fornire materiale scolastico, cibo e medicine alle famiglie più colpite dalle recenti offensivi israeliane.
L’ingresso all’evento è stato gratuito, con la possibilità di effettuare una donazione volontaria. “Non basta ricordare”, ha affermato la presidente di Assopace Palestina Abruzzo, “bisogna agire concretamente per alleviare le sofferenze quotidiane del popolo palestinese, perché la solidarietà si traduce in solidarietà materializzata”.
Chi ha promosso l’iniziativa
L’evento è stato sostenuto da un ampio gruppo di enti: Deposito Dei Segni Ets, Assopace Palestina Abruzzo, Rete per la Palestina Giulianova (in collaborazione con il gruppo cultura politica Nos‑Noi, ANPI Giulianova, Auser Giulianova e Val Vibrata, Coord. Nazionale No Triv, G.A.M.A., Gruppo liberi progressisti Roseto, Federazione provinciale SI/AVS), Rifondazione Comunista Pescara e Abruzzo, AVS Abruzzo, Conferenza Donne Democratiche di Pescara, Pax Christi Italia, CGIL Teramo e Abruzzo‑Molise, Docenti per Gaza Abruzzo, oltre ad altre realtà in attesa di adesioni nella provincia di Teramo.
Contestualizzare la Nakba
Un breve approfondimento, distribuito in stampa locale durante la serata, ha richiamato l’attenzione sulla risoluzione 181 dell’ONU, approvata il 29 novembre 1947, che prevedeva la partizione della Palestina in due stati – arabo e ebraico – con Gerusalemme e Betlemme sotto giurisdizione internazionale. L’Unione Sovietica e i Paesi arabi avevano inizialmente accolto la proposta, ma il movimento sionista, non accogliendo la divisione, dichiarò l’indipendenza dello Stato di Israele il 14 maggio 1948. Il giorno successivo, l’opera di “pulizia etnica” fu messa in atto, dando inizio a quello che i palestinesi hanno intitolato “Nakba” (catastrofe). La data, 15 maggio, è oggi simbolo di lutto e di una lotta interminabile per riconoscimento, dignità e giustizia.
Un messaggio di speranza
Il presidente della CGIL Abruzzo, presente all’evento, ha concluso la serata con un appello: “La memoria è il primo passo per la giustizia; la solidarietà è il secondo. Continuare a raccontare la storia della Nakba è fondamentale per costruire un futuro in cui i diritti dei palestinesi siano rispettati e garantiti”. Con queste parole, la comunità di Giulianova Alta ha dimostrato che la commemorazione non è soltanto un gesto simbolico, ma un vero e proprio atto di responsabilità civile.
Territorio
Il territorio di Accumoli nel decennale del sisma tra memoria e rinascita
🏔️ Dieci anni dopo il sisma, Accumoli riflette sulla propria storia e sul futuro delle aree montane tra scienza, memoria e resilienza comunitaria. Un fine settimana per non dimenticare e ripartire insieme.
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#Accumoli #Sisma2016 #Appennino #Cultura
Redazione- Accumoli, centro simbolo della tragedia sismica del 2016, si prepara a vivere un fine settimana carico di significato, segnato dal ricordo, dall’approfondimento culturale e dalla volontà di non spegnere i riflettori sulle comunità dell’Appennino centrale. A dieci anni dall’evento che ha scosso le fondamenta del Centro Italia, il “Festival Culturale dei Borghi Rurali della Laga 2026” promuove una serie di iniziative che si inseriscono nel percorso verso L’Aquila, Capitale della Cultura 2026. L’obiettivo dichiarato dai promotori, le associazioni Borghi e Sentieri della Laga e FederTrek, è quello di valorizzare l’identità delle aree interne, trasformando il dolore del sisma in un volano di resilienza culturale e sociale.
La cultura come strumento di ricostruzione identitaria
Il viaggio attraverso la memoria parte venerdì 19 giugno a Teramo. La cornice del Castello della Monica accoglierà la presentazione di “Lettera di un Camminatore Eretico”, opera di Paolo Piacentini. Il volume non è solo un resoconto di viaggio, ma un’analisi critica che intreccia i sentieri dei Monti Sibillini e dei Monti della Laga con le storie di quanti, in questi anni, hanno scelto di rimanere o tornare a vivere tra le macerie. Piacentini, voce autorevole nel panorama nazionale della mobilità lenta, propone una riflessione sul rapporto inscindibile tra il cammino, inteso come atto politico di presenza, e la narrazione dei territori feriti.
Il cuore pulsante dell’evento si sposterà poi sabato 20 giugno proprio ad Accumoli. Presso la scuola “Agostino Cappello”, la comunità si ritroverà per un momento di alta divulgazione storica dedicato a una figura fondamentale ma spesso trascurata a livello locale: Salvatore Tommasi. Scienziato, patriota e intellettuale di statura internazionale, Tommasi rappresenta per il territorio un punto di riferimento per guardare al futuro attraverso la lente del pensiero critico. L’incontro, patrocinato dall’amministrazione locale e dalla Deputazione di Storia Patria negli Abruzzi, mira a restituire dignità e visibilità a un esponente del Positivismo le cui intuizioni spaziarono dalla medicina sperimentale alle battaglie civili dell’Italia post-unitaria.
Il valore scientifico e civile di Salvatore Tommasi
Il convegno vedrà la partecipazione di accademici di rilievo che analizzeranno il pensiero di Tommasi sotto diversi profili. Il professor Ferdinando Di Orio discuterà del medico abruzzese tra scienza e filosofia, mentre il professor Mauro Bologna si concentrerà sull’evoluzione della fisiopatologia nell’ottica della medicina sperimentale, ponendo l’accento sul legame tra Tommasi e Claude Bernard. Il quadro storico sarà completato dall’intervento di Paolo Muzi, che analizzerà l’impegno parlamentare del patriota, e da Renzo Colucci, che farà sintesi sul legame profondo tra la figura di Tommasi e la storia locale di Accumoli. La sfida degli organizzatori è chiara: far comprendere che la ricostruzione non deve intendersi soltanto come ripristino del patrimonio materiale, ma come riappropriazione di una storia che appartiene all’intero Paese.
Le sfide quotidiane tra Cassino e Terracino
Domenica 21 giugno, il festival si sposterà nelle frazioni di Cassino e Terracino. Questi luoghi, tra i più colpiti dal sisma del 2016, diventano il teatro naturale dove le parole lasciano spazio all’ascolto diretto. Incontrare i residenti che hanno scelto di restare significa confrontarsi con la realtà complessa di un territorio che combatte quotidianamente contro il cronico spopolamento delle aree montane. Non si parla solo di ricostruzione edilizia, ma di un processo di riconquista dello spazio vissuto, dove il coraggio dei singoli si scontra con le difficoltà logistiche e burocratiche che da un decennio complicano il ritorno alla normalità.
Il dibattito che si aprirà tra le vie di queste frazioni tocca temi che trascendono il confine locale. Il progressivo abbandono delle montagne è un fenomeno che interroga economisti e sociologi, portando alla luce la solitudine delle aree interne. In questo contesto, il Festival della Laga assume la veste di un laboratorio permanente: un modo per dimostrare che, anche laddove il sisma ha provato a cancellare il presente, la forza delle relazioni umane e la custodia dell’eredità culturale possono rappresentare l’unica via percorribile per garantire il futuro di queste terre. La rassegna, dunque, si conferma come un appuntamento necessario per mantenere viva l’attenzione su un lembo d’Italia che non intende soccombere all’oblio.
Piana del Cavaliere
Carsoli – grande novità al Ristorante Pizzeria ” da Toto’ “, pesce fresco tutti i giorni
Redazione- Con l’arrivo della bella stagione alla Pizzeria Ristorante ” da TOTO'” di Carsoli, grandi novità. Il locale resterà aperto tutti i giorni, pranzo e cena dal Martedi alla Domenica, e dopo il Menu’ Pizza,ed il Menu’ Ristorante, arriva il pesce fresco tutti i giorni. Una grande scelta di pesce fresco, con scarico giornaliero, per tutti i gusti.
Territorio
Il Tribunale di Chieti cancella i debiti di un’insegnante grazie al supporto di Adoc Abruzzo
⚖️ Una docente abruzzese è stata liberata dai debiti grazie al supporto di Adoc Abruzzo e del Tribunale di Chieti. Un percorso di giustizia per ripartire dopo una difficile situazione debitoria.
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#AdocAbruzzo #Sovraindebitamento #Chieti #GiustiziaEconomica
Redazione- Chieti, nel cuore dell’Abruzzo, è stata teatro di una vicenda giudiziaria che restituisce speranza a molti cittadini vessati da situazioni economiche complesse. Il Tribunale di Chieti, attraverso un provvedimento recente, ha formalmente accolto la richiesta di esdebitazione presentata da una cittadina residente nel territorio, segnando un punto di svolta definitivo nella vita di una lavoratrice che da anni viveva sotto il peso di una situazione finanziaria insostenibile. La vicenda, seguita passo dopo passo dall’avvocato Moreno Mimmo Bonafortuna in sinergia con lo Sportello sul sovraindebitamento di Adoc Abruzzo Aps, rappresenta un esempio concreto di come il diritto possa trasformarsi in uno strumento di protezione per le persone oneste coinvolte in vicende debitorie estranee alla propria volontà.
La storia di una difficile rinascita economica
La protagonista di questa vicenda è un’insegnante di scuola primaria che, nel corso degli anni, si era trovata a fronteggiare un vortice finanziario generato non da scelte sconsiderate personali, ma da un gesto di fiducia tradito. La donna aveva prestato garanzie e sottoscritto finanziamenti per conto di un ex compagno, confidando nel rispetto degli impegni presi. Tuttavia, il mancato adempimento di quest’ultimo nei pagamenti ha fatto ricadere l’intero carico dei debiti sulle spalle della docente, portandola in una condizione di insolvenza tecnica. Nonostante la gravità del momento, l’insegnante non si è arresa, mantenendo sempre una condotta trasparente. Ha continuato a svolgere il proprio lavoro con dedizione e ha collaborato attivamente con il curatore e il giudice nel corso dell’intera procedura di liquidazione del patrimonio, mettendo a disposizione le proprie risorse per tentare di sanare quanto possibile la posizione nei confronti dei creditori.
La decisione del tribunale e le tutele del debitore
Il magistrato del Tribunale di Chieti, nel redigere il provvedimento che sancisce la fine del calvario, ha analizzato con estrema precisione il comportamento della ricorrente. La sentenza si fonda sul riconoscimento di tre requisiti fondamentali: la lealtà e la massima cooperazione mostrate dalla cittadina durante l’intero iter burocratico, l’assenza di ritardi colpevoli nelle attività procedurali e, aspetto determinante, il non aver compiuto atti in frode ai creditori. Avendo soddisfatto questi ultimi nella misura massima consentita dal proprio patrimonio residuo, la legge ha previsto la dichiarazione di inesigibilità per i debiti ancora pendenti. In sostanza, il sistema giudiziario ha preso atto che la richiedente non era più in grado di far fronte alle somme rimanenti e, in virtù delle norme vigenti in materia di sovraindebitamento, le ha concesso la liberazione dai pesi pregressi.
Questo esito permette oggi alla docente di ripartire da zero, liberata dall’oppressione psicologica e finanziaria che condizionava ogni aspetto della sua quotidianità. L’avvocato Moreno Mimmo Bonafortuna, che ha curato l’istruttoria, ha sottolineato come la normativa sul sovraindebitamento non rappresenti una scorciatoia, ma un percorso rigoroso che offre una prospettiva di riscatto a chi è vittima di circostanze sfavorevoli o di errori di valutazione non dolosi. La collaborazione tra professionisti del settore legale e associazioni come Adoc Abruzzo si rivela di grande utilità per accompagnare i cittadini nelle fasi complesse che caratterizzano il nuovo codice della crisi d’impresa.
Come accedere ai servizi dello sportello Adoc
Lo Sportello sul sovraindebitamento promosso da Adoc Abruzzo Aps si conferma una risorsa strategica per il territorio. Il servizio, rivolto a chiunque si trovi in una condizione di difficoltà economica e desideri comprendere se esistono i margini legali per avviare le procedure previste per i debitori non fallibili, è offerto a titolo gratuito. Questa gratuità garantisce un accesso democratico alla giustizia, permettendo anche alle fasce più fragili della popolazione di ottenere una consulenza qualificata.
Per chi volesse ricevere assistenza, sono attive diverse sedi operative: a Pescara e Montesilvano il venerdì, dalle ore 15.00 alle 18.30, e a Chieti ogni martedì, nella medesima fascia oraria pomeridiana. Per rispondere alle esigenze di chi ha difficoltà negli spostamenti, l’associazione ha introdotto anche la possibilità di consulenze tramite videochiamata, rendendo i propri professionisti raggiungibili in ogni momento. Chi fosse interessato ad approfondire la propria situazione debitoria può contattare i numeri 389 4423602 o 393 8078070, oppure inviare una richiesta all’indirizzo e-mail debiti@adocabruzzo.it o info@adocabruzzo.it per fissare un colloquio conoscitivo.
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