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GLI STUDENTI DEL “FORTI” DI TERAMO INCONTRANO IL FUTURO DELL’EDILIZIA: GRANDE PARTECIPAZIONE ALL’EVENTO DEL COLLEGIO DEI GEOMETRI

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GLI STUDENTI DEL “FORTI” DI TERAMO INCONTRANO IL FUTURO DELL’EDILIZIA: GRANDE PARTECIPAZIONE ALL’EVENTO DEL COLLEGIO DEI GEOMETRI

Redazione-  Una mattinata all’insegna dell’orientamento, della formazione e del dialogo tra scuola, università e professione. È quella vissuta venerdì scorso dagli studenti e dalle studentesse del triennio dell’Istituto Tecnico Tecnologico “Forti” di Teramo grazie all’iniziativa promossa dalla Commissione Giovani del Collegio Provinciale Geometri e Geometri Laureati di Teramo, coordinata dal presidente Marco Pompei, dal segretario Luca Di Giannatale e dai giovani geometri referenti territoriali, in collaborazione con le Università degli Studi dell’Aquila e di Chieti-Pescara e con il docente referente dell’Istituto “Forti” Paolo Di Remigio.

L’appuntamento ha rappresentato un importante momento di crescita e confronto per i giovani chiamati a riflettere sul proprio futuro formativo e professionale. Al centro dell’incontro, il ruolo sempre più strategico della figura del geometra, oggi protagonista di un settore in continua evoluzione, dove innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale, sicurezza e riqualificazione urbana richiedono competenze tecniche sempre più specializzate e multidisciplinari.

Nel corso della mattinata si sono svolti workshop tematici, attività laboratoriali e momenti di approfondimento coordinati dalla Commissione Giovani Geometri. Le iniziative sono state pensate per offrire agli studenti un’esperienza concreta e dinamica, capace di avvicinarli agli aspetti più attuali della professione. Attraverso esempi pratici, simulazioni operative e presentazioni tecniche, i partecipanti hanno potuto conoscere da vicino le opportunità lavorative e le prospettive di carriera offerte dal mondo delle costruzioni, della progettazione, del catasto, dell’efficientamento energetico e della gestione del territorio.

Particolare interesse hanno suscitato gli interventi dei docenti universitari presenti, che hanno illustrato il percorso del Corso di laurea triennale professionalizzante abilitante alla professione di geometra laureato LP01. Un’offerta formativa moderna e orientata al mercato del lavoro, che punta a coniugare solide basi teoriche con competenze tecniche immediatamente spendibili nel mondo professionale. Gli studenti hanno avuto così l’opportunità di confrontarsi direttamente con il mondo accademico, approfondendo contenuti, modalità di accesso e sbocchi occupazionali dei percorsi universitari dedicati al settore edilizio e territoriale.

L’iniziativa ha evidenziato ancora una volta l’importanza della collaborazione tra istituzioni scolastiche, università e ordini professionali nel costruire percorsi di orientamento efficaci e vicini alle esigenze dei giovani. In un contesto economico e sociale in continua trasformazione, creare occasioni di incontro tra formazione e professione significa offrire agli studenti strumenti concreti per compiere scelte consapevoli e guardare con maggiore fiducia al proprio futuro.

Grande soddisfazione è stata espressa dagli organizzatori per la partecipazione attenta e coinvolta degli studenti e per l’interesse dimostrato durante tutte le attività della giornata. Un’esperienza dal forte valore formativo che conferma l’impegno del Collegio Provinciale Geometri e Geometri Laureati di Teramo nel promuovere la cultura tecnica e sostenere la crescita delle nuove generazioni di professionisti.

«L’interlocuzione con il Collegio dei Geometri è fondamentale per offrire ai nostri studenti opportunità concrete di scoperte formative in ambito professionale e universitario» – ha commentato la dirigente scolastica Maria Letizia Fatigati.

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Territorio

L’Estate dell’Aratro chiude in bellezza: torna il Palco Aperto a Pianella

Sabato 3 ottobre le splendide Terre di Arotron a Pianella (Pescara) faranno da magico e suggestivo scenario per la grande e attesissima chiusura della rassegna “L’Estate dell’Aratro 2026”. Con l’evento “Palco Aperto” al tramonto, decine di artisti emergenti si sfideranno a colpi di arte per conquistare la giuria e il pubblico. Il trionfatore vincerà l’inestimabile possibilità di esibirsi con un intero show da protagonista assoluto nell’edizione 2027. Ecco le dichiarazioni del Direttore Artistico Franco Mannella e tutte le informazioni pratiche su come prenotare un posto 👇

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terre di arotron

Pianella (Pescara) – La grande e vitale cultura dal vivo, la vibrante musica emergente, il fascino antico del teatro e lo spettacolo performativo in tutte le sue declinazioni si preparano meravigliosamente e degnamente a salutare con la massima gioia ed emozione la calda stagione estiva da poco conclusa. Si chiude infatti ufficialmente, ma con un grandissimo, corale e partecipatissimo entusiasmo generale, la fortunata, lunghissima e seguita rassegna culturale abruzzese denominata “L’Estate dell’Aratro 2026”. Per abbassare il sipario in maniera indimenticabile, l’organizzazione ha fissato sul calendario l’attesissimo e scoppiettante appuntamento conclusivo intitolato “Palco Aperto”, in programma e calendarizzato ufficialmente per il tardo e suggestivo pomeriggio di sabato 3 ottobre alle ore 17.00. L’imperdibile evento conclusivo avrà fisicamente e magicamente luogo presso la splendida e immensa cornice naturale e paesaggistica offerta dallo scenografico Palco Gran Sasso, un’imponente e affascinante struttura situata nel cuore pulsante delle magiche Terre di Arotron, adagiate morbidamente tra i verdi vigneti nel territorio del comune di Pianella, in provincia di Pescara. L’evento rappresenta a tutti gli effetti il momento culminante e felicemente conclusivo di un’intera e faticosa stagione ricchissima di sudore, applausi ed immense emozioni umane. Questo speciale appuntamento di fine rassegna offrirà orgogliosamente e concretamente a un vasto e vivace gruppo eterogeneo di giovani e talentuosi artisti (i quali hanno coraggiosamente ed entusiasticamente risposto in massa e aderito nei mesi scorsi a una call e a un rigido bando pubblico di selezione) la preziosa, rara e inestimabile opportunità di potersi esibire dal vivo, davanti a un vero pubblico, portando in scena le proprie proposte teatrali, canore e musicali rigorosamente originali, il tutto magicamente immersi e avvolti nella suggestiva, romantica e calda luce avvolgente dell’incipiente tramonto autunnale che cala dolcemente e lentamente tra le silenziose colline pianellesi.

Il pubblico diventa giurato: il voto cruciale per scegliere il vincitore

Un elemento assolutamente centrale, innovativo, formidabile e di grandissimo e vitale interesse per le sorti di questa bellissima edizione di chiusura della rassegna è costituito senza ombra di dubbio dal totale, attivo, democratico e partecipato coinvolgimento emotivo del numeroso pubblico pagante e presente in platea.
Non si tratterà affatto e semplicemente di dover assistere passivamente a una seppur bella ed eterogenea carrellata di artisti esordienti sul palcoscenico: l’intera e attenta platea, congiuntamente, democraticamente e parallelamente ai rigidi e competenti membri di una preparata giuria artistica tecnica e di settore e professionisti appositamente selezionata, sarà infatti attivamente e fiduciosamente chiamata a esprimere materialmente il proprio e insindacabile voto per premiare ed eleggere sul campo l’esibizione in assoluto più originale, toccante, convincente ed emozionante dell’intera e lunga serata di esibizioni. La posta in gioco per i talenti emergenti in gara è oggettivamente e artisticamente altissima e di inestimabile valore promozionale: il trionfante vincitore assoluto del concorso e del contest teatrale e musicale si aggiudicherà materialmente, sul posto, un prestigioso e solidissimo riconoscimento lavorativo di primissimo livello per la propria fragile carriera artistica. Il talento prescelto avrà infatti il grandissimo e rarissimo onore e l’enorme privilegio di potersi esibire in veste di vero e assoluto main event protagonista indiscusso nella prossima e attesissima edizione della rassegna ufficiale (la futura e già in cantiere “L’Estate dell’Aratro 2027”), potendo gestire e mettere in scena per il proprio pubblico un intero, esclusivo, pagato e completo Concerto al Tramonto interamente dedicato e incentrato sulla propria opera d’ingegno.

Franco Mannella: “Un vero e proprio trampolino di lancio per la crescita artistica”

A tirare magistralmente le inevitabili somme, a tracciare il bilancio complessivo finale e a sottolineare con grandissimo ed evidente orgoglio l’enorme, indiscutibile e tangibile valore culturale, aggregativo e sociale profuso sul territorio abruzzese dall’intera e coraggiosa iniziativa, ci ha pensato il navigato e preparatissimo Direttore artistico e anima della kermesse, il noto e stimato professionista Franco Mannella.
Con una breve ma sentita nota stampa, egli ha tenuto a dedicare un sincero, profondo ed emozionato pensiero formale di ringraziamento alla meravigliosa conclusione di questa lunga e fortunatissima stagione estiva teatrale e performativa, guardando però contemporaneamente, lucidamente e già con grande, ambizioso e tenace ottimismo e fiducia agli importanti sviluppi logistici del futuro imminente. «Siamo finalmente, stancamente ma felicissimamente arrivati alla degna, splendida e logica conclusione ufficiale di questa favolosa ed ennesima splendida edizione dell’Estate dell’Aratro 2026», ha infatti esordito lucidamente e con trasporto emotivo ed istituzionale Franco Mannella nella sua dichiarazione alla stampa. «Si è trattato a tutti gli effetti di una magnifica stagione ricca di eventi, che ci ha regalato faticosamente dei momenti di grandissima, inaspettata, intensa e calorosa partecipazione popolare e affluenza, e francamente e registicamente non potevamo assolutamente sognare e desiderare di poter chiudere il cartellone in un modo migliore se non con l’allestimento e la realizzazione di questa magnifica serata evento che, fattivamente, premierà il talento e darà concretamente l’opportunità reale al più meritevole e votato di potersi esibire per un’intera e lunga serata tutta sua nella scaletta della nostra prossima e ambiziosa edizione».

L’importanza della condivisione emotiva: le info e le prenotazioni

Il direttore ha poi approfondito acutamente il senso e la direzione filosofica del format scelto per la serata, una vera rarità nel difficile panorama contemporaneo e spesso avaro di reali e solide opportunità per i neofiti del mondo musicale, recitativo e della grande cultura.
«Questo particolarissimo evento conclusivo del Palco Aperto è stato appositamente, scientificamente, meticolosamente e registicamente ideato e pensato da tutti noi organizzatori proprio, esplicitamente ed unicamente come un concreto, potente e solido trampolino di lancio logistico per nuovissimi talenti acerbi, offrendo e regalando loro generosamente una vetrina autentica, vera e scevra da logiche puramente commerciali. Abbiamo fortemente, tenacemente e testardamente voluto che fosse il calore e il cuore del pubblico, insieme alla giuria esperta e tecnica, a decretare il vincitore indiscusso e meritocratico di questo singolare contest, perché crediamo intimamente, ciecamente e profondamente nel fortissimo contatto diretto umano e nella magica condivisione emotiva e vitale che si instaura unicamente tra chi si sbatte per creare l’arte e chi invece decide di sedersi in platea per recepirla e viverla sulla propria pelle. Dare coraggiosamente e operativamente al vincitore la solidissima possibilità lavorativa reale di poter tornare qui l’anno prossimo solcando il palco con un intero, lungo concerto nella programmazione principale ufficiale dell’Estate dell’Aratro 2027 significa, in parole povere, poter concretamente offrire ai giovani una seria e luminosa prospettiva di reale crescita, nonché tracciare un percorso di reale e tangibile continuità artistica a cui tutti noi organizzatori abruzzesi teniamo oggettivamente e lavorativamente moltissimo», ha felicemente chiosato il Direttore artistico, invitando tutti alla festa. L’appuntamento, come detto, è imperdibilmente fissato per il tramonto di sabato 3 ottobre alle ore 17.00. I posti a sedere nella struttura naturale all’aperto sono contingentati e limitati, e per questo motivo logistico la prenotazione è da considerarsi come strettamente obbligatoria: per riservare la sedia è sufficiente contattare rapidamente il numero 3455411135. L’organizzazione garantisce ai presenti un comodissimo parcheggio gratuito in loco e promette a tutti la consumazione di un rilassante, panoramico e festoso aperitivo celebrativo al tramonto subito dopo il termine dello spettacolo.

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Piana del Cavaliere

Puliamo l’Ovito: maxi bonifica nella grotta di Pietrasecca per salvare l’ecosistema

Una maxi-operazione straordinaria di bonifica ambientale sotterranea ha salvato un inestimabile gioiello geologico abruzzese. Durante la giornata “Puliamo l’Ovito” a Pietrasecca, decine di coraggiosi speleologi del CAI e volontari si sono calati nelle oscure profondità dell’Inghiottitoio per rimuovere faticosamente quintali di pericolosi macro-rifiuti in plastica trasportati dal torrente, frutto dell’abbandono abusivo di spazzatura nei corsi d’acqua. Un’impresa eccezionale che ha scatenato la durissima condanna delle amministrazioni locali contro i vandali ambientali ma anche l’immensa gratitudine per la sinergia dei volontari intervenuti a difesa del nostro ecosistema. Leggi il resoconto completo dell’operazione👇

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Pulizia della grotte dell'Ovito a Pietrasecca

Pietrasecca (L’Aquila) – La bellezza maestosa, incommensurabile e selvaggia del patrimonio naturalistico abruzzese, celata gelosamente dalla natura sia in superficie tra i boschi montani che nelle misteriose, oscure e affascinanti profondità sotterranee della terra, è un tesoro immenso, inestimabile ma drammaticamente e costantemente fragile, minacciato giorno dopo giorno dall’incuria umana. Per contrastare fattivamente, coraggiosamente e operativamente il dilagante degrado ambientale, nella giornata di ieri, sabato 26 settembre 2026, è andata brillantemente e orgogliosamente in scena la lodevole, titanica e complessa giornata di bonifica ecologica battezzata programmaticamente “Puliamo l’Ovito”. Si è trattato a tutti gli effetti pratici e logistici di una vera e propria maxi-operazione straordinaria, ingegneristica e altamente specializzata, interamente votata all’attenta tutela paesaggistica e alla faticosissima pulizia manuale del bacino del lago interno sotterraneo e dei tortuosi e bui rami attivi e allagati del celebre e spettacolare Inghiottitoio dell’Ovito, situato nella suggestiva frazione carseolana di Pietrasecca. L’intero e delicatissimo intervento ambientale di recupero è stato brillantemente promosso, ideato e coordinato sul campo dal coraggioso e preparato Gruppo Grotte e Forre “Francesco De Marchi” facente storicamente capo all’importante sezione del CAI (Club Alpino Italiano) dell’Aquila. L’intera e complessa operazione logistica si è potuta svolgere in un solido e ufficiale quadro normativo e di collaborazione istituzionale, venendo regolarmente inserita e pienamente realizzata nell’ampio e virtuoso ambito del formale Protocollo d’Intesa stipulato, siglato e fortemente voluto tra i vertici della Regione Abruzzo e l’operosa Federazione Speleologica Abruzzese d’Abruzzo ETS, un accordo nato specificamente per agevolare l’istituzione capillare, la mappatura e la salvaguardia del fondamentale Catasto ufficiale delle innumerevoli Grotte e delle ricchissime Aree Carsiche regionali.

Speleologi in azione: rimossi enormi quintali di plastica dal lago sotterraneo

Le operazioni pratiche di bonifica effettuate fisicamente e coraggiosamente sul campo hanno richiesto e preteso un impiego massiccio, faticoso e prolungato di grandissime e specifiche competenze umane, tecniche e speleologiche di altissimo e raro livello professionale.
La giornata ecologica ha visto infatti l’adesione totale, la partecipazione volontaria e il sudore e l’impegno in primissima e pericolosa linea operativa di decine di esperti speleologi professionisti e amatori. Questi coraggiosi “uomini talpa”, dotati di attrezzature idonee, mute resistenti, torce frontali luminose e imbracature di sicurezza estreme, si sono dovuti calare faticosamente e minuziosamente nell’inospitale, umido, freddo e buio e scivoloso ambiente puramente ipogeo, strisciando e nuotando tra le antiche rocce carsiche millenarie per compiere una vera e propria missione di salvataggio ecologico estrema. Grazie al loro durissimo lavoro fisico, è stato possibile rimuovere e portare faticosamente alla luce in superficie e all’aria aperta decine di pesantissimi sacchi colmi di inquinanti macro-rifiuti urbani, grovigli letali di plastiche indistruttibili, microplastiche insidiose, copertoni e pericolosi residui tossici di ogni genere e natura chimica. Tutto questo spaventoso e desolante campionario di spazzatura umana si era accumulato indisturbatamente, letalmente e massicciamente nel corso dei lunghissimi anni e dei decenni all’interno delle fragili cavità interne della montagna a causa del forte e inesorabile trasporto idrogeologico sotterraneo delle acque del torrente in piena. Si è trattato di un’azione ecologica e civile assolutamente e categoricamente fondamentale e imprescindibile per la salvaguardia e la purificazione di un prezioso ecosistema biologico estremamente delicato, fragile e scientificamente unico al mondo come quello del rinomato e tutelato sistema carsico di Pietrasecca.

Sinergia eccezionale: dal CAI dell’Aquila alla formidabile squadra dei volontari

Il felice, rapidissimo ed eccezionale esito logistico di questo titanico lavoro di squadra speleologico (che in pochissime e tiratissime ore di sforzo ininterrotto ha magicamente e fisicamente permesso di estrarre dal fango sotterraneo e avviare immediatamente e legalmente al corretto smaltimento nei centri di raccolta un quantitativo idrogeologico davvero ingente, spaventoso e pericoloso di materiale tossico e inquinante) è il lampante e classico esempio di ottima e sana amministrazione condivisa.
La perfetta, fluida e insperata riuscita tecnica di un’iniziativa pubblica ambientalista così faticosa, strutturata, complessa e logisticamente e politicamente importante è stata resa possibile, organizzabile e fattibile unicamente e miracolosamente grazie alla perfetta e fluida e collaudatissima sinergia umana, e all’indispensabile collaborazione pratica, organizzativa e sul campo di numerosissime e diverse e volenterose realtà associative, civiche e tecniche del nostro prezioso territorio montano e nazionale. Oltre al capofila operativo aquilano del CAI, un ruolo determinante per la logistica e la sicurezza in grotta è stato fiduciosamente ricoperto anche dai fondamentali ospiti giunti da lontano, con l’apprezzata e vitale partecipazione attiva degli esperti tecnici della gloriosa S.A.S. (Società Adriatica di Speleologia) arrivati generosamente in trasferta appositamente fin dalla lontana città di Trieste. Hanno inoltre fornito braccia forti, supporto vitale e coordinamento indispensabile per tutta la lunghissima e faticosa durata dell’evento la vigile Federazione Speleologica Abruzzese (FSA), innumerevoli e motivatissimi membri dei vari Gruppi Speleologici Federati intervenuti a titolo gratuito in soccorso, oltre all’imprescindibile cuore battente e accogliente locale fornito e garantito dal supporto logistico, dal vitto e dal calore umano dell’Associazione culturale Pietralunare e dell’attivissima Pro Loco locale del borgo di Pietrasecca.

Il grido d’allarme sulle orribili discariche abusive: “Gesti di gravissima inciviltà”

A margine del completo e fortunato e liberatorio termine dell’impegnativa, sporca ma bellissima iniziativa ecologica, l’Amministrazione comunale locale (guidata responsabilmente in primis dal sindaco di Carsoli Velia Nazzarro) ha tenuto fermamente a voler far registrare ufficialmente, pubblicamente e a chiare lettere e con gratitudine il proprio caloroso e affettuoso ed istituzionale plauso rivolto indistintamente a tutti coloro i quali, sporcandosi le mani col fango, hanno contribuito attivamente, faticosamente e coraggiosamente alla perfetta e insperata riuscita pulizia della giornata. Ma, inesorabilmente e doverosamente, le belle parole istituzionali hanno fatto anche velocemente da severo preambolo a una doverosa, aspra e durissima lezione di civiltà pubblica.
«Desidero fortemente, sentitamente ed emotivamente esprimere oggi, orgogliosamente a nome dell’intera e compatta Amministrazione comunale, un grandissimo, enorme e sincero e caloroso ringraziamento pubblico a tutti gli attori che hanno eroicamente reso possibile questa stupenda giornata», si legge limpidamente e fieramente nella nota ufficiale diramata ai media e ai giornalisti della carta stampata, «e in particolar modo mi sento in doveroso obbligo morale di elogiare pubblicamente gli speleologi calatisi nel buio e tutti gli infaticabili volontari esterni che hanno fisicamente e lodevolmente svolto ore di un lavoro davvero complesso e umanamente prezioso per la tutela dell’Inghiottitoio e dell’ambiente circostante. Quanto abbiamo recuperato tristemente oggi dal fondo della grotta, però, deve e dovrà per forza farci seriamente e duramente riflettere sul nostro fallimentare e pessimo stile di vita cittadino. Il deprecabile, intollerabile e diffusissimo e vigliacco abbandono costante dei sacchetti dei rifiuti inquinanti e delle plastiche nei piccoli fossi verdi, lungo gli argini dei nostri preziosi e limpidi corsi d’acqua montani e in mezzo all’ambiente naturale boschivo rappresenta a tutti gli effetti penali un gravissimo, insopportabile e ingiustificabile gesto di purissima inciviltà umana: quei materiali gettati e nascosti per vigliaccheria nei torrenti vengono inesorabilmente e fatalmente trascinati, mossi e trasportati a valle dall’impeto della corrente dell’acqua e possono inesorabilmente andarsi a concentrare e accumularsi a tonnellate proprio all’interno di luoghi e santuari geologici chiusi di straordinario, bellissimo e fragile valore naturalistico mondiale come la meravigliosa Grotta dell’Ovito».

Un fragile tesoro carsico abruzzese da difendere: la gratitudine della comunità

Il gravissimo, irreversibile e palese inquinamento plastico riscontrato, filmato e bonificato faticosamente dagli speleologi nelle scure profondità buie e fangose di Pietrasecca assume purtroppo i tristissimi e cupi contorni nitidi di un vero e proprio disastroso attentato ecologico e ambientale perpetrato deliberatamente a uno dei cuori geologici pulsanti più antichi e affascinanti della Regione Abruzzo.
«Tutto questo enorme quantitativo di spazzatura finisce per andare inevitabilmente a intaccare pesantemente e compromettere fatalmente degli equilibri chimici e degli ecosistemi biologici particolarissimi ed estremamente delicati, che invece noi tutti residenti avremmo il sacro, morale e civile dovere di custodire religiosamente, difendere, proteggere e preservare intatti e puliti a beneficio delle generazioni future dei nostri figli», ha proseguito furente l’intervento istituzionale scagliandosi a ragione e pesantemente contro il gravissimo inquinamento fluviale. «È davvero particolarmente amaro, angosciante, deprimente e grave dover constatare e dover toccare fisicamente con mano sul fondo fangoso della caverna come il deprecabile comportamento irresponsabile, becero, criminale ed egoista e vile di pochissimi e isolati e incivili individui possa magicamente ed inesorabilmente arrivare a lasciare purtroppo il proprio distruttivo e letale segno ecologico indelebile e tossico finanche nascosto all’interno di un luogo incontaminato così prezioso per noi. Per questo esatto motivo, da domani in poi, accanto e contemporaneamente alle lodevoli ma pur sempre faticose necessarie e dispendiose attività straordinarie di bonifica sul campo come quella odierna, resta essenziale, vitale e assolutamente e categoricamente fondamentale rinvigorire e ripristinare capillarmente il senso civico e il rispetto quotidiano severo del territorio e delle sue regole ambientali da parte di ciascuno di noi semplici cittadini residenti. Il grandissimo, eccellente e sudato lavoro fisico svolto in grotta senza risparmiarsi in queste lunghe e buie ore dai ragazzi del CAI, dagli speleologi friulani, dalle mille associazioni culturali del paese e da tutti coloro i quali, a vario e meritevole titolo, hanno voluto presenziare e hanno felicemente e attivamente partecipato all’iniziativa di bonifica rappresenta e si erge invece gloriosamente come l’esempio migliore in assoluto di grandissima attenzione civica, ferrea responsabilità e puro, genuino e vero amore disinteressato per il nostro bellissimo territorio marsicano. A loro va immancabilmente la profonda e sentitissima e perenne gratitudine dell’intera comunità di Pietrasecca e del comune di Carsoli».

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Salute

Sanità L’Aquila, i dati Asl 1 del Fials: infermieri in attivo, ma i medici scappano

La situazione negli ospedali abruzzesi non accenna a calmarsi o trovare pace duratura. Grazie al durissimo e faticoso accesso agli atti aziendali effettuato sul campo dai sindacalisti del Fials, emergono limpidi e inconfutabili i numeri ufficiali del personale sanitario della travagliatissima ASL 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila. Da un lato il sindacato ha voluto esaltare l’impegno virtuoso della direzione: i numeri degli infermieri, degli Oss e del personale del comparto presentano finalmente, inaspettatamente e saldamente un forte e tangibile saldo attivo post-turnover. Decine di contratti a termine, infatti, non sono spariti nel nulla inghiottiti dai pesanti tagli lineari governativi imposti da Roma, bensì sono stati giustamente e faticosamente convertiti in utilissime e solide e garantite stabilizzazioni aziendali a tempo indeterminato e poste fisse in corsia, dando respiro alle corsie della provincia pescarese e aquilana. Tuttavia, dall’altro lato e a spaventare i pazienti ci pensa la drammatica e disastrosa emorragia interna dei medici in corsia: il saldo totale delle nuove immissioni è quasi ridicolo (solo +19 camici bianchi per l’intera e vasta ASL 1 nel lungo lasso di un anno). A questo quadro si somma e si associa l’assurda ma persistente e letale burocrazia pachidermica, per cui si impiegano estenuanti e inaccettabili 9 mesi di folle attesa solo per poter chiudere formalmente un concorso. Infine c’è da registrare il continuo e pericolosissimo “no grazie” pronunciato dai giovani medici e chirurghi neoassunti che, appena possono, fuggono via o si rifiutano categoricamente e palesemente di prendere dolorosamente servizio presso le sedi più periferiche montane, faticose e complesse come i vitali presidi abruzzesi del freddo entroterra: un rifiuto continuo e libero che manda disperatamente al collasso cronico e certo i fondamentali reparti d’emergenza, le cardiologie e il martoriato e affollatissimo Pronto Soccorso locale del territorio di Castel di Sangro, Avezzano e Sulmona. Leggi i numeri integrali shock della sanità abruzzese👇

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Asl1 Abruzzo

L’Aquila – La scottante, dibattuta, polverosa e sempre complessa e stratificata e spinosa questione riguardante l’effettiva gestione, la tenuta economica e il reale ed effettivo turnover del delicatissimo e fondamentale organico sanitario in forze alle malandate e zoppicanti strutture pubbliche provinciali abruzzesi si arricchisce oggi, improvvisamente e provvidenzialmente, di una minuziosissima, documentata, inattaccabile e chiarificatrice fotografia statistica e numerica scattata e vidimata direttamente sul campo. Tutto questo mastodontico e chirurgico lavoro di vera e propria analisi e inchiesta statistico-sindacale è stato meritoriamente reso visibile, consultabile e soprattutto intellegibile e chiaro a tutta la cittadinanza locale e alla stampa a seguito di una lunga, faticosa, formale e circostanziata e battagliera istanza legale per l’accesso diretto e completo agli atti amministrativi. A promuovere, richiedere e ottenere legalmente e testardamente la documentazione in esame è stata l’attivissima Segreteria Provinciale del sindacato FIALS (Federazione Italiana Autonomie Locali e Sanità) dell’Aquila. Da questa approfondita, tecnica e complessa disamina burocratica dei fascicoli, e leggendo attentamente tra le innumerevoli e fredde righe dei tabulati anagrafici, emergono per la primissima volta e con cristallina e assoluta nitidezza giornalistica tutti gli esatti, incontestabili e reali numeri statistici che certificano in maniera lampante lo stato di salute delle faticose e complesse politiche interne del personale ospedaliero. Una massiccia campagna di assunzioni e pensionamenti che è stata dolorosamente, faticosamente e coraggiosamente messa in atto in prima linea operativa dalla ASL 1 (Avezzano-Sulmona-L’Aquila) nell’arco esatto dell’ultimo, tribolato, disperato e difficile e infinito anno solare lavorativo di faticosa emergenza sanitaria territoriale post-Covid.

L’accesso agli atti: bilancio incredibilmente positivo per il comparto e il turn-over

Il mastodontico e puntiglioso quadro analitico e documentale e ufficiale che è stato orgogliosamente estratto e minuziosamente fornito e divulgato alla stampa dal sindacato, e redatto dai funzionari contabili aziendali sotto giuramento di fedeltà, sgombra finalmente, definitivamente e inequivocabilmente il polveroso campo dalle consuete, approssimative, distorte e strumentali narrazioni politiche lette sui quotidiani.
La reale indagine sindacale restituisce ai cittadini contribuenti un’analisi clinica ad altissimo, ineccepibile e severo rigore matematico e metodologico, palesando un dato sorprendente: l’esito della tenuta e della forza occupazionale complessiva e l’inizio del faticosissimo e graduale e disperato superamento strutturale del vergognoso precariato storico segnano indubbiamente e onestamente un traguardo insperato e statisticamente indiscutibile per i vertici. Contrariamente alle diffuse, catastrofiche, facili e allarmistiche dichiarazioni di sfiducia di un generalizzato, spaventoso e rapido depauperamento e spoliazione delle preziose risorse ospedaliere umane, le palesi e inattaccabili risultanze puramente contabili acquisite mettono in netta e chiara evidenza positiva come l’Azienda Sanitaria abruzzese abbia materialmente, fattivamente e tenacemente saputo garantire il rimpiazzo organico totale di tutte le inevitabili e naturali cessazioni, licenziamenti e uscite dal servizio, facendo felicemente registrare a referto un saldo netto complessivo addirittura marcatamente in forte e visibile attivo su quasi tutti i fondamentali e delicati profili primari dell’assistenza continuativa ospedaliera in corsia.
Esaminando nel dettaglio crudo e statistico le cifre, il comparto vitale degli instancabili Infermieri mostra un attivismo encomiabile: a fronte di un totale inevitabile di 143 dolorose e necessarie uscite dovute a pensionamenti (o dolorosi e volontari trasferimenti in altre sedi d’Italia o all’estero), la ASL 1 ha materialmente, burocraticamente e contrattualmente registrato l’ingresso e assunto un totale di ben 197 nuove risorse professioniste formatesi in accademia, riuscendo in questo virtuoso e difficilissimo modo a fissare tenacemente il complicatissimo saldo matematico netto ospedaliero a un rassicurante e solidissimo livello di più 54 nuove giovani e fresche unità operative messe a totale disposizione dei primari.
Ma il dato logistico in assoluto più sorprendente, entusiasmante e che spicca fragorosamente e con una nettissima e maggior forza ed energia incoraggiante per il futuro sull’intero, faticoso e indispensabile piano dell’assistenza di base è, senza alcun’ombra di dubbio o discussione, quello riguardante specificamente la discussa categoria degli Operatori Socio-Sanitari (i cosiddetti e instancabili OSS). Per questo delicato e gravoso ruolo di cura assistenziale, sono stati felicemente e fisicamente registrati in corsia ben 86 freschissimi nuovi e rapidi ingressi diretti contrattualizzati, e questo a fronte di misere 26 fisiologiche e programmate e naturali uscite o esodi pensionistici dal servizio. Questo brillante e oculatissimo traguardo porta ad incamerare un clamoroso e vitale saldo aziendale positivo complessivo di ben più 60 unità fisiche stabili e pronte al duro lavoro.

Stabilizzazioni strategiche: il nodo irrisolto di chi aspetta l’assunzione a tempo

Anche guardando analiticamente e inquadrando le innumerevoli e sfaccettate e poliedriche Altre figure del Comparto medico, le cifre finali riportate dall’incartamento continuano tenacemente e ostinatamente a sorridere alle logiche della ASL.
I calcoli e i fogli millimetrati registrano infatti orgogliosamente ben 252 nuove corpose e massicce assunzioni totali complessive messe materialmente e rapidamente a bilancio pubblico regionale, il tutto a fronte di sole 181 programmate cessazioni fisiologiche per limiti d’età lavorativa, portando l’ente a far siglare formalmente e burocraticamente un pesante, rassicurante e definitivo incremento strutturale e aziendale quantificabile in un rotondo e preziosissimo più 71 nuove e preparate unità lavorative dipendenti. Questo indubbio e forte trend marcatamente e fieramente espansivo trova però la sua principale, naturale e solida e profonda spiegazione formale nell’ampio, lodevole e sistematico piano di riconversione giuridica e contrattuale di salvataggio (dal vituperato precariato a tempo determinato verso il solido e garantito posto a tempo indeterminato). La presunta e apparente, matematica contrazione statistica registrata sulle tabelle in merito ai famigerati e vituperati contratti a termine (-18 infermieri e -43 OSS fittiziamente ed apparentemente “persi”) non deve trarre assolutamente in errore il lettore disattento, in quanto essa non rappresenta e non maschera fortunatamente un bieco e spietato taglio di austerità governativa lineare, bensì è lo splendido, doveroso, giusto, fisiologico e virtuoso e sano risultato etico legato alle stabilizzazioni formali del personale storicamente già lungamente in servizio da decenni nei reparti a gettone. Ma per il FIALS, che pure loda i risultati, ora serve subito un immediato balzo etico finale: “Chiediamo all’Azienda e ai vertici in carica di agire prestissimo e con la massima celerità nell’avviare le necessarie procedure prima dell’arrivo di sciagurati e spaventosi mutamenti normativi”, urla il sindacato, riferendosi alle sacrosante unità che hanno finalmente e legittimamente maturato tutti i diritti e i faticosi requisiti ma sono vergognosamente e burocraticamente tuttora bloccate in un indegno e inaccettabile e logorante limbo di stallo burocratico aziendale.

L’emergenza cronica dei medici, la fuga dagli Spoke e l’assurdo gap di 9 mesi

Nonostante gli applausi, le luci incoraggianti per gli infermieri, i brindisi sindacali e gli esiti positivi delle stabilizzazioni di ruolo, la durissima, impietosa e cruda analisi tecnica della documentazione fa emergere impietosamente anche due spaventosi, preoccupanti e giganti nodi critici irrisolti per la ASL abruzzese.
In primo luogo, l’ombra spaventosa della vulnerabilità della Dirigenza Medica. I camici bianchi veri e propri non ci sono: a fronte di 102 uscite mediche assodate e irrevocabili, le nuove e complicate assunzioni sono state solamente 121 in totale, un saldo ridicolmente asfittico e stentato di appena 19 nuovi medici assunti su una provincia gigantesca (l’indice marginale è un misero 1,19). Questa ristrettissima coperta corta, mortificante e ridotta pericolosamente all’osso si scontra inevitabilmente, fatalmente e duramente contro la cruda realtà montana: assistiamo impotenti alle continue e umilianti e sistematiche e dolorose, libere e legali rinunce di assunzione, operate in massa dai giovani neo-dottori scettici, sulle cosiddette sedi spoke disagiate e periferiche (i fondamentali ma piccoli e nevralgici presidi territoriali ospedalieri dislocati ad Avezzano, Sulmona e finanche nella sperduta e gelida Castel di Sangro). I reparti disperatamente deserti al collasso, incapaci clamorosamente di reggere all’urto del ricambio generazionale, riguardano branche salvavita irrinunciabili come il Pronto Soccorso, la Cardiologia di rete e la Neurologia territoriale d’urgenza. A questo spaventoso e cronico cancro medico gestionale regionale si aggiunge, e ne accresce esponenzialmente e follemente i pericolosissimi e deleteri effetti, la folle, lentissima e incomprensibile forbice temporale e burocratica dei reclutamenti. I ritardi e le tempistiche infinite dei concorsi e dei contratti lenti creano, burocraticamente parlando e per mera incapacità organizzativa statale, quello che i sindacati esasperati definiscono spaventati come un “pericolosissimo e insostenibile disallineamento temporale mostruoso” tra bandi e nuove assunzioni. Servono ben nove mesi burocratici sprecati in carte bollate ed estenuanti e lenti timbri prima di poter accogliere in aula e firmare i contratti del concorso fisso a tempo, mesi letali durante i quali la ASL 1 fatica e soccombe a garantire i massacranti e pesantissimi turni ai malati e in cui enormi ed estenuanti carichi di straordinario disumano piombano inesorabilmente e insostenibilmente sul pochissimo personale di ruolo eroicamente ed esasperatamente superstite nelle corsie. Una situazione kafkiana che, unita al deficit pauroso e incolmabile degli addetti sportellisti amministrativi (meno 37 unità coadiutrici), trasforma gli stanchi infermieri abruzzesi al CUP in provetti passacarte, bloccando in modo pericoloso la rapidità della cura medica in provincia.

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