Territorio
GLI STUDENTI DEL “FORTI” DI TERAMO INCONTRANO IL FUTURO DELL’EDILIZIA: GRANDE PARTECIPAZIONE ALL’EVENTO DEL COLLEGIO DEI GEOMETRI
Redazione- Una mattinata all’insegna dell’orientamento, della formazione e del dialogo tra scuola, università e professione. È quella vissuta venerdì scorso dagli studenti e dalle studentesse del triennio dell’Istituto Tecnico Tecnologico “Forti” di Teramo grazie all’iniziativa promossa dalla Commissione Giovani del Collegio Provinciale Geometri e Geometri Laureati di Teramo, coordinata dal presidente Marco Pompei, dal segretario Luca Di Giannatale e dai giovani geometri referenti territoriali, in collaborazione con le Università degli Studi dell’Aquila e di Chieti-Pescara e con il docente referente dell’Istituto “Forti” Paolo Di Remigio.
L’appuntamento ha rappresentato un importante momento di crescita e confronto per i giovani chiamati a riflettere sul proprio futuro formativo e professionale. Al centro dell’incontro, il ruolo sempre più strategico della figura del geometra, oggi protagonista di un settore in continua evoluzione, dove innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale, sicurezza e riqualificazione urbana richiedono competenze tecniche sempre più specializzate e multidisciplinari.
Nel corso della mattinata si sono svolti workshop tematici, attività laboratoriali e momenti di approfondimento coordinati dalla Commissione Giovani Geometri. Le iniziative sono state pensate per offrire agli studenti un’esperienza concreta e dinamica, capace di avvicinarli agli aspetti più attuali della professione. Attraverso esempi pratici, simulazioni operative e presentazioni tecniche, i partecipanti hanno potuto conoscere da vicino le opportunità lavorative e le prospettive di carriera offerte dal mondo delle costruzioni, della progettazione, del catasto, dell’efficientamento energetico e della gestione del territorio.
Particolare interesse hanno suscitato gli interventi dei docenti universitari presenti, che hanno illustrato il percorso del Corso di laurea triennale professionalizzante abilitante alla professione di geometra laureato LP01. Un’offerta formativa moderna e orientata al mercato del lavoro, che punta a coniugare solide basi teoriche con competenze tecniche immediatamente spendibili nel mondo professionale. Gli studenti hanno avuto così l’opportunità di confrontarsi direttamente con il mondo accademico, approfondendo contenuti, modalità di accesso e sbocchi occupazionali dei percorsi universitari dedicati al settore edilizio e territoriale.
L’iniziativa ha evidenziato ancora una volta l’importanza della collaborazione tra istituzioni scolastiche, università e ordini professionali nel costruire percorsi di orientamento efficaci e vicini alle esigenze dei giovani. In un contesto economico e sociale in continua trasformazione, creare occasioni di incontro tra formazione e professione significa offrire agli studenti strumenti concreti per compiere scelte consapevoli e guardare con maggiore fiducia al proprio futuro.
Grande soddisfazione è stata espressa dagli organizzatori per la partecipazione attenta e coinvolta degli studenti e per l’interesse dimostrato durante tutte le attività della giornata. Un’esperienza dal forte valore formativo che conferma l’impegno del Collegio Provinciale Geometri e Geometri Laureati di Teramo nel promuovere la cultura tecnica e sostenere la crescita delle nuove generazioni di professionisti.
«L’interlocuzione con il Collegio dei Geometri è fondamentale per offrire ai nostri studenti opportunità concrete di scoperte formative in ambito professionale e universitario» – ha commentato la dirigente scolastica Maria Letizia Fatigati.
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Poste italiane avvia il progetto polis nel comune di Poggio Mirteto
📍 Il progetto Polis trasforma l’ufficio postale di Poggio Mirteto: al via i lavori per offrire nuovi servizi della Pubblica Amministrazione direttamente a sportello. Scopri come cambiano le operazioni e dove recarti durante il periodo di ristrutturazione.
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Redazione- Poggio Mirteto è il centro della trasformazione digitale e logistica di Poste Italiane in provincia di Rieti. L’ufficio postale situato in viale Giuseppe De Vito ha ufficialmente chiuso i battenti per avviare una radicale ristrutturazione, inserendosi nel più ampio piano nazionale denominato “Polis”. Questo progetto è specificamente dedicato ai comuni italiani con meno di 15mila abitanti, con l’obiettivo di colmare il divario tra i grandi centri urbani e le aree interne, trasformando i classici presidi postali in veri e propri sportelli unici per i cittadini.
il futuro dello sportello postale tra innovazione e servizi al cittadino
La ristrutturazione non si limita a un semplice restyling estetico degli spazi. Il cantiere aperto a Poggio Mirteto mira a riconfigurare l’ambiente interno per migliorare il comfort e l’efficienza del servizio. Una volta conclusi gli interventi, stimati in circa venti giorni, l’ufficio sarà dotato di nuovi arredi ergonomici e funzionali, pensati per accogliere l’ampliamento dell’offerta pubblica.
La novità di maggiore rilievo risiede nell’estensione delle competenze del personale. Grazie al progetto Polis, gli utenti non dovranno più rivolgersi esclusivamente agli uffici comunali o agli enti previdenziali per pratiche standardizzate. Allo sportello di viale De Vito sarà possibile richiedere certificati INPS, documenti relativi ad atti di volontaria giurisdizione, certificati anagrafici e di stato civile, fino ad arrivare alla procedura per il rilascio del passaporto elettronico. Si tratta di un passo verso la semplificazione burocratica che punta a radicare la Pubblica Amministrazione direttamente sul territorio comunale, riducendo gli spostamenti per i residenti.
come gestire le operazioni postali durante il cantiere
Per limitare i disagi alla cittadinanza durante la fase di chiusura temporanea, l’azienda ha predisposto un piano di continuità operativa. La soluzione individuata prevede l’attivazione di uno sportello dedicato ai clienti di Poggio Mirteto presso la sede di Montopoli Sabino. Presso questo ufficio sarà possibile gestire tutte le operazioni vincolate al rapporto di radicamento del conto, come le transazioni su libretti di risparmio o conti Bancoposta, oltre al ritiro di pacchi e corrispondenza in giacenza dopo tentativi di consegna non andati a buon fine. Lo sportello dedicato è operativo con gli orari consueti di Montopoli Sabino: dal lunedì al venerdì dalle 8.20 alle 13.35 e il sabato fino alle 12.35.
Parallelamente, per assorbire meglio il flusso dell’utenza locale, è stato disposto il potenziamento del presidio situato a Poggio Mirteto Stazione. Dall’11 al 27 giugno, questo ufficio subirà una variazione di orario, garantendo l’apertura su sei giorni settimanali, con l’orario prolungato fino alle 13.45 nei giorni feriali e l’apertura del sabato mattina.
Oltre alle sedi fisiche, Poste Italiane ricorda la presenza sul territorio di ulteriori alternative per operazioni rapide e frequenti. La rete “Punto Poste e PuntoLis”, che coinvolge diverse tabaccherie ed esercizi commerciali convenzionati nel comune, permette ai cittadini di effettuare il pagamento di bollettini, ricariche Postepay e il ritiro di spedizioni. A Poggio Mirteto, sono due le strutture che aderiscono a questo circuito, offrendo una rete di prossimità flessibile per le piccole incombenze quotidiane. Per ogni altra operazione in circolarità, che non richieda il legame con la sede di residenza, i cittadini possono continuare a rivolgersi a qualsiasi ufficio postale sul territorio nazionale, garantendo una completa interoperabilità dei servizi offerti dall’azienda.
Territorio
Premio Macondo per racconti lampo: svelati i tre finalisti della quinta edizione
✍️ La quinta edizione del Premio Macondo sta per giungere al momento decisivo con l’annuncio del vincitore all’Auditorium Sirena di Francavilla al Mare. Scopri chi sono i finalisti pronti a sfidarsi a colpi di penna.
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Redazione- Francavilla al Mare segna un momento di grande fermento culturale con l’annuncio dei finalisti della quinta edizione del Premio Macondo per Racconti Lampo. La competizione, dedicata alla forma narrativa breve, ha saputo consolidarsi nel tempo come un punto di riferimento per gli scrittori emergenti che desiderano mettersi alla prova con la sintesi e l’incisività. La selezione finale riguarda tre opere che hanno saputo convincere la giuria per originalità e capacità di catturare il lettore in poche righe: “Due giorni di inferno” di Patricia Giovannucci, “Istanti cuciti” di Francesca Nadalig e “Un giorno alla volta” di Luigia Serafini.
Questi tre talenti si contenderanno il podio in una cornice di grande prestigio, portando avanti l’eredità di un premio che, sin dai suoi esordi, promuove la scrittura creativa come strumento di espressione profonda. Oltre ai finalisti ufficiali, la Scuola Macondo di Pescara ha deciso di investire attivamente sulla formazione letteraria, assegnando due borse di studio a Valentina D’Ambrosio, autrice di “Distanza d’insicurezza”, e a Giovanni Palmitesta, che ha partecipato con l’opera dal titolo “La muffa”. Il sostegno ai nuovi autori attraverso percorsi didattici rappresenta la volontà dell’organizzazione di creare un circolo virtuoso tra concorsi letterari e crescita professionale dei partecipanti.
il verdetto finale al festival diretto da peppe millanta
L’attesa per conoscere la classifica definitiva sta per concludersi. Il verdetto sarà ufficializzato sabato 20 giugno, a partire dalle ore 16:30, presso l’Auditorium Sirena di Francavilla al Mare, in provincia di Chieti. L’evento si inserisce nel programma della decima edizione del Macondo Festival, una manifestazione culturale di rilievo per il territorio abruzzese ideata e diretta da Peppe Millanta. Sara Caramanico, figura centrale della segreteria organizzativa, avrà il compito di guidare la presentazione del pomeriggio e di svelare, finalmente, chi tra i finalisti riuscirà a conquistare la giuria e aggiudicarsi la vittoria.
La cerimonia non sarà soltanto una lettura di nomi, ma un momento di spettacolo: per valorizzare ulteriormente i testi selezionati, gli attori Stefano Di Caprio e Antonio Ramacciato presteranno la propria voce alle storie, trasformando la lettura in un momento performativo di grande impatto emotivo. Il vincitore assoluto riceverà una Targa di Merito e un premio in denaro di 500 euro lordi, mentre al secondo e terzo classificato verrà conferita la Targa di Merito, a riconoscimento della qualità stilistica espressa.
la giuria di alto profilo e il valore della brevità
Il prestigio di questo concorso è garantito dalla caratura dei professionisti che compongono la giuria. Autori e figure di spicco del panorama letterario contemporaneo, tra cui Marco Marrucci, Kristine Maria Rapino, Giampaolo Rugo, Loretta Santini, Francesca Scotti e Paolo Zardi, si sono fatti carico della selezione dei testi. Il loro lavoro, svolto con rigore critico, riflette l’ambizione della Scuola Macondo di Pescara di elevare il livello del dibattito culturale attorno al racconto breve, spesso considerato erroneamente un genere minore, ma che richiede invece una disciplina tecnica notevole per bilanciare ritmo e contenuto.
L’iniziativa, nata con l’obiettivo di scovare nuove voci nel panorama narrativo nazionale, dimostra come la scrittura di racconti lampo richieda una capacità di analisi estrema della realtà. La Scuola Macondo continua così a operare come un polo creativo fondamentale in Abruzzo, capace di catalizzare energie e stimolare la produzione letteraria locale e non solo. Gli interessati a seguire l’evolversi dell’iniziativa o a ricevere aggiornamenti sulle future edizioni possono mettersi in contatto con la segreteria organizzativa scrivendo all’indirizzo email dedicato premiomacondo@gmail.com o monitorando i canali social ufficiali della scuola, dove ogni anno vengono condivisi i bandi e le attività collaterali.
Per chiunque desideri approfondire la conoscenza della letteratura breve contemporanea, l’appuntamento di Francavilla al Mare rappresenta un’occasione di incontro con la scrittura che sa guardare al futuro, valorizzando la capacità di sintesi come forma di eleganza stilistica e narrativa.
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Sicurezza sul lavoro in Abruzzo, Uil: non basta contare le vittime, servono interventi strutturali
⚠️ I dati Inail del 2026 evidenziano un aumento di infortuni e malattie professionali in Abruzzo: la sicurezza non può attendere. Serve una riforma strutturale della formazione e controlli più intensi.
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Redazione- Il primo quadrimestre del 2026 restituisce all’Abruzzo una fotografia complessa del mondo del lavoro, dove il calo delle denunce di infortunio mortale si scontra con un aumento preoccupante dei casi di infortunio generale e delle malattie professionali. I dati diffusi dall’Inail hanno spinto la Uil Abruzzo a un’analisi critica, che va oltre la semplice lettura statistica per invocare una revisione dei paradigmi di prevenzione e formazione sul territorio regionale.
le ombre dietro il calo delle morti bianche
Il dato sulle vittime mortali mostra una flessione positiva: tra gennaio e aprile 2026 si sono registrati tre decessi, a fronte degli otto conteggiati nello stesso periodo del 2025. Tuttavia, per il sindacato, questo numero non può essere interpretato come un segnale di risoluzione definitiva dell’emergenza. Michele Lombardo, segretario generale Uil Abruzzo, insieme a Valerio Camplone, membro della segreteria regionale e referente per il Dipartimento Ambiente, salute e sicurezza, ribadisce che ogni singola perdita umana segna il fallimento di un sistema di prevenzione. La cautela resta dunque d’obbligo, specialmente se si guarda agli indicatori che denotano una crescente insicurezza nei luoghi di lavoro.
Il trend negativo trova conferma nelle denunce di infortunio complessive, salite dalle 3.776 unità del primo quadrimestre 2025 alle 3.940 del 2026, con un incremento percentuale del 4,3%. Parallelamente, le segnalazioni di malattie professionali hanno subito un’impennata del 7,6%, passando da 3.091 denunce a quota 3.326. Questi numeri descrivono una realtà in cui le criticità organizzative e i vuoti formativi continuano a gravare pesantemente sulla salute fisica dei lavoratori abruzzesi.
l’allarme per gli infortuni in itinere e le malattie croniche
Un dato che merita un approfondimento specifico è quello relativo agli infortuni in itinere, ovvero quelli avvenuti durante il tragitto casa-lavoro. Con un incremento del 23% – saliti da 455 a 561 casi – il fenomeno solleva interrogativi profondi sulla qualità e sui tempi lavorativi, oltre che sull’organizzazione dei trasporti regionali e sullo stress da lavoro correlato. La Uil osserva come il rischio non sia più circoscritto al settore industriale o a quello delle costruzioni: comparti come la sanità, l’assistenza sociale, la logistica e il commercio registrano ora una maggiore esposizione.
Anche le patologie del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo continuano a occupare le prime posizioni nelle statistiche sulle malattie professionali. La loro diffusione è la dimostrazione tangibile di come ritmi produttivi troppo serrati, movimentazione manuale di carichi pesanti e posture errate stiano logorando il tessuto lavorativo. La salute non deve essere sacrificata in nome della produttività, né considerata una variabile dipendente dai cicli economici.
la proposta di una piattaforma regionale per la formazione
Per invertire questa tendenza, la Uil Abruzzo sollecita un rafforzamento immediato delle attività ispettive e di controllo. Pur riconoscendo che la distribuzione degli ispettori non dipende esclusivamente dalle competenze regionali, il sindacato insiste sulla necessità di una regia condivisa. In seno al tavolo regionale previsto dall’articolo 7 del decreto legislativo 81/2008, è stata avanzata una proposta concreta: la creazione di una piattaforma regionale dedicata alla formazione in materia di sicurezza.
L’obiettivo è creare una rete virtuosa tra istituzioni, parti sociali, sistema scolastico ed enti bilaterali, che superi l’approccio puramente burocratico della certificazione. La formazione deve trasformarsi in uno strumento permanente di prevenzione, mirato a diffondere una cultura della sicurezza basata sulla partecipazione attiva dei lavoratori, piuttosto che sulla mera acquisizione formale di un attestato.
Il confronto con l’assessore regionale Nicoletta Verì è già stato avviato e ha raccolto una disponibilità di principio che ora attende di tradursi in atti amministrativi e operativi. La sfida è rendere la sicurezza un valore strutturale e non una risposta occasionale agli eventi. Per la Uil, la battaglia per la tutela dei lavoratori abruzzesi passa attraverso una vigilanza più incisiva, capace di anticipare il rischio prima che si trasformi in infortunio. Il sindacato assicura che il monitoraggio continuerà senza sosta, con l’obiettivo di trasformare gli indici negativi in indicatori di civiltà e rispetto per la vita umana.
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